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"Gli attori della tutela"

A Potenza, nella giornata del 7 giugno 2018, alle ore 10.30, presso l’aula Galileo, e alle 15.30, presso l’aula Amatucci del polo scientifico dell’università degli studi della Basilicata, sita in via dell’Ateneo lucano, si è svolto il convegno “Gli attori della tutela”, all’interno del quale si è tenuta anche la presentazione del centro di ascolto unibas e la premiazione del concorso Woman “Violenza verbale e visiva”.

 L’evento, promosso dal Comitato Unico di Garanzia (CUG) insieme ad Alba Lucana, le ali di Frida, Red House ed Effenove, è stato moderato nella sessione della mattina da Patrizia Del Puente, docente e vicepresidente del Comitato Unico di Garanzia, e nella sessione pomeridiana da Antonio Bixio, presidente della Commissione di Valutazione e vicepresidente del Comitato Unico di Garanzia.

Dopo una prima fase introduttiva a cura di Pegah Moshir Puor, collettivo studentesco Woman, che ha ringraziato tutti i partners che hanno collaborato con il collettivo Woman, di Sebastiano Greco, presidente del consiglio studenti, e Lorenzo Bochicchio, direttore generale Unibas, i quali hanno sottolineato l’importanza di questi incontri all’interno del panorama accademico. Di qui sono seguiti gli interventi di Paola D’Antonio, prorettrice con delega alle funzioni concernenti la disabilità e DSA, Rossella De Paola, garante degli studenti, Licia Viggiani e Maria Adamo, CUG, Salvatore Giannattasio e Carmen Tesoro, rappresentanti studenti CUG, i quali hanno illustrato ai presenti il funzionamento del Comitato Unico di Garanzia in modo da garantire agli studenti la parità delle opportunità con tutti i mezzi possibili. Un esempio a riguardo è la figura dello studente-tutor nell’ambito della disabilità.

Di particolare interesse sono stati gli interventi di Clarissa Guidetti, già rappresentante studenti CUG, e Mariateresa Muscillo, presidente Alba lucana e responsabile del centro di ascolto Unibas, che hanno esposto sia le motivazioni, che riguardano lo stato di benessere dello studente in modo da garantirgli una vita universitaria serena, che le modalità di funzionamento dello stesso sportello, che funzionerà sui poli di Matera e Potenza, previo appuntamento.

Nella sessione pomeridiana, invece, si è svolta la premiazione del concorso, indetto dal collettivo woman, “Violenza verbale e visiva” che, dopo i saluti di Annamaria Tesoro, referente collettivo Woman, che ha ringraziato tutte le realtà che hanno collaborato con il collettivo, e gli interventi di Giulio Giordano, Red House, che si è soffermato sulle distinzioni comunicative tra fumetto e illustrazione, e Sara Losasso, Effenove, la quale si è concentrata sulla capacità e responsabilità di scelta delle parole e delle immagini come criteri per la comunicazione di un messaggio, ha visto trionfare: per la categoria opera materiale, Paola Scavone con “In punta di piedi” e il trio composto da Emy Caivano, Valeria Iannuzzi e Enrico Di Giuseppe con l’opera “Da una valle incantata fino ad un precipizio” per quella multimediale. Una menzione speciale per il valore comunicativo è stata data a Francesco Altamura con l’opera “Anche se la ami”.

 

Michele Saporito 

 

 

“Don Milani e noi – L’eredità e le sfide di oggi” - presentazione libro Michele Pinto

Si apre domani 24 maggio 2018, a Matera, il Convegno su “Don Milani e noi – L’eredità e le sfide di oggi” (presso l’Istituto Sant’Anna). Evento organizzato dall’Università degli Studi della Basilicata, dall’Associazione Pedagogica Italiana (As.Pe.I.) e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Mons. Anselmo Pecci” di Matera. Un convegno dedicato a don Lorenzo Milani, a un personaggio scomodo per la sua epoca e dall’insegnamento tuttora attuale. Il cinquantennio della sua morte è occasione per ripensare e riflettere sulle sue parole e sulla sua testimonianza di vita in un contesto sociale e culturale odierno molto problematico e bisognoso di “maestri” autentici e coerenti, quale è stato appunto don Milani.

Le due giornate sono ricche ed intense di interventi e di testimonianze. Tra i tanti è previsto un fuori programma di Michele Pinto (nel pomeriggio del 25), Dirigente scolastico emerito e attualmente formatore presso l’agenzia New Form di Potenza che ha dato alle stampe in questi giorni un breve scritto dedicato al grande maestro: “Don Lorenzo Milani. L’attualità dell’impegno e del messaggio a 50 anni dalla sua scomparsa” (pubblicato dall’associazione Culturale Memopolis di Rionero e dalla stessa New Form). Un volumetto frutto di riflessioni condivise durante un incontro di studio nell’Istituto “G. Fortunato” di Rionero. In 50 pag. l’Autore presenta in modo chiaro e sintetico –stuzzicando la curiosità- vita, scritti, credo pedagogico, “l’esperienza che il prete-educatore di Barbiana ha messo in atto a suo tempo –come si legge nell’introduzione- le critiche e le censure che ha suscitato, nonché la riabilitazione postuma della sua figura tanto di sacerdote rivoluzionario, anticonformista, quanto di maestro-educatore anticipatore dei tempi nuovi, non immune da critiche e censure, a suo tempo denigrato ed osteggiato tanto dai tradizionalisti quanto dai conservatori”.

Uno scritto, se pur breve e senza pretesa di essere esaustivo, come lo stesso autore dichiara, è pregno di spunti e di stimoli, di “provocazioni” a quella scuola e a quei docenti, che ancora oggi fanno resistenza alla pedagogia milaniana che punta ad un apprendimento “in grado si suscitare nel ragazzo la gioia ed il gusto di imparare ad apprendere, attraverso esperienze personali dirette, di coinvolgimento emotivo ed affettivo alle attività didattiche e alla vita scolastica”, come si legge nel capitolo dedicato alla nuova didattica nella scuola di Barbiana. Un volume “stuzzicante” che facilmente potrà essere diffuso nelle scuole e tra i docenti, come una sorta di vademecum da cui ripartire per ritrovare e rinnovare la propria vocazione a “fare” scuola.

Pinto, che è stato anche un maestro amato e stimato dai suoi allievi, ha avuto come faro del suo insegnamento don Lorenzo Milani. Pertanto la sua è una rilettura non semplicemente da studioso ma da “allievo” che, come si evince tra le righe, ha passione e curiosità tanto da portarlo a fare un originalissimo e interesse accostamento: a Wittgenstein, al maestro-filosofo. Entrambi fautori di una scuola che privilegia l’apprendimento della lingua, l’arricchimento e la competenza linguistica, quale strumento per leggere e comprendere la realtà.

In questa rilettura Pinto non tralascia il riferimento alla storia della scuola in Basilicata, dove l’interesse per l’impianto innovativo di don Milani fu recepito e realizzato in particolare nel 1° Circolo didattico di Melfi e nella scuola Domiziano Viola di Potenza (dal 1971 in poi).

Pinto offre, con il suo volumetto, un’opportunità di riflessione sui principi fondamentali che caratterizzarono la pedagogia e la metodologia della scuola di Barbiana, un rinnovamento che don Milani pagò caro per le calunnie e per le critiche. Ma lui andò avanti per la sua strada. Il suo motto “I care” (mi interessa, ho a cuore) fu la vera risposta. Una risposta radicata nelle scelta evangelica di fondo che don Milani aveva fatto: prendersi cura degli ultimi. E l’autore chiude con una riflessione proprio sull’attualità del prete “scomodo” come fu definito, richiamando la visita di Papa Francesco a Barbiana e l’intenzione di avviare un processo di beatificazione.

Il richiamo e le provocazioni che Michele Pinto suscita sono di una “attualità” disarmante che mette in discussione la società, gli insegnanti e la scuola odierna. Certo il Ministero della Pubblica istruzione, nel commemorarlo lo ha definito “precursore della scuola aperta ed inclusiva, pioniere per le risposte personalizzate”, come l’autore riporta, ma nello stesso tempo Pinto riporta quell’attualità ai giorni nostri nelle tante fragilità a cui siamo chiamati a rispondere come educatori, come Chiesa, istituzioni, come politici, come uomini di buona volontà.

Lo scritto, che si apre con la presentazione del direttore della New Form, Angelo Sabia, del Dirigente Tecnico MIUR, Gerardo Antonio Pinto e con un’originalissimo acrostico della mistica Cristina di Lagopesole, non fa mancare nelle ultime pagine foto del Priore di Barbiana con i suoi ragazzi e a seguire anche alcune indicazioni bibliografiche. Un lavoro più che completo!

 Giuseppe R. Messina

Conferenza stampa di presentazione del Convegno dedicato a: “Don Milani e noi"

Matera: domani, lunedì 21 maggio p.v., alle ore 11.30, presso il Salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile di Materia (P.zza Duomo, 7), si terrà la Conferenza stampa di presentazione del Convegno dedicato a: “Don Milani e noi – L’eredità e le sfide di oggi”. Convegno organizzato dall’Università degli Studi della Basilicata, dall’Associazione Pedagogica Italiana (As.Pe.I.) e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Mons. Anselmo Pecci” di Matera e rivolto principalmente a studenti universitari, studenti degli istituti superiori, dirigenti scolastici, docenti di ogni ordine e grado e, più in generale, a tutti i professionisti della formazione.

“Il Convegno si propone di offrire una rassegna aggiornata degli studi e delle riflessioni sull'eredità del pensiero e dell'opera del Priore di Barbiana, presentati dai massimi specialisti a un cinquantennio dalla sua morte”. E’ quanto afferma Emilio Lastrucci, docente Unibas nonché presidente nazionale dell’Associazione pedagogica italiana (As.Pe.I.). “Sarà occasione di approfondimento e di dibattito – spiega Lastrucci - attraverso incursioni nei diversi settori disciplinari e di attività nei quali più significativa è risultata l'influenza delle intuizioni e delle istanze di rinnovamento sviluppate da Don Milani su temi cruciali di natura politico-culturale, pedagogica e religiosa attraverso gli scritti e l'esperienza pastorale ed educativa”.

Saranno due giornate intense (suddivide in quattro sessioni) per approfondire i seguenti temi: La testimonianza di don Milani attraverso la biografia e le opere; Don Milani e noi. Evoluzione e contraddizioni della scuola italiana; Don Milani e gli ultimi: modello educativo milaniano e processi di inclusione ed esclusione; Don Milani e la questione della lingua.

Non mancherà, nel pomeriggio di giovedì 25 una Tavola rotonda su: “Linternazionalismo di Don Milani tra globalizzazione, migrazioni e scambi internazionali. Nuove opportunità o tradimento?

In allegato il programma dettagliato delle due giornate.

 

Giuseppe R. Messina

"Build up your future: storia, identità e territorio". Incontro con Pino Aprile

A Potenza, nella giornata del 18 aprile 2018, presso l’aula Amatucci del polo scientifico dell’Università degli Studi della Basilicata, alle ore 16.00, si è tenuto il primo evento del progetto “Build up your future”, organizzato dall’associazione Identitariamente Unibas, dal titolo “Storia, identità e territorio”, moderato da Nicola Manfredelliche con l’intervento di Pino Aprile, giornalista e scrittore.

L’incontro si è svolto in due parti.

Nella prima fase, la presidente dell’associazione, Alba Di Lucchio, ha illustrato ai presenti il progetto “Build up your future” mostrando come esso sia un luogo, in cui le eccellenze possano condividere le loro competenze. Da qui viene introdotto l’iniziativa sottolineando come un aspetto importante sia la conoscenza di sé e del proprio territorio al fine di avere chiara la propria identità in modo da poter costruire un futuro migliore e con maggior consapevolezza delle proprie radici.

Di qui, la parola è passata a Nicola Manfredelli, il quale ha sottolineato, in primo luogo,  l’importanza del proprio patrimonio storico come legame per la propria identità. In secondo luogo, ha introdotto l’intervento di Pino Aprile illustrandone la carriera.

Nella seconda fase, si è tenuto l’intervento di Pino Aprile, il quale partendo dall’idea di guardare gli eventi storici del Sud Italia con un occhio diverso, alla luce delle recenti ricerche, in modo da rileggere la storia da un’ottica diversa. La sua analisi è partita dai fatti della seconda guerra di indipendenza e dagli anni successivi all’unità di Italia (1861), in cui  viene evidenziato come quelli eventi  non furono legati ad una guerra di liberazione dall’oppressore borbonico, ma ad una vera invasione da parte dello Stato Sabaudo che ha generato delle conseguenze importanti nella realtà del regno borbonico come: la piemontizzazione del meridione, la distruzione dell’economia e l’inizio del flusso migratorio verso il nord.

Da ciò – continua lo scrittore – sono derivati due aspetti: la perdita della memoria e dell’identità, che consiste nel tentativo da parte del colonizzatore di cancellare la cultura e le tradizioni del popolo colonizzato e tale processo si avvale tra gli strumenti anche della sostituzione della lingua, un esempio è stata la scomparsa di alcuni dialetti, e l’epigenetica, cioè la trasmissione genetica dello status di sconfitto che ha generato e genera attualmente –secondo Pino Aprile – una serie specifica di comportamenti che rendono il divario Nord- Sud ancora più ampio in quanto quest’ultima realtà non è in grado di reagire al proprio status di realtà sconfitta e sottomessa. La soluzione proposta per risolvere questo problema è stata quella di recuperare la propria identità storico- culturale in modo da fermare tale processo epigenetico rendendo le problematiche delle opportunità di crescita.

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate alla presidente Di Lucchio, la quale ha rimarcato la necessità della riscoperta della propria identità storico- culturale in modo da rivalutare il proprio territorio.

 

Giuseppe R. Messina

16a TAPPA DEL MILLENNIAL LAB 2030 TOUR 2018 (FONDAZIONE BRUNO VISENTINI) I MILLENIALS DELL’EINSTEIN-DE LORENZO SU: AMBIENTE E SALUTE “Attenti e protagonisti per un territorio salutare…”

“Ricerca scientifica e tecnica, conoscenza e formazione, approfondimento e informazione e cittadini protagonisti di scelte consapevoli”. Questo il leitmotiv degli interventi e del monito rivolto agli studenti dell’Einstein-De Lorenzo nella mattinata di venerdì 16 febbraio u.s. impegnati nel Progetto Millennial Lab 2030 (Fondazione Bruno Visentini).

Una mattinata carica e densa di interventi e di riflessioni da parte degli alunni e docenti presenti a sottolineare quanto la questione ambientale in Basilicata coinvolge e interessa. Uno step di successo grazie al Progetto del ML2030 Tour, che rende possibile il percorso di cittadinanza attiva attraverso una piattaforma di confronto su base territoriale locale per discutere e “crescere in un circuito che va oltre i confini nazionali”, come ha precisato da referente Coriglione.

 Tra gli ospiti presenti al workshop il presidente del Rotary Potenza Torre Guevara Luigi Armignacco con il socio fondatore, l’architetto Enzo Paolo Petruzzi. Per la Fondazione Osservatorio ambientale regionale erano presenti Pasquale Scavone, il vice-presidente delegato alla ricerca e all’università della fondazione osservatorio ambientale regionale e Severino Romano, membro del Comitato scientifico. La presidente dell’Inner Wheel Eugenia Lasorella. Il parroco di san Michele, don Mimmo Florio e un gruppo di genitori.

Sotto la lente dei millennials i domini dell’ambiente e della salute, la loro ricerca (su dati individuati da fonti ISTAT, Archivio Ministero degli interni, ISPRA, Comune di Potenza e banche date indicate dalla Luiss e dalla Fondazione Bruno Visentini) e il confronto con i rappresentanti territoriali. Protagonisti principali gli alunni della classe 3 i (indirizzo informatico) coordinati dalla referente del progetto Maria Sara Coriglione che li ha guidati nel lavoro di ricerca e approfondimento. Da supporto agli alunni anche il docente Prospero Armentano (per la lettura del testo del prof. Luciano Monti della Luiss: “Ladri di futuro”) e il consiglio di classe.

 

Sullo sfondo l’analisi della salute ambientale della Basilicata rispetto ad altre regioni italiane e rispetto agli obiettivi di Sviluppo sostenibile di Agenda 2030. Un richiamo esplicito è venuto dal Dirigente scolastico, Domenico Gravante nell’apertura dei lavori, che ha sottolineato l’impegno della Scuola e del Piano per l’educazione alla sostenibilità per contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 che si devono “concretizzare a partire dal vissuto quotidiano nelle aule e nelle rispettive case” con uno stile di sobrietà e azioni concrete per realizzare quegli obiettivi previsti entro il 2030 al fine di costruire “società eque, sostenibili e prospere”.

 

Ma qual è la situazione in Basilicata? “Diffidate da allarmismi e populismi di rete” è stato detto dai relatori. In primis dall’assessore regionale Roberto Cifarelli (attività produttive, politiche dell’impresa e innovazione tecnologica) che ha invitato gli studenti ad una attenta documentazione scientifica rispetto alla questione ambientale e ad impegnarsi a contribuire all’”impronta ecologica”. Anche da parte di Salvatore Masi (scuola ingegneria Unibas e membro del Comitato scientifico Fondazione osservatorio ambientale regionale) e della sua ricerca, un quadro abbastanza “rassicurante” della Basilicata, “regione poco inquinata” (così come l’Italia -grazie anche ad una “politica europea” sull’ambiente).

L’invito inoltre ai presenti, a “confrontarsi su ricerche scientifiche e su dati anche a livello internazionale. Valutare l’entità degli impatti e monitorare. Dare insomma alla ricerca un ruolo centrale”, così come la promozione di un dialogo “tra formazione e informazione”.

E ciò anche per quanto riguarda l’aspetto sanitario presentato da Giuseppe Montagano, dirigente del dipartimento politiche della persona e pianificazione sanitaria –regione Basilicata. “Difficile fare esemplificazioni – ha detto - in quanto si parla di una realtà complessa dove non mancano criticità”, certo è che le giovani generazioni non devono perdere di vista le proprie positività e un’attenzione di “tutela” delle risorse per un possibile futuro.

Ma non bisogna cullarsi a causa dei cambiamenti climatici e delle relative conseguenze, non sempre felici. Simona Loperte (ricercatrice imaa – CNR Potenza) ha parlato infatti, di “scelte da fare con urgenza” a partire da un “uso razionale delle risorse” e della necessità di “diventare cittadini attivi che si preoccupano del cambiamento climatico”. Educarsi insomma ad un “consumo responsabile perché – da detto – tutto ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra”. E da parte della Loperte una serie di azioni concrete che gli alunni possono mettere in atto nel vissuto quotidiano.

 

E i protagonisti sono proprio i millennials. Costruttori dunque di una coscienza etica ed ecologica attraverso la formazione. Un percorso visibile come quello che si è consumato nella mattinata. Lo ho sottolineato, complimentandosi con gli alunni e la scuola, l’arcivescovo metropolita Salvatore Ligorio che è intervenuto con un richiamo del magistero della Chiesa sulla questione ecologica e della salvaguardia del creato. Un cambiamento ed una “ecologia integrale” che parte dal rinnovamento individuale e che si radica nel “senso da dare alla vita”, nel recupero di relazioni autentiche contro ogni forma di violenza, senza ledere la dignità del prossimo. Ma ancora: il lavoro, perché “non si può spegnere la speranza del diritto”, il dialogo per un dibattito “sincero e onesto”, come pure l’invito a recuperare l’impegno nella politica in termini di “servizio” per costruire “una casa comune”.

 

 

 

Il prossimo appuntamento è per martedì 27 febbraio, per il 3° workshop su “La crescita inclusiva. Agenza 2030”.

 

Giuseppe R. Messina

"Presentazione Minibook a Melfi"

Venerdì 23 febbraio, ore 10,30 a Melfi presso l’Istituto Alberghiero  verrà presentato agli organi di stampa il Minibook di Oro che verrà donato a gruppi di studenti. Ne sono state stampate circa 600 copie e non è in vendita 

Lezioni di economia nella scuola, discussioni e conversazioni di economia in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Tutto può essere insegnato a tutti, al di là delle fasce evolutive. E dunque portare tra i bambini, i ragazzi e i giovani argomenti che attengono al denaro - e al lavoro che produce denaro – è operazione necessaria quanto urgente poiché pensiamo che il denaro abbia un valore e procurarselo impegna ogni persona a disciplinare la propria condotta di vita.

Ci ha pensato il prof. Antonio Romano, lucano, docente nelle discipline socio-economiche, che in un minibook, tradotto anche con testo a fronte in lingua inglese dalla prof.ssa Susanna Dubosas dell’Università di Basilicata, anche sapientemente illustrato, accompagna il lettore verso la padronanza di una disciplina, l’economia.

“Il Minibook di Oro – scrive l’autore – è uno strumento didattico scritto per migliorare il controllo del vostro denaro e quindi della vostra economia”. E la prof.ssa Nina Chiari, bioeticista, nella sua introduzione, avverte che “la conoscenza economica è anche strumento di libertà”.

Il minibook – collaborazione editoriale Centro Studi Leone XIII, pagg. 55, stampa Digital Point, Rionero in Vulture, Gennaio 2018 – verrà presentato in anteprima a Melfi presso l’Istituto Commerciale Gasparrini e presso l’Istituto Alberghiero venerdì 23 febbraio 2018, per iniziativa del Dirigente scolastico, prof. Michele Masciale. “Per i nostri alunni - afferma il Dirigente - sempre entusiasti ed aperti ad approfondimenti alternativi al normale percorso curriculare, sarà l’occasione di poter trattare il tema dell’economia, materia caratterizzante il loro percorso di studi, da un’angolazione diversa, quella della gestione del denaro, con occhio sempre attento al loro futuro universitario e professionale”.

Giuseppe R. Messina

L'Ipsia "Giorgi" partecipa alle Olimpiadi di Filosofia

Alla XXVI edizione delle Olimpiadi di Filosofia il MIUR per questo anno scolastico 2017/18 ha voluto aprire la gara anche agli Istituti Tecnici e Professionali.

Le Olimpiadi infatti hanno la finalità di “sviluppare nei futuri cittadini critical thinking, creatività, libertà di pensiero, autonomia di giudizio, per la costruzione di una cittadinanza globale”.
Da tutta Italia solo due gli Istituti Professionali che hanno aderito: Liguria (IIS Einaudi-Chiodo di La Spezia) e l'Ipsia "Giorgi" della Basilicata (http://www.philolympia.org/index.php?page=elenco-scuole-iscritte).

Delle quattro tracce consegnate (sui temi della tolleranza, della convivenza, dell'alterità e della fraternità universale), "quasi tutte si sono cimentate sul tema dell'amore uomo-donna secondo la visione della filosofa Luce Irigaray quando parla di relazione uomo-donna in termini di in-direzione cioé di un amore che tiene conto di un amore che non annienta l'alterità dell'altro". E' quanto spiega la referente d'Istituto Maria De Carlo che ha proposto questa prima "sperimentazione" e che si è congratulata con le giovani studentesse che "si sono messe in gioco" non temendo il paragone con gli studenti liceali...
Le partecipanti alla gara sono state (grazie alla collaborazione della prof.ssa Carmelina Urciuolo, Francesca D'Angelo e Daniela Terrasi membri della commissione d'Istituto con la referente delle Olimpiadi d'Istituto  Maria De Carlo)- le seguenti alunne della 5S: Assunta Vaccaro, Rosalba Marsico, Ilaria Vico, Angelica Caroppo, Mariantonietta Ancona, Vanessa D'Amato.
Un evento questo che è stato possibile grazie al Dirigente Michele Carmine Nigro.

Le vincitrici (per il canale A -lingua italiana) della XXVI edizione delle Olimpiadi di Filosofia per la gara d'Istituto sono Maria Antonietta Ancona e Ilaria Vico. Queste parteciperanno, appena sarà comunicata la data, alla gara regionale. 

 

Giuseppe R. Messina

"La crescita intelligente. Incontro con Luciano Monti, Luiss"

A Potenza, all’Einstein-De Lorenzo, nella giornata di martedì 6 febbraio p.v., farà tappa il Tour 2018 del progetto biennale “Millennial Lab 2030” promosso dalla Fondazione Bruno Visentini, con il I° workshop: “La crescita intelligente”.  

Un workshop, nell’Aula magna di via Sicilia dalle 10 alle 12 che vedrà protagonisti una rappresentanza degli alunni dell’Istituto. “Gli studenti saranno coinvolti – spiega il Dirigente scolastico Domenico Gravante - nella definizione delle principali sfide che la generazione Millennials dovrà affrontare nei prossimi anni, in materia di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva a livello europeo e internazionale”.

E accanto al Dirigente Gravante, che introdurrà i lavori con la docente referente del progetto Maria Sara Coriglione, ci sarà l’attesissimo Luciano Monti, professore della Luiss in Politiche dell’UE e condirettore scientifico della Fondazione (che gli studenti dell’Einstein hanno già avuto modo di conoscere a Roma il 4 dicembre u.s. durante la presentazione del progetto –prima e seconda fase) e Roberto Cerroni, ricercatore Fondazione Bruno Visentini.

 

L’obiettivo dell’intero progetto è quello di “sensibilizzare gli opinion-makers del mondo istituzionale, accademico e socio-economico, a livello nazionale e locale nonché la stessa generazione Millennials, sull’importanza di adottare strategie comuni per ridurre il divario generazionale nel più ampio contesto degli ‘Obiettivi fissati dall’ “Agenda 2030” dell’ONU stessa.

 

Durante il workshop della mattinata del 6 infatti saranno presenti alcuni rappresentati di enti e istituzioni del territorio che interverranno e si confronteranno con i giovani “ricercatori” dell’Einstein-De Lorenzo: Nicola Valluzzi, presidente della Provincia, Giandomenico Marchese, Dirigente generale Politiche formazione e lavoro Regione Basilicata, Claudia Datena, Dirigente USR Basilicata, Leonardo Cuoco, consulente economico territorio spa, Giuditta Lamorte, presidente Co.Re.Com Basilicata.

 

“E’ previsto un ruolo attivo degli studenti – spiega la referente Coriglione – che interloquiranno con gli amministratori e le parti sociali attivamente coinvolte a livello locale circa il divario generazionale del proprio territorio (calcolato in classe in un percorso di alternanza scuola lavoro). Saranno infatti gli alunni da lei guidati, della classe Terza sez. I (indirizzo informatico) ad esporre il frutto di una prima ricerca (terza fase del progetto). Gli alunni della 3i infatti “sono i protagonisti di un lavoro di analisi, elaborazione e diffusione di dati – continua la docente - sull’Indice di Divario Generazionale (GDI) che prevede lo studio di 8 domini: Educazione, Disoccupazione, Ambiente, Salute, Partecipazione democratica, Legalità, Abitazione e Parità di genere su dati individuati da fonti: ISTAT, Archivio Ministero degli interni, ISPRA, comune di Potenza e banche date indicate dalla Luiss e dalla Fondazione Bruno Visentini”.

Nella mattinata del 6 da parte degli alunni “informatici” della classe “terza i” verranno analizzati i domini relativi all’educazione e alla partecipazione democratica. Gli altri due workshop, previsti per la quarta fase, si terranno il 16 febbraio pv (sempre all’Einstein di via Sicilia) sulla “Crescita sostenibile” (verranno analizzati i domini relativi all’ambiente e alla salute) e il 27 febbraio sulla “Crescita innovativa” in cui verranno analizzati i domini relativi alla disoccupazione, alla parità di genere, alla legalità e all’abitazione.

 

Il Progetto della Fondazione coinvolge su tutto il territorio italiano 6 regioni con 13 Istituti scolastici superiori (Lombardia, Lazio, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia).

Tale progetto è co-finanziato dal Programma UEErasmus+/Jean Monnet - iniziativa di eccellenza nel settore degli studi sull’Unione Europea ed è uno dei 50 progetti (di cui 10 italiani) selezionati tra i 2.300 presentati a livello internazionale.

 

Il progetto si chiuderà con la presentazione dei risultati durante la quinta fase al Festival dei Giovani di Gaeta l’11 aprile 2018. I contributi delle scuole poi saranno raccolti in un Atlante del divario generazionale, pubblicato dalla Fondazione Bruno Visentini.

Il Rapporto 2018 “Il Divario Generazionale e le Nuove Professioni” ha l’obiettivo non solo di determinare la quota del divario generazionale al 2017 e di aggiornare la metrica della rilevazione del GDI al 2030, ma anche di affrontare il tema del futuro mercato del lavoro per le giovani generazioni, con un focus sui trend occupazionali nel medio-lungo periodo (secondo le previsioni dell’ILO al 2030 la forza lavoro 14-65 decrescerà e il 40% delle professioni saranno digitali) e sui possibili unknown and forgotten jobs.

 

Giuseppe R. Messina

“VITTIME E CARNEFICI” – MOSTRA FOTOGRAFICA ALL’EINSTEIN-DE LORENZO PER COMMEMORARE LA SHOAH DAL 20 GENNAIO AL 3 FEBBRAIO

POTENZA. Una mostra dedicata alla Shoah con oltre 100 pannelli tra grandi e piccoli dal titolo: “Vittime e carnefici”. E’ allestita nel plesso dell’Einstein-De Lorenzo di via Danzi (Malvaccaro), da sabato 20 gennaio a sabato 3 febbraio 2018, ed è possibile visitarla tutti i giorni feriali dalle 9.30 alle 12.30. Ma sarà aperta anche nei giorni dell’Open day dell’Istituto (sabato 20 gennaio dalle 16.00 alle 19.00 e domenica 21 dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00).

 

Esposti nella Mostra manifesti propagandistici, riviste pubblicate in Germania durante il nazismo, testimonianze e soprattutto fotografie conservate dal Deutsche Bundesarchiv, dallo Yad Vashem, dall’United States Holocaust Memorial Museum e da collezioni private.

 

Un lavoro realizzato dal docente di italiano e storia, prof. Vincenzo Bochicchio nel 2010 con i suoi alunni del corso B dell’Itis. Da allora, da quella piccola mostra fotografica per ricordare gli avvenimenti drammatici della Shoha, la mostra negli anni si è arricchita, grazie all’impegno del docente che pur essendo in pensione ha provveduto all’allestimento, in via Danzi, anche per questo 2018. “L’intento è quello – spiega Bochicchio - di ricostruire e documentare le tristi vicende che hanno coinvolto milioni di persone tra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, ed è un’occasione di riflessione per alunni e visitatori”.

 

I pannelli documentano il clima di tensione nella Germania dei primi anni ‘30 e l’ascesa al potere di Hitler e del Partito nazionalsocialista, attraverso intimidazioni e violenze contro gli oppositori di sinistra e contro gli ebrei, spesso considerati una razza e non un gruppo religioso.

Il salto di qualità nello sterminio degli ebrei verificatosi con la guerra, e soprattutto con l’operazione Barbarossa, è drammaticamente raccontato da foto eloquenti di ghetti, pogrom e massacri. Gli ultimi pannelli poi documentano la vita e la morte nei Konzentrationslager, lo sterminio sistematico e la liberazione dei pochi sopravvissuti.

 

" La società inclusiva"

A Matera, nella giornata del 21 dicembre 2017, alle ore 09.30, presso  il polo universitario, sito in via Lazazzera, si è tenuto il convegno “Società inclusiva”, organizzato  dal collettivo universitario Woman e moderato da Patrizia Del Puente, docente e membro del C.U.G, con lo scopo di far dialogare tra loro le realtà governative e associative sul tema dell’inclusività.

L’evento è stato suddiviso in due parti.

Nel primo, durante i saluti, si sono tenuti intervenuti di: Antonia Bellomo, prefetta di Matera, Anna Maria Salvi, presidente comitato unico di garanzia Unibas e Mariangela Liantonio, assessora pari opportunità del comune di Matera, in cui sono stati trattati argomenti riguardanti: l’importanza di questi incontri a cui dovrebbe partecipare anche la componente maschile al fine di eliminare la disparità tra i due generi, la necessità di un’urbanistica che aiuti la società ad essere inclusiva in modo da evitare i presupposti da cui poi possa svilupparsi una qualsiasi forma di violenza e, infine, su come sia, da un lato, importante nell’ambito dell’informazione un uso attento delle parole al fine di garantire la chiarezza della notizia e dall’altro come sia necessaria una maggiore cura nella formazione dei giornalisti. Poi si è illustrato ai presenti come il comune di Matera si stia muovendo in questa direzione. Infine, ad opera del collettivo Woman, sono stati tenuti sia i ringraziamenti per la riuscita del convegno e sia la presentazione del prossimo bando di concorso sul tema della violenza visiva e verbale.

Nel secondo momento, si sono tenuti gli interventi di: Angela Granata, Unicef Basilicata, Andrea Di Giura,  vice coordinatore Amnesty International Puglia e Basilicata, e Rosaria Lamorte, Cestrim Basilicata. Nei loro interventi, rafforzati da video, si è sottolineato la necessità della cura nelle pari opportunità in quanto la loro non curanza genera disparità ed emarginazione che  poi si propagano ad ampio raggio all’interno della società.  A cui si è aggiunta la necessità sia di curare l’aspetto informativo e sia di creare una rete tra le varie realtà che prestano servizio in questo ambito in modo da annullare la condizione dell’ignoranza che genera paura e indifferenza evitando lo sviluppo di una società realmente inclusiva. Infine, attraverso l’esperienza del Cestrim, si è mostrato una modalità di intervento nei casi di violenza mettendo in concreto quanto detto negli interventi precedenti.

Al termine si sono tenute le conclusioni a cura della moderatrice, Patrizia Del Puente, la quale si è concentrata sulle parole: cultura, pari opportunità e inclusione, mostrando come dalle pari opportunità si generi l’inclusione in un quadro culturale in modo da comprendere tali realtà. Inoltre, sottolinea l’importanza della parola umanità, la quale dovrebbe essere declinata concretamente nel mondo in modo da renderlo migliore.

Giuseppe R. Messina

 

 

 

 

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