Log in
A+ A A-

PETROLIO E INQUINAMENTO DEI MARI

In evidenza PETROLIO E INQUINAMENTO DEI MARI

Oggi il maggiore inquinante marino è certamente il petrolio, di varia provenienza: il traffico delle navi cisterna e il loro lavaggio in mare, le piattaforme marine e gli impianti a terra di stoccaggio e raffinazione. Leggiamo ogni giorno e constatiamo con apprensione il crescente numero di disastri ambientali associati alla fuoriuscita di ingenti quantità di petrolio greggio, a causa della rottura di oleodotti o di incidenti occorsi in mare alle petroliere. Le conseguenze di questa esiziale marea nera sono gravissime, in primo luogo a carico della fauna ittica: il petrolio ricopre il corpo di pesci e uccelli marini con un film oleoso, solubilizzando i loro grassi protettivi, fino a provocarne la morte.

Nello specifico, l’azione nefasta si esplica attraverso due livelli di effetti. Gli effetti a breve termine avvengono principalmente nello strato d’acqua dove arriva la luce del sole; muoiono le uova e le larve degli organismi marini (che costituiscono il cosiddetto zooplancton); il fitoplancton non è più in grado di realizzare il processo di fotosintesi e si interrompono, pertanto, le catene alimentari del mare. La pellicola sottilissima del petrolio formatasi in superficie non consente l’interscambio fra aria e acqua, impedendo la riossigenazione e il passaggio di calore dall’acqua all’aria; provoca la morte per asfissia dei pesci, di cui riveste il corpo, occludendone le branchie.

Invece, gli effetti a medio e lungo termine avvengono alle medie e grandi profondità. Le carni dei molluschi e dei pesci diventano immangiabili e pericolose per l’accumulo di sostanze tossiche e cancerogene.

Infine, anche gli organismi vengono gravemente danneggiati da questo nero sudario.

Devi effettuare il login per inviare commenti

Meteo

Potenza

Ultime

Calendario Articoli

« Dicembre 2021 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    

Area Riservata