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Angela Rondanini

Angela Rondanini

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LE CURIOSITA' INFANTILI SUI PROBLEMI DEL SESSO

Non sfugge all'osservazione dei genitori l'interesse profondo e la curiosità che i bambini hanno, soprattutto in questo periodo, per le "cose sessuali". Abbiamo visto che tutto si può dire dell'infanzia ma non che sia "innocente" e disinteressata  rispetto al sesso.Con questo non intendo dire che i bambini siano "maliziosi", o cose di questo genere, e nemmeno che i bambini percepiscano il sesso così come lo percepiamo noi.Ma è del tutto errato ritenere che, quando i nostri figli ci pongono domande su argomenti come la nascita del fratellino o del cuginetto, i rapporti tra il papà e la mamma, o l'erezione del pene, siano mossi  da una curiosità superficiale o momentanea. I problemi riguardanti la nascita, la funzione e l'uso dei genitali, la differenza tra maschio e femmina, sono tra i più grossi nodi di difficoltà psicologica che i bambini debbano sciogliere. Abbiamo già visto quanti elementi dello sviluppo psicologico siano legati alla maturazione sessuale, tanto che non se ne può parlare come di due cose distinte. A mano a mano che il bambino cresce, cresce anche il suo interesse per i fatti del sesso. Vuole avere notizie circostanziate,precise,che gli chiariscano effettivamente i suoi dubbi. Spesso non ci è facile fornire questo tipo di risposte; talora anche l'adulto che si crede spregiudicato e senza complessi ha nel suo sviluppo psicosessuale qualche problema non ancora risolto. Si fa fatica allora a rispondere senza falsi pudori a qualcosa che per noi stessi è tutto sommato problematico, e non certo per mancanza di informazioni, visto che la società oggi provvede a bombardarci di notizie sessuali, ma perchè le nostre "resistenze" sono a un livello più profondo, al livello dei nostri stessi conflitti infantili non risolti. C'è poi in noi radicato il pregiudizio che, tanto, i bambini si possono tacitare in qualche modo, magari con notizie false o poco compromettenti e non importa se la loro curiosità non viene effettivamente soddisfatta "perchè tanto non capiscono".Questo è falso. Non è vero che i bambini non capiscono i nostri tentativi di eludere le loro giuste domande, e se il nostro bambino ritorna alla carica riproponendoci il problema, possiamo dirci fortunati,perchè vuol dire che ha ancora tutta la sua fiducia in noi.Infatti, quando un bambino si accorge che l'adulto ha mentito su quei certi argomenti, reagisce secondo due giudizi ben precisi;la cosa che chiedo è qualcosa da nascondere,è vergognosa e proibita"... "di loro non mi posso fidare, perchè tanto non mi dicono nulla",quindi possiamo star certi cercherà da solo. Il problema più grave che agita la fantasia e la curiosità dei piccoli è la provenienza dei bambini. I miti di cicogna, cavoli, angioletti e varie favole del genere, non soddisfano certo il giovane ricercatore. Così i bambini, insoddisfatti delle spiegazioni dei grandi, continuano a rimurginare, soli o con gli amici, questi problemi; i tentativi di soluzione che generalmente essi trovano, ci interessano molto, perchè mettono bel in luce l'istintività e la spontaneità delle osservazioni che il bambino è in grado di fare circa i nostri comportamenti. Non ci fa troppo comodo avere un piccolo indagatore delle nostre azioni, e quindi è facile che non ci accorgiamo delle conseguenze che i nostri gesti hanno nei bambini. Non avendo avuto spiegazioni a sufficienza, i bambini hanno perduto l'unica posizione esatta rispetto ai problemi del sesso. Ed è difficile che questo giusto atteggiamento venga in seguito recuperato. Il boom del sesso che la nostra società occidentale sta attraversando, è la testimonianza clamorosa di tanti atteggiamenti infantili errati. Può essere molto utile sapere a questo punto quali siano le idee che i bimbi spesso si costruiscono intorno ai problemi sessuali che li tormentano. Come nota Freud, la caratteristica curiosa di queste teorie sessuali infantili è che, pur essendo grottesche e assurde, ciascuna di esse contiene  una parte di verità: il bambino ha un solo modo di "vivere" il sesso che gli suggerisce ipotesi in parte vere, anche se incomplete e immature, come incompleto e immaturo è il suo istinto sessuale. Vediamo per esempio che il maschietto suppone che tutti, maschi e femmine, siano provvisti come lui del pene. La stima per il suo piccolo pene è molto grande, ed egli lo attribuisce a tutti gli essere viventi, e prima di tutto alla sua mamma. Questa idea è dura a morire, e se la scoperta della "castrazione femminile"è brusca e indelicata, essa può avere conseguenze gravi nello sviluppo psicologico del futuro adulto. Infatti il genitale femminile può apparire al bambino come una mutilazione, e può generare in lui orrore e timore questo per lui significa che è possibile perdere i genitali. Questa paura viene rinforzata dalle minacce che, purtroppo, gli adulti spesso fanno al piccolo quando si masturba:Guarda che se fai così l'uomo nero te lo porta via" e cose del genere. Il bambino quindi comincia a temere effettivamente di poter perdere il genitale. E' quello che si chiama "complesso di castrazione"Anche la femmina è soggetta a questa idea, e si sente inferiore al maschio proprio perchè lei il pene non ce l'ha. Lei è stata davvero castrata. Può solo limitarsi a nutrire un grande interesse per il genitale del maschio e a desiderare di essere un maschio. L'esistenza della vagina dunque non rientra nell'immaginazione infantile. Il non pensare che esista la vagina come caratteristica sessuale femminile si accompagna alla percezione del coito come una zuffa o un atto di violenza, specialmente se il bambino ha intravisto in qualche modo l'amplesso dei genitori. Infatti, pare accertato che anche quando sono molto piccoli ( e probabilmente fin dalla nascita i bimbi sono in grado di percepire le grosse masturbazioni affettive che si svolgono intorno a loro; il rapporto tra i genitori è perciò avvertito nel ricordo, ma non può essere certo compreso, e va quindi a incrementare le fantasie sadiche e violente circa il rapporto sessuale. Sempre legata all'ignoranza della vagina è la ricostruzione del "da dove vengono i bambini". L'unica via d'uscita che il bambino vede nel suo corpo  e che abbia una certa entità, è l'ano. Il bambino perciò deve venir evaquato come un'escremento, o da un'altra specie di buco inutilizzato che è l'ombellico. Anche il senso di quella situazione complessa e particolare che è l'essere sposati, difficilmente sfugge al bambino; egli intuisce che si tratti di un legame particolare tra il papà e la mamma, ma non riesce a ricostruire di che cosa si tratti.Le premesse di questa giusta libertà le poniamo e non certo aspettando che gli altri lo facciano per noi, abolendo "le cicogne" e guardando con più sincerità in noi e nelle nostre esperienze.

 

Angela Rondanini

90 ANNI DI LINA WERTMULLER-OMAGGIATA A PALAZZO SAN GERVASIO

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Lina Wertmüller, la "signora con gli occhiali bianchi", l'autrice di alcuni dei più grandi successi del cinema e della televisione italiana, domani 20 settembre 2018 verrà omaggiata in Basilicata a Palazzo S. Gervasio  (Pz) nel paese in cui girò nel 1963 il suo celebre film d’esordio “I Basilischi”. per i suoi 90 anni.E' un traguardo che raggiunge con la consueta ironia, puntualizzando: "Gli anni ci sono e si sentono... ma lavorando mi sono divertita tutta la vita e non è poco".

Il sindaco di Palazzo San Gervasio Michele Mastro , e Mario Salluzzi  conservatore della pinacoteca d’Errico hanno raggiunto Roma per omaggiare la grande regista , diventata famosa con il suo primo film girato proprio a Palazzo San Gervasio . Promotore dell’incontro la pinacoteca d’Errico, con il patrocinio della Lucana Film Commission.

Il programma prevede alle ore 18.30 a Palazzo d’Errico l’inaugurazione di una mostra fotografica con scatti sulla vita della regista e i suoi film e un convegno dibattito sul film “I Basilischi” con Antonio Wertmüller, cugino della regista e attore protagonista del film, la già presidente Rosa Torciano, il sindaco di Palazzo San Gervasio Michele Mastro , il conservatore Mario Salluzzi   e Giovanna Damato  responsabile area musica della Lucana Film Commission.

A seguire alle ore 21 presso l’auditorium dell’ I.I.S.si terrà un concerto con l’orchestra filarmonica Federiciana  sulle colonne sonore dei film diretti da Wertmüller dal titolo la “Musica negli occhi”.

Angela Rondanini

VIOLENZE E MOLESTIE SUL LAVORO- UFFICIO PARI OPPORTUNITA' E ASSOCIAZIONE TELEFONO DONNA FIRMANO PROTOCOLLO D'INTESA

L’indifferenza del passato fa i conti con i riflettori che si sono accesi partendo dalle storie americane e che ora stanno via via facendo luce in molti ambienti. Se ne parla troppo? Non abbastanza. Si rischia di frustrare seduzione, complimenti, corteggiamenti, rapporti tra uomini e donne? No. Le molestie esistono e vanno riconosciute come tali. Non farlo è non volere prendere atto della realtà.Chi è oggetto di queste “attenzioni” il più delle volte preferisce non parlarne. I dati Istat  rilevano che una donna su 6 è oggetto di molestie da parte di colleghi, capi, datori di lavoro: sono verbali, palpeggiamenti, richieste di prestazioni sessuali. 167 mila hanno subito ricatti sessuali per essere assunte, per mantenere il lavoro o per progressioni di carriere. Oltre 80 per cento non ne parla con nessuno, qualcuna condivide il problema con colleghi, ancora meno con datori di lavoro (4,1%) o dirigenti (3,3). Pochissime con i sindacati (1,0%). Quasi nessuna fa denuncia. Se questo genere di fatti non arrivano nei palazzi di giustizia, nemmeno gli addetti ai lavori se ne occupano in maniera compiuta. Cosa possiamo fare per cambiare?«Spianare la strada per garantire dei posti di lavoro  completamente liberi dalle violenza e dalle molestie»

E' stato firmato oggi 18 settembre 2018 nella conferenza stampa il protocollo d’intesa tra l’Ufficio della Consigliera regionale di parità, Ivana Enrica Pipponzi, e l’associazione Telefono Donna per il contrasto alle molestie e violenze sui luoghi di lavoro. 

Ad oggi il fenomeno delle molestie sta diventando una emergenza sociale, specie in Basilicata; infatti, gli ultimi dati Istat presentati nel rapporto “Le molestie ed i ricatti sessuali sul lavoro” (anni 2015/2016) ci dicono che sono circa 8 milioni 816 mila (43,6%) le donne fra i 14 e i 65 anni che nel corso della vita abbiano subito qualche forma di molestia sessuale e che siano 3 milioni 118 mila le donne (15,4%) che le hanno subite negli ultimi tre anni. Non solo: emerge anche che nel corso della vita 1 milione 173 mila donne (7,5%) siano state vittima di ricatti sessuali sul luogo di lavoro. Solo negli ultimi tre anni sono 167 mila le donne che in ufficio o in azienda hanno subito queste forme di ricatto; al momento dell'assunzione ne sono state colpite più frequentemente le donne impiegate (37,6%) e le lavoratrici del commercio e dei servizi (30,4%). La quota maggiore delle vittime, inoltre, lavorava o cercava lavoro nel settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (20%) e in quello del lavoro domestico (18,2%). Nell'11,3% dei casi le donne vittime hanno subito più ricatti dalla stessa persona e il 32,4% dei ricatti viene ripetuto quotidianamente o più volte alla settimana. Nonostante sia evidente l'emergenza, nell'80,9% dei casi, le vittime non ne hanno parlato con nessuno sul posto di lavoro. In particolare, l'Istat ci dice che in Basilicata il 40% delle donne ha subito molestie e ricatti sessuali sul lavoro; solo lo 0,7% ha adito la magistratura. 

“Di fronte a questa emergenza sociale”, dichiara la Consigliera di parità, “è quanto mai necessario attenzionare e sensibilizzare la società civile, il mondo datoriale e le parti sociali, al fine di favorire l'emersione del fenomeno e contrastarlo. E’ di fondamentale importanza, perciò, aumentare la consapevolezza delle lavoratrici e dei lavoratori sulle molestie e sulla violenza nei luoghi di lavoro e sui connessi diritti ed azioni concrete da porre in essere. E’ necessario far conoscere le azioni concrete da mettere in campo (denuncia e azioni legali),anche con l'ausilio dell'Ufficio della Consigliera regionale di parità, all'uopo deputata dall'art. 15 del Codice sulle Pari Opportunità, al contrasto delle discriminazioni di genere sui luoghi di lavoro”. 

“Da quando mi sono insediata”, prosegue la Consigliera di parità, “ho offerto tante consulenze a lavoratrici che, in primo luogo, hanno bisogno di essere ascoltate e credute. In alcuni casi abbiamo formalizzato denunce e adito il Magistrato. Importante strumento è risultato anche il Centro di Ascolto istituito presso l’Ispettorato territoriale del Lavoro di Potenza”. Il fenomeno delle molestie sul lavoro prolifera nelle organizzazioni ad alto divario di genere: lo squilibrio di potere porta gli uomini a sfruttare la propria posizione attuando condotte lesive della dignità e dell’integrità fisica e psicologica delle lavoratrici, accompagnati spesso da ricatti, vessazioni e mobbing. “Queste forma di violenza”, dichiara ancora la Pipponzi, “colpiscono trasversalmente tutte le categorie di lavoratrici (dipendenti e libere professioniste), in particolare quelle che si trovano in situazione di debolezza perché disoccupate, in cerca di occupazione o nella fase della progressione della propria carriera, e per questo sono ancora più subdole e striscianti. Le lavoratrici possono anche effettuare una segnalazione mediante la pagina dedicata “Io ti ascolto”, nel sito internet dell’Ufficio www.consiglieradiparita.regione.basilicata.it”. 

“Le lavoratrici-ha  dichiarato invece  la presidente del Telefono Donna Cinzia Marroccoli- devono sapere che una avance non gradita rappresenta una molestia. Le professioniste/volontarie dell’Associazione – in forma gratuita – prenderanno in carico il caso segnalato dalla Consigliera di parità, effettuando un percorso psicologico adeguato, teso ad affrontare il successivo iter, anche eventualmente giudiziale. E’ ’ noto, infatti, come le molestie e le violenze provochino ingenti problemi nella sfera psichica della donna”.

“Mediante il protocollo d’intesa in oggetto si è inteso creare un rapporto sinergico con l'Associazione Telefono Donna con la finalità di garantire alle lavoratrici molestate il necessario e gratuito supporto psicologico una volta che avranno denunciato l’accaduto”, conclude la Consigliera di parità, “le Istituzioni, ed in primis il mio ufficio, hanno l’obbligo di creare un cordone di protezione intorno alle donne vittime di queste inaccettabili condotte”.

 

(fonte Ufficio Stampa Basilicata)

 

Rondanini Angela

L'ITALIA NON PARTECIPA ALLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEL BENESSERE SESSUALE

Ogni 4 settembre  ricorre la Giornata internazionale del benessere sessuale, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)  Ma da noi nessuno ne sa niente,nessuno ne parla,  nonostante l’Italia faccia parte dei 35 Paesi che aderiscono alla celebrazione. Mentre all’estero sono previsti convegni, seminari, interventi nelle scuole, negli ospedali, all’università, in piazza, mostre e incontri, qui sembra regnare il disinteresse

“Sul benessere sessuale della popolazione c’è un totale disinteresse delle istituzioni,  non c’è voglia di informare. Il Presidente del Fiss (Federazione italiana di sessuologia scientifica), Roberta Rossi, sottolinea ad Ansa: "Sul benessere sessuale della popolazione italiana c'è un totale disinteresse da parte delle istituzioni. Si pensa che sia un lusso e un bene accessorio. Non c'è grande voglia di informare su educazione sessuale, gravidanze indesiderate, prevenzione e comportamenti a rischio". Proprio per la salute del nostro paese invece una sensibilizzazione sarebbe molto importante, per cercare di evitare che vengano commessi errori che potrebbero rivelarsi anche fatali. Un punto di vista che deve essere cambiato in fretta per il rispetto di chi abita questo paese.

 E racconta che alla Settimana dedicata al benessere sessuale, non legata all’iniziativa dell’Oms, la gente dimostra grande interesse: “ci chiedono a gran voce di essere informati in generale, non soltanto se hanno problemi. Insomma, c’è uno scollamento tra il versante delle istituzioni e la vita delle persone”.

Sull’argomento interviene anche Simonetta Draghi, dell’Unità operativa di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma: “Le donne non hanno informazione sufficiente sul benessere sessuale. Avrebbero tante domande da fare, ma chi gli risponde? Basti pensare che secondo una delle ultime ricerche fatte in Italia, solo il 19% dei ginecologi fa domande sulla sessualità alle donne in menopausa”. Imbarazzo, vergogna, sono tanti i sentimenti che impediscono di parlare di sesso e di chiedere informazioni. Istituendo la Giornata, l’Oms aveva come obiettivo proprio di promuovere una più ampia informazione sull’argomento, fornendo linee guida sulla salute sessuale piuttosto che terapie contro le infezioni sessualmente trasmesse.

“Il benessere sessuale è fondamentale per la salute stessa e la felicità delle persone. Questo ha un evidente impatto positivo sulle società e i Paesi”, ha scritto l’Organizzazione. “Ma da noi è un tema difficile e doloroso – dice Adele Fabrizi , del Comitato direttivo Fiss – c’è carenza totale di educazione sessuale. E non è solo perchè stiamo parlando di un Paese cattolico, ma per cultura. C’è anche un colpevole disinteresse del mondo medico, non a caso non esiste una specifica formazione in sessuologia”. Così si finisce a parlare di sesso con un medico solo in caso di malattie. E’ il caso degli uomini, che troppo spesso in presenza di disfunzione erettile – come emerge da un recente studio – preferiscono comprare pillole online rischiando la vita, anzichè andare dal dottore. Che invece li informerebbe che i problemi sotto le lenzuola non sono slegati dalla salute in generale.

 Insomma, c’è uno scollamento tra il versante delle istituzioni e la vita delle persone.

Malattie sessualmente trasmissibili, metodi di contraccezione, queste sono solo alcune delle tematiche sulle quali sembrano essere carenti i cittadini. Le donne, in particolar modo, avrebbero molte lacune irrisolte: tra esse, solo poche si rivolgono direttamente al personale specializzato per avere tutte le delucidazioni in merito, valicando il muro della "vergogna".

Il lavoro svolto dal personale ospedaliero e dai consultori familiari, offerto dal Servizio sanitario nazionale (SSN), non sembrano essere sufficienti a eliminare i vecchi tabù e aprire le porte dell'informazione indispensabile che, potenzialmente, sarebbe in grado di prevenire moltissime malattie.

Il boom delle malattie sessuali diventa motivo di nuova emergenza, soprattutto tra i giovanissimi. La prevenzione, dunque, si rivela uno strumento essenziale della quale dovrebbero farsi carico, con enfasi, le istituzioni. Le nuove app di incontri, inoltre, [VIDEO]sembrerebbero aver peggiorato lo scenario della salute sessuale.

Giornate di informazione anche all'interno delle scuole, incontri gratuiti e frequenti con il personale specializzato, screening gratuiti, distribuzioni di anticoncezionali e di materiale per l'informazione, se potenziati, potrebbero rappresentare una svolta positiva.

Viene da chiedersi il perché l'Italia abbia aderito alla Giornata internazionale del benessere sessuale se poi ogni 4 settembre ignora totalmente l'evento.

 

Angela Rondanini  

(fonte Google)

I BAMBINI POSSONO SOPPORTARE LA VIOLENZA?

Gli studiosi sono ormai d'accordo nell'affermare che il bambino è potenzialmente aggressivo fin dalla nascita. Alcuni psicoanalisti affermano che che attraverso i ricordi suscitati nel corso della terapia analitica sia negli adulti che nei fanciulli,emerge un  mondo infantile fantastico pieno di ira e di terrore. Tutti noi abbiamo sperimentato nell'infanzia impulsi violenti e fantasie distruttive, anche se poi è la reale esperienza infantile individuale a determinare le modalità particolari attraverso le quelli ciascuno assimila, affronta ed integra questi impulsi e queste fantasie.La stessa diffusione di miti e leggende di contenuto terrificante sta a dimostrare l'universalità delle fantasie di tipo aggressivo.La figura della strega, ad esempio, che divora i bambini compare nelle favole di tutto il mondo e avvalora l'ipotesi che la strega sia espressione di una fantasia antica comune a tutto il genere umano. Ciascuno di noi infatti è stato da bambino in balia di un personaggio femminile dotato di un potere assoluto e sebbene la maggior parte dei casi questa figura sia apparsa tenera e protettrice, è abbastanza facile che nei momenti di ira essa abbia assunto un aspetto diverso, pauroso e minaccioso. La favola di Cappuccetto Rosso è un esempio di quanto stiamo dicendo, anzi in questo caso solo la situazione è particolarmente drammatica perchè la bambina si trova di fronte invece della nonna affettuosa e premurosa, la figura terrificante del lupo; incontrare un lupo è già spaventoso di per sè, ma scoprire che la nonnina si è trasformata in una bestia paurosa, significa aggiungere alla situazione anche quel tipo di insicurezza di fondo che viene dalla perdita improvvisa di una persona sulla quale si credeva di poter contare. I bambini possono sopportare anche la violenza e la morte, come altre situazioni conturbanti, purchè il "buono" e il "cattivo" siano nettamente divisi tra loro, ma scoprire che una persona considerata amica e degna di fiducia possa essere anche malvagia, crea loro dei turbamenti insopportabili. La morale della favola di Cappuccetto Rosso, di cui il bimbo che ascolta non si rende conto, sta proprio nella possibilità che la sollecitudine e la bontà possano trasformarsi se esagerati, in forme di possessività e di sorveglianza assimilanti, cioè in inibizioni che impediscono al bambino di svilupparsi con una personalità propria, minacciando di divorarlo.La protezione e la restrizione sono inestricabilmente connesse tra di loro e la stessa persona cui il bambino affida la propria sicurezza può trasformarsi nella figura di un tiranno, se non gli consente di liberarsi della sua eccessiva sollecitudine. Anche se è sempre difficile verificare direttamente nei bambini piccoli certe ipotesi, e penetrare nel mondo delle loro fantasie, è però lecito e ragionevole supporre che persino il neonato sia animato da impulsi aggressivi e che questi non siano semplicemente delle razioni di protesta per la mancata o l'insufficiente soddisfazione di certi bisogni, primo fra tutti la fame. Il bambino, non appena comincia a muoversi, mostra chiaramente la volontà di esplorare e di conoscere il mondo, toccando, spostando, impadronendosi di oggetti: Winnicott, un famoso studioso di psicologia infantile, afferma che nel bambino inizialmente è quasi sinonimo di attività, ed è alla base di questo comportamento esplorativo tanto importante per lo sviluppo psichico. Purtroppo una caratteristica della condizione umana nella nostra civiltà consiste proprio nella necessità di impedire e controllare il naturale comportamento esplosivo dei bambini, a causa dei pericoli da cui siamo circondati, quali l'elettricità, il gas, il traffico ecc. Siamo così costretti ad un controllo psicologico eccessivo sui nostri figli per difenderli dai percoli della civiltà, e siamo portati talvolta a proteggerli ed a sorvegliarli anche quando, il farlo, non sarebbe affatto necessario. I bambini infatti sono in grado di sbrigarsela da soli in molte situazioni, molto più di quanto noi immaginiamo, anzi, apprendono da soli certi comportamenti o certe attività, come l'andare in bicicletta o il nuotare, acquistando una sicurezza molto maggiore di quella che avrebbero avuto se fossero stati aiutati o consigliati da adulti. L'aggressività non è quindi naturalmente distruttiva, ma scaturisce da una tendenza innata a padroneggiare la vita e solamente quando questa forza vitale è bloccata nel suo sviluppo è possibile ricollegarla ai fenomeni dell'ira, del'odio, della rabbia.

 

Angela Rondanini

"DI TUTTI I COLORI" MOSTRA ITINERANTE DEL VIGNETTISTA MARIO BOCHICCHIO A SANT'ANGELO LE FRATTE (PZ)

E' dedicata all' attivita' di vignettista e satira di Mario Bochicchio la mostra itinerante "Di Tutti i Colori" inaugurata ieri 10 agosto 2018 nel Centro Polifunzionale di Sant'Angelo Le Fratte (Pz) .(con il patrocinio del Comune e dell'U.C.S.I. Basilicata,) che rimarrà aperta fino al 20 agosto 2018 dove sarà possibile analizzare una ottantina di vignette. 

Ma vediamo chi è Mario Bochicchio. E' un artista Lucano, si dedica alla creazione di vignette satiriche, di spot, e disegni pubblicitari ed infine alla pittura, alla illustrazione di libri ed al giornalismo (è giornalista pubblicista). Sue vignette sono state esposte al Wow Spazio Fumetto- Museo del Fumetto e dell'Illustrazione a Milano e in molte altre città , pubblicate su numerose riviste mensili e su quotidiani (Libero, L'Unità, Il Foglio, Roma, Il Resto di Matera, In Arte, Lucano Magazine, 100x100 Magazine, Giornale Lucano, Il Balcone del Conte, Controsenso ecc. e su numerosi giornali online: Dagospia, Riso degli Angeli (Corriere della Sera) Giornalettiamo, Napoli Flash24,Italiane Comics, Inserto Satirico, Il Vernacoliere, Caricature e Caricature e numerosi altri.

Ha collaborato, in via continuativa, con il Balcone del Conte, Il Giornale Lucano e il Resto di Matera per diversi anni e con Libero per due anni, dal 2007 al 2009.

La sua satira ultimamente è approdata a "Omnibus" (La7), e "Ballaro'" (Rai3) e al programma "Detto Fatto" (Rai2).

Di recente è stato nominato socio ad honorem dell'U.C.S.I. (Unione Cattolica Stampa Italiana).

Per quanto attiene alla pittura, ha tenuto numerose mostre in diverse località italiane. Di rilievo la personale tenuta a Roma in Via Margutta - Galleria "Il Trittico" ed in Via Sistina- Galleria "La tartaruga".

Per la pittura ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui:Targa Europa e Capidoglio D'Oro". Per la satira: nel 2009 a Sant'Agata Dè Goti (Bn) premio alla carriera, nel 2013 al festival Internazionale di Ferrara- concorso "Una Vignetta per l'Europa" il premio speciale del pubblico, nel 2015 si è clasificato 3° (su 548 vignettisti di 52 stati) al Festival Internazionale dell'Economia di Trento, nel 2016 a "Le Piastre" (Pistoia), premio popolare, all'Internet Festival premio IF Best Cartoon 2017; nel 2018 a san Mauro Forte (Mt) ha vinto il concorso "Il Campanaccio"

La mostra itinerante partita da Sant'Angelo Le Fratte, proseguirà successivamente in altri paesi della Basilicata

 

Angela Rondanini

 

" LE GIORNATE DEL CINEMA LUCANO A MARATEA" PREMIO INTERNAZIONALE BASILICATA

Sarà Sofia Loren , icona del cinema mondiale, l’ospite più atteso della decima edizione delle “Giornate del Cinema Lucano a Maratea – Premio Internazionale Basilicata” in programma nella cittadina lucana fino  al 29 luglio. La Loren sarà all'Anfiteatro Santavenere in Via Conte Stefano  Rivetto, zona Fiumicello  sabato 28 luglio   alle ore 22.15  dove sarà intervistata da Andrea Montanari  
 
L’attrice divenuta leggenda in tutto il mondo con capolavori come “La Ciociara” ,"Filomena Martorano"  oltre ad essere l’unica italiana ad aver vinto ben due premi Oscar, riceverà un prestigioso premio alla carriera. Ma oltre alla Loren  arriva il nome di un’altra star hollywudiana di fama internazionale , regista, attore, produttore cinematografico, culturista ed artista marziale; ha all’attivo centinaia di film d’azione  Jean - Claude Van Damme. L'altro grande ospite che verrà premiato alla carriera sarà l'ex presidente di giuria per la realtà virtuale all'ultima Mostra del Cinema di Venezia Jhon Landis, leggendario attore e regista di veri e propri cult come "Una Poltrona per due", "The Blues Brothers" e del videoclip di "Triller"  
 
Quest’anno, per festeggiare al meglio il decennale della kermesse cinematografica,  tra gli altri ospiti spiccano i nomi degli attori  Isabella Ferrari, Violante Placido, Alessio Boni, Francesco Pannofino, i registi Paolo Genovese, Giancarlo Fontana, Giuseppe G. Stasi e tanti altri. Direttamente dalle hit-parade discografiche, arriveranno allo Spazio Giovani , Fabio Rovazzi, l'acclamato Yuotuber che negli anni ha conquistato numerosi dischi di platino per le vendite dei suoi singoli,  Mike Bird conosciuto come Michele Merlo o Cinemaboy che dopo esser stato lanciato dal programma di Maria de Filippi " Amici"  ha ottenuto un buon riscontro con il brano "Tutto per me" e Achille Lauro il 28enne rapper romano, che ha preso parte all'ultima edizione dell'adventure-game di Rai2 "Pechino Express" Ha già all'attivo 4 album e un EP, tutti hanno ottenuto un gran successo commerciale. tre imperdibili appuntamenti, condotti dalla Giornalista -Direttore del Roma Web FestJanet De Nardis, che offriranno un interessante ritratto dei nuovi beniamini del grande pubblico. Atteso anche Paolo Genovese, regista di importanti  film come "Perfetti Sconosciuti”, “Immaturi” o in ultimo"The Place"  solo per citarne alcuni.
 
Ogni sera dalle 23 in poi  la storica piazza del Gesù resterà scenario di proiezioni cinematografiche e di cortometraggi 
 
Angela Rondanini
 
 
 
 
 
 
i prestigiosi premi, consistenti in statue in argento del Cristo redentore, verranno realizzati dal Maestro orafo Michele Affidato.

UNA STRADA DI POTENZA INTITOLATA AD EMILIO COLOMBO

Lunedì 25 giugno sarà una giornata importante per il Comune di Potenza che intitola una piazza ad uno dei suoi cittadini più illustri, figura di primo piano della storia Repubblicana,  esponente di spicco della Democrazia Cristiana,  grande statista europeista :  Emilio Colombo

Nel giorno del quinto anniversario dalla sua scomparsa avvenuta a Roma all'età di 93 anni, sarà celebrata una Santa Messa in suffragio presso la chiesa di Santa Maria del Sepolcro in Piazza Aldo Moro alle ore 17.00. Seguirà la cerimonia di inaugurazione della strada cittadina  in via di ultimazione , che partendo da  via Cavour,precisamente di fronte piazza A. de Gasperi, passa dinanzi l'Università degli Studi della Basilicata e giunge fino all'Ospedale  " S. Carlo"Le due strutture cittadine realizzate per volere del Presidente Emilio Colombo 

A darne notizia il sindaco della città Dario De Luca e il vicesindaco Sergio Potenza. 

 Questo è quanto afferma il vicesindaco Sergio Potenza.

“Ho inteso assumere l’iniziativa – prosegue Potenza – perché credo sia necessario ricordare  un grande statista che tanto ha dato alla Città, alla Regione e alla Nazione”.

“Sarà intitolata a Colombo – continua il vicesindaco – la strada in via di ultimazione che collegherà via Cavour, di fronte piazza A. De Gaperi, con l’Università e poi, proseguendo,  quella fino all’Ospedale San Carlo”.

“Si tratta di un percorso – aggiunge Potenza – che ha la particolarità di interessare due grandi strutture – Ospedale e Università – realizzate per forte volere del Presidente Emilio Colombo e ben si contestualizza anche per omogeneità di intitolazioni”.

“Riteniamo e ci auguriamo possa essere un modo per conservare la memoria di un padre costituente, del 15º Presidente del Consiglio, del più volte Ministro e del Presidente del Parlamento Europeo”. Così conclude Potenza.

“Si è inteso ricordare un grande statista europeista – affermano De Luca e Potenza – che tanto ha dato alla Città, alla Regione e alla Nazione”. 


“La nuova intitolazione – aggiungono i due amministratori-“Un modo  per conservare la memoria di un padre costituente, del 15° presidente del Consiglio, del più volte ministro e del presidente del Parlamento Europeo”. 

“Un ringraziamento – concludono – a tutta l’amministrazione comunale e ai tecnici incaricati per la realizzazione del nuovo tratto di strada via Cavour-Università e l’espletamento delle pratiche burocratiche tese all’intitolazione”. 

 

Angela Rondanini

AL SAN CARLO DI POTENZA UN "TRAUMA CENTER"

 
  Un "Trauma Center" verrà realizzato all'ospedale San Carlo di Potenza per "assicurare il trattamento dei traumi maggiori per tutto il territorio regionale attraverso la rete interna dei servizi che, su segnalazione del 118, si attiva per fornire in tempi rapidi tutte le consulenze specialistiche e gli interventi chirurgici nelle sale dedicate". L'iniziativa è stata presentata stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa. Il progetto ha un costo di 24 milioni di euro, e in tre anni sarà consegnato all'azienda sanitaria con 44 posti letto dedicati, nove sale operatorie, una pista di atterraggio per gli elicotteri e un nuovo ingresso per l'ospedale.
   
Un investimento di 24 milioni di euro, in buona parte fondi regionali, quarantaquattro posti letto dedicati ed otto sale operatorie. Sono i numeri del nuovo “Trauma Center” dell’Ospedale San Carlo, il cui progetto è stato presentato questa mattina nella sala A della palazzina Uffici dell’Azienda ospedaliera del capoluogo. A conclusione della presentazione è stato inoltre sottoscritto il contratto di affidamento dei lavori con la ditta che si è aggiudicata l’appalto. L’infrastruttura verrà realizzata entro 3 anni. 

“Nel Trauma Center, che ci apprestiamo a realizzare – ha affermato il Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella – si concentrerà tutta l’emergenza-urgenza, per assistere i pazienti con migliore efficacia ed efficienza e, soprattutto, in sicurezza. La realizzazione del nuovo padiglione rientra, non a caso, in un programma più complessivo di mitigazione del rischio sismico, mediante adeguamento delle strutture e riallocazione delle unità operative, per rendere sicuri tutti i plessi ospedalieri.” 

“Per il nostro ospedale – ha sottolineato il Commissario dell’Aor San Carlo Rocco Maglietta – si tratta di una svolta epocale che consente la concentrazione, nell’azienda del capoluogo, di tutta l’emergenza-urgenza, con vari livelli di emergenza, dalla stabilizzazione alle consulenze specialistiche e agli interventi chirurgici. Con la costruzione del Trauma Center cogliamo, inoltre, il primo importante risultato della sfida accettata e condivisa con la riforma sanitaria messa in campo dalla Regione ”. 

Ad illustrare, nel dettaglio, il percorso amministrativo che ha portato all’aggiudicazione dei lavori per la realizzazione della nuova struttura e le caratteristiche tecniche del progetto sono stati il direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera Maddalena Berardi ed il direttore dell’Unità operativa complessa Gestione Tecnico patrimoniale Giuseppe Spera. 

“Oltre ad allocare in un unico fabbricato le degenze dell’emergenza-urgenza, con collegamento al pronto soccorso ed all’elisuperficie in copertura, il Trauma Center - ha spiegato Spera - prevede il collegamento tra la hall di ingresso all’ospedale e direttrice principale di raccordo tra i numerosi padiglioni costituenti il plesso ospedaliero e l’ampliamento ed adeguamento delle aree di accesso, accoglienza, attesa e attività sanitaria nell’ambito del Pronto Soccorso”. 

“Con il nuovo padiglione – ha concluso Pittella – si efficienta il servizio, le procedure ed i percorsi, in linea con il nostro sforzo di ammodernamento e di umanizzazione dell’azienda ospedaliera grazie alle innovazioni tecniche e tecnologiche, al contributo di professionisti competenti ed alla capacità di relazionarsi con le altre strutture. Ciò consegna a tutti noi un motivo di soddisfazione. E’ una iniezione di fiducia per proseguire verso la riorganizzazione sanitaria, con senso di responsabiltà ed appartenenza, offrendo una risposta adeguata alla domanda primaria di salute della nostra regione”.
 
(Fonte Comunicato Stampa Regione Basilicata)
 
 
 

E' GIUSTO FARE UN ECCESSIVO USO DEI SOCIAL NETWORK?

Vediamo un impatto così potente nella nostra vita. L’uomo è un animale sociale, gli essere umani amano da sempre circondarsi dei loro simili per una buona ragione. In passato o si stava in gruppo o si moriva. C’erano i predatori, c’erano i nemici e gli umani non avendo né artigli né zanne avevano bisogno gli uni degli altri per difendersi. I social media nascono proprio da questo desiderio ancestrale di stare in contatto con le altre persone, ma l’abuso , l’eccessivo utilizzo va a discapito dell’effettiva interazione umana e ciò rischia di confondere il cervello, si ha l’illusione di condividere qualcosa di reale con delle persone vere, ma subito dopo tutto questo scompare  e il cervello cerca ossessivamente di stabilire quella falsa connessione per riprendere il senso della realtà. Sono queste le conseguenze dell’abuso da social media.  Concentriamoci bene sul concetto di illusione. Chi ha su Facebook  dai  500 ai  3000 amici? Tra tutti i contatti di Facebook quanti si frequentano regolarmente e quanti sono puramente virtuali? La statistica dice che quelli con cui realmente si parla sono tra i 5 (su 500)  e 10 (su 3000) che sono virtuali, quindi è una proporzione che fa riflettere. Uno dei segnali che possono inclinare la propria autostima , risieda proprio in questi numeri. Se  10 su 3000 si rapportano con voi mostrando interesse, perché quindi questo dato è così importante? È incredibile come  in tutti i social network a cui siamo iscritti ci venga attribuito un numero. C’è il numero di seguaci su Facebook, il numero di like o il numero di cuoricini su Istagramm, tutti questi numeri sono il metro della nostra popolarità e il confronto con queste cifre può far scattare in noi strane riflessioni. ’ Uno studio unisce  il numero dei contatti con il senso della felicità, e pare che maggiore sia il numero di amici su Facebook, minore sia l’autostima, pensateci! E’ proprio il contrario di quanto ci si aspetti, ma la domanda è questa: qual è il modo corretto di usare i social network? Tutti bene o male usiamo i social network ma quello che conta è il nostro tipo di approccio, possiamo usare lo stesso criterio che usiamo nella vita reale nella quale abbiamo sia amici che conoscenti, possiamo fare pulizia tra i nostri contatti e smettere di seguire chi non ci interessa senza che questi lo venga a sapere, ma a nessuno piace perdere popolarità, fa calare l’autostima. Bene, chi teme di restare    escluso? Questo è un altro danno che possono causare i social network, quindi chi si è sentito emarginato? A chi non è capitato di veder le foto di una festa e scoprire di non essere stato invitato? vi siete accorti che qualcuno vi ha cancellato dagli amici e non vi ha detto nulla?  Immaginate come vi  siete sentiti. Subentra l’ansia si esclusione, comune sui social network, come ho già detto siamo animali sociali, vogliamo essere connessi tra di noi, non  essere stati invitati è stato come perdere la connessione, fa parte della nostra storia evolutiva, richiama una paura  atavica,  restare estromessi dal gruppo significa rischiare di morire. La parte più antica del nostro cervello funziona cosi e l’ansia che proviamo ogni qualvolta veniamo esclusi da qualcosa è legata al nostro istinto di sopravvivenza e questo è molto potente, un’altra conseguenza negativa dell’abuso dei social network è la diminuzione dei rapporti interpersonali nella vita reale.  Quindi parlate di più nella vita  reale con i vostri amici e meno con quelli virtuali.

 

Angela Rondanini

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