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Articoli filtrati per data: Novembre 2016

Il Potenza fermato sul pari dalla Vultur

Il Potenza bagna l'esordio sul campo in erba sintetica del "Viviani" pareggiando 1-1 contro la Vultur Rionero. Ad assistere a questa gara circa 2500 tifosi con folta rappresentanza ospite. Spettacolo sugli spalti di categoria superiore tra le due tifoserie gemellate. Il neo tecnico rossoblu Biagioni, all'esordio, opta per il 4-3-3 con lo schieramento in campo dal primo minuto del centrocampista Pagano. Il Potenza, nel primo tempo, ha un buon approccio e si rende pericoloso con una conclusione di Villa respinta in tuffo dal portiere ospite Landi. Il difensore della Vultur Carrieri salva il risultato sul calcio d'angolo successivo. La Vultur inizia pochi minuti dopo a prendere il comando del gioco ed al 10' colpisce il palo con Petagine; poco dopo intervento miracoloso del portiere rossoblu Napoli sullo stesso giocatore bianconero. Il Potenza soffre particolarmente sulla corsia laterale destra in cui Pettinelli viene saltato spesso nell'uno contro uno. Al 19' altra occasione della Vultur con Tandara  che non inquadra la porta mentre poco dopo l'attaccante rionerese Rabbeni per poco non realizza con una conclusione che lambisce il palo. Il Potenza continua a subire e deve ringraziare il suo portiere Napoli miracoloso su una conclusione di Rabbeni. Al 31' la Vultur sblocca il risultato col difensore Schiavino. Il gol della Vultur avviene su una punizione calciata da De Rosa con palla che giunge nei pressi di Schiavino che realizza da pochi metri. Poco dopo infortunio del rionerese Pascali, entra Ioio, ed il tecnico ospite Sosa inverte gli esterni. Il Potenza si rende pericoloso con Todino servito da Villa. Al 42' la Vultur fallisce clamorosamente il raddoppio; su calcio d'angolo per il Potenza  la Vultur, dopo aver recuperato palla, su ripartenza con Tandara, servito da Petagine, fallisce quasi a porta vuota. Dopo aver corso questo serio rischio il Potenza chiude il primo tempo con un'azione pericolosa in cui, dopo una palla persa dal portiere ospite Landi, ci prova con una conclusione in due tempi; la prima è salvata dal difensore della Vultur Carrieri mentre sulla seconda Todino calcia incredibilmente fuori. Il primo tempo si chiude col vantaggio meritato della Vultur per 1-0. Nel secondo tempo il tecnico rossoblu Biagioni passa dal 4-3-3 al 4-4-2 e dopo un solo giro di lancette il Potenza realizza con Todino in mischia. La Vultur si rende pericolosa con Petagine con il portiere rossoblu Napoli ancora sugli scudi. Dopo pochi minuti il mister potentino Biagioni passa al 4-2-3-1 con l'ingresso di Lucchese per Apicella. Il Potenza prova il tutto per tutto ma lascia notevoli spazi al contropiede della Vultur che spreca clamorosamente il gol del nuovo vantaggio con Serritella. Poco dopo altra occasione della Vultur con Montenegro ma il portiere Napoli, in collaborazione col difensore Ungaro, salva il risultato. Dopo aver rischiato in più circostanze il Potenza nel finale colpisce la traversa su punizione calciata da Esposito dopo un tocco miracoloso del portiere ospite Landi, il difensore rossoblu Ungaro sulla stessa azione colpisce il palo da pochi passi. C'è da dire che se il Potenza avesse realizzato nel finale sarebbe stato francamente troppo per i meriti della Vultur. La gara termina 1-1 e questo pareggio allontana, per il momento, il Potenza dalle squadre al vertice della classifica. Domenica prossima impegno in trasferta per il Potenza contro il Picerno attualmente terzultimo in classifica con 12 punti in coabitazione col Ciampino.

 

Gennaro Baldinetti

"Epifanie": la mostra dedicata al sacro di In Arte

In Arte Exhibit organizza una mostra concorso dal titolo “Epifanie” che sarà allestita nella Cappella Palatina del Castello di Lagopesole dal 12 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017. L’esposizione si inserisce nel programma di eventi artistici itineranti denominato “In Arte in Tour” che l’Associazione In Arte Exhibit intende realizzare in collaborazione con le Regioni Basilicata, Campania e Puglia. L’obiettivo è la valorizzazione dei beni artistici, architettonici e archeologici presenti nei centri di maggior interesse storico culturale. La mostra “Epifanie” intende dare spazio e visibilità ad artisti di ogni provenienza che operino nel campo dell’arte sacra, attraverso l’utilizzo di diverse forme di espressione (pittura, scultura, fotografia, disegno, arte digitale) rispettando l’aderenza al tema che è quello della manifestazione del sacro in tutte le sue forme. La scelta dello spazio espositivo è caduta su di un edificio di culto, considerando il periodo delle festività natalizie come momento privilegiato per celebrare il divino attraverso l’arte.

L’evento rappresenta un’occasione imperdibile per esporre le proprie opere in uno dei manieri federiciani più celebri e rappresentativi della Basilicata. Il castello di Lagopesole, fatto ampliare da Federico II di Svevia tra il 1242 e il 1250, ha un impianto quadrangolare munito di potenti torri e si erge sopra un’altura dalla quale domina la sottostante valle di Vitalba. Il luogo vanta una lunga continuità insediativa, dal momento che sorge sul sito di precedenti insediamenti militari, tra i quali figurano una roccaforte normanna e una statio romana. Con l’ampliamento voluto da Federico II il castello perde la sua funzione prevalentemente militare e viene destinato a residenza di caccia, grande passione dell’imperatore germanico. La destinazione residenziale è sottolineata dagli elementi decorativi presenti all’interno della struttura, quali le mensole decorate presenti nelle sale di rappresentanza, le bifore e le monofore degli appartamenti privati.

 

Infoline: 330 798058 - 392 4263201
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FIORI DESIGN E LA CORONA DELL'AVVENTO

In occasione dell'avvicinarsi del Natale, - Fiori Design di via Pretoria n. 280 in Potenza -, organizza per tutti coloro i quali ne sono appassionati ed anche per bambini e ragazzi, un " laboratorio creativo " per la realizzazione della " Corona dell'Avvento ", simbolo tipicamente Natalizio che ha una funzione specificatamente religiosa.

La corona é composta da 4 candele che vengono accese man mano in ogni domenica d'Avvento, segnando il tempo delle 4 settimane che trascorreranno prima dell'inizio del Natale e della nascita di Gesu' Bambino.

Per quanto riguarda le 4 candele bisogna precisare:

- la prima domenica d'Avvento si accende la candela del Profeta (o della speranza);

- la seconda domenica dell'Avvento quella di Betlemme ( o della chiamata universale alla salvezza);

- la terza quella dei Pastori (candela della gioia);

- la quarta candela la domenica degli Angeli.

L'accensione delle candele, secondo la tradizione, viene fatta dal piu' piccolo della famiglia.La corona dell'Avvento ha come base delle candele un tema legato alla natura: simboleggia la vita.

Ha una forma circolare perche' il cerchio rappresenta il segno eterno e dell'unita': la candela del Profeta ricorda i Profeti che predissero la venuta di Cristo;quella di Betlemme viene accesa per ricordare dove nacque il Salvatore;quella dei Pastori ricorda costoro che furono i primi a vedere Gesu'e ha diffondere la lieta novella della sua nascita.La candela degli Angeli per ricordare gli Angeli che chiamarono i Pastori alla grotta di Betlemme annunciando la nascita del Bambin Gesu'.

Quindi per la passione di tutti:

Fiori Design via pretoria n. 280 Potenza

cell. 388.82.71.723 (info e prenotazioni)

laboratorio creativo: realizzazione della Corona dell'Avvento dalle ore 10.00 alle 13.00

Domenica 27 novembre 2016

 

VALENTINA ROMILLA

SABATO 17 DICEMBRE 2016 PRESIDENT HOTEL - VIA ROMA, 15 - MATERA

Picena che con naturalezza si muove in quegli  ambienti familiari, non solo non  viene intimidito ma addirittura risulta eccitato: l'aria dei palazzi di giustizia per lui è il drappo rosso del torero. Tutto un altro gusto, ciocchèggiusto a giudicare dalla scioltezza del racconto. La legge è vista da lui come un utensile, non strumento di giustizia; i magistrati non hanno toga, ai suoi occhi, ma gli appaiono in costume da bagno, umanità imperfetta e difettosa, spesso guastata dalla sensazione di aver potere insindacabile sulla vita degli altri. Alla fine, valutati solo e sempre per le loro azioni da  uomini e donne: onesti o non, corretti o no, lodevoli per tutta la giustizia che riescono a rendere tramite le leggi a disposizione, ciocchèggiusto; condannabili per tutta la giustizia che riescono a negare, usando le stesse leggi o legalmente calpestando il loro ruolo esercitandone la funzione. Ciocchènonèggiusto non mette in risalto  ruoli o funzioni ma sempre e solo persone impegnate in quella che è missione per alcuni, occasione di potere per altri, in una rappresentazione che muta il tribunale in teatro e gli officianti in attori. Con i loro difetti,  e i loro  svariati caratteri, le miserie e la nobiltà. Ognuno con la sua parte; tanto che il protagonista, talvolta, può diventare una figura secondaria, una caratterista che trasforma i difetti in virtù, così gridati da rendere superflui a volte tutti gli altri valori.

Ciocchèggiusto ma raro SABATO 17 DICEMBRE 2016

“Un bene raro” di Pino Aprile

 

SABATO 17 DICEMBRE 2016
PRESIDENT HOTEL - VIA ROMA, 15 - MATERA
 
10 :00 UN BENE RAROPino Aprile
10:20 GIORNALISMO SOTTO PROCESSO – FEDERICA SCIARELLI
10:40 ANEDDOTI GIUDIZIARI (E NON)Nicola Piccenna – GIANLORETO CARBONE
11:00 INTERVENTI - LEONARDO PINTO – ALESSANDRO SISTO
11:30 CONCLUSIONI - Enzo Iacopino

 

COL SANGUE IL RISCATTO DELL'ALTERITA'

“Finché io vivo non sarà una donna a comandare”. Con queste parole Creonte ordinò la prigionia di Antigone. Il tiranno voleva dimostrare il suo totale potere sulla vita e sul corpo di quella giovane che egli riteneva ribelle per aver disubbidito a un suo ordine. Antigone compie un gesto di libertà e autonomia (darà sepoltura al fratello) e questo farà adirare Creonte. Una disubbidienza aggravata dal fatto che a compierla è una donna. Creonte dice: “Non sarei più io l’uomo, l’uomo sarebbe lei, se queste prepotenze restassero senza castigo”.

Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La data, ufficializzata dall’Onu, fu scelta da un gruppo di donne nell’81 in ricordo delle tre sorelle Mirabel assassinate il 25 perché ritenute donne rivoluzionarie contro l’allora dittatore della Repubblica Dominicana. Dal 2005 in Italia con alcuni centri antiviolenza e Case delle donne si incominciò a celebrare la Giornata.

Di tiranni la storia ne ha avuti tanti e oggi questa tirannia si manifesta nel femminicidio che possiamo definirlo “un desiderio più o meno inconscio degli uomini di continuare ad affermare la propria superiorità con la prevaricazione punendo la donna che non sta al suo posto, distruggendone la personalità con la violenza fisica e psicologica”. Un rapporto proprietario e di possesso quello maschile,  parabola di una cultura e mentalità patriarcale nonché della negazione del riconoscimento delll’alterità, dell’altro quale espressione dell’essere nella creazione un “due” e non un “uno”.  Luce Irigaray ci spiega che la vera passione è amare volgendosi a qualcuno e non ridurre l’amata a specchio dei propri desideri. Più che dire “Ti amo” bisognerebbe dire – spiega Irigaray – “Io amo a te” e cioè l’altra non è l’oggetto. La donna amata va guardata con quell’”ammirazione che guarda ciò che guarda sempre una prima volta, e che non afferra mai l’altro come un proprio oggetto”.

Ma bisogna anche dire che l’attenzione andrebbe posta non tanto sulle donne vittime ma sui suoi carnefici. Di quegli infelici che hanno scambiato le donne reali con quelle che loro credono di amare e cioè un modello di femminilità da loro stessi costruiti. Un tipo di donna che risponde ai seguenti parametri: bellezza, arrendevolezza, bisogno di protezione, premura, calore materno, riserbo, etc….. E’ quanto Lucy Irigaray afferma rilevando quanto questo gioco sia tenuto in piedi dalle stesse donne: “La donna finisce, una volta di più, per inquadrarsi, incastrarsi, impalarsi in questa struttura architettonica più che mai potente. A volte lei stessa si compiace di domandarvi un riconoscimento di coscienza”. Inoltre questi uomini hanno bisogno di ri-trovarsi, di ri-pensarsi, di interrogarsi sul loro ruolo oggi.

E’ necessaria dunque una rivoluzione di pensiero. Ma già qualcosa sta accadendo. Lo dimostrano le numerose uccisioni. Il sangue indica questo cambiamento. Ma la strada da percorrere è ancora lunga. La necessità di riflettere e di gettare i semi di un nuovo pensare a partire fin dalla tenera età è una sfida urgente.

Museo dell'Emigrazione lucana di Lagopesole L'archivio Rocco Brindisi e il turismo di ritorno Inaugurazione della mostra documentaria "Appunti di viaggio"

L'inaugurazione della mostra documentaria "Appunti di viaggio. Rocco Brindisi, un archivio ritrovato", tenutasi martedì scorso presso il Museo dell'Emigrazione Lucana di Lagopesole, è stata l'occasione per aprire una giornata studio sulle opportunità di una nutrita fetta di mercato all'interno di una tipologia nascente d'offerta turistica: turismo di ritorno. La manifestazione è stata anche l'occasione per insignire l'erede dell'archivio Brindisi, il fiorentino Dino Basilissi, del titolo di "volontario onorario della Protezione Civile Gruppo Lucano" per il merito d'aver salvato i documenti dall'alluvione di Firenze del 1966.

Il progetto "Appunti di viaggio. Rocco Brindisi, un archivio ritrovato" è la scoperta e la comunicazione online e offline dell'esistenza di un personaggio illustre originario di Trivigno, quale appunto il dott. Brindisi, ufficiale medico emigrato in America nel 1887, dal 1891 al 1907 console a Boston, co-fondatore e presidente della Società Dante Alighieri di Boston, autore di monografie e conferenze sull'emigrazione italiana tanto da ricevere una lettera di ringraziamento da Sacco e Vanzetti. «Ma, soprattutto – sottolinea il vice sindaco di Trivigno, Rocco D'Emilio- l'accesso digitale ai documenti vuole essere uno strumento di comunicazione più efficace per tutte quelle seconde, terze e quarte generazioni di trivignesi nel mondo che hanno il desiderio di conoscere le proprie radici e visitare il paese degli antenati». Un altro spazio digitale considerato durante i lavori è il mondo wiki e le sue piattaforme: «un mezzo potentissimo per ricostruire la memoria collettiva di una comunità dispersa tra i continenti», come ha illustrato il coordinatore regionale Wikimedia Italia per la Basilicata, Luigi Catalani.

Trivigno, dal 1861 a oggi, ha avuto un'emorragia spaventosa di capitale umano ed è passato da 2754 abitanti a soli 657 attuali, da questi dati si può fare una stima di quanti potrebbero essere i "trivignesi di ritorno". Tutti i paesi della Basilicata, infatti, non sono solo nel cuore del Meridione italiano ma in tutto il mondo. «Sì c'è un'altra Basilicata, quella degli emigrati e delle loro discendenze- sottolinea il coordinatore del Comitato tecnico scientifico del Centro lucani nel mondo "Nino Calice", Luigi Scaglione- che conta una demografia totale più alta di quella residente. Questi lucani devono venire a visitare i luoghi d'origine e noi dobbiamo dar loro tutti i dati genealogici e geografici per ricostruire il loro "viaggio"». Il progetto "Appunti di viaggio" dovrebbe essere un «esperimento da allargare a tutta la Basilicata», conclude il Presidente del Consiglio, Francesco Mollica.

L'inaugurazione della mostra documentaria è stata anche l'occasione per onorare l'uomo che ha salvato l'archivio, attualmente composto da 48 lettere, 47 discorsi, 30 articoli di giornali, 13 attestati e 1 diario, dall'alluvione di Firenze. Dino Basilissi, figlioccio della seconda moglie di Rocco, Sofia Buonamici, ed erede Buonamici, ha ricevuto dal "Gruppo lucano" della Protezione civile un attestato di stima e gratitudine per aver permesso, a noi lucani oggi, di poter conoscere un conterraneo così illustre.

Hanno partecipato ai lavori anche il presidente GAL Basento Camastra, Antonio Pessolani, la commissaria Commissione regionale per le Pari Opportunità, Maria Albano, il presidente dell’Unione nazionale per la lotta contro l’analfabetismo (UNLA) Lagopesole, Leonardo Pace, il presidente della Commissione regionale Agricoltura e Turismo Forum regionale Giovani Basilicata, Stefano Genovese. Interverranno il direttore dell’ALSIA, Domenico Romaniello, la presidentessa della Società Dante Alighieri di Potenza, Maria R. Pennacchia Vertone, l’archivista Maria Teresa Pietrafesa.

“Appunti di viaggio” è un’operazione di heritage marketing del territorio realizzata dal GAL Basento Camastra che, su proposta del Comune di Trivigno e all’interno del Piano di Sviluppo Locale 2007/2013, ha finanziato questo progetto di valorizzazione d’archivio, in partenariato con la Commissione del Lucani nel Mondo.

Per maggiori informazioni consultare
archivioroccobrindisi.altervista.org,

“L’IDENTITA’ NELL’ARTE GLOBALE”, PERSONALE DI VITO PALLADINO DAL 24 NOVEMBRE AL 12 DICEMBRE ALLA PINACOTECA PROVINCIALE DI POTENZA

“L’identità nell’Arte globale” è il titolo della mostra personale dell’artista Vito Palladino esposta nella Pinacoteca provinciale di Potenza dal 24 novembre al 12 dicembre. Il vernissage è in programma per giovedì (24 novembre) alle ore 17,30 e prevede i saluti di Angela Costabile, Dirigente dell’Ufficio Cultura e Biblioteca della Provincia di Potenza; Roberto Falotico, Assessore all’Istruzione, Cultura e Turismo del Comune di Potenza; Nicola Valluzzi, Presidente della Provincia di Potenza. Interverranno: Oreste Lo Pomo, poeta e giornalista Rai Basilicata; Francesco Ruggiero, art director; don Vitantonio Telesca, Vicario generale dell’Arcidiocesi di Potenza, Muro Lucano e Marsiconuovo; Carmensita Bellettieri, giornalista; Maria Nicole Terlizzese, critica d’arte. Coordina la giornalista Cristiana Lopomo. Prevista la proiezione delle operazioni di video art realizzate da Palladino e intitolate “Cattedrale di Chatres”; “Giornata d'artista – galleria Iris Clert”; “Omaggio a Pierre Restany”; “Il ricongiungimento dei sé - Tour Eiffel”; “Io sto giocando al gioco dell'arte”; “Arte allo specchio”. Infine, una performance di poesie di Carmine Donnola, come omaggio a tutti i presenti. L’evento, in collaborazione con Filomedia, è patrocinato da Regione Basilicata, Provincia e Comune di Potenza, Federart.

La mostra è articolata in tre sezioni. Nella prima sala assemblaggi, tecniche miste e installazioni dell’artista impegnato nella dimensione dell’arte immateriale, identificativa della sua ricerca. Nella seconda i 15 “specchi d’autore” realizzati ‘a quattro mani’ da Palladino insieme ad artisti lucani che brillano sul panorama dell’arte contemporanea in Basilicata e non solo. Si tratta di Lucia Bonelli, Michele Cancro, Michele Danzi, Gaetano Dimatteo, Franco Di Pede, Anna Faraone, Irene Grieco, Donato Linzalata, Pierluigi Lo Monte, Antonio Masini, Antonietta Montemurro, Giulio Orioli, Rocchina Sivolella, Maria Grazia Tarulli, Dino Ventura: tutti artisti e amici di Palladino convolti in un’inedita operazione di arte partecipata, certamente d’impatto. Nella terza sala, infine, stampe, terrecotte, manufatti in legno, acrilici e riproduzioni su carta e su vetro per dare testimonianza, tra l’altro, delle performance contemporanee e coinvolgenti condotte nell’ambito dell’Associazione culturale Art&venti2012 di cui Palladino è Presidente, nel segno della pacifica integrazione tra i popoli e del complesso rapporto tra identità e globalità.

“La voglia di sorprendere e di depistare gli appartiene, viaggiare dalla sua terra, la Basilicata, alla terra dei Maia, al loro Calendario e poi spostarsi nei geroglifici di tracce dipinte, segnate che si stendono o si ammassano come contorte spade degli antichi samurai, importandoli da giapponesi suggestioni”: è quanto scrive nel testo della mostra Italo Moscati. Il critico milanese, scrittore e autore, sceneggiatore e regista e, tra l’altro, già presidente del Centro d’Arte Contemporanea di Prato, ha conosciuto Palladino quando insegnava all’Accademia d’Arte di Roma, nei primi anni Duemila e lo considera tra i suoi allievi “più vivaci e smaniosi”. “ Maia, ovunque; le spade contorte dei samurai invisibili trovano gli occhi puliti di un giovane artista a caccia di se stesso, di emozioni da condividere con spontaneità e fantasia. L’artista, colui che crea, si sente svincolato e procede nella sua via, senza smarrirsi, lasciandosi guidare da un dentro e un fuori - di sentimenti e ritmi interiori - che diventa percorso personale, con originalità e proposte, segnali liberi e liberati. Vito, negli anni, è andato da solo, come non poteva non essere; curioso, pronto a tutto, capace di selezionare e di sottoporcelo. Con intensità - conclude Moscati - calore, intelligenza, apertura”.

A Vietri una panchina contro la violenza sulle donne

VIETRI DI POTENZA - “Il silenzio uccide la dignità” è il titolo dell’iniziativa che si terrà venerdì 25 novembre in occasione della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Anche Vietri di Potenza avrà la sua panchina rossa, che sarà inaugurata durante l’iniziativa, organizzata dall’Associazione Volontari Protezione Civile Vietri di Potenza, con il patrocinio del Comune e della Commissione Regionale Pari Opportunità. Ma prima dell’inaugurazione, a partire dalle ore 9:30, si terrà un incontro sul tema nella sala convegni con numerosi ospiti Si partirà con i saluti del Sindaco Carmine Grande, del presidente della Protezione Civile Antonio Russo e del parroco, Don Domenico Pitta. Interverranno i Volontari del Servizio Civile in servizio presso l’Associazione, gli assistenti sociali del Comune, gli alunni della scuola media, l’avvocato Marina Ligrani (esperta in diritto penale, minorile e di famiglia, violenza sulle donne e violenza domestica), Lucia Colicelli (dirigente del Dipartimento Politiche della Persona della Regione Basilicata) e un rappresentante della Commissione Regionale Pari Opportunità. Nell’intermezzo anche la presentazione di alcuni lavori realizzati dagli alunni e la visione di un video realizzato dai volontari del Servizio Civile. L’incontro sarà moderato dal giornalista Claudio Buono. A seguire, a pochi passi dalla sala convegni, nei pressi dell’Epitaffio, l’inaugurazione e la benedizione della panchina rossa, simbolo dell’eliminazione della violenza contro le donne. La giornata internazionale è una ricorrenza istituita dall’assemblea generale dell’Onu nel 1999. Purtroppo sono sempre allarmanti, nel mondo (non da meno in Italia) i dati delle varie forme di violenza sulle donne: alte le percentuali per quanto riguarda violenza domestica, pedofilia, tratta, mutilazioni genitali e stupro di guerra. In Italia, secondo gli ultimi dati, circa sette milioni di donne hanno subito nel corso della propria vita una violenza fisica o sessuale, oltre il 30 % ha tra i trenta e i sessant'anni. Il 12 % non ha avuto la forza di denunciare. Con questa iniziativa l’associazione vuole sensibilizzare sul tema, a partire dai più piccoli, e dare un contributo –seppur piccolo- affinché si possa porre fine a questo ignobile gesto della violenza.

 

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