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Articoli filtrati per data: Giugno 2017

DA DOMANI 1 LUGLIO 2017 AUMENTANO LE BOLLETTE DI ENERGIA ELETTRICA

Da domani 1 luglio aumenteranno le bollette luce.La notizia è stata diffusa dall'Autorità per l'Energia.

La variazione riguarderà nello specifico i consumatori del servizio di maggior tutela quindi le famiglie e piccoli consumatori e non coloro che invece hanno scelto una delle compagnie del libero mercato.Una nuova bastonata quindi per le famiglie italiane da 330 milioni di euro, una vera e propria speculazione nel periodo di maggior consumo.

L'aumento tariffe luce 2017 colpirà infatti le "famiglie tipo" che in questi mesi utilizzerà condizionatori e ventilatori.La "famiglia tipo" è quella che consuma mediamente 2700 Kwh di energia elettrica l'anno e una potenza impegnata di 3 Kw mentre per il gas il consumo medio è di 1400 metri cubi l'anno.

Da domani infatti la bolletta dell'energia elettrica registrerà una variazione del + 2,8% mentre per il gas ci sarà un lieve calo - 2,9%.E' quanto prevede l'aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori.

Il Codacons annuncia che saranno valutate eventuali azioni legali per sospendere i nuovi rincari del'energia elettrica, compresa una denuncia in procura per la fattispecie di aggiotaggio nei confronti degli operatori all'ingrosso.

Tanto per cambiare i prezzi del gas scendono d'estate quando nessuno accende il riscaldamento e poi come per magia salgono in inverno "afferma Marco Vignola responsabile del settore energia dell'Unione Nazionale Consumatori".

"In pratica nessuno potrà usufruire della riduzione del prezzo gas, mente sui bilanci delle famiglie peserà solo l'aumento dell'elettricità" prosegue.

Per una famiglia tipo significa pagare 14,60 euro in più per la sola luce, l'aumento si riverserà nella voce "costi di dispacciamento" che rappresenta una voce di spesa indipendente dall'aumento dei consumi.Questo aumento del costo dell'energia rientra ,secondo l'autorità per l'energia, nel meccanismo automatico di aggiornamento delle tariffe luce che avviene ogni tre mesi e le ragioni sono da rintracciarsi sia nell'andamento dei prezzi nei mercati all'ingrosso previsti nel prossimo trimestre, sia nella stagionalità del periodo.

Un aumento preannunciato dal sensibile aumento delle temperature registrato nel giugno scorso e dalla scarsa piovosità della stagione invernale.

L'Associazione dei Consumatori invita il Governo Gentiloni a mettere mano agli oneri del sistema sull'elettricità che, per quanto non siano abbassati, 'continuano a pesare per il 18,37%, anchè perchè è assurdo che vadano per il 3,40% a finanziare ancora la messa in sicurezza delle centrali nucleari ormai dismesse mentre il bonus sociale destinato alle famiglie in difficoltà si impieghi solo lo 0,96% conclude l'Associazione Consumatori.

Quindi non rimane altro ai consumatori italiani se non quello di imparare ad usare l'energia in modo più attento e razionale evitando gli sprechi.

 

Angela Rondanini

PREMIO DI SCULTURA E PITTURA " ASSOCIAZIONE "GIANFRANCO LUPO"- UN SORRISO ALLA VITA-ONLUS

L’Associazione Gian Franco Lupo “Un sorriso alla vita” – ONLUS nasce dall’esperienza di una famiglia di un piccolo centro lucano, Pomarico, che ha inizio nel maggio 2003, quando il piccolo Gian Franco di 10 anni, viene colpito da leucemia acuta.

Dopo otto mesi di cure presso il Policlinico di Bari, Gian Franco, con la sua famiglia, si trasferisce nel moderno centro di ematologia pediatrica di Monza, fra i più all’avanguardia nel panorama nazionale ed europeo, in quanto nel meridione non esistono centri per effettuare il trapianto di midollo osseo: così la sofferenza provocata dalla malattia viene aggravata dal distacco dagli affetti.

A distanza di quasi un anno dalla scomparsa di Gian Franco, la famiglia non si chiude nella disperazione e nel giugno 2005 fonda, con il sostegno degli amici, per atto pubblico notarile, l’Associazione Gian Franco Lupo – “Un sorriso alla vita” – onlus per assistere piccoli malati oncologici e persegue i suoi scopi con azioni concrete nell'assistenza, nella solidarietà, nella ricerca e nella vicinanza alle comunità, sempre con efficacia e trasparenza riconosciute da anni e man mano a scala sempre più vasta (non ultimi i doni di diversi defibrillatori in Basilicata)o di apparecchiature mediche e di sale operatorie.

La nuova iniziativa importante e  benemerita  , patrocinata da Matera 2019 è il  Premio Artistico per pittura e scultura "Gianfranco Lupi".  si terrà a Matera dal 22/09/2017 al 28/09/2017 presso ex ospedale San Rocco di Matera, una mostra/concorso di pittura e scultura.

Per tutti coloro che volessero partecipare dovranno inviare la scheda di adesione entro e non oltre il 15 luglio 2017 (con immagini dell'opera presentata)

Per maggiori informazioni e per scaricare il bando: http://www.f-mestria.it

 

Angela Rondanini

 

 

UNA MESSA IN RICORDO DI SAN JOSEMARIA ESCRIVA'

Venerdi 30 giugno 2017 alle ore 19.00 si terra', presso la Cattedrale di S. Gerardo a Potenza, una S. Messa in onore di San Josemaria Escriva', sara' celebrata da Mons.Salvatore Ligorio, proprio per ricordare colui che fondo' il  - 2 ottobre 1928  l'Opus Dei -, ovvero un'organizzazione dell'Apostolato che costitui' una nuova via rivolta " a promuovere la ricerca della santita' attraverso la santificazione del lavoro tra tutte le persone di ogni ceto sociale ", e costituisce l'organizzazione piu' diffusa della Chiesa Cattolica.

L'inizio della stessa non fu' semplice a causa dell'imperversare della guerra civile spagnola.

Il 22 giugno 1946 Mons. Escriva' giunse a Roma dove vi resto' fino alla morte: fu' beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 17 maggio 1992 e poi canonizzato il 6 ottobre 2002 dallo Stesso, resse il governo dell'Opus Dei dal 1928 al 1975 fino a quando sopraggiunse la morte il 26 giugno 1975.     

 

LUCIANO GENTILE

foto fonte facebook

Inizia una settimana importante per il Potenza

Da oggi fino al 30 giugno saranno giorni importanti per il Potenza. Occorrerà dare certezze che dovranno partire dall'organigramma e dalla ripartizione dei ruoli in società. Oltre a ciò l'attuale assetto societario sta già provvedendo ai pagamenti di pendenze arretrate. Sono giorni importanti per il saldo della prima parte del dovuto per calciatori come Forgione, Pepe, Esposito e Potrone. Tale pagamento dovrebbe avvenire entro la fine di questa settimana. Intanto è previsto in questi giorni un incontro tra il ds Dionisio ed il procuratore del calciatore Guaita; si cercherà di trovare un'intesa in modo da dare a mister Biagioni un importante tassello da inserire nei suoi schemi

 

Gennaro Baldinetti

LO CHEF VITO AMATO ENTRA A FAR PARTE DELLA NAZIONALE ITALIANA CUOCHI

Un ' altro vincitore nell'ambito dell'arte culinaria, genuinamente potentino:

Vito Amato,classe 75',ha superato le selezioni che si sono tenute a Taormina il 12 giugno 2017, durante una manifestazione gastronomica denominata  - Cibo Nostrum -, ed e' entrato a far parte della  - Nazionale Italiana Cuochi - ;

proveniente dall' Istituto Alberghiero di Potenza, ha girato presso le cucine piu' prestigiose d'Italia,raccogliendo giusti successi,anche in altre manifestazioni.

-  2015  Medaglia d'oro al concorso Expo Food Wine di Catania;

-  2016  Medaglia d'oro ai Campionati della Cucina Italiana di Montichiari;

-  2016  Medaglia di bronzo a Malta Kulinarja;

-  2017  Medaglia d'argento ai Campionati della Cucina Italiana di Rimini;

larga soddisfazione per i risultati raggiunti e' stata espressa da:

- Rocco Pozzullo,Presidente della Federazione Italiana Cuochi, Rocco Giubileo Presidente Unione Cuochi Lucani e da Giovanni Guastamacchia suo Team  Manager.

Anche il nostro Settimanale si associa con piacere alle medesime soddisfazioni.

 

LUCIANO GENTILE

foto fonte facebook(cuochi lucani)

 

 

ESCE OLTRE LA NEBBIA

Esce il nuovo singolo "Oltre la nebbia". Il maestro Gianfranco Cloralio si presenta nelle vesti di cantautore e non è mancata l'importante collaborazione dell'attrice Eva Immediato.Di seguito il videoclip: https://youtu.be/CsSGkqAz7xY

GIORNATA DI STUDIO A MATERA SU ROCCO BRINDISI-DIARIO DI UN EMIGRANTE

Il 22 Giugno 2017 alle ore 18:30, presso la Casa Cava di Matera, per iniziativa del Centro Lucani nel Mondo “Nino Calice” e della società Ianus, è in programma una giornata di studio dedicata alla presentazione di un lavoro di studio e ricerca sull’archivio Basilissi che ha conservato la memoria storica di Rocco Brindisi, emigrante lucano di Trivigno.

Interverranno con un loro contributo Michele Marino, sindaco di Trivigno; Luigi Scaglione, coordinatore del Comitato tecnico scientifico del Centro lucani nel mondo “Nino Calice”; Luca Braia, assessore Dipartimento politiche agricole e forestali Regione Basilicata; Patrizia Minardi, dirigente dell’Ufficio sistemi culturali e turistici cooperazione internazionale del Dipartimento presidenza della Regione Basilicata; Maria Pietrafesa, archivista, direttore dei lavori della società IANUS srl; Aurelio Pace, presidente della Commissione regionale lucani nel mondo; Domenico Romaniello direttore dell’Alsia (già direttore del Gal Basento-Camastra); Paride Leporace, direttore della Lucana film commission;
Modera Rosita Stella Brienza, giornalista.
Le conclusioni sono affidate a Francesco Mollica, presidente del Consiglio regionale della Basilicata.
Non è molto tempo ancora che della figura di questo illustre italiano e lucano si era persa la memoria fino a quando - grazie ad un progetto che ha consentito la valorizzazione attraverso schedatura, riordino, inventariazione e successiva digitalizzazione delle carte - non si è cominciato a fare luce sulla portata storica contenuta all’interno dell’archivio.
La storia di questo archivio è quanto mai rocambolesca e degna di essere narrata.
Sofia Basilissi, figlia della cantante austriaca Katharina Gassner e del pianista fiorentino Giuseppe Buonamici, dedica la sua vita alla musica come i genitori. Suona il pianoforte e inizia la sua carriera concertistica che la porta fin negli Stati Uniti d’America ed è lì che Sofia e Rocco si incontrano e si amano, nonostante Rocco abbia ventuno anni più di lei. La loro storia d’amore è coronata oltre oceano, solo poco tempo prima della morte di Rocco.
Sofia, seconda moglie di Brindisi, lasciata così la terra americana per far ritorno a quella sua natale, la Toscana, porta con sé la congerie di carte e scritti che in questo modo dimorarono per la maggior parte del suo tempo in un palazzo di Firenze, con l’obiettivo di rendere viva la vicenda del marito defunto.
Vuoi la mancanza di mezzi o al contesto poco favorevole alla realizzazione di tale obiettivo, l’unico attento uditore che la Buonamici riuscì a entusiasmare con i racconti del marito, fu il figlio della domestica che prestava servizio in casa sua.
Intanto l’alluvione di Firenze del 1966 procurò dei malaugurati danneggiamenti al complesso documentario fin quando le carte, tratte in salvo dalla calamità, sono state messe a disposizione dall’attuale possessore e proprietario dell’archivio, Dino Basilissi, al fine di rendere questo patrimonio storico accessibile a tutti.
Grazie ad un progetto finanziato dal Comune di Trivigno, dal GAL Basento Camastra e dalla Regione Basilicata, l’archivio Dino Basilissi è stato schedato e reso accessibile attraverso mezzi informatici e all’intervento attento e scrupoloso della dottoressa Maria Pietrafesa, direttore tecnico della società di servizi archivistici e bibliotecari IANUS s.r.l., ad un team di professionisti e alla società Filomedia s.r.l., grazie ai quali possiamo conoscere da vicino il personaggio Rocco Brindisi.
A corredo di questo lungo lavoro d’archivio, il Comitato tecnico scientifico del Centro lucani nel mondo “Nino Calice” e l’Ufficio sistemi culturali e turistici cooperazione internazionale del Dipartimento presidenza della Regione Basilicata, hanno sostenuto la pubblicazione del volume, contenente l’inventario delle carte e la trascrizione del diario autografo di Rocco Brindisi, dal titolo “Appunti di viaggio… L’archivio di un emigrante lucano”.
Rocco Brindisi, viceconsole italiano a Boston, si pone come un caso particolare, quasi eccezionale, rispetto alla maggioritaria folla di emigranti che in quegli anni lasciavano la loro terra per recarsi nel nuovo continente.
Lungi dall’aderire all’immagine stereotipata dell’emigrante illetterato o analfabeta mosso ad abbandonare il paese e gli affetti per necessità stringenti, dovute alle gravi condizioni di miseria e alla mancanza assoluta di prospettive future, Brindisi è già medico di fresca laurea quando decide - andando in direzione contraria alla prospettiva che gli si parava innanzi di una buona e rispettabile professione esercitata nel diametro ristretto del paese - di attraversare l’oceano e recarsi negli Stati Uniti a cercare sorte migliore.
Rampollo di una famiglia della borghesia agraria della Basilicata di evidente tendenza liberale, la sua scelta di partire non è stata dettata, dunque, dalla necessità. Negli Stati Uniti d’America Rocco Brindisi si fa conoscere prima di tutto per le qualità professionali e la sua pratica medica ha quasi del miracoloso tanto da conquistare la ribalta della cronaca.
I suoi contributi e i suoi ruoli rivestiti in svariati enti di cultura non si contano negli anni, fino al progetto, poi naufragato per motivi d’ordine economico e finanziario, di fondare una banca pensata appositamente per gli italiani d’oltreoceano. Brindisi morì a Boston, amareggiato dall’insuccesso del suo ultimo progetto che impegnò le sue forze negli ultimi anni della sua vita. Qui comincia la storia del suo archivio. Gli scritti superstiti di Brindisi, per quanto esigui nel numero, sono sufficienti a delineare le sue qualità professionali ed intellettuali, a descrivere un uomo dallo spiccato senso civico e morale. Le sue carte sono un mosaico di piccole e grandi storie di emigrazione italiana, uno spaccato entusiasmante di vita reale da dove emerge la sofferenza dell’abbandono, ma anche l’idea eroica di chi riesce a staccarsi dalla propria terra e dai propri affetti proiettandosi in una realtà sconosciuta; insomma la viva testimonianza di quanto questi uomini si siano spesi per la conquista dei diritti civili, per trasformare il loro status di emigrante in quello di cittadino, di quanto le loro esperienze, relazioni, contatti, abitudini, vicende, aspirazioni e creazioni abbiano contribuito all'evoluzione secolare di una comunità nell’affermazione della sua identità nazionale.Da segnalare, inoltre, l’impegno profuso da Rocco Brindisi nella promozione della lingua italiana come mezzo di cultura e nella conservazione di questa all’interno delle comunità italiane trapiantate nelle città americane come strumento di mantenimento delle proprie radici. È nota infatti la collaborazione di Brindisi con la Società Dante Alighieri di cui ha preso attivamente parte nella fase della sua fondazione come dimostra ampiamente un suo scritto del 1921 intitolato per l’appunto Dante e la Dante in America.
Di particolare interesse, tra le carte e i documenti, la presenza di un diario manoscritto, in cui l’autore ci presenta un affresco lucido e puntuale delle vicende e dei protagonisti dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti d’America nei primi decenni del XX secolo, con particolare riferimento alla città di Boston.
Nel suo ruolo di vice console e di testimone attento della comunità degli italiani da poco stabilitasi degli Stati Uniti, Rocco Brindisi ci rammenta dell’importanza di saper osservare i fenomeni e le dinamiche che si innescano nelle comunità di emigrati in terra straniera che noi oggi in Italia siamo chiamati a guardare dall’altra sponda, dalla sponda dell’ospitante.
Non va dimenticato infatti che Rocco Brindisi si espose in prima persona, sia da italiano che nel suo ruolo di viceconsole, nella difesa di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, che negli stessi anni venivano ingiustamente processati, vittime dei forti pregiudizi di cui la società americana del tempo era intrisa. È bene tornare a riflettere su come il caso ha voluto intrecciare alle vicende di questo nostro illustre concittadino lucano uno degli eventi che più di altri ha impressionato e fortemente segnato la società americana di quel tempo. È uno di quei casi, insomma, in cui parlare di un uomo del nostro territorio, di un fenomeno come quello dell’emigrazione lucana nel cui contesto si muove la vicenda del personaggio, non significa chiudersi nel campo ristretto della storia locale ma aprirsi anche alla storia universale, suggerendo questa vicenda riflessioni di respiro più ampio, fino a toccare temi di più stretta attualità.
Considerato l’indiscusso valore della persona di Brindisi siamo pertanto convinti che si ponga la necessità di rendere più ampiamente accessibile la conoscenza di questo illustre italiano. In quest’ottica di trasmissione dei risultati e di valorizzazione del personaggio, la vicenda umana di Rocco Brindisi occupa un posto privilegiato nel Museo dell’Emigrazione Lucana che ha sede nel castello di Lagopesole, in Basilicata, dove è stato presentato il volume e il diario dell’emigrante lucano in occasione di una giornata di studi a lui dedicata, e il materiale informativo preparato per quell’occasione è ora consultabile nello stesso museo. Che l’interesse per Rocco Brindisi vada al di là dei confini regionali è inoltre dimostrato dalla riuscita della presentazione della mostra sulla sua figura nel 2015, nell’ambito degli eventi messi in piedi per l’Expo di Milano.
L’appuntamento che si è voluto riservare nella splendida cornice di Matera intende porre l’attenzione su un particolare aspetto della vicenda di Rocco Brindisi, cioè la presenza, tra le carte confluite nell’archivio, di una missiva scritta da Sacco e Vanzetti al fine di ringraziare il viceconsole Rocco Brindisi per la forte presa di posizione in difesa della loro causa.
Parte essenziale di questa serata dedicata, sarà la proiezione del film Sacco e Vanzetti presso la Casa Cava di Matera, dove si coglierà l’occasione, oltre che per presentare i risultati del lavoro archivistico, per aprire un serio dibattito sui temi della difesa dei diritti umani in America e dei diritti degli emigranti, prendendo spunto dalla lettura del documento in questione.
Emozioni rese vivide dalla magia del cinema: un’opportunità auspicabile per raccontare storie, riscoprire personaggi, continuare ad emozionarci ed emozionare parlando di Basilicata.

COMUNICATO STAMPA

ScientificaMENTE – LA STORIA DELLA TERRA: LE ERE GEOLOGICHE – seconda parte

ScientificaMENTE è una serie di articoli dedicati alla divulgazione scientifica.
Affrontiamo argomenti di Biologia, Chimica, Geografia, Scienze della Terra e molti altri di carattere tecnico – scientifico, utilizzando termini il più possibile semplificati, allo scopo di avvicinare le materie scientifiche al più vasto pubblico di lettori.

 

L’ERA CENOZOICA

L’era Cenozoica o Terziaria, durata 65 milioni di anni, viene suddivisa in 5 periodi:

 

Paleocene

Eocene

Oligocene

Miocene

Pliocene

Paleogene o Terziario antico

Neogene o Terziario recente

 

Durante tale era si verificò un’intensissima attività orogenetica (formazione di catene montuose) e vulcanica, che provocò grandi mutamenti in campo fisico e biologico.

Si ebbe un profondo rinnovamento della flora e della fauna, che si evolsero verso forme sempre più vicine a quelle attuali. In ambiente marino si affermarono ed ebbero una grandissima diffusione i nummuliti (ottimi fossili guida del primo periodo Terziario), ma questa è soprattutto l’era dei Mammiferi che, comparsi nell’era mesozoica, conobbero un grande sviluppo e si affermarono definitivamente subentrando ai grandi rettili che avevano dominato l’era precedente.

All’inizio il gruppo prevalente era quello dei marsupiali; successivamente essi furono soppiantati dai placentati e sopravvissero soltanto in Australia e nell’America Meridionale, andate alla deriva prima dell’esplosione biologica dei placentati. Quest’ultimi, come i rettili, conquistarono sia l’ambiente aereo (pipistrelli) che quello acquatico. Comparvero e si svilupparono i felini, i canidi, gli equini e le scimmie, fra cui quelle antropomorfe.

Per la loro enorme diffusione e per la rapida evoluzione, che originò varie specie di breve durata, i mammiferi sono ottimi fossili guida delle aree continentali. Anche tra i mammiferi comparvero dei giganti. Ad esempio il Paraceratherium (un erbivoro simile al rinoceronte) vissuto in Asia 28 milioni di anni fa, misurava 7,5 m di lunghezza e ben 5 m di altezza. Anche le attuali balene sono dei mammiferi marini giganti.

Nel regno vegetale si ebbe la definitiva affermazione delle Angiosperme che, grazie alla presenza dei semi, raggiunsero il massimo sviluppo e una grandissima diffusione.

Dal punto di vista geologico vanno segnalati i grandi fenomeni orogenetici che provocarono il corrugamento alpino-himalayano e il sollevamento delle Montagne Rocciose e delle Ande. Tali fenomeni proseguirono anche nell’era successiva e i terremoti e le eruzioni vulcaniche che si registrano tuttora nelle zone interessate dai corrugamenti terziari, sono da imputarsi all’assestamento, ancora in atto, di quelle terre.

Alla fine del Miocene avvenne inoltre un evento straordinario: il Mediterraneo, per innalzamento della soglia di Gibilterra, divenne un mare chiuso senza comunicazione con l’Atlantico e, poiché l’apporto delle piogge e dei fiumi immissari era inferiore al tasso di evaporazione, si prosciugò completamente. Si formarono così grandi depositi di salgemma e di gesso.

In seguito, all’inizio del Pliocene, la soglia di Gibilterra si abbassò, consentendo alle acque dell’Atlantico di penetrare nuovamente nel Mediterraneo, riempiendolo.

In questo periodo era in atto l’orogenesi appenninica, per cui i sedimenti evaporitici depositati vennero sollevati e deformati.

L’Italia si è praticamente formata, sorgendo dal mare, durante questa era.

Nel Terziario antico la collisione fra le zolle africana ed europea portò al sollevamento delle Alpi, mentre l’Appennino si formò più tardi.

Fu intensa anche l’attività magmatica intrusiva, ovvero la penetrazione di grandi masse di magma entro fratture della crosta terrestre, ed effusiva (imponenti coltri effusive nelle Prealpi Venete, in Toscana, Lazio, Campania, Lucania e Sardegna).

L’ERA NEOZOICA

L’era neozoica o quaternaria, ultima della storia geologica della Terra, va da circa 2 milioni di anni fa, fino ad oggi e si suddivide in 2 periodi:

 

PLEISTOCENE

OLOCENE

caratterizzato da un raffreddamento del clima, con conseguenti vaste glaciazioni

iniziato con l’ultimo definitivo ritiro dei ghiacci, giunge fino ad oggi

 

Gli avvenimenti più importanti dell’era furono le imponenti variazioni climatiche che causarono alternativamente l’espansione e il ritiro dei ghiacci su vaste zone della Terra.

Le espansioni glaciali accertate nella regione alpina furono 5:

  • DONAU
  • GUNZ
  • MINDEL
  • RISS
  • WURM

Corrispondenti il primo alle tracce rinvenute nella valle del Danubio e gli ultimi 4 ad altrettante località della Baviera dove furono studiati per la prima volta i depositi morenici.

Le notevoli variazioni del clima conseguenti all’avanzata e al ritiro dei ghiacciai si ripercossero anche sulla flora e la fauna.

Durante i periodi glaciali, animali e piante di ambiente freddo si diffusero espandendosi nei paesi mediterranei; durante i periodi interglaciali animali e piante di ambiente caldo si spinsero nell’Europa settentrionale.

Alla fine del Pleistocene scomparvero numerosi mammiferi che avevano dominato incontrastati: la tigre dai denti a sciabola, i mastodonti, i mammut, i grandi armadilli, l’orso delle caverne e i cervi giganteschi.

La causa di queste grandi estinzioni sembra vada attribuita non solo alle modificazioni ambientali e climatiche alle quali questi animali eccessivamente specializzati non avrebbero saputo adattarsi, ma soprattutto alla rapida diffusione dell’uomo, che proprio in quest’era aveva fatto la sua comparsa.

Durante la massima espansione dei ghiacciai il livello marino era inferiore a quello attuale di oltre 100m, per cui vaste aree delle piattaforme continentali si trovavano allo scoperto e venivano incise ed erose dai fiumi.

Le Alpi erano completamente ricoperte da una coltre di ghiaccio, che si estendeva anche agli altopiani svizzero e bavarese.

Un imponente scudo di ghiaccio ricopriva la Scandinavia, il mar Baltico, la Russia nord-occidentale, la Germania settentrionale, la Danimarca e parte della Gran Bretagna. Un’altra coltre glaciale ricopriva la parte settentrionale del Nord America. Ghiacciai erano presenti anche sui Pirenei e sull’Appennino.

Nel periodo successivo, l’Olocene, i ghiacciai si ritirarono gradatamente fino ad occupare le posizioni attuali. Dalla loro fusione presero origine grandi fiumi, che con i materiali depositati alla loro foce colmarono laghi e bracci di mare, formando estese pianure alluvionali.

Il clima, la flora e la fauna divennero simili a quelle attuali.

 


Bibliografia
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M. Vezzoli. C. Vicari – Ecologia e Ambiente – Principato, 2014
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U. Aichelburg – Il corpo umano – Mondadori, 1977
C. Longo, G. Longo – Dalla cellula ala comunità dei viventi – Minerva Italica, 1980
F. Randazzo, P. Stroppa – Chimica, alimenti e sostenibilità – Mondadori, 2014

  • Pubblicato in Cultura

La leadership

Il termine leadership deriva dalla parola inglese "to lead" traducibile anche come l'arte di saper condurre; in letteratura non esiste una definizione universalmente condivisa di cosa significhi essere un leader ma in linea di massima con questo termine si indica un membro la quale esercita una posizione di preminenza sul resto del gruppo finalizzata a guidare o condizionare il comportamento degli altri membri. E' utile sottolineare la differenza con il concetto di comandare, termine che descrive la conduzione autoritaria di un sistema spesso caratterizzato da una organizzazione gerarchica ben definita e stabile nel tempo. Una leadership può essere formale od informale: con la prima si intende un incarico affidato da un agente esterno (tipica delle organizzazioni riconosciute anche sul piano giuridico come ad esempio una azienda) mentre con la seconda si intende quella affidata in maniera implicita dal resto del gruppo (come avviene ad esempio in una squadra sportiva o in un gruppo di volontari). Secondo molti ricercatori la vera leadership è quella informale poiché derivante da comportamenti della persona la quale risulta in grado di orientare, decidere, mediare tra gli altri membri del gruppo senza che gli sia stato chiesto precedentemente o formalmente di farlo. Un leader è tale nel momento in cui è in grado di porsi come modello, di saper motivare, saper comunicare in maniera efficace, delegare ed individuare a chi poterlo fare, saper gestire le risorse a disposizione ed utilizzarle nel modo più proficuo possibile sopratutto in termini di risorse umane. A scopo didattico si tende a suddividere la leadership in tre stili: autoritario; democratico; permissiva. Si tratta di una suddivisione didattica poiché nessuno dei tre stili è migliore di un altro ne sembra possibile una suddivisione realmente netta tra di essi. In effetti lo stile di conduzione di un gruppo andrebbe determinato in base alle necessità del momento, agli obiettivi ed alle risorse a disposizione. In Psicologia si discute da anni se la capacità di leadership sia o meno un tratto di personalità; le ricerche non sono al momento in grado di fornire una risposta univoca. Nel leader sono presenti però delle caratteristiche stabili e solitamente acquisite negli anni dello sviluppo quali capacità di assumersi rischi, proporsi come modello, tolleranza alla frustrazione, capacità di modificare le proprie opinioni nonché una buona dose di empatia, tutte caratteristiche legate  allo stile cognitivo della persona e fortemente influenzati dai tratti di personalità; ciò induce a ritenere, tra le altre cose, che la capacità di leadership sia una dote intrinseca e naturale della persona appresa e tendenzialmente stabile negli anni. Appare doveroso sottolineare che non possedere doti di leadership non rappresenta una carenza ne tanto meno motivo di biasimo; premesso questo se tutte le persone possono divenire leader, per alcuni questo risulta particolarmente semplice e confacente alla propria personalità risultando di gran lunga più adeguati a ricoprire tale ruolo.

Dr Michele Passarella

Comunicato stampa - Pino Gentile

“Alle radici di un mito” volume che completa la trilogia sulla storia dell'automobilismo lucano. Un imprevisto che ha colpito l'autore, rinvia la data della sua presentazione.

Potenza, 19/06/2017

            Romano Triunfo, già sindaco di Abriola, com'è noto, è stato riconfermato nella carica Domenica 11 giugno 2017 con la percentuale dell'oltre il 96%, primatista assoluto nella ideale “Hit Parade” dei 24 sindaci lucani eletti in Basilicata.

            Un dato che la dice lunga sull'affidabilità del sindaco Romano Triunfo, cosa questa dimostrata con i fatti nei primi 5 anni di legislatura, la capacità operativa e l'intuizione nel far crescere ulteriormente il borgo di Abriola, noto a livello nazionale ed internazionale, non solo per la tradizionale Festa di San Valentino.

            Vincere aiuta sempre. E la “vittoria” dell'11 giugno esalta lo spirito creativo di Triunfo, ora stimolato più che mai ad impegnarsi, con le altre realtà politiche e sociali territoriali, per poter far riprendere la mitica cronoscalata Abriola-Sellata.

            Una sfida che chiama in causa, in un'azione sinergica, il cronista, già protagonista attivo, nel 1998, con la sua “provocazione” editoriale che colpì nel segno con la ripresa della cronoscalata nel settembre 1999: dopo 8 anni nuovo stop. Ecco dunque una nuova provocazione del cronista che, nel 2014, dà luogo al suo secondo libro sull'automobilismo lucano nel febbraio 2014, un lavoro che si pone come un momento interlocutorio .

            Ricordo che, da tempo, ho messo mano alla realizzazione del nuovo e terzo libro - 'Edizione 2017 – dal titolo “Alle radici di un mito”- usufruendo del Patrocinio del Comune di Abriola, dell'Automobile Club Potenza e di adesioni “dell'indotto sensibile” oltre che di alcuni importanti operatori nella zona di Picerno. Naturalmente, non mancano le testimonianze da parte dell'Aci, della Scuderia Lupi della Lucania, dell'Aci Storico e di altri interlocutori . Inoltre nel libro, ci sono elementi portanti dell'attività agonistica degli anni 2015 – 2016 con cenni al 2017 e significativi riferimenti ai campioni lucani di velocità in circuito, Chico Postiglione e Antonio Lucente, e l'emergente Carmelo Coviello, astro nascente del nostro automobilismo.

            Spazio ai ricordi con la storia della cronoscalata Abriola-Sellata, e dei piloti della “vecchia guardia” e delle ultime generazioni che hanno dato il loro apporto nel corso degli anni.

            Tra questi ci piace ricordare Rocco Tancredi che, ai primordi dell'automobilismo lucano, oltre che come pilota ,si è fatto apprezzare nel campo dell'innovazione. Poi i fratelli Nicola e Rocco Maggio, testimoni per la loro intrinseca passione per il Rally. Si diceva dell'innovazione tecnologica: nel libro che completa la trilogia sull'automobilismo lucano, emerge infatti lo studio dell'Università di Basilicata con “Potentia” - la storia del bolide di 219 Km con solo un litro di benzina.

            Questo ed altro ancora è contenuto nel libro, con particolare riferimento al presidente Francesco Solimena, Ciccio per gli amici, scomparso il 5 settembre 2016, per 40 anni alla guida dell'Aci e inventore della cronoscalata Abriola-Sellata. Un personaggio a tutto tondo, ricordato con diverse testimonianze.           Tutto procedeva nel migliore dei modi e si era nella sospirata attesa della pubblicazione del libro per il mese di giugno 2017: dietro l'angolo, però, l'ostacolo imprevisto di una improvvisa malattia del cronista costretto in ospedale per diverso tempo.

            Giocoforza, si impone il rinvio e, quasi certamente, il nuovo volume sarà presentato ad Abriola nel mese di Settembre 2017 in un contesto che radunerà piloti, dirigenti, tecnici, semplici simpatizzanti che si ritroveranno per vivere un momento aggregativo e sociale importante.

                                                                                                      Pino Gentile – giornalista

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