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Docenti che fanno la scuola.....in ricerca

In evidenza Docenti che fanno la scuola.....in ricerca

 

L’Istituto I.I.S. “Einstein De Lorenzo” di Potenza” Scuola Polo impegnato sempre grazie alla preziosa, qualificata e infaticabile opera della sua Dirigente Prof.ssa Giovanna Sardone che quotidianamente sostiene con fiducia quanti si spendono per esprimere e dare il meglio ai suoi ragazzi con iniziative, progetti e collaborazioni con Istituzioni, Enti Locali e Associazioni professionali che contemplino tra le loro finalità la promozione della persona, della cultura e della formazione: ha organizzato un interessantissimo corso percorso laboratoriale rivolto ai docenti in servizio nelle scuole di ogni ordine e grado e, in particolare, a quanti hanno incarichi relativi agli alunni dal titolo. “ La valorizzazione del capitale umano: strategie operative”.
Il percorso di formazione è fortemente incentrato su attività laboratoriali condotte dal bravissimo psicologo e psicoterapeuta il dott. Michele Passarella (l'Istituto scolastico intende favorire tutte le iniziative che realizzano la funzione della scuola come centro di promozione della persona ) oltre che da un gruppo di docenti precedentemente formati, della durata complessiva pari a 20 ore, il percorso formativo si articola secondo cinque incontri pomeridiani, ciascuno della durata di 4 ore.
Lunedi pomeriggio 6 luglio 2015 ha preso l’avvio del corso con lo sviluppo del tema “
Garantire il diritto allo studio e favorire il successo formativo”; il giorno seguente
il tema affrontato è stato “Prevenire le situazioni di disagio psicosociale e relazionale”.
Grande apprezzamento e risultati positivi già visti in questi due giorni formativi per la metodologia di approccio al corso inteso come “Laboratorio” con tantissimi spunti : dall’ aforisma di Erasmo da Rotterdam: “Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia. “ e ancora “Uno dei più grandi vantaggi della ricchezza è quello di poter aiutare gli altri”affermava (Antonio De Curtis). "I Care" era il motto di don Milani, indimenticato maestro della scuola di Barbiana : "Ho a cuore, ci tengo, mi interessa". Queste due semplici parole possono riassumere il punto d'incontro tra
l’esigenze dell'allievo, della sua famiglia ma anche della società tutta e la figura del docente/educatore. E su questo semplice
motto si dovrebbe anche fondare l'etica della e nella scuola. “Imparerai che maturare non c’entra nulla con l’età ma ha a che fare con quello che hai imparato dalle tue esperienze” così si pronunciava Jorge Luis Borges.
Un percorso quindi formativo quello della scuola polo I.I.S. “Einstein De Lorenzo “ che oggi, chiamiamo di “Work in progress”…perchè “L'uomo è un mistero, un mistero che bisogna risolvere, e se trascorrerai tutta la vita cercando di risolverlo, non dire che hai perso tempo; io studio questo mistero perché voglio essere un uomo” diceva Fëdor Dostoevskij; un percorso di ricerca quindi laboratoriale inteso come sinonimo di continua ricerca: sia a livello motivazionale che come maieutica (Tirar fuori il meglio da noi stessi e dai nostri allievi)”questo sono state le costanti sollecitazioni della bravissima prof.ssa Maria De Carlo docente referente, coordinatrice ed eccellente relatrice del corso.
Adattare quanto di meglio è stato prodotto dalla pedagogia dei gruppi scolastici dell'accoglienza (Il primo giorno di scuola, con i ragazzi disposti in cerchio) così i 28 docenti partecipanti al corso “La valorizzazione del capitale umano” si sono messi in cerchio (la caratteristica di questo corso è appunto la circolarità secondo gli insegnamenti dei pedagogisti e di Don Lorenzo Milani . Lo spazio si trasforma in circolarità ma anche in reticolarità propria di ogni percorso; “non c'è forma più 'compiuta' del cerchio, le sedie vengono messe in cerchio per agevolare la circolarità dello scambio comunicativo ) per confrontarsi e condividere: contenuti, dubbi ed esperienze a fine anno scolastico .

Altre chicche preziose (nella due giorni formativi) che abbiamo riscontrato durante il corso sono state: le proiezioni di filmati riguardanti il disagio giovanile ed il malessere dei docenti («Per me andare a scuola a insegnare era una festa invece della somatizzazione) visto nel cinema, alla fine dal dibattito è risultato che l’unica cura e ricetta efficace è la valorizzazione della persona (Empatia, accoglienza, inclusione, fiducia, dargli serenità!). Altri films proiettati in aula magna, interessanti, perché ricchi di altrettanti e importanti spunti di riflessioni sono stati (Sister Act II il discorso di Suor Maria Claretta; Mery per sempre, il dialogo di Mery con il Prof.; una scena de "Il maestro di Vigevano" del grande Elio Petri, interpretato da un Alberto Sordi in gran forma).
Altro bellissimo momento educativo è stato la realizzazione di una esercitazione pratica intitolata: scheda gioco “per il fiume” come esempio di empatia dove i docenti da adulti si sono immedesimati “nei panni di un giovane” nell’affrontare “I pericoli del fiume”(come affrontare la scuola, la vita, l’influenza dei media, i temi della droga, del sesso, i problemi di famiglia, di salute, di alimentazione, delle amicizie ecc…).
I docenti hanno riflettuto con appunti e questionari su don Lorenzo Milani –(Lettera a una professoressa 1967) “……Il mondo è una famiglia immensa. C’è tante altre creature da servire. È bello vedere di là dall’uscio della propria casa. Bisogna soltanto essere sicuri di non aver cacciato nessuno con le nostre mani".
E ancora i docenti hanno riflettuto sullo strumento “Circle time”: metodo di lavoro, ideato dalla psicologia umanistica negli anni ’70, con lo scopo di proporre sia per le classi delle scuole che per tutti i gruppi che abbiano uno scopo comune, uno strumento efficace per aumentare la vicinanza emotiva e per risolvere i conflitti.
Tale strumento si rivela particolarmente efficace per stimolare i giovani ad acquisire conoscenza e consapevolezza delle proprie ed altrui emozioni, per gestire le relazioni sociali sia con i pari che con gli adulti.
Il circle time è quindi un gruppo di discussione su argomenti di diversa natura, con lo scopo principale di migliorare la comunicazione e far acquisire ai partecipanti le principali abilità comunicative.
I docenti partecipanti hanno capito meglio cosa si intende per ascolto. Prima di saper parlare è utile saper ascoltare. Il docente che utilizza la tecnica dell’ascolto, può portare lo studente a liberarsi da ciò che gli crea disagio, trasmettendogli la sensazione di essere compreso e accettato con tutti i suoi problemi.
L’ascolto può essere passivo o attivo.
L’ascolto passivo include un silenzio attento e accettante, grazie al quale l’alunno si sente libero di esporre il proprio problema senza essere interrotto. Questo può avvenire attraverso diversi messaggi: il messaggio di accoglimento che indica al ragazzo che l’insegnante lo sta ascoltando e possono consistere in messaggi di natura non verbale, come un costante contatto visivo, sorridere, oppure verbali attraverso l’uso di piccole parole o suoni che incitano a continuare: “ti ascolto…”, “dimmi pure..”, “capisco…”. E messaggi di incoraggiamento: l’insegnate esorta apertamente l’alunno ad approfondire ciò che sta dicendo: “Vai avanti, dimmi qualcosa di più…”. L’ascolto attivo implica, invece, una riflessione da parte dell’insegnante sul problema esposto dall’alunno, recependolo senza emettere messaggi personali, critiche o giudizi, trasmettendo così al ragazzo la convinzione di essere stato ascoltato ed accettato, accompagnandolo semplicemente verso la soluzione migliore.
Lo psicoterapeuta dott. Michele Passarella si è soffermato molto sul concetto di empatia:
cioè la capacità di aprirsi agli altri, esso è però legato all’epoca moderna in cui i soggetti si riconoscono come individui, cioè quando l’io viene distinto dall’altro. Oggi, è invece importante tornare a parlare di empatia, per contrastare l’individualismo tipico di questo periodo; ritengo che sia molto importante l’educazione all’empatia anche tra le nuove generazioni....e la scuola diretta con efficienza ed efficacia dalla Dirigente Sardone si muove sempre in tal senso.
Realizzare una pedagogia “inclusiva” sono stati gli imputi dei relatori: l’Inclusione “…… comporta un allargamento semantico che comprende almeno due piani.
Il primo è interno alla scuola. Questa diventa inclusiva quando sa accogliere tutte le diversità e riformulare al tal fine le proprie scelte organizzative, progettuali, metodologiche didattiche e logistiche.
Il secondo piano riguarda ciò che è esterno alla scuola e richiede collaborazioni e alleanze tra scuola, famiglia, servizi, istituzioni di vario tipo, associazionismo, mondo del lavoro in una fitta rete di solidarietà garantita non solo volontaristicamente...(L’I.I.S. “Einstein De Lorenzo” di Potenza è sempre molto presente e attiva al riguardo).
Durante il corso si è parlato di “Lezione collaborativa”: ovvero promuovere apprendimenti “centrati sulla persona” significa contrastare la grande ingiustizia, denunciata dai ragazzi di Don Milani nella famosa “Lettera ad una professoressa”. È democratica in questo senso una scuola che tratta differentemente i ragazzi, che non fa “parti eguali tra diseguali”. Il laboratorio di ricerca svoltosi il 6 e 7 luglio 2015 ha trattato anche della “Dimensione cooperativa” che costituisce una risorsa strategica per l’insegnante, attraverso il buon utilizzo dei gruppi può mirare a due obiettivi di rilievo: 1) quello educativo è evidente l’importanza che assume la pratica della collaborazione, della negoziazione dei significati, del confronto, 2) quello dell’efficacia cognitiva infatti numerose ricerche dimostrano i vantaggi offerti dal lavoro di gruppo.
Ci si è soffermati, durante il corso formativo per i docenti, molto sull’approccio collaborativo che sovverte la tradizione pedagogica in cui la mediazione didattica è affidata ad un unico attore, l’insegnante. Nell’approccio collaborativo l’apprendimento diviene:
• significativo, perché permette l’integrazione e lo sviluppo delle nuove conoscenze dentro il patrimonio culturale pregresso del soggetto;
• attivo, perché favorisce il coinvolgimento consapevole dello studente nella gestione del processo apprenditivo;
• collaborativo, in quanto esperienza relazionale fondata sul dialogo ed il confronto reciproco;
• aperto, in quanto riferito a differenti prospettive di analisi dei contenuti culturali e a molteplici modalità di soluzione;
• multimediale, in quanto combinazione ed integrazione di differenti modalità di rappresentazione della realtà.
Si è citato il pensiero pedagogico montessoriano - Maria Montessori prima donna a laurearsi in medicina in Italia - che riteneva che interesse, attività e sforzo siano i caratteri distintivi del lavoro spontaneo e autoeducativo del bambino. L’adulto quindi ha il compito di sviluppare e accrescere queste attività spontanee, suscitare gioia ed entusiasmo per la loro pratica e aiutare lo studente a ‘fare da solo’, liberandolo dagli ostacoli allo sviluppo che si pongono sulla sua strada.
L'etica infatti pretende un atteggiamento partecipativo ("I care" già ricordato) da parte del docente che deve far crescere i suoi allievi trovando le strategie educative più adatte a ciascuno di loro e lo deve fare in una dimensione di gruppo che sta a simboleggiare una situazione di convivenza che nella società essi troveranno, quindi una situazione di competizione ma anche di interdipendenza che richiede il rispetto reciproco tra pari ed il riconoscimento di ruoli diversi, anche di natura gerarchica.
Per l’occasione dell’attivazione del corso è stato costituito un gruppo su facebook dal titolo : “Scuola.........I care! “.
Il corso proseguirà mercoledì 2 settembre 2015 sempre nell’Aula Magna di Via Sicilia a Potenza con gli stessi orari 15 -19 l’argomento che verrà affrontato riguarderà: “Integrazione degli alunni extracomunitari: la didattica interculturale”.
Giovedì 3 settembre 2015 si proseguirà con: “Le strategie operative per contrastare la dispersione scolastica”; il corso si concluderà
lunedì 7 settembre 2015 con: “L’individuazione di proposte
operative, dal counseling alle strategie da condividere (Scuola-famiglia)”.
Tutti i docenti di ogni ordine e grado sono ancora invitati, buona estate e buon compiti per le vacanze a tutti!

                                                                                                                                          Prof.  Antonio Corbo

Ultima modifica ilMercoledì, 08 Luglio 2015 21:21
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