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Articoli filtrati per data: Maggio 2018

IL METAL IN BASILICATA: GLI EYELIDS

La musica in Basilicata è un'arte difficile, ma non impossibile. Molti artisti continuano a lavorare e a credere nella propria creazione e tra questi troviamo gli Eyelids, band depressive black metal lucana. Per questo articolo abbiamo deciso di incentrarci su di loro dopo aver notato l'iniziale successo del gruppo. I componenti si sono dimostrati disponibilissimi anche ad un'intervista di cui potete leggere più avanti. Il progetto per la band nasce nel 2012, inizialmente con F. (chitarra) e D. (voce e batteria). In seguito, con l'ingresso di M. (basso, chitarra), la band inizia a lavorare al primo demo intitolato "Departure", composto da tre brani e pubblicato poi nel 2015 dalla label italiana Masked Dead Records e ristampato poco dopo dalla Adimere Records; e anche il lavoro di "Endless Oblivion" e lo Split con il gruppo veneto Afraid of Destiny.  Con questo primo lavoro la band aveva l'obiettivo di esporre qualcosa di marcio proprio come la società che ci circonda, affermano. Eyelids, nome particolare e dal significato criptico, in inglese significa letteralmente "palpebre" e per i nostri musicisti ha un significato molto particolare: lo si può intendere sotto più forme, ma la scelta è stata quella di identificarlo nella chiusura degli occhi, per lasciarsi andare in uno stato di abbandono ed evadere dallo sporco che ci circonda e cadere in uno stato di tranquillità interiore, affermano decisi i componenti.

Com'è stato deciso il genere?

Nasce da influenze diverse dei vari membri del gruppo che sono andate a confluire nel depressive black metal, abbracciandone sonorità e tematiche.

Per quanto riguarda le tematiche molti non amanti del metal potrebbero fraintendere sapendo il genere estremo di musica, ma qui c'è da stupirsi, e non poco. I testi trattano tematiche quali la pura bellezza della natura e le sensazioni che comporta, vari stati d'animo decadenti tra cui la solitudine più profonda dell'essere. Inoltre, afferma la band, vogliamo trovare, anche attraverso i nostri "rituali", quel pretesto per tirar fuori tutto il nero che portiamo dentro, per accendere la nera fiamma che ogni uomo ha nel suo profondo. La band è solita esibirsi con il volto coperto, in primis perché ha un forte impatto scenico avendo il totale anonimato sul palco, in più perché preferisce trasmettere l'idea e la voce degli Eyelids senza associarli ad individui riconoscibili. Particolarità questa molto filosofica e poetica, perché chi ascolta i loro concerti ha così modo di identificarsi pienamente nei testi e nelle sonorità. Attualmente la band presenta questa formazione: D. (voce), F. (chitarra), M. (chitarra, basso), Consalvo (batteria) e N. (basso). Gli ultimi due componenti danno molto valore, come afferma la vecchia formazione, al gruppo. Consalvo, eccelso musicista con il suo vecchio progetto Coil Commemorate Enslave, influenza molto per il suo stile black in live, mentre N. è stato scelto sia per la sua bravura (vi invitiamo ad ascoltare il suo progetto melodic death metal "Iùm Scùr" con la sua prima demo "DEMO(n)I") e sia perché amico di vecchia data. Per quanto riguarda i progetti futuri la band sta lavorando ad un nuovo album che dovrebbe uscire tra il 2018 e il 2019, ed è anche in contatto con varie etichette discografiche. Abbiamo chiesto ai componenti se in terra lucana è difficile suonare, e la risposta è stata un "sì", ma con molta speranza. Suonare in terra lucana è difficile, ma non impossibile; purtroppo viene dato molto spazio alle cover band sminuendo così chi crea materiale proprio. Nelle altre regioni invece è diverso, soprattutto in Puglia, in cui gli Eyelids hanno avuto modo di suonare con grandi nomi pugliesi quali Vajas e Ad Noctem Funerariis, ed anche con i Black Faith di Pescara. 

Vi ricordiamo che gli Eyelids suoneranno il 2 giugno all'Absolute Cafè di Policoro.

Noi non possiamo far altro che augurare un lungo cammino alla band, una lunga carriera.

 

Tommaso Bifolco

“Don Milani e noi – L’eredità e le sfide di oggi” - presentazione libro Michele Pinto

Si apre domani 24 maggio 2018, a Matera, il Convegno su “Don Milani e noi – L’eredità e le sfide di oggi” (presso l’Istituto Sant’Anna). Evento organizzato dall’Università degli Studi della Basilicata, dall’Associazione Pedagogica Italiana (As.Pe.I.) e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Mons. Anselmo Pecci” di Matera. Un convegno dedicato a don Lorenzo Milani, a un personaggio scomodo per la sua epoca e dall’insegnamento tuttora attuale. Il cinquantennio della sua morte è occasione per ripensare e riflettere sulle sue parole e sulla sua testimonianza di vita in un contesto sociale e culturale odierno molto problematico e bisognoso di “maestri” autentici e coerenti, quale è stato appunto don Milani.

Le due giornate sono ricche ed intense di interventi e di testimonianze. Tra i tanti è previsto un fuori programma di Michele Pinto (nel pomeriggio del 25), Dirigente scolastico emerito e attualmente formatore presso l’agenzia New Form di Potenza che ha dato alle stampe in questi giorni un breve scritto dedicato al grande maestro: “Don Lorenzo Milani. L’attualità dell’impegno e del messaggio a 50 anni dalla sua scomparsa” (pubblicato dall’associazione Culturale Memopolis di Rionero e dalla stessa New Form). Un volumetto frutto di riflessioni condivise durante un incontro di studio nell’Istituto “G. Fortunato” di Rionero. In 50 pag. l’Autore presenta in modo chiaro e sintetico –stuzzicando la curiosità- vita, scritti, credo pedagogico, “l’esperienza che il prete-educatore di Barbiana ha messo in atto a suo tempo –come si legge nell’introduzione- le critiche e le censure che ha suscitato, nonché la riabilitazione postuma della sua figura tanto di sacerdote rivoluzionario, anticonformista, quanto di maestro-educatore anticipatore dei tempi nuovi, non immune da critiche e censure, a suo tempo denigrato ed osteggiato tanto dai tradizionalisti quanto dai conservatori”.

Uno scritto, se pur breve e senza pretesa di essere esaustivo, come lo stesso autore dichiara, è pregno di spunti e di stimoli, di “provocazioni” a quella scuola e a quei docenti, che ancora oggi fanno resistenza alla pedagogia milaniana che punta ad un apprendimento “in grado si suscitare nel ragazzo la gioia ed il gusto di imparare ad apprendere, attraverso esperienze personali dirette, di coinvolgimento emotivo ed affettivo alle attività didattiche e alla vita scolastica”, come si legge nel capitolo dedicato alla nuova didattica nella scuola di Barbiana. Un volume “stuzzicante” che facilmente potrà essere diffuso nelle scuole e tra i docenti, come una sorta di vademecum da cui ripartire per ritrovare e rinnovare la propria vocazione a “fare” scuola.

Pinto, che è stato anche un maestro amato e stimato dai suoi allievi, ha avuto come faro del suo insegnamento don Lorenzo Milani. Pertanto la sua è una rilettura non semplicemente da studioso ma da “allievo” che, come si evince tra le righe, ha passione e curiosità tanto da portarlo a fare un originalissimo e interesse accostamento: a Wittgenstein, al maestro-filosofo. Entrambi fautori di una scuola che privilegia l’apprendimento della lingua, l’arricchimento e la competenza linguistica, quale strumento per leggere e comprendere la realtà.

In questa rilettura Pinto non tralascia il riferimento alla storia della scuola in Basilicata, dove l’interesse per l’impianto innovativo di don Milani fu recepito e realizzato in particolare nel 1° Circolo didattico di Melfi e nella scuola Domiziano Viola di Potenza (dal 1971 in poi).

Pinto offre, con il suo volumetto, un’opportunità di riflessione sui principi fondamentali che caratterizzarono la pedagogia e la metodologia della scuola di Barbiana, un rinnovamento che don Milani pagò caro per le calunnie e per le critiche. Ma lui andò avanti per la sua strada. Il suo motto “I care” (mi interessa, ho a cuore) fu la vera risposta. Una risposta radicata nelle scelta evangelica di fondo che don Milani aveva fatto: prendersi cura degli ultimi. E l’autore chiude con una riflessione proprio sull’attualità del prete “scomodo” come fu definito, richiamando la visita di Papa Francesco a Barbiana e l’intenzione di avviare un processo di beatificazione.

Il richiamo e le provocazioni che Michele Pinto suscita sono di una “attualità” disarmante che mette in discussione la società, gli insegnanti e la scuola odierna. Certo il Ministero della Pubblica istruzione, nel commemorarlo lo ha definito “precursore della scuola aperta ed inclusiva, pioniere per le risposte personalizzate”, come l’autore riporta, ma nello stesso tempo Pinto riporta quell’attualità ai giorni nostri nelle tante fragilità a cui siamo chiamati a rispondere come educatori, come Chiesa, istituzioni, come politici, come uomini di buona volontà.

Lo scritto, che si apre con la presentazione del direttore della New Form, Angelo Sabia, del Dirigente Tecnico MIUR, Gerardo Antonio Pinto e con un’originalissimo acrostico della mistica Cristina di Lagopesole, non fa mancare nelle ultime pagine foto del Priore di Barbiana con i suoi ragazzi e a seguire anche alcune indicazioni bibliografiche. Un lavoro più che completo!

 Giuseppe R. Messina

LA SETTIMANA VERDE DELL' UE

Dal 21 al 25 maggio 2018, nelle citta' europee, si celebrera' la  - Green Week - ,ovvero la settimana verde dell' Unione Europea,con un tema scelto:

Le ciita' verdi,per un futuro piu' verde.

" Tale iniziativa costituisce un'occasione importante per discutere i migliori modelli e le politiche piu' innovative di sostenibilita' ambientale nello sviluppo urbano,condividere buone pratiche in materia di qualita' dell'aria,rumore,natura,biodiversita',gestione dei rifiuti e risorse idriche,fino a promuovere approcci partecipativi allo sviluppo urbano.

Oltre a cio' é previsto anche il coinvolgimento delle autorita' locali e cittadini al fine di incoraggiarli a condividere la loro visione di sviluppo sostenibile."

La settimana verde é iniziata il 21 maggio ad Utrecht e si concludera' il 25 maggio a Madrid:

nel contempo l'iniziativa coincide anche con lo svolgimento delle - Giornate Europee Natura 2000 - che si tiene dal 22 al 24 maggio 2018 a Bruxelles.

 

LUCIANO GENTILE

foto fonte facebook

“Don Milani e noi – L’eredità e le sfide di oggi” - le tematiche , i relatori e ospiti che interverranno

Don Lorenzo Milani è un punto di riferimento per educatori, formatori –in generale- ma anche per intellettuali, politici, rappresentanti istituzionali e singoli cittadini. Perché Don Milani ci ha lasciato in eredità un grande monito: “I care”, che dall’inglese significa “mi stai a cuore, mi interessi”. Era sì una risposta al motto fascista “me ne frego” dell’epoca, ma è, tutt’ora un invito e un’ispirazione che deve essere alla base di ogni attività che ci pone in relazione con l’altro: dalla scuola alle istituzioni, alle relazioni interpersonali agli impegni sociali.

Il convegno su don Milani a Matera, il 24 e 25 maggio p.v., presso l’Istituto sant’Anna (organizzato dall’Università degli Studi della Basilicata, e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Mons. Anselmo Pecci” di Matera e dall’Associazione Pedagogica Italiana -As.Pe.I.), vuole richiamare la figura di un grande uomo (personaggio scomodo), nel cinquantennio della sua morte, che ancora oggi ha tanto da dire, proprio a partire dal quel “I care”. Le due giornate saranno articolate in quattro sessioni. La mattinata del 24 sarà caratterizzata dalla biografia e le opere, in particolare sarà Giuseppe Spadafora, dell’Università della Calabria a riproporre la famosa “Lettera a una professoressa” e dei suoi aspetti pedagogici, politici e didattici. Mentre Emilio Lastrucci, dell’Unibas, nonché presidente dell’Associazione Pedagogica Italiana (As.Pe.I.) si soffermerà sul motto “I care” e dei risvolti: partecipazione attiva, impegno civile e solidarietà.

SergioTanzarella, della Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale (PFTIM) tratterà dell’eredità stimolante e controversa di Don Milani, tra polemiche ideologico-religiose e questioni filologiche e interpretazione storica. A chiudere la sessione Anna Carfora (della PFTIM) su “La pastorale di Don Milani tra innovazione e profezia”.

Nella mattinata, all’apertura dei lavori, sono previsti i saluti dei rappresentanti istituzionali: la Rettrice dell’Unibas, Aurelia Sole, il Direttore del Dipartimento Scienze Umane-Unibas, Paolo Masullo, il Coordinatore del corso di laurea in Scienze della formazione primaria, Claudio De Luca, la Dirigente USR Basilicata, Claudia Datena, il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggeri e il Presidente Fondazione Matera-Basilicata 2019, Salvatore Adduce.

A presiedere la sessione pomeridiana, dedicata a “"Don Milani e noi. Evoluzione e contraddizioni della scuola italiana", saranno Fabrizio D’Aniello, dell’Università di Macerata e Angelo Vecchio Ruggeri, vice-presidente As.Pe.I. In videoconferenza è previsto l’intervento di Luciano Corradini, docente emerito Università Roma Tre.

Momento particolarmente atteso è quello di Paolo Landi (Fondazione don Lorenzo Milani) allievo di don Lorenzo Milani. Il dibattito pomeridiano inoltre si arricchirà degli interventi di: Guido Benvenuto, La Sapienza, Università di Roma (Pierino e Gianni: fra vecchie e nuove disuguaglianze) e Milena Santerini, Università Cattolica del Sacro cuore, Milano (L’eredità di don Milani nella scuola e nella società di oggi).

Venerdì 25 mattina, ad aprire e coordinare i lavori su: “Don Milani e gli ultimi: modello educativo milaniano e processi di inclusione ed esclusione” sarà Donatella Lombello, dell’Università degli Studi di Padova. Previsti i saluti del Vescovo di Matera-Irsina, Antonio Giuseppe Caiazzo, del Presidente della Regione, Marcello Pittella, l’assessore alle politiche agricole e forestali Regione Basilicata, Luca Braia.

A parlare di attualità e inattualità della lezione di don Milani –Dalla parte della coscienza, ovvero di Dio e degli ultimi, il Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Matera, don Leo Santorsola. Mentre Sandra Chistolini, Università Roma Tre parlerà de La lezione di don Milani agli insegnanti in formazione. Sarà a cura di Angela Pascale, Unibas, la documentazione multimediale su Don Milani e Barbiana, mentre sarà a cura dell’Istituto Luce la proiezione del film-documentario “La scuola di Barbiana”.

La quarta sessione del Convegno sarà dedicata a Don Milani e alla questione della lingua. A moderare l’attività Daniela Vetri, As.Pe.I. Catania e Giuseppe Serio, Presidente onorario As.Pe.I e Direttore “Qualeducazione”. In videoconferenza Rocco Postiglione, Università Roma Tre per parlare di Don Milani: scrittura collettiva e libertà di espressione nell’era digitale. L’intervento su “Don Milani e la centralità della lingua: la lingua seconda” sarà a cura di Raffaele Spiezia, Università Campania, “Vanvitelli”. Porteranno la loro voce anche i laureati e laureandi dell’Unibas sull’esperienza della visita-incontro a Barbiana nei mesi scorsi. Sarà presentata anche la mostra fotografica con la proiezione di un filmato.

Infine, a chiudere il Convegno una Tavola rotonda, coordinata da Mirella Rossi, As.Pe.I. Roma e Gabriella Aleandri, Università di Roma Tre, su: "L'internazionalismo di Don Milani tra globalizzazione, migrazioni e scambi internazionali. Nuove opportunità o tradimento?".

Dall’Università di Foggia, Franca Pinto Minerva per parlare “Gli ultimi e gli esclusi: la parabola di un cinquantennio”. Concetta Sirna, dell’Università degli studi di Messina affronterà “Innovazioni metodologico-didattiche della proposta milaniana”.

Infine, in videoconferenza Massimiliano Fiorucci, dell’Università Roma Tre per parlare di: “Immigrazione e nuovi esclusi”.

Inoltre, fuori programma, è previsto l’intervento di Michele Pinto, Dirigente scolastico emerito e attualmente formatore alla New Form potentina, per presentare un suo scritto fresco di stampa su “Don Lorenzo Milani. L’attualità dell’impegno e del messaggio a 50 anni dalla sua scomparsa”.

Le conclusioni del convegno internazionale saranno a cura di don Leo Santorsola (direttore ISSR di Matera) e del presidente As.Pe.I. Emilio Lastrucci (Unibas).

Il Convegno, rivolto principalmente a studenti universitari, studenti degli istituti superiori, dirigenti scolastici, docenti di ogni ordine e grado e, più in generale, a tutti i professionisti della formazione, garantirà l’attestato valido ai fini della formazione/aggiornamento, mentre per gli studenti del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria che parteciperanno al convegno è previsto il riconoscimento di 12 ore di tirocinio indiretto.

 

AL SAN CARLO DI POTENZA UN "TRAUMA CENTER"

 
  Un "Trauma Center" verrà realizzato all'ospedale San Carlo di Potenza per "assicurare il trattamento dei traumi maggiori per tutto il territorio regionale attraverso la rete interna dei servizi che, su segnalazione del 118, si attiva per fornire in tempi rapidi tutte le consulenze specialistiche e gli interventi chirurgici nelle sale dedicate". L'iniziativa è stata presentata stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa. Il progetto ha un costo di 24 milioni di euro, e in tre anni sarà consegnato all'azienda sanitaria con 44 posti letto dedicati, nove sale operatorie, una pista di atterraggio per gli elicotteri e un nuovo ingresso per l'ospedale.
   
Un investimento di 24 milioni di euro, in buona parte fondi regionali, quarantaquattro posti letto dedicati ed otto sale operatorie. Sono i numeri del nuovo “Trauma Center” dell’Ospedale San Carlo, il cui progetto è stato presentato questa mattina nella sala A della palazzina Uffici dell’Azienda ospedaliera del capoluogo. A conclusione della presentazione è stato inoltre sottoscritto il contratto di affidamento dei lavori con la ditta che si è aggiudicata l’appalto. L’infrastruttura verrà realizzata entro 3 anni. 

“Nel Trauma Center, che ci apprestiamo a realizzare – ha affermato il Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella – si concentrerà tutta l’emergenza-urgenza, per assistere i pazienti con migliore efficacia ed efficienza e, soprattutto, in sicurezza. La realizzazione del nuovo padiglione rientra, non a caso, in un programma più complessivo di mitigazione del rischio sismico, mediante adeguamento delle strutture e riallocazione delle unità operative, per rendere sicuri tutti i plessi ospedalieri.” 

“Per il nostro ospedale – ha sottolineato il Commissario dell’Aor San Carlo Rocco Maglietta – si tratta di una svolta epocale che consente la concentrazione, nell’azienda del capoluogo, di tutta l’emergenza-urgenza, con vari livelli di emergenza, dalla stabilizzazione alle consulenze specialistiche e agli interventi chirurgici. Con la costruzione del Trauma Center cogliamo, inoltre, il primo importante risultato della sfida accettata e condivisa con la riforma sanitaria messa in campo dalla Regione ”. 

Ad illustrare, nel dettaglio, il percorso amministrativo che ha portato all’aggiudicazione dei lavori per la realizzazione della nuova struttura e le caratteristiche tecniche del progetto sono stati il direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera Maddalena Berardi ed il direttore dell’Unità operativa complessa Gestione Tecnico patrimoniale Giuseppe Spera. 

“Oltre ad allocare in un unico fabbricato le degenze dell’emergenza-urgenza, con collegamento al pronto soccorso ed all’elisuperficie in copertura, il Trauma Center - ha spiegato Spera - prevede il collegamento tra la hall di ingresso all’ospedale e direttrice principale di raccordo tra i numerosi padiglioni costituenti il plesso ospedaliero e l’ampliamento ed adeguamento delle aree di accesso, accoglienza, attesa e attività sanitaria nell’ambito del Pronto Soccorso”. 

“Con il nuovo padiglione – ha concluso Pittella – si efficienta il servizio, le procedure ed i percorsi, in linea con il nostro sforzo di ammodernamento e di umanizzazione dell’azienda ospedaliera grazie alle innovazioni tecniche e tecnologiche, al contributo di professionisti competenti ed alla capacità di relazionarsi con le altre strutture. Ciò consegna a tutti noi un motivo di soddisfazione. E’ una iniezione di fiducia per proseguire verso la riorganizzazione sanitaria, con senso di responsabiltà ed appartenenza, offrendo una risposta adeguata alla domanda primaria di salute della nostra regione”.
 
(Fonte Comunicato Stampa Regione Basilicata)
 
 
 

Conferenza stampa di presentazione del Convegno dedicato a: “Don Milani e noi"

Matera: domani, lunedì 21 maggio p.v., alle ore 11.30, presso il Salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile di Materia (P.zza Duomo, 7), si terrà la Conferenza stampa di presentazione del Convegno dedicato a: “Don Milani e noi – L’eredità e le sfide di oggi”. Convegno organizzato dall’Università degli Studi della Basilicata, dall’Associazione Pedagogica Italiana (As.Pe.I.) e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Mons. Anselmo Pecci” di Matera e rivolto principalmente a studenti universitari, studenti degli istituti superiori, dirigenti scolastici, docenti di ogni ordine e grado e, più in generale, a tutti i professionisti della formazione.

“Il Convegno si propone di offrire una rassegna aggiornata degli studi e delle riflessioni sull'eredità del pensiero e dell'opera del Priore di Barbiana, presentati dai massimi specialisti a un cinquantennio dalla sua morte”. E’ quanto afferma Emilio Lastrucci, docente Unibas nonché presidente nazionale dell’Associazione pedagogica italiana (As.Pe.I.). “Sarà occasione di approfondimento e di dibattito – spiega Lastrucci - attraverso incursioni nei diversi settori disciplinari e di attività nei quali più significativa è risultata l'influenza delle intuizioni e delle istanze di rinnovamento sviluppate da Don Milani su temi cruciali di natura politico-culturale, pedagogica e religiosa attraverso gli scritti e l'esperienza pastorale ed educativa”.

Saranno due giornate intense (suddivide in quattro sessioni) per approfondire i seguenti temi: La testimonianza di don Milani attraverso la biografia e le opere; Don Milani e noi. Evoluzione e contraddizioni della scuola italiana; Don Milani e gli ultimi: modello educativo milaniano e processi di inclusione ed esclusione; Don Milani e la questione della lingua.

Non mancherà, nel pomeriggio di giovedì 25 una Tavola rotonda su: “Linternazionalismo di Don Milani tra globalizzazione, migrazioni e scambi internazionali. Nuove opportunità o tradimento?

In allegato il programma dettagliato delle due giornate.

 

Giuseppe R. Messina

E' GIUSTO FARE UN ECCESSIVO USO DEI SOCIAL NETWORK?

Vediamo un impatto così potente nella nostra vita. L’uomo è un animale sociale, gli essere umani amano da sempre circondarsi dei loro simili per una buona ragione. In passato o si stava in gruppo o si moriva. C’erano i predatori, c’erano i nemici e gli umani non avendo né artigli né zanne avevano bisogno gli uni degli altri per difendersi. I social media nascono proprio da questo desiderio ancestrale di stare in contatto con le altre persone, ma l’abuso , l’eccessivo utilizzo va a discapito dell’effettiva interazione umana e ciò rischia di confondere il cervello, si ha l’illusione di condividere qualcosa di reale con delle persone vere, ma subito dopo tutto questo scompare  e il cervello cerca ossessivamente di stabilire quella falsa connessione per riprendere il senso della realtà. Sono queste le conseguenze dell’abuso da social media.  Concentriamoci bene sul concetto di illusione. Chi ha su Facebook  dai  500 ai  3000 amici? Tra tutti i contatti di Facebook quanti si frequentano regolarmente e quanti sono puramente virtuali? La statistica dice che quelli con cui realmente si parla sono tra i 5 (su 500)  e 10 (su 3000) che sono virtuali, quindi è una proporzione che fa riflettere. Uno dei segnali che possono inclinare la propria autostima , risieda proprio in questi numeri. Se  10 su 3000 si rapportano con voi mostrando interesse, perché quindi questo dato è così importante? È incredibile come  in tutti i social network a cui siamo iscritti ci venga attribuito un numero. C’è il numero di seguaci su Facebook, il numero di like o il numero di cuoricini su Istagramm, tutti questi numeri sono il metro della nostra popolarità e il confronto con queste cifre può far scattare in noi strane riflessioni. ’ Uno studio unisce  il numero dei contatti con il senso della felicità, e pare che maggiore sia il numero di amici su Facebook, minore sia l’autostima, pensateci! E’ proprio il contrario di quanto ci si aspetti, ma la domanda è questa: qual è il modo corretto di usare i social network? Tutti bene o male usiamo i social network ma quello che conta è il nostro tipo di approccio, possiamo usare lo stesso criterio che usiamo nella vita reale nella quale abbiamo sia amici che conoscenti, possiamo fare pulizia tra i nostri contatti e smettere di seguire chi non ci interessa senza che questi lo venga a sapere, ma a nessuno piace perdere popolarità, fa calare l’autostima. Bene, chi teme di restare    escluso? Questo è un altro danno che possono causare i social network, quindi chi si è sentito emarginato? A chi non è capitato di veder le foto di una festa e scoprire di non essere stato invitato? vi siete accorti che qualcuno vi ha cancellato dagli amici e non vi ha detto nulla?  Immaginate come vi  siete sentiti. Subentra l’ansia si esclusione, comune sui social network, come ho già detto siamo animali sociali, vogliamo essere connessi tra di noi, non  essere stati invitati è stato come perdere la connessione, fa parte della nostra storia evolutiva, richiama una paura  atavica,  restare estromessi dal gruppo significa rischiare di morire. La parte più antica del nostro cervello funziona cosi e l’ansia che proviamo ogni qualvolta veniamo esclusi da qualcosa è legata al nostro istinto di sopravvivenza e questo è molto potente, un’altra conseguenza negativa dell’abuso dei social network è la diminuzione dei rapporti interpersonali nella vita reale.  Quindi parlate di più nella vita  reale con i vostri amici e meno con quelli virtuali.

 

Angela Rondanini

In esclusiva a Potenza il primo corso di Calisthenics Fitness.

BURNINGATE CALISTHENICS EVOLUTION SKILLS, non importa quanto fai ma come lo fai.

In partenza dal mese di giugno in esclusiva a Potenza il primo corso di Calisthenics & Fitness disciplina a corpo libero, volta a sviluppare moltissime qualità.

Mobilità, flessibilità, apprendimento, coordinazione, equilibrio, cinestesia, stabilità, skills, forza e potenza.

In collaborazione con Legea Potenza in Via del Gallitello n. 235, Cap. 85100 - Potenza (PZ).

Per info e iscrizioni rivolgersi a Pasquale Rosa: 345/2116715 e Marco Filardi: 340/9728975 (anche WhatsApp), pagina Facebook: Calisthenics & Fitness Potenza, oppure rivolgersi presso la sede Legea di Potenza.

Il Calisthenics (dal greco Kalos - bello e Sthenos - forte) è un metodo di allenamento fisico in grado di costruire un fisico muscoloso, agile e funzionale esclusivamente attraverso l'allenamento a corpo libero. Una delle sue particolarità è quella di essere un'attività duale, sia aerobica sia anaerobica, in grado di bruciare molte calorie ed in particolare i grassi.

Il metodo è legato alla ginnastica artyistica, con cui condivide alcuni esercizi e soprattutto l'attenzione alla corretta esecuzione dei movimenti, fondamentale per allenarsi in maniera costante senza incorrere in infortuni fisici. Quello che invece li differenzia è la diversa rigidità degli schemi e dell'ambiente di lavoro: la ginnastica artistica si può praticare esclusivamente in palestre attrezzate ed esclusivamente dopo anni di duro allenamento, il Claisthenics invece, si può praticare in palestra, a casa, all'aria aperta, un po' ovunque tanto da essere stata definita uno Strett WorkOut (allenamento da strada).

In ogni caso, i movimenti del Calisthenics sono più semplici e ripetibili rispetto a quelli della ginnastica artistica e per questo l'attività risulta fruibile da un maggior numero di persone, di qualsiasi età.

Per iniziare a praticare il Calisthenics è sufficiente una sbarra a cui appendersi e due sostegni da usare come parallele: con questa esigua attrezzatura è possibile svolgere quasi tutti gli esercizi a corpo libero. E' poi fondamentale possedere una buona mobilità articolare: se i muscoli e le articolazioni sono troppo legate e il range di movimento è troppo limitato, è bene dedicare parte del lavoro di preparazione iniziale a questo obiettivo, attraverso lo stretching ed esercizi di mobilità articolare.

Calisthenics nel corso degli ultimi anni si è diviso in due sottodiscipline, in base ai diversi obiettivi:

• Calisthenics Fitness,

• Calisthenics Sport,

Chi decide di praticare il Calisthenics Fitness ha come obiettivi quelli di tonificarsi, mettere massa magra, perdere grasso, migliorare la postura, la mobilità e la flessibilità articolare, progredire nel proprio sport prevalente. Variando le routine, le ripetizioni, i recuperi e gli esercizi, sarà possibile diversificare l'obiettivo da raggiungere: costruzione della massa muscolare, forza pura, tonificazione, definizione, miglioramento delle prestazioni funzionali. Il tutto, attraverso sedute da praticarsi 2 volte a settimana per un ora a seduta.

Il Calisthenics Sport è più impegnativo sul fronte dell'allenamento: almeno 5 o 6 sedute per un minimo di 120' minuti ciascuna durante le quali oltre a migliorare le posizioni già acquisite se ne provano sempre di nuove e sempre più difficili.

 Il Calisthenics Fitness: perdere grasso, ipertrofia, mobilità, postura, star bene, forza, flessibilità, prevenzione di infortuni, core, velocità, resistenza e potenza.

Il Calisthenics Sport: planche, back lever, mobilità, human flag, flessibilità, front lever, pistol, core, muscle up e handstand.

Prima di iniziare a praticare il Calisthenics è buona norma misurare il proprio stato di forza, la propria abilità ginnica articolare. Per farlo è sufficiente eseguire alcuni esercizi base come ad esempio:

• Distendersi supini, ginocchia piegate e piedi a terra. Distendere le braccia dietro la testa con i palmi rivolti verso il soffitto. Se si riesce a distendere le braccia a livello del pavimento la mobilità risulta buona, altrimenti va migliorata.

• In stazione eretta, piegare il gomito destro verso l'alto e quello sinistro verso il basso provando ad afferrare con la mano destra la sinistra. Se la presa è piena il movimento risulta buono altrimenti bisogna migliorarla.

• Mettersi in stazione eretta su un blocco da allenamento o su un gradone. Flettere la schiena in avanti cercando di portare le mani più basse della posizione dei piedi.

Oltre agli esercizi per testare la flessibilità, ci sono tre movimenti che lo scopo di misurare la forza base a disposizione:

• Piegamenti sulle braccia. E' il movimento base utile per misurare la forza della catena cinetica superiore e anteriore, formata da petto, spalle e tricipiti, detti anche muscoli di spinta. Se si ha difficolta ad eseguire il movimento pieno, è possibile facilitando piegando le ginocchia o poggiando le mani su un rialzo come una panca.

• Trazioni orizzontali alla sbarra. E' l'esercizio base per allenare la muscolatura superiore e posteriore, formata da muscoli della schiena e bicipiti, detti anche muscoli di tirata.

• Sport a corpo libero. Allena tutta la muscolatura inferiore del corpo, cosce, glutei, bassa schiena, addominali e polpacci.

Se si possiede una buona mobilità articolare e un buon stato di forza iniziale, è possibile iniziare la preparazione Calisthenics, altrimenti bisogna spendere qualche settimana nell'esecuzione dei movimenti base e dello stretching per raggiungere il livello minimo rischiesto.

La seduta di allenamento Calisthenics, dura minimo 60 minuti e viene così suddivisa:

• Riscaldamento della durata di 10 minuti, eseguito tramite corsa o corda.

• Corpo della seduta della durata di 40, 50 minuti, si esegnuono gli esercizi specifici a corpo libero.

• Defaticamento della durata di 5, 10 minuti, attraverso esercizi di mobilità e stretching.

Gli esercizi Calisthenics allenano sempre delle grosse catene cinetiche e realizzano esclusivamente movimenti multi-articolari. Ciò consente di contenere i rischi di infortuni, allenare più muscoli contemporaneamente e bruciare molte calorie. I tempi di recupero tra un esercizio e l'altro variano in base agli obiettivi da raggiungere. In generale, se si vuole lavorare sulla forza il recupero sarà compreso tra i 90 e i 180 secondi. Per guadagnare massa bisognerà recuperare tra 45 e 90 secondi, mentre per la resistenza tra 30 e 45 secondi. Un buon recupero medio può essere di 60 secondi.

Esempio di programma Calisthenics Total Body:

1. Trazioni Orizzontali

2. Piegamenti sulle bracca.

3. Squat Box.

4. Plank.

5. Hollow Position.

Una volta acquisita una buona pratica con gli esercizi preliminari, si poitrà procedere nell'esecuzione di esercizi più difficili, eseguiti alla sbarra o alle parallele.

Gli esercizi Calisthenics possono essere intensificati o facilitati adottando alcuni semplici accorgimenti. Ogni esercizio può essere eseguito in una di queste forme al fine di modulare lo sforzo:

TUCK: la forma di esecuzione con le gambe raccolte che facilita di molto il movimento.

ADVANCED TUCK: si spostano le ginocchia in avanti per aumentare l'intensità dello sforzo.

I LEG: si esegue distendendo una gamba e raccogliendo l'altra.

STRADDLE; esecuzione a gambe distese e divaricate.

Full: esecuzione a gambe distese e unite per ottenere il massimo sforzo possibile.

NB: Per facilitare ulteriormente l'esecuzione è possibile munirsi di bande elastiche in grado di scaricare il peso corporeo di 15/20 Kg. Le bande vengono posizionate tra sbarra e piedi del soggetto o tra parallele e piedi del soggetto a seconda dell'esercizio. Durante il movimento, aiutano l'individuo ad eseguire l'esercizio scaricando notevolmente il peso corporeo. Le bande sono di colori diversi a seconda del peso che riescono a scaricare durante l'esecuzione.

Alcuni esercizi da eseguire:

1. Piegamenti a terra con le gambe distese e divaricate (STRADDLE) e sospese a 50 cm dal suolo. Questo esrcizio si esegue spostando il busto in avanti e mettendo le braccia quasi sotto la vita, al fine di creare un effetto bilancia. Per rendere l'esecuzione più difficile, è possibile eseguire la variante FULL.

2. Trazione alla sbarra in posizione orizzontale con le gambe distese e unite (FULL). L'esercizio si esegue con una presa delle mani supina e con il busto spostato in avanti rispetto alla sbarra.

3. Flessioni delle braccia in posizione a testa in giù. Mani a terra, corpo in verticale con la testa rivolta verso il pavimento. Si eseguono delle flessioni sulle braccia nella variante STRADDLE o FULL.

4. Dip alla sbarra. Si inizia attaccandosi a una sbarra con le mani in posizione supina (palmi delle mani rivolti in avanti). Si esegue una trazione arrivando con la sbarra oltre il petto, si va oltre la sbarra e ci si posiziona con tutto il busto oltre la sbarra (la sbarra risulta all'altyezza della vita). Da questa posizione si eseguono dei piegamenti delle braccia mantenendo le gambe distese e unite.

5. Dip alle parallele con busto in sospensione. Ci si posiziona tra due parallele e si eseguono dei piegamenti sulle braccia. Si sposta il busto in avanti e si prova a sollevare le gambe. Per aiutarsi è possibile divaricarle in posizione STRADDLE.

 

Michele Saporito

 

 

 

Alternanza scuola-lavoro: i giovani ci credono!

Alcuni studenti della III D del liceo delle Scienze Umane E. Gianturco danno molta importanza al lavoro e sono oggi impegnati nel progetto "Alternanza Scuola-Lavoro". La classe, interessata all'obiettivo del progetto.com-laboratorio di comunicazione avente come supervisore Marilena Alfano, ha intrapreso questa esperienza realizzando il logo dell'agenzia e scegliendo la denominazione "Fire On", un nome di forte impatto e molto "provocatorio" che dovrebbe attrarre il futuro cliente permettendogli di conoscere e divulgare l'idea di cambiamento che si vuole realizzare. L'agenzia ha lo scopo di promuovere e pubblicizzare le aziende che ad essa si rivolgono, dando valore alla funzione sociale utilizzando diversi canali del web, della stampa oppure attraverso l'organizzazione di eventi e attività di marketing; in tutto ciò ogni membro si impegna nella produzione, nella vendita e nelle strategie di marketing. Il primo obiettivo che si ha con il cliente è quello di definire ciò che lo stesso vuole raggiungere e successivamente gli operatori elaborano le idee. Solo dopo tale passaggio, si riassume il tutto al cliente per verificare che sia tutto idoneo.

Il progetto appena esposto sarà presentato alle competizioni regionali della Basilicata il 16 maggio 2018 presso il centro commerciale Auchan di Tito Scalo. A nome della classe di studenti, vi aspettiamo numerosi.

Tommaso Bifolco

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