Log in
A+ A A-
Angela Rondanini

Angela Rondanini

URL del sito web:

E' MORTO HENRY J. HEIMLICH INVENTORE DELLE MANOVRE DI SOFFOCAMENTO

Non è possibile sapere esattamente quante persone debbano la propria vita a quella che viene chiamata la 'manovra di Heimlich', ma solo negli Usa dovrebbero essere più di 50 mila. Henry Heimlich, il chirurgo americano che invento' la tecnica salva-vita che porta il suo nome, è morto all'età di 96 anni, dopo aver subito un attacco cardiaco una settimana fa.

Il chirurgo toracico. Hemlich, nato a Wilmington (Delaware) nel 1920 da genitori ebrei, si laureò alla Cornell University nel 1943, specializzandosi in chirurgia toracica. Quando elaborò la pratica delle spinte addominali come intervento d'emergenza nel soccorso di persone a rischio di soffocamento, era il primario di chirurgia presso il Heimlich era nato nel 1920 a Wilmington, nel Delaware, negli Stati Uniti. Dopo essersi laureato alla prestigiosa Cornell University, trovò lavoro prima al Boston City Hospital e poi in diversi ospedali di New York, con incarichi da chirurgo. Quando inventò e diffuse la manovra era dipendente di un ospedale di Cincinnati, ma divenne subito famosissimo e fu anche invitato ad alcuni programmi tv americani. Nella sua carriera ha anche diffuso teorie discutibili, come quella di iniettare una forma curabile di malaria per curare i pazienti affetti dal virus HIV. Uno dei critici più noti delle sue teorie era proprio suo figlio Peter Heimlich, con cui litigò anni fa per ragioni personali.

l ricordo della famiglia. "Papà era un eroe per molte persone in tutto il mondo per un semplice motivo: ha aiutato a salvare un numero incalcolabile di vite grazie semplicemente ad un’innovazione basata sul buon senso" ha dichiarato la sua famiglia. "Ma non è stato solo un medico, era anche una persona molto umana oltre che un figlio, un marito, un padre e un nonno molto amorevole e devoto".

La tecnica
La tecnica, particolarmente innovativa, era stata inventata nel 1974 quando Heimlich aveva letto un articolo sulla gran quantità di morti avvenute nei ristoranti che, inizialmente, erano state ritenute legate a un infarto ma solo dopo collegate al soffocamento provocato dal cibo ingerito. Il buon senso all’epoca suggeriva di picchiare leggermente la schiena della persona che faticava a respirare, ma questo rischierebbe di far smuovere il boccone verso il basso, peggiorando la situazione. Già una settimana dopo la pubblicazione delle sue ricerche il gestore di un ristorante nello stato di Washington aveva salvato la prima vita, usando la manovra con una giovane cliente che stava morendo soffocata per un boccone di traverso.

Come funziona
La manovra di Heimlich richiede per il soccorritore, che non ha bisogno né di particolare forza né di attrezzatura, di piazzarsi alle spalle della persona che sta per soffocare, di appoggiare il proprio pugno dal lato del pollice appena sotto il diaframma e tra i polmoni e di tirare a se, premendo, in modo che l’aria uscendo dai polmoni, espella il boccone che blocca l’aria. L’esperimento inventato da Heimlich era inizialmente stato testato su dei cani, anestetizzati, con dei bocconi di carta per sicurezza estraibili anche con un filo. La Croce Rossa statunitense adottò la manovra come tecnica di primo soccorso sin dal 1976, ma dieci anni fa ne ha ridimensionato l’utilizzo, eliminando anche la dizione «manovra di Heimlich» in favore di «spinte addominali», consigliando di usarla solo in persone coscienti alternando cinque colpi alla schiena ad altrettante spinte addominali. Nella manovra salvavita oggi sono alternate le spinte addominali ai colpi in

Il 27 maggio di quest'anno, a 96 anni, il Dr Hemlich ha utilizzato per la seconda volta nella sua vita (la prima fu nel 2000 in un ristorante), la sua stessa manovra per salvare una donna di 87 che stava soffocando per un boccone di cibo durante una cena nella casa di riposo in cui vive. Con tre spinte ha disostruito l'anziana da un boccone di carne.

Quest'ultimo episodio ci rincuora e ci spinge a ribadire il concetto "finché c'è vita, c'è speranza"!

 La manovra è invece totalmente sconsigliata sulle vittime di annegamento.

 

Angela Rondanini

 

 

 

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE- 25 NOVEMBRE 2017

Si celebra oggi 25 novembre la Giornata Internazionale  contro la violenza sulle donne e il femminicidio.

Chi ha stabilito questa data? - L'assemblea generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 54/134 del 17 Dicembre 1999 ha istituito ufficialmente la ricorrenza per sensibilizzare le persone circa questo argomento e per non lasciare sole le vittime di violenza.Il 25 novembre e' diventata  la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e il femminicidio, una ricorrenza annuale finalizzata a sensibilizzare le persone rispetto a questo tema e un modo per far sentire il supporto di tutti a vittime e associazioni che lottano per debellarla. Istituire una giornata mondiale, infatti, è un invito per i governi e le associazioni a dare spazio alla riflessione rispetto alla lotta contro la violenza sulle donne attraverso progetti di prevenzione e denuncia.

La scelta dell’ Assemblea Generale dell’ONU, l’organo istituzionale che l’ha creata è ricaduta sul 25 novembre per rendere onore alle sorelle Mirabal, violentate e assassinate in quello stesso giorno: originarie della Repubblica Dominicana, vissero gli anni bui in cui nel paese si era instaurata una delle più feroci dittature dell’America Latina.La violenza sulle donne non è altro che la definizione generica di tutti quegli atteggiamenti aggressivi o molesti degli uomini nei confronti di persone femmine, perciò si parla anche di violenza di genere, essendo il diverso sesso l’elemento che più frequentemente viene addotto come motivo della violenza in sé.

La cronaca quasi quotidianamente ci parla di eventi spiacevoli che hanno come vittime proprio le donne.Il primo è dopo un “no”. No, non si può più tollerare la violenza sulle donne. E poi dopo un “sì”. Sì, è indispensabile una giornata contro la violenza sulle donne. A raccontarlo sono i numeri: secondo le ultime stime Istat le donne che subiscono maltrattamenti sono circa 6,7 milioni, solamente in Italia 84 sono stati gli omicidi di donne nei primi nove mesi del 2017 in calo rispetto ai 109 nello scorso periodo 2016, 61 si sono verificati in ambito familiare, 31 i casi di femminicidio, nel 56% dei casi l'omicida è il partner o l'ex. Sono questi gli ultimi dati diffusi della Polizia  Tra le persone che nella loro vita hanno subito molestie o violenza rivela l'Istat l'11% sono ragazze con meno di 16 anni di età, tuttavia tendiamo a dimenticarci che gli episodi di violenza che sentiamo tramite le notizie sono pochissimi in confronto a quelli che accadono realmente, poichè non tutte denunciano per paura o per vergogna.

Questi fatti vengono troppo spesso messi a tacere, sebbene il numero di omicidi in Italia stia diminuendo, aumenta invece la percentuale di femminicidi che, in questo 2017, si è attestata intorno al 71% degli assassini avvenuti sul territorio peninsulare. E questo nell’anno in cui il mondo del cinema (e non solo) è scosso dall’emersione di gravi, diffuse, e tollerate molestie sulle donne .

Ci si può impegnare a spiegare questa emergenza ai propri figli e ai bambini, magari partendo dalle scarpette rosse (o Zapatos Rojas) che stanno spuntando sul territorio nazionale, simbolo della lotta al femminicidio, le scarpette rosse  sono di un incitamento, ideato dalla messicana  Elina Chauvet, a ribellarsi all’orrore della violenza domestica e a denunciarla.

Anche l'Onorevole Laura Boldini è intervenuta oggi nell'aula della Camera  affermando: "Tanto è stato fatto contro la violenza sulle donne: dalla convenzione di Istanbul, al decreto sul femminicidio al provvedimento per gli orfani. Sul tema stalking ci sono stati errori che a giorni saranno corretti. Ma le leggi non bastano: il problema è culturale", ha insistito. E ha lanciato un appello a tutte: "Dovete denunciare, perché il silenzio divide, isola, uccide: è la parola a salvare, perciò voglio dare oggi la parola a voi, che il silenzio lo avete rifiutato e avete parlato. Siamo il 51%, non una minoranza sparuta ed esigua: sappiamo parlare e dobbiamo farlo. E il Paese non può ignorarci più".

"Non solo la violenza domestica, ha proseguito, deve uscire dal silenzio, ma anche quella in tutti gli ambiti della vita. "Il Caso Weinstein ha scoperchiato la vergogna delle molestie sul lavoro. In Italia il tema stenta ad affermarsi e le donne tendono a non denunciare perché temono di non essere credute, di perdere il lavoro, perché sanno che persiste un forte pregiudizio contro di loro". Questo, ha gridato, non può più succedere.

Concludo con questa frase:

Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!
William Shakespear

 

Angela Rondanini

GIORNATA MONDIALE DEI POVERI - 19 NOVEMBRE 2017

Oggi 19 novembre 2017 si celebra per la prima volta la Giornata mondiale dei poveri istituita da Papa Francesco. Il Papa ha raccomandato alle diocesi e alle associazioni ecclesiali iniziative concrete da realizzare con i poveri, invitandoli a messa, nel quartiere, nelle parrocchie, aprendo anche le porte delle nostre case invitandoli a pranzo.

"Alla luce del Giubileo delle persone socialmente escluse, mentre in tutte le cattedrali e nei santuari del mondo di chiudevano le porte della misericordia, ho intuito che, come ulteriore segno concreto di questo anno santo straordinario, si debba celebrare in tutta la chiesa, nella ricorrenza della trentatreesima domenica del  tempo ordinario, la Giornata mondiale dei poveri"-scrive Papa Francesco a conclusione della lettera apostolica Misericordia et miseria.

L'invito della Giornata mondiale dei poveri è rivolto a tutti, indipendentemente dall'appartenenza religiosa,a tutte le persone di buona volontà perché tutti riscoprano i valori fondamentali della convivenza civile, quali la solidarietà, l’accoglienza, la condivisione, l’ascolto, il mutuo soccorso,  un messaggio dove non si può rimanere indifferenti, perchè i poveri sono persone da incontrare, accogliere ed amare , da tener conto che non è la Giornata mondiale della povertà , ma la Giornata dei poveri , cioè di persone concrete; è la giornata dell’invito a incontrare il povero, a condividere con lui anzitutto il tempo dell’accoglienza e dell’ascolto, la mensa e i suoi bisogni. Papa Francesco per primo ci ha indirizzato a viverla in questo senso pranzando in questi giorni con 1.500 poveri in sala Paolo VI.

"  Non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità». è il messaggio di Papa Frencesco.

A Potenza la Caritas diocesana, coordinata da Marina Buoncristiano, in collaborazione con diverse parrocchie, associazioni e scuole con l'iniziativa "UN sacco di solidarietà"  ha visto nella giornata di oggi impegnati bel 180 volontari nella raccolta di beni alimentari da mattere a disposizione dei poveri della città.

 

Angela Rondanini

PREMI A.N.D.E 2017/2018 - PREMIO SPECIALE MAIS DEDICATO A"SEFORA CARDONE"

Il 18 novembre 2017 alle ore 16.00 presso il Teatro Stabile di Potenza, l'ANDE di Potenza, di concerto con l'Associazione Sefora Cardone Onlus, assegnerà il«Premio Speciale Mains» dedicato a «Sefora Cardone»

Il riconoscimento è dedicato «a chi si prodiga per il rispetto dei diritti e per l'assistenza dell'infanzia. Le fanciulle e i fanciulli sono le «stelle del cielo della comprensione» Chi si prodiga per il loro rispetto, e per la loro cura, ha chiaro che il progresso dell'umanità, non può fare a meno della giusta considerazione da dare ai bambini e alle bambine, guidati da quegli «angeli di neve» che "accarezzano" le nostre ispirazioni collettive [Rino Cardone]».

 

INAUGURATA AL SAN CARLO DI POTENZA " LA STANZA DI ALICE"

E' stata inaugurata ieri mattina  presso la sala Riunioni dell'Unità Operativa Oncologica medica del Pad. E dell'ospedale San Carlo di Potenza " La Stanza di Alice". Il progetto realizzato da Rossella Capobianco di Experience e promosso da Zonte Internationale ( Club service al servizio della comunità e delle donne in particolare) presieduto da Dina Russiello è incentrato sulla filosofia olistica orientale per donare serenità e far uscire dalla solitudine tutte quelle donne che si sottopongono alla chemioterapia.

Lo scopo è quello di migliorare il loro aspetto fisico durante e dopo le cure, per meglio affrontare gli effetti secondari dei trattamenti, affrontare la caduta dei capelli, truccarsi per conquistare benessere e autostima.

La proposta che ha trovato il pieno assenso e appoggio del San Carlo nella persona del Dirigente Generale Rocco Maglietta e del Dott. Domenico Bilancia direttore del dipartimento oncologico,ha visto la firma  di un protocollo d'intesa tra l'ospedale S. Carlo e lo Zonte International.

Il progetto vedrà la presenza due volte a settimana di figure professionali relative al campo dell'estetica e delle acconciature oltre ad avvalersi delle proprie socie supportate da una psicologa, a livello volontario, il mercoledì pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 17.00 e il giovedì mattina dalle ore 9.30 alle ore 11.00

 

Angela Rondanini

A POTENZA LA SECONDA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA DIVULGAZIONE

Dal 3 al 5 novembre torna la manifestazione ideata e organizzata dall’associazione Liberascienza, con eventi e incontri sul tema “Informazione & conoscenza” Torna a Potenza dal 3 al 5 novembre 2017 presso l’Università degli Studi della Basilicata, il Festival della Divulgazione, ideato e organizzato dall’associazione Liberascienza con l’obiettivo di raccontare, con metodo, la conoscenza al grande pubblico. Numerosi gli ospiti, tra divulgatori, ricercatori, scienziati, studiosi, giornalisti, esperti di comunicazione e di cultura, artisti, che porteranno esperienze e punti di vista sull’argomento “Informazione & Conoscenza. Quando il più significa meno”. Oltre agli incontri, previsti anche momenti di divagazione scientifica, exhibit, laboratori per le scuole, spettacoli teatrali per adulti e bambini. Alcuni eventi serali, tra cui il concerto della band elettronica Omosumo, si svolgeranno al Centro per la Creatività Cecilia di Tito. L’ingresso è gratuito, eccetto per alcuni appuntamenti a pagamento. Il programma dettagliato è disponibile sul sito www.festivaldelladivulgazione.it.

Al centro della seconda edizione della manifestazione bufale, fake news, falsi miti e credenze, complotti, idee antiscientifiche, informazioni non verificate, cattivo giornalismo, per un’analisi approfondita su come evitare le trappole del sistema informativo, in particolare su temi importanti e delicati come scienza, salute, clima, economia, migrazioni, individuando un criterio, fondato sulla conoscenza, utile ad orientarsi senza perdersi nel mare di informazioni a disposizione di tutti. Tra i relatori nomi di spicco del panorama culturale nazionale e internazionale, come il sociologo Gérald Bronner, il regista Andrea Segre, il giornalista Luca Piana, la ricercatrice Ilaria Capua.

Riguardo al tema scelto, “Informazione & Conoscenza. Quando il più significa meno”, il direttore generale Pierluigi Argoneto spiega: «Oggi abbiamo a nostra disposizione molte più informazioni rispetto al passato, forse troppe, ma la difficoltà di orientarsi rimane la stessa. Non riusciamo, perché non abbiamo la capacità e il tempo, ad elaborare tutte le informazioni in nostro possesso, ad eliminare quelle inutili, inattendibili, fuorvianti, a volte anche quelle eccessivamente tecniche. Così siamo costretti a fare delle scelte basate sull’istinto, sulla simpatia o sull’antipatia di chi ci racconta qualcosa, sulle esperienze pregresse molto spesso parziali e incomplete. In questo modo, l’opinione dello specialista si confonde con quella del semplice appassionato, quella del complottista con quella del politico serio, la notizia vera con la bufala.»

«Più informazioni – aggiunge il direttore artistico Vania Cauzillo – sembrano tradursi in meno conoscenza. La verità ha sempre più difficoltà ad emergere, le persone competenti sono sempre più silenziose o inascoltate rispetto a quelle incompetenti, i toni si inaspriscono e tornano ad emergere, prepotenti, atteggiamenti del tutto irrazionali e antiscientifici che rischiano di far tornare la nostra società indietro di decenni. Durante la seconda edizione del Festival della Divulgazione ragioneremo di questo tema con i nostri ospiti, per provare a individuare un faro, per orientarci un po’ meglio e navigare nella giusta direzione. Su di un mare dove, troppo spesso, il più significa meno.»

Il Festival della Divulgazione si aprirà venerdì 3 novembre in mattinata, con lo storico della scienza Pietro Greco, che accompagnerà il pubblico in un excursus storico tra falsi miti, credenze, idee sbagliate e bugie, per dimostrare come le bufale siano sempre esistite. A seguire Cristina Da Rold, giornalista e divulgatrice scientifica attenta a salute e ambiente, parlerà del cattivo giornalismo e dell’importanza della verifica delle fonti nella ricerca delle informazioni. Nel pomeriggio Marina Calculli, studiosa di relazioni internazionali e sistemi politici del Medio Oriente, analizzerà il dibattito internazionale sulla questione mediorientale e sull’ISIS e le dinamiche geopolitiche che sempre di più impattano sulle nostre vite in Occidente. Chiuderà gli appuntamenti in UniBas l’incontro in Aula Magna con Gérald Bronner, sociologo di fama internazionale e professore presso l’Università di Parigi VII Denis Diderot, autore del libro “La democrazia dei creduloni”, che esporrà i rischi della liberalizzazione dell’informazione nella odierna democrazia dominata dai mass media.

In serata presso il Centro Cecilia si svolgerà l’incontro “La responsabilità dello sguardo”, che metterà a confronto medicina, giornalismo e cinema sui temi della conoscenza e dell’informazione. Parteciperanno Umberto Colella, medico e operatore umanitario di Medici Senza Frontiere, Cristina Da Rold e il regista Andrea Segre, nelle sale con il film “L’ordine delle cose”, presentato al 74° Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Seguirà la proiezione del documentario “Ibi” dello stesso Segre, basato sull’auto-narrazione diretta e spontanea di una donna migrante, Ibitocho Sehounbiatou, che racconta se stessa e la sua Europa ai figli rimasti in Africa.

Tra gli ospiti di sabato 4 novembre ci sarà Piero Pelizzaro, ricercatore nell’ambito delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, che illustrerà le strategie e le azioni di resilienza urbana messe in atto in Italia e nel mondo. Isabella Trombetta, responsabile della comunicazione della nave di Search and Rescue Aquarius della ONG SOS Méditerranée, porterà, invece, la propria testimonianza sulla scelta di raccontare ciò che avviene in aperto mare sulla tratta dei migranti. Alle 16 si parlerà di cultura e sviluppo con Lidianna Degrassi, associato dell’Università Milano-Bicocca, e Boris Meggiorin, esperto di politiche culturali in contesti pubblici e urbani a livello europeo, attraverso modelli europei e italiani legati alle industrie culturali e creative. A seguire l’intervento del giornalista Luca Piana, caposervizio economia a l'Espresso, che di recente ha pubblicato per Mondadori il libro “La voragine”, sugli scandali finanziari del nostro Paese e sugli intrecci tra politica, finanza e società.

La seconda giornata si concluderà con il concerto, organizzato dal Centro Cecilia nell’ambito della programmazione serale del festival, della band siciliana di musica elettronica Omosumo.

Domenica 5 novembre si parlerà di bufale online, di come si creano e come si distruggono, con due grandi esperti in materia: Ermes Maiolica, noto come il re delle fake news per aver inventato le bufale più virali degli ultimi anni, e Simone Bressan, cofondatore di Zipster.it, piattaforma che seleziona le notizie verificate in un aggregatore, filtrando con cura le fake news italiane e straniere. A seguire Giuliano Foschini, inviato di Repubblica e autore di numerosi libri, impegnato in inchieste giornalistiche sui più scottanti temi di attualità, dall'ILVA di Taranto al caso Regeni, spiegherà l'importanza della selezione delle informazioni nel giornalismo d'inchiesta.

Tra gli appuntamenti del pomeriggio, l’incontro con Ilaria Capua, virologa e ricercatrice di fama internazionale. Al pubblico del festival racconterà la sua esperienza in politica e la triste vicenda, riportata nel libro “Io, trafficante di virus” edito da Rizzoli, che l’ha vista vittima del cattivo giornalismo, per aver subito l’accusa infondata di traffico internazionale di virus. In programma anche una tavola rotonda in cui saranno messe a confronto realtà di divulgazione attive in tutta Italia, con forme e linguaggi diversi, per conoscere esperienze virtuose in prospettiva Matera2019.

Chiuderà il festival lo spettacolo teatrale interattivo “Tolemaici o copernicani?”, storytelling de Le Nuvole Scienza - Innovazione e Sviluppo di e con Massimo Ruccio, durante il quale il pubblico sarà portato a partire dalla convinzione di essere copernicani, dunque nel giusto, per scoprire tramite il ragionamento collettivo di essere in errore pensandola ancora come i tolemaici.

CHI SIAMO | Liberascienza


Liberascienza da anni esplora la zona di confine tra cultura umanistica e scientifica creando momenti di scambio culturale, riflettendo sul ruolo della scienza nella nostra società, evidenziando i collegamenti tra tutti i rami del sapere. Essendo la conoscenza l’unica forma di ricchezza che si moltiplica solo se condivisa, Liberascienza ha deciso di investire le sue risorse sul tema della divulgazione. Perché solo attraverso un maggiore impatto della cultura nella vita di tutti i giorni le comunità possono essere consapevoli di scegliere e partecipare, i cittadini divenire responsabili, la società trasformarsi e guardare al futuro con fiducia. Ma il futuro si riesce ad immaginare solo a partire dalla conoscenza.

 

I Partner del Festival della Divulgazione

Università degli Studi della Basilicata, Cecilia - Centro per la creatività di Tito

Le Nuvole - Casa del contemporaneo, L’Albero - Tutti i rami della creatività

 

I luoghi del Festival della Divulgazione

Potenza – Università degli Studi della Basilicata, via Nazario Sauro (Rione Francioso)

Tito – Centro per la Creatività Cecilia, Contrada Santa Venere

 

Il Festival on-line

Sito web: www.festivaldelladivulgazione.it

Facebook: fb.com/FestivalDellaDivulgazione

Twitter: @F_Divulgazione

Hashtag: #fdd2017

 

Direttore Generale Festival della Divulgazione: Pierluigi Argoneto

Direttore Artistico Festival della Divulgazione: Vania Cauzillo

 

Per info e contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Responsabile ufficio stampa: Francesco Mastrorizzi 3471241178

15 OTTOBRE - GIORNATA MONDIALE DEI BAMBINI MAI NATI

 



Il 15 ottobre di ogni anno si celebra con numerose iniziative locali la Giornata mondiale del ricorso e della prevenzione, in segno di ricordo di questi bambini che non ci sono più e ci sono stati per pochissimo tempo e apre il mese mondiale della consapevolezza sul lutto in gravidanza e dopo la nascita.

In molte città alle ore 19.00 ore locali per un'ora basterà accendere una candela, in questo modo un'onda di luce attraverserà il globo, illuminando progressivamente il pianeta, un fuso orario dopo l'altro.

Chi ha vissuto una perdita simile, così dolorosa, sa che certi dolori non possono essere rimarginati da una candela accesa per un solo giorno, ma il lutto per la perdita di un bimbo non ancora nato non deve essere sminuito o ignorato come si faceva prima, finalmente viene riconosciuta la genitorialità di chi ha perso un figlio primo ancora di metterlo al mondo, di poterlo stringere tra le braccia.

La morte perinatale che affligge ancora un numero sorprendentemente alto di famiglie, riguarda ogni anno tre milioni di bambini e altrettante famiglie in tutto il mondo, è ancora oggi in Italia del tutto ignorato dalla maggior parte delle istituzioni. Dal 2007 anche l'Italia ha aderito a questo importante progetto grazie all'impegno dell'associazione Ciao Lapo Onlus. GenitoriPiù appoggia e sostiene l'istituzione, anche in Italia, della giornata mondiale della consapevolezza sulla morte dei bambini in gravidanza o dopo il parto, con la convinzione che questo sia un passo molto importante non solo per i genitori in lutto, ma anche per aumentare la cultura intorno a questo tema.

A te che avevi tutto, e di colpo sei diventata niente.

A te che “Ma tu non puoi capire perché mamma non lo sei!” e ti senti lacerare il cuore.

A te che vieni lasciata nell’indifferenza e il cui dolore viene sottostimato, ed invece hai subìto un lutto a tutti gli effetti.

A te che non accenderai alcuna candela, perché quel dolore brucia ancora troppo forte e l’idea di vederlo materializzato ti fa troppa paura, e lo vuoi tenere per te, solo per te.

A te che nel tremolio di quella fiamma ci vedrai il soffio del tuo bambino, che chiuderai gli occhi e lo accarezzerai con una lacrima, come fai spesso, chiedendogli di starti sempre sempre accanto.

A te che il tuo bambino lo senti, e lo cerchi in ogni dettaglio del tuo quotidiano, che vedi un sassolino a forma di cuore e sogni che possa essere lui che vuole farti sentire che è lì di fianco, che ne immagini i tratti del viso, che hai trovato un modo tutto tuo per festeggiare un giorno a lui dedicato che non corrisponde molto spesso alla data di nascita.”


Il mio pensiero va a te, mamma nel cuore.

A te che la società ha spesso istillato il dubbio che tu mamma non lo sia.

A te che avevi tutto, e di colpo sei diventata niente.

A te che “Ma tu non puoi capire perché mamma non lo sei!” e ti senti lacerare il cuore.”

Angela Rondanini

 

GARA REGIONALE DI PRIMO SOCCORSO DELLA CROCE ROSSA:VINCITRICE LA SQUADRA DI ACERENZA

Si è svolta ieri a Potenza la tredicesima edizione della “ Gara Nazionale di Primo Soccorso” della Croce Rossa Italiana organizzata dal Comitato regionale della Basilicata.

Un momento importante di aggiornamento per tutti i volontari dove le squadre si sono sfidate in varie situazioni di emergenza:maxi emergenze, incidenti domestici,Diritto Internazionale Umanitario e tanto altro sulle tecniche di primo soccorso,offrendo la possibilità di confronto tecnico e didattico anche con squadre provinienti da altre regioni d'italia.

La kermesse si è sviluppata in posti caratteristici del centro storico quali: Torre Guevara, Piazza XI Settembre, Piazza Duca della Verdura, Villa del Prefetto, Convento S. Michele Arcangelo, Largo S. Lucia e Largo Sinisgalli, dove è stato possibile assistere direttamente alle simulazioni di soccorso.

In mattinata si è tenuto al Teatro F.Stabile il saluto da parte delle autorità della città e della regione: sono intervenuti il Sindaco e il Prefetto della città di Potenza,Dario De Luca e Giovanna Stefania Cagliostro ,il Presidente del Consiglio Regionale Francesco Mollica e il Presidente del Comitato Regionale Croce Rossa di Basilicata Vincenzo Anobile. La gara è stata seguita con interesse da parte della cittadinanza nonostante le condizioni metereologiche non ottimali e c'è stata vasta partecipazione da parte dei volontari e del Corpo delle Infermiere Volontarie di tutti i comitati della regione che hanno contribuito alla realizzazione delle scene agendo come Truccatori,simulatori,supporter,tutor,giudici e staff.

Come ogni competizione che si rispetti, anche in questo caso è stata redatta una classifica che ha visto trionfare nella compezione tra le squadre ospiti la regione Calabria,seguita dalla Puglia,anche vincitrice del premio Di Pasca,e dal Molise. Nella competizione tra le squadre della regione ad aggiudicarsi il primo posto e l'accesso alla Gara Nazionale di Primo Soccorso che si terrà a Reggio Emilia il 16 settembre è stata la squadra di Acerenza,seguita dalla squadra di Melfi che si è aggiudicata il secondo posto. Le squadre lucane a gareggiare sono state 5 : Comitato del Noce,Matera,Filiano,Melfi e Acerenza. Non ci resta che augurare un in bocca al lupo alla squadra vincitrice per un'ottima riuscita della prossima competizione nazionale.

 

Angela Rondanini

 

SAGRA DELLA PAPATA A GIULIANO - CONCERTO DI DODI BATTAGLIA

Un vero successo il concerto di Dodi Battaglia in c.da Giuliano in provincia di Potenza in occasione della Sagra della Papata che si è tenuta ieri 26 agosto. Tantissimi i fan arrivati per ascoltare l'ex dei Pooh e non sono rimasti delusi. Due ore ininterrotte di musica di brani realizzati da solista assieme ai suoi inediti, nella scaletta tutti i grandi successi portati nel mondo con la sua band storica.

Donato Battaglia in arte Dodi è nato a Bologna il 1 giugno del 1951. Chitarrista, cantante e compositore di una parte delle musiche del Pooh e voce principale del gruppo nasce in una famiglia di musicisti, il nonno suonava il pianoforte e il mandolino, lo zio era chitarrista e il padre violinista.

A soli 5 anni inizia a studiare la fisarmonica frequentando una scuola di musica fino all'età di 12 anni. Successivamente passa allo studio della chitarra dove esalta le sue consistenti potenzialità tecniche da chitarrista. Cominciando a frequentare i ritrovi musicali di Bologna ha modo di entrare già da giovanissimo a far parte di alcuni gruppi: tra questi "I Rigidi" e i "Meteors" gruppo spalla di Gianni Morandi e ne "I Judos" band alternativa bolognese, rivale cittadina dei Pooh quando ancora si chiamavano "I Jaguars".

Nel 1968 la richiesta di entrare a far parte dei Pooh grazie all'amico Valerio Negrini. Dodi ha appena 17 anni, quando con la canzone Piccola Kety il gruppo ottiene un successo strepitoso. Da qui la scalata, 50 anni di grandi successi sia con il gruppo dei Pooh ma anche come solista. Ha collaborato negli anni con Vasco Rossi,Riccardo Fogli,Massimo Ranieri, Gino Paoli, Marco Masini, Enrico Ruggieri, Raf, Gianluca Grignani, Mia Martini, Giorgio Faletti, Annalisa Minetti, Fiorello, ma anche con personaggi di fama internazionale come Eric Clapton, Al Di Meola, Sting, Tommy Emmanuel, Steve Vai.

Nel  luglio scorso  il conservatorio "Egidio R. Duni" di Matera gli ha conferito una laurea honoris in "chiatarra elettrica" ed è la prima volta che un conservatorio dai tempi di Bach conferisce una laurea ad honoris causa non previsto dal regolamento e che le istituzioni ufficiali si concedono il lusso di incorporare al loro interno un personaggio pubblico.

Dialogando col suo pubblico ieri sera Dodi  ha affermato:" Io non ho studiato, non mi sono mai laureato ne diplomato, la mia università è stata il mio palcoscenico,ma ricevere una laurea honoris causa in chitarra per me è stato il massimo. In 50 anni di carriera di premi ne ho ricevuti tanti, ma questo è stato il massimo. Sto vivendo un sogno in un contesto meraviglioso e questo mi spinge a dire suonerò per i prossimi 50 anni".

Non possiamo far altro che augurare a Dodi altri 50 anni di successi.

 

Angela Rondanini

"VALE LA PENA LAVORARE" HA INIZIO IL PROGETTO DI FORMAZIONE NELLE CARCERI LUCANE

 

"Vale la pena lavorare" è quanto prevede il progetto approvato dalla Regione Basilicata su proposta dell'assessore alle Attività Produttive Roberto Cifarelli, che prevede lo sviluppo ed esperienze di formazioni professionali e di lavoro negli istituti penitenziari di Potenza, Melfi (Potenza), Matera e nell'istituto per minorenni di Potenza.

L'iniziativa avrà la durata di un anno ed è destinata a 410 persone (con un fondo di 2,3 milioni di euro da risorse del Po FSE 2014-2020). L'attività-secondo quando reso noto dall'Ufficio Stampa della giunta regionale-è prevista da un protocollo d'intesa tra la Regione Basilicata e il Ministero della Giustizia.

 

“La realizzazione delle attività – commenta l’assessore Roberto Cifarelli – riguarda la complessa questione dell’inserimento sociale e lavorativo dei detenuti, considerando l’istruzione, la formazione professionale ed il lavoro come parti integranti e centrali del trattamento penitenziario nei confronti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, anche in forma alternativa. Di particola interesse è infatti il previsto raccordo tra i percorsi di formazione professionale, promossi a favore dei detenuti adulti e minorenni e degli ammessi a misure alternative con le reali esigenze occupazionali del mercato del lavoro regionale”. “Rilevanti – conclude Cifarelli – sono le previste relazioni operative fra i vari soggetti, pubblici e privati, che saranno in grado di offrire risposte articolate a tali bisogni sociali complessi, attraverso soluzioni innovative e interessanti”.

I servizi si articoleranno in tre tipologie:

  1. formazione,
  2. work experience,
  3. stage/tirocinio.

servizi di formazione saranno svolti in aula e laboratorio presso le strutture penitenziarie. La work experience consisterà in un percorso formativo individuale che con azioni di orientamento, formazione on the job, grazie ad un contatto diretto con la realtà lavorativa. Lo stage/tirocinio sarà attuato con modalità di formazione in azienda o presso le strutture limitative della libertà personale.

Case Management e Prison Farm consistono infine nella presa in carico di detenuti ospiti delle case circondariali al fine di sostenerne l’inserimento lavorativo sia fuori dal carcere, attraverso i servizi alternativi territoriali, che dentro il carcere. Queste nel dettaglio le strutture coinvolte: Casa Circondariale di Potenza (sezione maschile e femminile); Casa Circondariale di Matera; Casa Circondariale di Melfi; UEPE Potenza; UEPE Matera; IPM Comunità minori; USSM.

 

Angela Rondanini

Sottoscrivi questo feed RSS

Chi è online

Abbiamo 169 visitatori e nessun utente online

La Pretoria Social

Ora esatta

Cerca...

Che tempo fa?!

Potenza

Calendario Articoli

« Dicembre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Area Riservata

fb iconLog in with Facebook