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CONVERSAZIONE CON LO SCRITTORE FRANCESCO CURSIO

1- Raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di parlare della tua opera letteraria. In verità non c’è molto da dire, semplicemente sono un ragazzo “non più giovanissimo” che, l’ennesima volta, ha voluto accettare la sfida di rimettersi in gioco e per provare a se stesso che nulla nella vita si può dare per scontato. Ho sempre vissuto con la voglia di osare e con questo lavoro spero di esserci riuscito.

2- Raccontaci come ti sei avvicinato alla scrittura. Credo che il passo fondamentale che mi ha portato verso la scrittura sia stato quello di voler dare forma ad un piccolo sogno che da anni covavo dentro di me ma non solo. Anche la curiosità di intraprendere un’esperienza del tutto nuova ed estremamente affascinante è stata, per me, un forte stimolo che mi ha portato con grande soddisfazione, alla stesura del mio romanzo.

3- La lettura e la scrittura sono due abilità interdipendenti. Quali sono i libri che hanno “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura? Sicuramente i romanzi storici, soprattutto quelli che svelano durante la lettura quel velo di mistero misto a fantasia che stimolano la mente a viaggiare con l’immaginazione. Su tutti vorrei citare Jack Whyte con i suoi racconti sul mito di Camelot e Christian Jacq con i suoi fantastici libri sulla vita del grande Faraone RAMSES II, sono questi libri che più di tutti mi hanno affascinato e che hanno stimolato in me la voglia di raccontare una storia tutta mia.

4- Perché hai pubblicato il tuo libro in una tipografia invece di proporlo a una casa editrice? Questa è davvero una bella domanda e spero di non offendere nessuno se, con sincerità, cercherò di spiegare i motivi di tale scelta. Su tutti c’è il lato “haimè” economico, infatti i costi di pubblicazione per un dattiloscritto di 320 pagine. sono alquanto elevati e quindi ho dovuto ripiegare su una scelta più economica che mi ha fatto risparmiare quasi la metà di quello che avrei dovuto sborsare con una casa editrice. Questo è uno dei motivi, ma non è quello che mi ha fatto propendere per questa scelta. In verità sarei stato disposto anche ad accettare di spendere tanti soldi per la classica pubblicazione, il problema fondamentale però è sorto quando ho realizzato che, tra le copie che la casa editrice avrebbe trattenuto, (circa l’80%) e la percentuale di guadagno che sulle stesse mi avrebbe riconosciuto, sperando poi di vendere le restanti copie, di persona, ad amici e parenti, (come ho fatto d'altronde) non sarei mai riuscito a rientrare nei costi totali dell’investimento, ed essendo il mio il classico sogno nel cassetto, ho preferito fare tutto da solo.

5- La storia del tuo libro si svolge nella circostanza di un terremoto che ha colpito tutta la terra e i pochi sopravvissuti si legano assieme appassionatamente, lottando per sopravvivere e collaborando insieme per cercare di ricostruire le loro vite. Cosa ti ha dato l’ispirazione per la scrittura di “L’ultimo viaggio”? Che impressione cerchi di suscitare in chi legge il tuo romanzo? Il tuo primo libro si propone di trasmettere quale messaggio ai lettori? Per dirla tutta, il racconto si svolge in un scenario pre e post apocalittico, nel quale i terremoti non sono che l’inizio della rivoluzione terrestre che si manifesta agli occhi dei sopravvissuti. Gli stessi sopravvissuti poi, cercano disperatamente di dare un senso a quella che un tempo chiamavano serenamente “VITA”. L’ispirazione invece è nata da un’idea tutta mia su quello che ad oggi, io reputo come un vero e proprio supplizio che il nostro pianeta sta subendo da coloro che, forse, hanno dimenticato di essere su di esso, solo ed esclusivamente di passaggio. La violenza e il disprezzo che l’uomo sta perpetrando nei confronti del nostro caro pianeta, sta difatti portando la società alla rovina e il messaggio che, con il mio libro vorrei trasmettere, è semplicemente quello di rispetto ed educazione socio culturale che tanto manca nella quotidianità delle persone. Il titolo poi ha un significato puramente metaforico e vuole essere da stimolo verso la necessità di non arrendersi alle avversità e che solo lottando giorno per giorno si può arrivare a raggiungere i propri obiettivi.

6- Per descrivere i tuoi personaggi ti sei riferito a delle persone nella vita reale? C’è un collegamento particolare tra te ed i personaggi del tuo libro? Non tutti, alcuni dei protagonisti che hanno dato vita al racconto sono persone che ho conosciuto nel corso della mia vita e che, inconsciamente, hanno contribuito alla realizzazione di quel fantastico gruppo di amici che lottano contro tutto e tutti. Su tutti però ci sono i due protagonisti, (Beppe ed Olga). Loro sono e saranno per me fonte di ispirazione per il resto della mia vita.

7- Cosa ne pensi della letteratura italiana di oggi? A questa domanda sinceramente non saprei cosa rispondere. Certo internet e la tecnologia hanno reso il mondo della letteratura molto più “social” e le varie pubblicazioni E-book hanno fatto sì che la qualità della stessa si sia un po’ abbassata, a favore la quantità, ma sono sicuro che a breve ci sarà un ritorno totale al caro e buon vecchio libro e con esso ritornerà di sicuro la grande letteratura.

8- Come vorresti che fosse la società attuale? In maniera molto semplice e concreta e volendo racchiudere il concetto in una sola parola: “Rispettosa”, credo che la chiave di tutto sia proprio la mancanza di rispetto degli uni con gli altri.

9- Attraverso la letteratura, continuerai sicuramente il tuo peregrinare, quali sono i tuoi progetti futuri di scrittura? Su tutti quello di dare seguito a questo mio primo libro, le idee ci sono e la voglia di realizzarle anche. Spero solo che in futuro qualche casa editrice possa aiutarmi “concretamente” nel mio percorso e che i prossimi lavori possano avere un riscontro, in termini di propagazione, decisamente migliori.

10- Puoi farti da solo una domanda che non ti ho fatto, ma a cui avresti voluto rispondere. Se proprio dovessi farmi una domanda sarebbe la seguente: Pensi di aver fatto un buon lavoro e di essere stato all’altezza delle tue aspettative? Non ne sono sicuro, di certo ci ho messo tutto l’impegno e la dedizione necessaria per realizzarlo e tanta determinazione nel promuoverlo e pubblicizzarlo. Ovviamente il cammino che sto intraprendendo è lungo è incerto, ma le piccole soddisfazioni che ho raccolto fin qui mi aiuteranno di certo a piantare tanti semi che un giorno fioriranno.

Ultima modifica ilGiovedì, 04 Febbraio 2016 20:05
Hamza Zirem

Hamza Zirem

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