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MORTO UNO DEI POCHI ATTORI COMICI ITALIANI , PAOLO VILLAGGIO.

Cinema immagine.it Cinema immagine.it

Se ne va uno dei pochi attori comici italiani, Paolo Villaggio, aveva 84 anni.

Dopo giorni di ricovero a causa del suo diabete si è spento questa mattina intorno alle 6.00 in una clinica privata di Roma.

Villaggio figlio di un ingegnere siciliano e madre veneziana insegnante di tedesco, fratello gemello di un medico, per anni è stato il "disonore" della famiglia, prima assunto all'Italsider. Questo è quanto affermò villaggio in un'intervista :"Lavorai per alcuni anni come impiegato all’Italsider di Genova. Impiegato per modo di dire: non si faceva un cazzo. Meraviglia assoluta. Una gara a chi produceva di meno. C’era gente, durante l’anno, che si chiudeva per ore nel cesso a leggere La Gazzetta dello Sport. In agosto, un caldo ripugnante, alcuni di noi fuggivano per i cornicioni, andando al mare. L’archivio era il nostro dormitorio. Impiegati che si pigiamavano. L’archivista Poggio aveva la funzione del cane da guardia. Tutti dormivano: non per stanchezza, ma per noia. In questo clima nacque Fantozzi, il vicino di scrivania. L’uomo in grado di attrarre su di sé le peggiori sventure"

VIllaggio iniziò la sua carriera partendo dai microfoni radio del " Sabato del Villaggio" fino all'exploit nel '68 con "Quelli della domenica" una trasmissione di nuovi talenti: Cochi, Renato, Boldi, Iannacci e Villaggio che spopola e si sdoppia in Franz mago tedesco sadico e negli studi tv se la prende col pubblico milanese, e Giandomenico Fracchia, vigliacco, untuoso, ipocrita impiegato che sembra uscito dai racconti di Gorkji, pronto a tutto pur di fare carriera, fino a diventare il famoso ragioniere. E adesso chi dirà più:"La Corazzata Potemkin" è una boiata pazzesca?

Villaggio è stato una macchina da guerra: libri, cabaret, teatro, cinema, radio e tv, alla fine stanchezza e delusione.

Se tanti sono gli attori di "commedia" i comici si contano sulla punta della mano, Totò, Franco Franchi, Villaggio appunto...molte sono le analogia col sommo Antonio De Curtis in arte Totò. Si è fatto spesso riferimento a una condivisione dello stesso destino tra i due comici, che sarebbero stati ignorati a lungo da una critica sdegnosa, per essere poi "riscoperti" tardivamente.

Un'altra diversità rispetto a Totò consiste nel fatto che questi fu sempre protagonista dei film (pur se "con spalle" di qualità come Peppino De Filippo ed Aldo Fabrizi) mentre Villaggio poteva alternare il suo ruolo principalmente adattandosi al gioco di squadra, soprattutto negli anni Sessanta.

Ma non sono comunque mancate le soddisfazioni in vita, dal David di Donatello come miglio attore protagonista per il film di Fellini al Leone D'Oro alla carriera (1992) dal Nastro D'Argento per il Segreto del bosco del vecchio al Pardo d'onore a Locarno (2000).

La figlia Elisabetta lo scorso marzo aveva pubblicato su Facebook un selfie insieme al padre diventato subito virale:" Non starà al meglio, certo-recitava il post- ma il cinema italiano lo ha abbandonato, invece mio padre c'è".

Stamattina il saluto intorno alle 7,30, sempre via Facebook :" Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare".

Difficile dare conto in poche righe  di questa persona che ci ha fatto ridere e riflettere come poche.

Ciao Paolo e grazie di tutto !

 

Angela Rondanini

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