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L’INTERVENTO DELL’UOMO SULL’AMBIENTE

In evidenza L’INTERVENTO DELL’UOMO SULL’AMBIENTE

L’Uomo, nella sua corsa sfrenata ed insensata al dominio della natura, ha dimenticato di essere egli stesso parte della biosfera, con conseguenze sovente drammatiche. Ha esercitato e continua ad esercitare una vasta e profonda azione modificatrice delle componenti fisiche e biologiche dell’ambiente.

Nessuna altra specie vivente è stata altrettanto capace di cambiarne così radicalmente l’aspetto primitivo: ha spianato terreni, scavato gallerie, modificato il corso dei fiumi, per costruire città, strade, ponti, ferrovie ed aeroporti. Per ottenere l’energia necessaria alla sua sopravvivenza, al suo benessere alle sue attività, ha perforato la Terra per estrarre dalle sue viscere carbone, petrolio, uranio; ha creato laghi artificiali, sbarrando con dighe il corso naturale dei fiumi.

L’incessante incremento demografico della specie umana dominante ha imposto la produzione di sempre maggiori risorse alimentari. A tale scopo ha costruito una fitta rete di canali di irrigazione, sconvolgendo l’originario assetto della rete idrografica; ha trasformato vaste zone del nostro pianeta in terreni agricoli, distruggendo foreste, savane, steppe e bonificando terre paludose e malariche.

Ha concepito forme sempre più intensive e massive di allevamento, favorendo alcune specie animali e distruggendone altre, sia perché nocive alle sue colture, sia per ricavarne pellicce, pelli, avorio… Un’azione così profonda ed articolata, cha ha avuto una straordinaria ed esiziale accelerazione nell’ultimo secolo, in concomitanza e in correlazione stretta con l’inusitato sviluppo industriale e l’esplosione demografica.

Si è così approfondita la profonda serie di guasti sull’ambiente, in cui ha riversato i suoi prodotti di rifiuto e di cui ha sconvolto anche le catene alimentari, provocando il grave fenomeno dell’inquinamento, con gravi alterazioni di tutta la biosfera.

L’uomo è riuscito a creare un ecosistema artificiale, parallelo e contrastante alla serie di ecosistemi naturali, in cui egli interagisce continuamente con gli elementi dell’ambiente in cui vive e ne viene a sua volta influenzato, attraverso un complesso processo di interazioni.

Facciamo un esempio. In un ecosistema naturale tipico la catena alimentare ed ecologica ha la forma solitamente a piramide: la massa degli organismi (biomassa) decresce salendo dai produttori ai consumatori di diverso grado. In pratica alla base troviamo i produttori vegetali, poi salendo gli erbivori, gli insettivori, i carnivori e al vertice della piramide i grandi predatori.

In una società il cui protagonista è umano, il rapporto è esattamente l’inverso di un ecosistema naturale: ci sono pochi produttori e molti consumatori. Con la differenza che sono i produttori la parte dominante, capace di massificare ed imporre scelte di consumo apparentemente vantaggiose ma in realtà profondamente oltraggiose, per i notevoli e prolungati effetti nocivi.

 

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