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“Don Milani e noi – L’eredità e le sfide di oggi” - presentazione libro Michele Pinto

Si apre domani 24 maggio 2018, a Matera, il Convegno su “Don Milani e noi – L’eredità e le sfide di oggi” (presso l’Istituto Sant’Anna). Evento organizzato dall’Università degli Studi della Basilicata, dall’Associazione Pedagogica Italiana (As.Pe.I.) e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Mons. Anselmo Pecci” di Matera. Un convegno dedicato a don Lorenzo Milani, a un personaggio scomodo per la sua epoca e dall’insegnamento tuttora attuale. Il cinquantennio della sua morte è occasione per ripensare e riflettere sulle sue parole e sulla sua testimonianza di vita in un contesto sociale e culturale odierno molto problematico e bisognoso di “maestri” autentici e coerenti, quale è stato appunto don Milani.

Le due giornate sono ricche ed intense di interventi e di testimonianze. Tra i tanti è previsto un fuori programma di Michele Pinto (nel pomeriggio del 25), Dirigente scolastico emerito e attualmente formatore presso l’agenzia New Form di Potenza che ha dato alle stampe in questi giorni un breve scritto dedicato al grande maestro: “Don Lorenzo Milani. L’attualità dell’impegno e del messaggio a 50 anni dalla sua scomparsa” (pubblicato dall’associazione Culturale Memopolis di Rionero e dalla stessa New Form). Un volumetto frutto di riflessioni condivise durante un incontro di studio nell’Istituto “G. Fortunato” di Rionero. In 50 pag. l’Autore presenta in modo chiaro e sintetico –stuzzicando la curiosità- vita, scritti, credo pedagogico, “l’esperienza che il prete-educatore di Barbiana ha messo in atto a suo tempo –come si legge nell’introduzione- le critiche e le censure che ha suscitato, nonché la riabilitazione postuma della sua figura tanto di sacerdote rivoluzionario, anticonformista, quanto di maestro-educatore anticipatore dei tempi nuovi, non immune da critiche e censure, a suo tempo denigrato ed osteggiato tanto dai tradizionalisti quanto dai conservatori”.

Uno scritto, se pur breve e senza pretesa di essere esaustivo, come lo stesso autore dichiara, è pregno di spunti e di stimoli, di “provocazioni” a quella scuola e a quei docenti, che ancora oggi fanno resistenza alla pedagogia milaniana che punta ad un apprendimento “in grado si suscitare nel ragazzo la gioia ed il gusto di imparare ad apprendere, attraverso esperienze personali dirette, di coinvolgimento emotivo ed affettivo alle attività didattiche e alla vita scolastica”, come si legge nel capitolo dedicato alla nuova didattica nella scuola di Barbiana. Un volume “stuzzicante” che facilmente potrà essere diffuso nelle scuole e tra i docenti, come una sorta di vademecum da cui ripartire per ritrovare e rinnovare la propria vocazione a “fare” scuola.

Pinto, che è stato anche un maestro amato e stimato dai suoi allievi, ha avuto come faro del suo insegnamento don Lorenzo Milani. Pertanto la sua è una rilettura non semplicemente da studioso ma da “allievo” che, come si evince tra le righe, ha passione e curiosità tanto da portarlo a fare un originalissimo e interesse accostamento: a Wittgenstein, al maestro-filosofo. Entrambi fautori di una scuola che privilegia l’apprendimento della lingua, l’arricchimento e la competenza linguistica, quale strumento per leggere e comprendere la realtà.

In questa rilettura Pinto non tralascia il riferimento alla storia della scuola in Basilicata, dove l’interesse per l’impianto innovativo di don Milani fu recepito e realizzato in particolare nel 1° Circolo didattico di Melfi e nella scuola Domiziano Viola di Potenza (dal 1971 in poi).

Pinto offre, con il suo volumetto, un’opportunità di riflessione sui principi fondamentali che caratterizzarono la pedagogia e la metodologia della scuola di Barbiana, un rinnovamento che don Milani pagò caro per le calunnie e per le critiche. Ma lui andò avanti per la sua strada. Il suo motto “I care” (mi interessa, ho a cuore) fu la vera risposta. Una risposta radicata nelle scelta evangelica di fondo che don Milani aveva fatto: prendersi cura degli ultimi. E l’autore chiude con una riflessione proprio sull’attualità del prete “scomodo” come fu definito, richiamando la visita di Papa Francesco a Barbiana e l’intenzione di avviare un processo di beatificazione.

Il richiamo e le provocazioni che Michele Pinto suscita sono di una “attualità” disarmante che mette in discussione la società, gli insegnanti e la scuola odierna. Certo il Ministero della Pubblica istruzione, nel commemorarlo lo ha definito “precursore della scuola aperta ed inclusiva, pioniere per le risposte personalizzate”, come l’autore riporta, ma nello stesso tempo Pinto riporta quell’attualità ai giorni nostri nelle tante fragilità a cui siamo chiamati a rispondere come educatori, come Chiesa, istituzioni, come politici, come uomini di buona volontà.

Lo scritto, che si apre con la presentazione del direttore della New Form, Angelo Sabia, del Dirigente Tecnico MIUR, Gerardo Antonio Pinto e con un’originalissimo acrostico della mistica Cristina di Lagopesole, non fa mancare nelle ultime pagine foto del Priore di Barbiana con i suoi ragazzi e a seguire anche alcune indicazioni bibliografiche. Un lavoro più che completo!

 Giuseppe R. Messina

“Don Milani e noi – L’eredità e le sfide di oggi” - le tematiche , i relatori e ospiti che interverranno

Don Lorenzo Milani è un punto di riferimento per educatori, formatori –in generale- ma anche per intellettuali, politici, rappresentanti istituzionali e singoli cittadini. Perché Don Milani ci ha lasciato in eredità un grande monito: “I care”, che dall’inglese significa “mi stai a cuore, mi interessi”. Era sì una risposta al motto fascista “me ne frego” dell’epoca, ma è, tutt’ora un invito e un’ispirazione che deve essere alla base di ogni attività che ci pone in relazione con l’altro: dalla scuola alle istituzioni, alle relazioni interpersonali agli impegni sociali.

Il convegno su don Milani a Matera, il 24 e 25 maggio p.v., presso l’Istituto sant’Anna (organizzato dall’Università degli Studi della Basilicata, e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Mons. Anselmo Pecci” di Matera e dall’Associazione Pedagogica Italiana -As.Pe.I.), vuole richiamare la figura di un grande uomo (personaggio scomodo), nel cinquantennio della sua morte, che ancora oggi ha tanto da dire, proprio a partire dal quel “I care”. Le due giornate saranno articolate in quattro sessioni. La mattinata del 24 sarà caratterizzata dalla biografia e le opere, in particolare sarà Giuseppe Spadafora, dell’Università della Calabria a riproporre la famosa “Lettera a una professoressa” e dei suoi aspetti pedagogici, politici e didattici. Mentre Emilio Lastrucci, dell’Unibas, nonché presidente dell’Associazione Pedagogica Italiana (As.Pe.I.) si soffermerà sul motto “I care” e dei risvolti: partecipazione attiva, impegno civile e solidarietà.

SergioTanzarella, della Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale (PFTIM) tratterà dell’eredità stimolante e controversa di Don Milani, tra polemiche ideologico-religiose e questioni filologiche e interpretazione storica. A chiudere la sessione Anna Carfora (della PFTIM) su “La pastorale di Don Milani tra innovazione e profezia”.

Nella mattinata, all’apertura dei lavori, sono previsti i saluti dei rappresentanti istituzionali: la Rettrice dell’Unibas, Aurelia Sole, il Direttore del Dipartimento Scienze Umane-Unibas, Paolo Masullo, il Coordinatore del corso di laurea in Scienze della formazione primaria, Claudio De Luca, la Dirigente USR Basilicata, Claudia Datena, il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggeri e il Presidente Fondazione Matera-Basilicata 2019, Salvatore Adduce.

A presiedere la sessione pomeridiana, dedicata a “"Don Milani e noi. Evoluzione e contraddizioni della scuola italiana", saranno Fabrizio D’Aniello, dell’Università di Macerata e Angelo Vecchio Ruggeri, vice-presidente As.Pe.I. In videoconferenza è previsto l’intervento di Luciano Corradini, docente emerito Università Roma Tre.

Momento particolarmente atteso è quello di Paolo Landi (Fondazione don Lorenzo Milani) allievo di don Lorenzo Milani. Il dibattito pomeridiano inoltre si arricchirà degli interventi di: Guido Benvenuto, La Sapienza, Università di Roma (Pierino e Gianni: fra vecchie e nuove disuguaglianze) e Milena Santerini, Università Cattolica del Sacro cuore, Milano (L’eredità di don Milani nella scuola e nella società di oggi).

Venerdì 25 mattina, ad aprire e coordinare i lavori su: “Don Milani e gli ultimi: modello educativo milaniano e processi di inclusione ed esclusione” sarà Donatella Lombello, dell’Università degli Studi di Padova. Previsti i saluti del Vescovo di Matera-Irsina, Antonio Giuseppe Caiazzo, del Presidente della Regione, Marcello Pittella, l’assessore alle politiche agricole e forestali Regione Basilicata, Luca Braia.

A parlare di attualità e inattualità della lezione di don Milani –Dalla parte della coscienza, ovvero di Dio e degli ultimi, il Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Matera, don Leo Santorsola. Mentre Sandra Chistolini, Università Roma Tre parlerà de La lezione di don Milani agli insegnanti in formazione. Sarà a cura di Angela Pascale, Unibas, la documentazione multimediale su Don Milani e Barbiana, mentre sarà a cura dell’Istituto Luce la proiezione del film-documentario “La scuola di Barbiana”.

La quarta sessione del Convegno sarà dedicata a Don Milani e alla questione della lingua. A moderare l’attività Daniela Vetri, As.Pe.I. Catania e Giuseppe Serio, Presidente onorario As.Pe.I e Direttore “Qualeducazione”. In videoconferenza Rocco Postiglione, Università Roma Tre per parlare di Don Milani: scrittura collettiva e libertà di espressione nell’era digitale. L’intervento su “Don Milani e la centralità della lingua: la lingua seconda” sarà a cura di Raffaele Spiezia, Università Campania, “Vanvitelli”. Porteranno la loro voce anche i laureati e laureandi dell’Unibas sull’esperienza della visita-incontro a Barbiana nei mesi scorsi. Sarà presentata anche la mostra fotografica con la proiezione di un filmato.

Infine, a chiudere il Convegno una Tavola rotonda, coordinata da Mirella Rossi, As.Pe.I. Roma e Gabriella Aleandri, Università di Roma Tre, su: "L'internazionalismo di Don Milani tra globalizzazione, migrazioni e scambi internazionali. Nuove opportunità o tradimento?".

Dall’Università di Foggia, Franca Pinto Minerva per parlare “Gli ultimi e gli esclusi: la parabola di un cinquantennio”. Concetta Sirna, dell’Università degli studi di Messina affronterà “Innovazioni metodologico-didattiche della proposta milaniana”.

Infine, in videoconferenza Massimiliano Fiorucci, dell’Università Roma Tre per parlare di: “Immigrazione e nuovi esclusi”.

Inoltre, fuori programma, è previsto l’intervento di Michele Pinto, Dirigente scolastico emerito e attualmente formatore alla New Form potentina, per presentare un suo scritto fresco di stampa su “Don Lorenzo Milani. L’attualità dell’impegno e del messaggio a 50 anni dalla sua scomparsa”.

Le conclusioni del convegno internazionale saranno a cura di don Leo Santorsola (direttore ISSR di Matera) e del presidente As.Pe.I. Emilio Lastrucci (Unibas).

Il Convegno, rivolto principalmente a studenti universitari, studenti degli istituti superiori, dirigenti scolastici, docenti di ogni ordine e grado e, più in generale, a tutti i professionisti della formazione, garantirà l’attestato valido ai fini della formazione/aggiornamento, mentre per gli studenti del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria che parteciperanno al convegno è previsto il riconoscimento di 12 ore di tirocinio indiretto.

 

Conferenza stampa di presentazione del Convegno dedicato a: “Don Milani e noi"

Matera: domani, lunedì 21 maggio p.v., alle ore 11.30, presso il Salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile di Materia (P.zza Duomo, 7), si terrà la Conferenza stampa di presentazione del Convegno dedicato a: “Don Milani e noi – L’eredità e le sfide di oggi”. Convegno organizzato dall’Università degli Studi della Basilicata, dall’Associazione Pedagogica Italiana (As.Pe.I.) e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Mons. Anselmo Pecci” di Matera e rivolto principalmente a studenti universitari, studenti degli istituti superiori, dirigenti scolastici, docenti di ogni ordine e grado e, più in generale, a tutti i professionisti della formazione.

“Il Convegno si propone di offrire una rassegna aggiornata degli studi e delle riflessioni sull'eredità del pensiero e dell'opera del Priore di Barbiana, presentati dai massimi specialisti a un cinquantennio dalla sua morte”. E’ quanto afferma Emilio Lastrucci, docente Unibas nonché presidente nazionale dell’Associazione pedagogica italiana (As.Pe.I.). “Sarà occasione di approfondimento e di dibattito – spiega Lastrucci - attraverso incursioni nei diversi settori disciplinari e di attività nei quali più significativa è risultata l'influenza delle intuizioni e delle istanze di rinnovamento sviluppate da Don Milani su temi cruciali di natura politico-culturale, pedagogica e religiosa attraverso gli scritti e l'esperienza pastorale ed educativa”.

Saranno due giornate intense (suddivide in quattro sessioni) per approfondire i seguenti temi: La testimonianza di don Milani attraverso la biografia e le opere; Don Milani e noi. Evoluzione e contraddizioni della scuola italiana; Don Milani e gli ultimi: modello educativo milaniano e processi di inclusione ed esclusione; Don Milani e la questione della lingua.

Non mancherà, nel pomeriggio di giovedì 25 una Tavola rotonda su: “Linternazionalismo di Don Milani tra globalizzazione, migrazioni e scambi internazionali. Nuove opportunità o tradimento?

In allegato il programma dettagliato delle due giornate.

 

Giuseppe R. Messina

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