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Carburanti, nel 2015 gli automobilisti hanno speso 8 miliardi in meno ma i prezzi salgono

 

La relazione dell'Unione petrolifera: la crisi pesa ancora, i consumi crescono sia pur di poco. Sul totale dei prodotti il gasolio resta il più gettonato con il 40%. La fattura dovuta al greggio è a 16 miliardi di euro, la più bassa da 20 anni. E' allarme rosso per il fenomeno dei furti dagli oleodotti e dai distributori. Cresce anche il contrabbando: +231% in 4 anni
 
 
 
ROMA - I costi di gestione sono sempre altissimi ma per chi sceglie l'auto o la moto per i propri spostamenti nel 2015 e nei primi cinque mesi del 2016, le cose sono andate meglio del previsto. Complice il crollo delle quotazioni del petrolio (che non durerà per molto) il risparmio complessivo per gli automobilisti è stato di circa 8 miliardi di euro. I maggiori benefici, sottolineati dal presidente dell'Up Claudio Spinaci nella relazione annuale dell'Unione petrolifera, li hanno avuti soprattutto quelli che utilizzano un veicolo con motore diesel, che ha "tagliato" di quasi 6 miliardi di euro il costo del rifornimento mentre la verde ha permesso risparmi per le auto a benzina pari a 1,9 miliardi.

Una tendenza che è proseguita ad un ritmo leggermente inferiore nei primi cinque mesi del 2016, durante i quali sono stati risparmiati 3 miliardi di euro. La dinamica, quindi, resta positiva con lo stacco ponderato del prezzo industriale (quello al netto di Iva e accise) che è risultato nello stesso periodo inferiore di 3 millesimi rispetto a quello dei paesi dell’area euro. Quasi un miracolo dopo anni di stacchi col segno più. Nell'agenda dei petrolieri resta ai primi posti anche la necessità di tagliare il numero di distributori di benzina presenti sul territorio. Oggi sono molti più degli altri Paesi dell'Ue comparabili col nostro: dai 21mila di oggi è necessario scendere ad almeno 15mila per ridurre i costi e tenere i prezzi a livelli europei. 

Il bel tempo sugli automobilisti e sulla dinamica dei prezzi (buona parte dell'inflazione è "guidata" dal costo del petrolio) è destinato a durare comunque pochi mesi. Infatti, nel primo semestre del 2016 il Brent è tendenzialmente tornato ad aumentare, arrivando a fine maggio a 49,6 dollari al barile e superando i 50 dollari nella prima decade di giugno: rispetto al minimo di gennaio di 25,8 dollari il Brent ha messo a segno un progresso di oltre il 90%. La media dei primi sei mesi si attesta così a quota 39. 

Nel suo complesso, la fattura energetica nazionale è stata di circa 34,5 miliardi di euro, in calo di oltre 10 miliardi rispetto al 2014; quella petrolifera è stata di poco superiore ai 16 miliardi di euro, circa 9 miliardi in meno rispetto al 2014, determinando l’87% del risparmio complessivo. Per il 2016 si stima un "conto" ancora in discesa: fra i 13 e i 15 miliardi in base all’andamento del cambio e del prezzo del greggio, soprattutto nella seconda parte dell’anno. In ogni caso è un risultato fra i più bassi degli ultimi 20 anni in termini reali nonostante il maggior esborso dovuto alla fermata da aprile della produzione nella Val D’Agri, il cui mancato contributo al saldo complessivo può pesare tra gli 800 e i 900 milioni di euro.

I consumi: nei primi cinque mesi del 2016 sono apparsi in leggera crescita, con un progresso dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2015. Il gasolio si conferma il principale prodotto autotrazione con circa il 39% dei volumi totali seguito dalla benzina con il 13%. C'è poi un ultimo dato che inizia a preoccupare il settore: i furti dagli oleodotti sono ormai a livelli da allarme. Ogni due giorni nel nostro Paese ce n'è almeno uno e crescono anche quelli nei distributori di benzina: sono stati 165 nel 2015 contro gli appena 54 dell'anno precedente. E secondo la guardia di finanza sono in aumento pure i fenomeni legati al contrabbando di prodotti petroliferi: +231% in 4 anni. 
 

Fonte: http://www.repubblica.it/

 

 

Petrolio giù, bollette di luce e gas meno care da aprile

 

Petrolio giù, bollette di luce e gas meno care da aprile


Forte riduzione dal primo aprile per le bollette di luce e gas, dopo i ribassi dei primi tre mesi dell'anno. Per la famiglia-tipo, spiega l'Autorità per l'energia, la bolletta dell'elettricità segnerà un calo del 5%, mentre per quella del gas la diminuzione sarà ancora più consistente, con un -9,8% (solo in parte attesa per la stagionalità estiva), per risparmi complessivi nei 12 mesi di 67 euro.
Per l'elettricità, spiega l'Authority, la spesa per la famiglia-tipo tra luglio 2015 e giugno 2016 sarà di circa 502 euro, con un calo dell'1,6% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente, corrispondente a un risparmio di circa 8 euro. Per il gas la spesa nello stesso periodo sarà di circa 1.076 euro, con una riduzione del 5,2%, «corrispondente a un risparmio di circa 59 euro».

Nel secondo trimestre del 2016, sottolinea l'Autorità per l'energia, «la riduzione della bolletta del gas è principalmente dovuta al calo eccezionale della componente materia prima, guidato dall'andamento dei corsi dei mercati e, in particolare, dalle aspettative al ribasso riflesse nelle recenti quotazioni a termine nei mercati all'ingrosso del gas naturale in Italia e in Europa per il prossimo trimestre (con quotazioni previste inferiori di circa il 30% rispetto alle attese incorporate in quelle rilevate solo tre mesi prima con riferimento allo stesso periodo)». Diminuzioni che, «grazie alla riforma gas dell'Autorità del 2012 capace di legare a doppio filo i segnali di prezzo all'ingrosso con il mercato al dettaglio, vengono immediatamente trasferite ai consumatori finali. Il trend ribassista nei mercati delle commodity energetiche sconta l'attuale debolezza della crescita economica a livello mondiale, l'abbondanza di gas in Europa e le dinamiche, anche di natura geopolitica, delle strategie di offerta dei produttori».
«Del crollo dei prezzi dei combustibili - aggiunge l'Authority - e del gas in particolare, ha beneficiato anche il prezzo dell'energia elettrica, in discesa sul mercato all'ingrosso, determinando la variazione di segno negativo della bolletta dell'elettricità, sostanzialmente dovuta al calo dei costi complessivi per l'approvvigionamento della “materia energia”. Rimangono invece invariate - conclude - le altre principali componenti come gli oneri di sistema e le tariffe di trasmissione, distribuzione e misura. In leggero aumento solo i costi di dispacciamento per il mantenimento in equilibrio del sistema».

 

 
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Pasqua a casa: tagli su viaggi e consumi alimentari

 

Pasqua a casa: tagli su viaggi e consumi alimentari

Quest'anno saranno circa sette milioni gli italiani in vacanza: lo scorso anno furono 12,6 milioni: la durata media del viaggio sarà di 3-4 giorni, con una spesa di 390 euro a persona.

Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi. Ai tempi della crisi, però, anche i detti popolari lasciano il tempo che trovano. E nonostante i timidi segnali di ripresa quest'anno l'83% degli italiani festeggerà fra le mura domenistiche. In calo anche il numero di quanti hanno pianificato una vacanza nella settimana delle festività pasquali: nel 2016 saranno circa 7 milioni (il 14%), contro i 12,6 milioni registrati nel 2015 (25%). E' quanto emerge dal sondaggio sui consumi e le vacanze condotto da Confesercenti in collaborazione con Swg in occasione del periodo pasquale.

La durata media della vacanza sarà di 3-4 giorni, con una spesa media prevista di 390 euro a persona e un giro d'affari complessivo di 2,8 miliardi di euro. Tra il 14% di italiani che ha previsto di fare un viaggio, la grande maggioranza (5,5 milioni) ha scelto una località italiana con le città d'arte tra le destinazioni preferite. Chi andrà all'estero, invece, lo farà per visitare una capitale europea. Uno su sette, invece, si orienterà su una vacanza a lungo raggio verso mete dal clima caldo.

Pasqua all'insegna del risparmio anche in fatto di consumi alimentari: il 35% per cento degli italiani destinerà infatti meno di 50 euro agli acquisti di alimenti e dolci per imbandire la tavola, mentre il 38% arriverà a 100 euro e soltanto il 10% dedicherà oltre quella somma per festeggiare. La spesa media prevista (68 euro) per i consumi alimentari comprende anche il giorno di Pasquetta che, però, tradizionalmente, è dedicata alle gite fuori città.

Tagli anche per l'uovo di cioccolato che quest'anno sarà acquistato da circa un italiano su due (51%), mentre l'11% comprerà altre tipologie di dolci e più o meno la stessa percentuale (10%) acquisterà giocattoli. Dunque, Natale e Pasqua, solitamente differenziati dai comportamenti e dalle consuetudini degli italiani, sia a tavola che fuori, quest'anno avranno un denominatore comune: il risparmio. Così come è successo per le festività natalizie, dalle quali si attendeva una fiammata che rinvigorisse i consumi e che invece non c'è stata, anche le prossime feste pasquali deluderanno le attese di chi si aspetta un'impennata, soprattutto nel comparto turistico.

"Si tratta di un campanello d'allarme che non può essere ignorato", afferma Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo-Confesercenti: "Dopo i timidi segnali di ripresa e di fiducia da parte di famiglie ed
 
imprese registrati nel 2015, dall'inizio dell'anno c'è stata una battuta d'arresto, soprattutto nei comportamenti degli italiani che, di fronte alla perdurante incertezza e all'andamento oscillatorio dell'economia, sono tornati a stringere i cordoni della borsa". 
 
 
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