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Angela Rondanini

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INAUGURATA A LATRONICO "CASA DELLE STELLE" CENTRO ACCOGLIENZA PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

E' stata inaugurata ieri a Latronico (Pz)  la "Casa delle Stelle"il primo centro di accoglienza per le donne vittime di violenza.

A tagliare il nastro è stata la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega delle pari opportunità Maria Elena Boschi, insieme al sindaco Fausto de Maria.

L'obiettivo è quello di prendersi cura delle donne vittime di violenza e dei loro figli, aiutandole sia da un punto di vista psicologico che psiciterapeutico, dando inoltre, alla fine di un percorso, una indipendenza economica in grado di far riacquistare loro la propria autonomia.

 «Luoghi come questo – ha aggiunto l'ex ministro – sono fari nella lotta contro la violenza sulle donne: una battaglia che riguarda la società nel suo insieme, senza distinzioni di sesso. E che va combattuta su più fronti. È proprio a tale scopo che il Dipartimento Pari Opportunità ha messo a disposizione 5 milioni di euro per finanziare 90 progetti nelle scuole, mentre 16 milioni consentiranno di finanziare oltre 80 progetti di sviluppo della rete di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli: risorse stanziate dal Governo dei MilleGiorni che oggi potranno fare la differenza. Dire "no alla violenza" significa non lasciare dubbi su chi sia la vittima e chi il carnefice. O su chi debba ricadere la "vergogna". Per questo nessuna donna si deve sentire sola. Per questo nessuna donna verrà lasciata sola».

“Una struttura importante che mancava nella Basilicata del sud e grazie alla quale abbiamo coperto un oggettivo deficit. Questo deriva da un grande lavoro della Giunta e dall’attenzione del Presidente Marcello Pittella su questo specifico argomento”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche della persona, Flavia Franconi. La struttura, che si trova nel Parco Nazionale del Pollino, in Basilicata, è stata realizzata nell’ambito del piano regionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, per un progetto curato dall’associazione “Obiettivo Il Sorriso” che gestirà la struttura e che ha lavorato, in questi anni, alla sua realizzazione in collaborazione con il Comune che ospita e con la Regione Basilicata.

 

Angela Rondanini

SVILUPPO BASILICATA S.P.A. E MO.I.CA STIPULANO PROTOCOLLO D'INTESA PER CONTRASTARE E PREVENIRE LA DIPENDENZA DA GIOCO D'AZZARDO

 Il gioco d'azzardo negli ultimi anni in Italia ha avuto una rapidissima espansione dell'offerta diventando un fenomeno di massa, ad esempio gli italiani hanno speso più di 80 mld di euro l'anno nel gioco d' azzardo legale, più della metà dei quali nelle slot machine e videopoker.

Ed è per questo che nei giorni scorsi è stato stipulato  un Protocollo d’Intesa tra Sviluppo Basilicata S.p.A. e il Movimento MO.I.CA. Basilicata, lo scopo è quello di  finalizzare  l' attivazione di un’azione comune di sensibilizzazione e contrasto della ludopatia e a disincentivare un consumo di gioco sempre maggiore e indifferenziato.

 Come noto da tempo la Regione Basilicata è impegnata a combattere i fenomeni legati al gioco patologico, vera piaga sociale anche nel nostro territorio. Questo impegno è tra l'altro sancito dalla legge regionale 27 ottobre 2014 n. 30” Misure per il contrasto e la diffusione del gioco d’azzardo patologico” che ha introdotto azioni positive per il contrasto alle ludopatie. Sviluppo Basilicata, braccio operativo della Regione, intende impegnarsi nell'ambito delle proprie prerogative e delle proprie caratteristiche operative per rivolgersi alle categorie imprenditoriali interessate dal fenomeno in termini di orientamento, moral suasion e formazione.

 “In questo contesto si inserisce il protocollo di intesa stipulato oggi con MO.I.CA. Basilicata - ha commentato l’Amministratore Unico di Sviluppo Basilicata Avv. Giampiero Maruggi - con l’obiettivo di attuare, insieme al mondo dell'associazionismo impegnato in questa dura battaglia, sia  una azione di moral suasion degli imprenditori che una azione tesa a non favorire l'installazione di dispositivi per il gioco d’azzardo presso le sedi delle imprese che attingono alle agevolazioni pubbliche gestite dalla Società in house della Regione Basilicata”.

“Ciò consentirà innanzitutto la massima sensibilizzazione dell’opinione pubblica, delle istituzioni e dei cittadini tutti sul fenomeno – ha aggiunto Maruggi - ma soprattutto contribuirà a ridurre fisicamente i luoghi di potenziale propagazione di quella che è a tutti gli effetti una malattia da prevenire e combattere”.

“Già dal prossimo 11 aprile, data in cui è prevista la stipula di ulteriori 10 contratti Microcredito - ha affermato Maruggi - chiederemo espressamente ai beneficiari delle agevolazioni di impegnarsi a non istallare, presso le sedi delle proprie attività, dispositivi per il gioco d’azzardo”. “Plauso alla pregevole iniziativa organizzata dal MO.I.CA. Basilicata sul  Progetto nazionale ‘Messa in sicurezza’. Strumenti per la prevenzione e il contrasto alla dipendenza dall’azzardo e a tutte le altre iniziative similari  finalizzate a sensibilizzare e a veicolare messaggi sui rischi derivanti dalla dipendenza dal gioco d’azzardo", ha concluso l’amministratore di Sviluppo Basilicata.

 MO.I.CA è lieta di aprire con Sviluppo Basilicata, particolarmente vicina al mondo delle un dialogo costruttivo teso ad affinare le pratiche di contrasto al gioco d’azzardo patologico, che tanti problemi genera alla nostra società, specie nelle fasce più svantaggiate e nelle famiglie imprese”,  ha commentato la presidente di MO.I.CA. Basilicata, Alba Dell’Acqua.“Intervenire alla base del problema, sensibilizzando le imprese, può rivelarsi particolarmente efficace agendo sulle cause del fenomeno per limitare l'effetto del gioco”, ha concluso Dell’Acqua.

 

Angela Rondanini

SOSPESI TRA CIELO E TERRA- IL "PONTE DELLA LUNA" A SASSO DI CASTALDA

Sasso di Castalda in Provincia di Potenza, nel cuore dell'appennino lucano è il paese che dal 6 aprile c.m. è diventato un vero e proprio macro attrattore.

E' stato infatti inaugurato il "Ponte della Luna" definito già il ponte Tibetano più spettacolare d'Italia.

Si tratta di un percorso di circa 300 metri ad alto tasso di adrenalina, una camminata su un ponte "barcollante" a 120 metri di altezza situato su un torrente.

Solo i più coraggiosi possono avventurarsi e attraversarlo, sono seicento i gradini d'appoggio, parecchio distanti l'uno dall'altro, per percorrerlo tutto occorre almeno una mezz'ora ed è necessario utilizzare le dovute precauzioni ed attrezzature di sicurezza: casco e imbracatura, moschettoni per agganciarsi ed abbigliamento da trekking.

I complimenti per questo intelligente investimento vanno al sindaco di sasso di Castalda e a tutta l'amministrazione comunale per l'intelligente investimento realizzato, di sicuro sarà un potenziale velano di crescita di un'area territoriale della nostra regione di particolare valore naturalistico, storico e culturale.

IL sindaco Rocco Perrone ha commentato-" Siamo certi che grazie anche  alla collaborazione avviata lo scorso 31 marzo con Sviluppo Basilicata, la comunità di Sasso di Castalda riuscirà a costruire intorno al "Ponte della Luna" un sistema di attività imprenditoriale capace di rendere ancora più attrattivo il nostro grazioso comune e a favorire l'accoglienza nel territorio e la fruizione dell'intera area del Marmo Melandro"

La costruzione del ponte vuol essere un omaggio all'amata sorella tanto cara a Rocco Petrone, l'ingegnere della Nasa, originario di Sasso di Castalda responsabile della missione Apollo 11 che il 20 luglio del 1969 portò il primo uomo sulla luna.

Ora non rimane che andare a provare il brivido.

 

Angela Rondanini

IL PRIMO TRAVAGLIO IN ACQUA AL SAN CARLO E' DI UNA GIOVANE ALBANESE

 

Si corona un sogno. La tanto attesa vasca per il travaglio in acqua, di cui il San Carlo si era munito due anni fa, insieme alle altre nuove sale parto, ma attiva solo dallo scorso mese di dicembre è stata finalmente inaugurata.

 “La donna è stata ricoverata poco dopo la mezzanotte del 13 marzo – spiega Laviero Salvia, il ginecologo che insieme alla collega Maria Teresa Orlando, ha seguito il parto – e ci sono voluti giusto due giorni per la nascita del bambino. Il travaglio si è presentato particolarmente doloroso e siccome non era possibile effettuare la partoanalgesia perché la gestante non aveva seguito il percorso previsto, con la collega Orlando abbiamo suggerito alla coppia la possibilità del travaglio in acqua che allevia significativamente la sofferenza.

Le ostetriche del turno precedente, Masi e Logrippo, si sono trattenute in servizio per predisporre la vasca per il travaglio, mentre le tre ostetriche di turno, Zirpoli, Faccia e Salvati, hanno assistito la giovane partoriente fino alla nascita, avvenuta alle 00,33 del 15 marzo. Il marito è stato presente durante il travaglio, affiancando e sostenendo la giovane donna”. 

"Per quanto riguarda la medicina dell'evidenza -spiega Sergio Schettini, direttore del Dipartimento Interaziendale Materno-Infantile (DIMI) - la  letteratura internazionale concorda che l'immersione in acqua durante il primo stadio del travaglio riduce il ricorso all'analgesia e la percezione del dolore da parte della donna senza interferire sulla durata del travaglio, sulla frequenza del parto operativo o sull'esito neonatale mentre per gli effetti della nascita in acqua, non vi sono consistenti studi per trarne conclusioni decise sull'esito per la donna e per il neonato.
Le nuove linee guida  dell' American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG).  consigliano di trascorrere una buona parte del travaglio in acqua ma raccomandano di uscire subito prima della fase espulsiva poiché l'immersione comporta alcuni rischi soprattutto per il nascituro

"L'opportunità di travagliare in acqua - conclude Schettini - è raccomandata per l'attenuazione del dolore in alternativa o a integrazione all'analgesia, il travaglio in acqua è associato ad un minore ricorso all'epidurale (-10%) e a una durata complessiva del parto che risulta più breve, in media di 32 minuti”.

Ciò ha permesso alla donna di partorire con naturalità e stabilire un rapporto individuale con le ostetriche al fine di garantire il benessere e rispetto dei suoi ritmi e della sua fisiologia, l'obiettivo è stato quello di rendere l'ambiente sempre più confortevole.

La vasca rientra in un percorso di "umanizzazione" al parto che l'ospedale San Carlo si prefigge di praticare.

Angela Rondanini

 

 

PROGETTO DI RESIDENZIALITA' BREVE : "LE CHIAVI DI CASA" RACCONTATO IN UN CORTOMETRAGGIO

E' stato presentato mercoledì 8 marzo in quarta Commissione consiliare il progetto di residenzialità breve " LE CHIAVI DI CASA" ideato ed organizzato per verificare le reali possibilità e capacità delle persone con disabilità di vivere la vita autonomamente.

Il progetto che è finanziato da Fondazione con il Sud ha avuto il patrocinio del Comune di Melfi, Comune di Potenza e la Fondazione Avisper, con la partecipazione di ben 6 associazioni: Crescere Insieme, Peter Pan, Zia Lisa, Aipd (Potenza e Vulture) H Lettera muta, Solarmente Onlus.

Nell'incontro è stato proiettato un cortometraggio che ha come protagonisti 4 ragazzi che hanno preso parte al progetto, con la partecipazione straordinaria di Vincenzo Lauria, noto attore teatrale potentino, realizzato da UBS Comunicazione.

IL corto illustra l'avviamento dei ragazzi verso un'esperienza di residenzialità breve e i loro importanti progressi nell'imparare a pianificare spazi, tempi e risorse nel gestire la vita quotidiane tra le pareti domestiche in una casa nuova senza l'assistenza di familiari.   


Il cortometraggio è visionabile su youtube al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=LD9lgY98fO8

 

Di seguito alcuni dati sul progetto “Le chiavi di casa”.

 

Il progetto

 

E' un importante ed impegnativo progetto, ideato ed organizzato per verificare le reali possibilità e capacità di vita autonoma delle persone con disabilità intellettiva, anche nella ricerca di possibili soluzioni per la vita delle persone con disabilità, “dopo di noi”, inoltre offre

un sostegno psicologico ai genitori per favorire il processo di distanziamento/separazione dai propri figli, ormai divenuti adulti.

Il nucleo centrale del progetto consiste nella realizzazione di “week-end”, in cui i giovani con disabilità intellettiva, organizzati in piccoli gruppi guidati da un educatore, imparano a pianificare tempi, spazi e risorse per gestire la vita domestica quotidiana, in una casa nuova diversa da quella di famiglia e in assenza dei familiari.

L’avviamento di esperienze di residenzialità breve nasce come prima risposta ad un assillante problema che i genitori di figli con disabilità intellettiva si pongono in forma spesso angosciosa: quello del cosiddetto “dopo di noi” e cioè il non sapere quali scenari si apriranno per i propri figli quando essi non saranno più capaci di occuparsene.

Queste esperienze dovrebbero essere propedeutiche ad un futuro autonomo alternativo a soluzioni meramente assistenzialistiche.

Obiettivi dell’azione sono i seguenti:

  • sviluppare, secondo il modello della sperimentazione, un contesto di residenzialità nel quale le persone con disabilità intellettiva possano acquisire competenze necessarie alla gestione della vita domestica quotidiana, con il massimo grado di autonomia possibile e di sicurezza

possibile

  • integrare l’esperienza di autonomia abitativa di ciascun partecipante nel percorso evolutivo personalizzato
  • coinvolgere attivamente le famiglie nella organizzazione e nel monitoraggio del progetto ed offrire loro un aiuto psicologico che li sostenga nel processo di separazione dai loro figli e nel riconoscimento dei loro bisogni di indipendenza dalla famiglia.

 

I ragazzi sono stati suddivisi in gruppi di 4 elementi ciascuno, supportati da un educatore e da più volontari che hanno accompagnato i ragazzi nei vari momenti della giornata, interni ed esterni all’appartamento. Ogni gruppo ha fatto due esperienza di residenzialità al mese, della durata di 2 giorni ed una notte, preferibilmente nel fine settimana.

 

L’esperienza inizia con l’arrivo dei ragazzi, la mattina alle ore 10 e termina la sera del giorno seguente, alle ore 19. E' stata data molta importanza all’integrazione del gruppo nella comunità locale, attraverso iniziative legate all’impiego del tempo libero.

Particolare attenzione è stata rivolta all’organizzazione di tutte le attività esterne che hanno comportato il rapporto con persone nuove, gli spostamenti con i mezzi pubblici e la partecipazione alla vita sociale della città.

 

I percorsi di accompagnamento alle famiglie hanno avuto la seguente organizzazione:

  • incontri del gruppo genitori: 1 al mese, della durata di due ore, con il coordinamento di uno psicologo
  • incontri individuali e/o a piccoli gruppi con gli educatori: 1 al mese
  • incontri individuali con lo psicologo: a richiesta degli interessati, in giorni ed ore concordati.

 

Resoconto della sperimentazione
        
Le chiavi di casa è un progetto di residenzialità breve rivolto a ragazzi con disabilità intellettiva che si è realizzato presso un appartamento a Potenza ed uno a Melfi.

 

Cronogramma del progetto

Marzo 2014: elaborazione e presentazione dell'ipotesi progettuale alla Fondazione con il sud

Novembre 2014: approvazione del progetto

Dicembre 2014: attività preparatorie con le famiglie dei ragazzi individuati

Da Gennaio 2015 ad Aprile 2015: attività preparatorie al progetto con corso per operatori e volontari

Febbraio 2015: avvio delle esperienze di residenzialità breve presso l'appartamento di Potenza

Da Febbraio 2015 a Novembre 2016 sono stati realizzati:

- 180 week-end da 2 giorni (lunedì e martedì) (mercoledì e giovedì) (sabato e domenica)

- 36 week-end da 4 giorni (lunedì, martedì, mercoledì e giovedì)

Febbraio 2016: avvio delle esperienze di residenzialità breve presso l'appartamento di Melfi

Da Aprile a Novembre 2016 sono stati realizzati

- 40 week-end da 2 giorni (martedì e mercoledì) (sabato e domenica)

- 16 week-end da 3 giorni (lunedì, martedì e mercoledì) (venerdì, sabato e domenica)

 

I partecipanti

I partecipanti del progetto sono state 32 persone con disabilità intellettiva e psichiatrica, dell'Associazione Italiana Persone Down di Potenza e del Vulture, dell'associazione Crescere Insieme, dell'Associazione Zia Lisa, dell'associazione Solarmente, dell'associazione Peter Pan e dell'associazione H lettera muta; alcune delle quali avevano già svolto esperienze preparatorie

  • Corso per l'autonomia: comportamento in strada , uso del denaro, uso dei mezzi pubblici, del telefono, esperienze nei negozi e negli uffici pubblici
  • Agenzia del tempo libero: programmazione e realizzazione di attività di tempo libero
  • Settimane di vacanze senza familiari


 

Genitori

I genitori hanno realizzato incontri di gruppo ed individuali con la psicologa per affrontare comuni problematiche: qualità della relazione con i propri figli; livello di fiducia nelle loro possibilità; consapevolezza circa i loro reali bisogni di natura affettiva, intellettiva e sociale; ansia da separazione.

 

Costi

Totale costo del progetto: Є 66.950

Finanziati dalla “Fondazione con il Sud”: Є 60.000

  1. Empowerment e formazione all'autonomia Є 5.500
  2. Sportelli di consulenza e supporto alla sperimentazione (psicologico, legale, universal design): Є 4500
  3. Gruppi appartamento (operatori, spese di fitto) Є 50000

Finanziati dal comune di Melfi per spese di fitto appartamento: Є 4.700

Finanziati dalle famiglie per integrazione spese fitto appartamento Potenza: Є 2250

 

Conclusioni

Il progetto “Le chiavi di casa” è iniziato nel gennaio 2015 con la formazione degli operatori e la costruzione di una equipe che ha elaborato una serie di strumenti per l'osservazione ed il monitoraggio, sussidi per lo svolgimento delle attività quotidiane, icone per l'organizzazione degli spazi, bacheca per l'organizzazione e le comunicazioni comuni e fra i diversi gruppi appartamento.

Anche i genitori hanno avuto la forza di mettersi in gioco e di iniziare un cammino interiore per conoscere meglio se stessi e la relazione con i propri figli.

Grazie a questo progetto tanti passi sono stati fatti dai ragazzi e dalle loro famiglie, ma le esperienze di vita autonoma vissute non possono assolutamente concludersi. E' necessario cercare soluzioni logistiche, organizzative e finanziarie che consentano di andare avanti perché, grazie alle osservazioni finora raccolte, crediamo veramente che, per alcune persone con disabilità intellettiva, il “dopo di noi” possa essere costituito da una condizione di vita indipendente, con basso livello di assistenza e più alta qualità della vita.

Angela Rondanini

IL PICCOLO ANTONIO OSTUNI DI TITO A LITTLE BIG SHOW- CANALE 5

E' di Tito (Pz) il piccolo Antonio Ostuni di 4 anni che l'altra sera ha sorpreso tutti al programma Little Big Show in onda su Canale  condotto da   Gerry Scotti, riuscendo a indovinare, ascoltando solo qualche nota, ben 12 inni nazionali.

Il piccolo accompagnato dai genitori Nino e Rosa ha lasciato tutti strabiliati per la sua spontaneità e simpatia, strappando al pubblico grandi applausi.

La regia ha riprodotto l'audio di dodici inni nazionali: Germania, Olanda, Spagna, Grecia, Filippine, Romania, Sud Africa, Thailandia, Brasile, Algeria, Inghilterra e Cile.

Il piccolo Antonio con prontezza ha risposto e indovinato tutti gli inni.

Prima dell'ultimo inno Gerry Scotti ha scommesso: " Se indovini anche questo mi metto a dieta!".

Scommessa persa per Gerry e vinta per il piccolo talento.

 

Angela Rondanini

UN GIUDICE REINTEGRA CARMEN LASORELLA IN RAI- ERA STATA ROTTAMATA

Che fine ha fatto Carmen Lasorella, la nostra famosa e bella giornalista potentina?

Ce lo siamo chiesti in molti, dopo l'incidente in cui venne ucciso il suo teleoperatore è scomparsa dai TG della Rai.

Cosa è successo? Perchè è scomparsa ?

Carmen Lasorella ha finalmente vinto la causa contro Rai2 e quindi dovrà essere integrata nella televisione pubblica.Dopo 30anni di onorata carriera era finita ai margini.

Nominata presidente di RaiNet chiusa però nel 2014 , la giornalista è finita in un'area tecnica.Nemmeno dopo aver smaltito 500 giorni di ferie arretrate la situazione è cambiata.

Un giudice il 2 marzo le da ragione e le restituisce la fiducia e la serenità.La sentenza addebita alla Rai la dequalificazione professionale e la condanna a restituirle un ruolo consone al suo profilo professionale, nonchè al risarcimento dei danni per l'emarginazione subita.

"Sono stata costretta a difendermi- ha affermato la giornalista- ho tentato in ogni modo di trovare una soluzione condivisa, ma passava il tempo e continuavo a rimanere senza alcun incarico.

Si può andare ogni giorno al lavoro per non lavorare?

Di questi tempi è difficile ottenerlo un lavoro è difficile conservarlo, ma se ce l'hai diventa difficile esercitarlo.Ho dedicato 30 anni della mia vita all'azienda. Forse Troppi?

Dovevo essere rottamata? si butta via quello che non serve più, non l'esperienza, il sapere, la passione, la giovinezza delle nuove sfide e per me è stata una grossa sfida il digitale, che ho introdotto quasi 10 anni fa, quando avevo diretto la piccola televisione di San Marino, di cui sono stata Dg e direttore editoriale."

E' quanto affermato da Carmen Lasorella in una intervista rilasciata al Corriere della Sera nei giorni scorsi.

Nemmeno una volta ha pensato di lasciare la Rai.

La prossima settimana conoscerà i progetti che la Rai ha per lei, ma la giornalista teme che le parole restino tali.

In tal caso cosa accadrebbe?

Carmen Lasorella cita Teofrasto:" Il tempo è l'unica cosa di valore che l'uomo può spendere"

La giornalista non vuole perdere altro tempo:"Oggi più che mai, per me è prezioso" ha concluso.

Noi non possiamo far altro che augurarle un felice rientro in Rai .

 

Angela Rondanini

 

 

INAUGURATA LA SCUOLA DEL RESTAURO A MATERA 2019

Il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschin si è recato a Matera, capitale Europea 2019 per l'inaugurazione della Scuola del restauro conosciuta

in tutto il mondo per la qualità della formazione.

La scuola è stata intitolata a Michele D'Elia, direttore dell'istituto negli anni 1988-1991, morto a 84 anni nel 2012

Avere una sede a Matera-ha detto il Ministro-  mi pare il modo migliore per avvicinarsi al 2019.

Il ministro ha inoltre precisato che la scuola è un'eccellenza che richiamerà persone dall'Italia e da tutto il mondo.

E' importante per Matera e per l'Italia e rinsalda il rapporto fra la città e il Ministero dei Beni Culturali.

Una giornata storica per il Sindaco Ruggiero che ha illustrato un sogno coronato da tanto tempo.

 

Angela Rondanini

L'U.C.S.I. DI BASILICATA PRESENTA:"AFRICANITA'-INTROSPEZIONE DELLA CULTURA AFRICANA" DI PAPE GORA TALL

“Africanita'” – introspezione della cultura africana” è il titolo del libro dello scrittore .Pape Gora Tall  che sarà presentato sabato 4 marzo 2016 alle ore 17,30 presso il Museo Archeologico Provinciale nella sala Arturo Lacava, in Via Ciccotti a Potenza

Pape Gora Tall nasce in Senegal, dove intraprende gli studi di lettere che è costretto a interrompere per cercare fortuna in Europa e in Italia. Si stabilisce a Matera, dove trova un clima particolarmente accogliente.
Di fervida fantasia, scrive e pubblica storie, anima laboratori nelle scuole di ogni ordine e grado. Padre di 4 figli, coinvolge chi ha modo di conoscerlo, grazie al suo sorriso contagioso. L’incontro sarà l’occasione per discutere tematiche di scottante attualità, come integrazione, globalizzazione e tutela del patrimonio culturale e immateriale dell’Umanità, che le popolazioni africane ancora custodiscono.

Africanità è un saggio che propone un modello di integrazione possibile, in cui tradizione e globalizzazione possano coesistere, passando attraverso la consapevolezza e il recupero di una cultura che non deve andare perduta.

La cultura dei popoli africani rischia di scomparire a causa del suo abbandono da parte degli stessi africani a vantaggio di una cultura pseudo occidentale.
L'umanità, per sua naturale evoluzione, ha necessità di promuovere la diversità.
Queste due assi hanno alimentato le profonde riflessioni di Pape Gora Tall, lui stesso vettore di scambi culturali in quanto venditore ambulante di libri. Pertanto questo lavoro è permeato di fatti concreti che hanno permesso all'autore di analizzare rigorosamente la cultura africana e di criticare gli africani sradicati, per poi proporre un modello di globalizzazione che non metta semplicemente tutte le culture sullo stesso stampo, ma che crei un ampio spazio dove le differenze vengano apprezzate e canalizzate verso un processo di continuo interscambio e arricchimento a profitto di un nuovo tipo di cittadino: un cittadino del mondo.

Di questo di parlerà nell'incontro con l'autore e non solo

 

Angela Rondanini

BOICOTTATO LO SPETTACOLO TEATRALE "FA'AFAFINE ORGANIZZATO DAL CONSORZIO TEATRI UNITI DI BASILICATA

La Basilicata che Regione è?

Me lo chiedo oggi dopo aver appreso che lo spettacolo teatrale organizzato dal Consorzio Teatri Uniti di Basilicata è stato boicottato  al Teatro Ruggiero di Melfi e  al Teatro Don Bosco di Potenza .

"FA'AFAFINE" mi chiamo Alex e sono un dinosauro: è questo il titolo dello spettacolo, tanto controverso e dibattuto quanto condiviso del regista Giuseppe Scarpinato, spettacolo che ha ricevuto nel 2014 e nel 2016 i premi Scenario Infanzia ed Eolo Award come miglior spettacolo per ragazzi patrocinato da Amnesty International.

Nella nostra Regione lo spettacolo ha generato numerose polemiche a causa della storia  narrata:  Alex è  un ragazzo incerto sulla sua identità sessuale, un  Gander  per definirlo in un termine. E qui entra in vigore la polemica alla base del boicottaggio, partita dalla paura e dalla chiusura di genitori ed insegnanti che hanno preferito mantenere e mettere paraocchi ai ragazzi piuttosto che insegnare ad accettare e comprendere questa realtà, più attuale e diffusa di quanto in realtà si possa pensare.

Come si può aspirare a vivere e costruire una società più aperta, rispettosa verso se stessi se poi davanti a qualcosa di diverso ci si comporta da ottusi?

Sicuramente sarebbe stato utile vedere e discutere successivamente  lo spettacolo, esprimendo le proprie idee così da generare un confronto costruttivo, utile soprattutto per i ragazzi che ne sarebbero sicuramente usciti arricchiti sia dal punto di vista conoscitivo che umano

Il Presidente del Consorzio Teatri Uniti di Basilicata Dino Quaratino si è espresso in merito alla vicenda, affidando ai suoi pensieri ad un comunicato stampa che qui riportiamo integralmente.

Angela Rondanini

DINO QUARATINO SU POLEMICA SPETTACOLO DI TEATRO RAGAZZI “FA’AFAFINE”

Come presidente del consorzio Teatri Uniti di Basilicata, sono molto amareggiato per le polemiche che sta suscitando lo spettacolo “Fa’afafine”, che abbiamo selezionato per la Stagione di Teatro ragazzi 2016-17.
Da circa 10 anni il cartellone dedicato al pubblico più giovane “Di fiaba in fiaba” è sempre stato un vanto delle nostre proposte culturali. Con attenzione e accuratezza selezioniamo da una ricca offerta teatrale nazionale gli spettacoli che riteniamo di massimo pregio e qualità, selezionando linguaggi teatrali per fasce di età e sempre tenendo fede al nostro obiettivo, che è quello di accompagnare i giovani spettatori nella trasformazione da pubblico adolescente a spettatori attivi.
Criteri che abbiamo rispettato anche nella selezione dello spettacolo “Fa’afafine”, prodotto dal CSS Teatro Stabile di innovazione Del Friuli Venezia Giulia e dal Teatro Biondo di Palermo, rivolto ai ragazzi dagli 8 ai 16 anni di età. Lo spettacolo che sta girando l’Italia dal 2014, oltre all’apprezzamento del pubblico, ha ricevuto i migliori riconoscimenti della sua categoria: Vincitore Eolo Award 2016 come Miglior Spettacolo Teatro Ragazzi e Giovani; Vincitore Premio Infogiovani al Fit Festival Lugano 2015; Vincitore Premio Scenario Infanzia 2014 e soprattutto ha ricevuto il Patrocinio ufficiale di Amnesty International – Italia “per aver affrontato in modo significativo un tema particolarmente difficile a causa di pregiudizi ed ignoranza, rappresentando con dolcezza il dramma vissuto oggi da molti giovani”.
Lo spettacolo, attraverso una perfetta mescolanza di ironia e adesione emozionale, narra la storia di
Alex, un bambino – interpretato da Michele Degirolamo – che non ha ancora deciso se essere maschio o femmina, un racconto trattato con leggerezza e innocenza fanciullesca.
Purtroppo in Basilicata lo spettacolo ha trovato le porte chiuse al Teatro Ruggero di Melfi e al Teatro Don Bosco di Potenza, dopo la dichiarazione del Vicario pastorale, monsignor Lombardi, che ha lanciato l’appello alle famiglie e agli insegnanti di non portare i ragazzi allo spettacolo per non rischiare di inculcare dubbi o accende desideri che possono nuocere a un sano percorso educativo. Dal mio punto di vista come operatore culturale, pur non condividendo, rispetto la scelta delle comunità, ma ritengo che questo spettacolo, potrebbe essere un’ottima occasione per aprire una discussione nella scuola e nelle famiglie, sulla tematica molto attuale, legata al genere e all’identità sessuale, per imparare qualcosa in più sull’argomento e per aprire i nostri orizzonti nel tentativo di abbattere il sessismo e l’omofobia.
Lo spettacolo è stato annullato a Melfi (inizialmente previsto l’11 marzo), a Potenza si farà il 10 marzo, in pomeridiana alle 18:30 in un luogo ancora da definire e a Matera è confermato lunedì 13, in matinée per le scuole, presso l’Auditorium R. Gervasio.

Dino Quaratino
Presidente consorzio
Teatri Uniti di Basilicata

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