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Angela Rondanini

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GIORNATA DI STUDIO A MATERA SU ROCCO BRINDISI-DIARIO DI UN EMIGRANTE

Il 22 Giugno 2017 alle ore 18:30, presso la Casa Cava di Matera, per iniziativa del Centro Lucani nel Mondo “Nino Calice” e della società Ianus, è in programma una giornata di studio dedicata alla presentazione di un lavoro di studio e ricerca sull’archivio Basilissi che ha conservato la memoria storica di Rocco Brindisi, emigrante lucano di Trivigno.

Interverranno con un loro contributo Michele Marino, sindaco di Trivigno; Luigi Scaglione, coordinatore del Comitato tecnico scientifico del Centro lucani nel mondo “Nino Calice”; Luca Braia, assessore Dipartimento politiche agricole e forestali Regione Basilicata; Patrizia Minardi, dirigente dell’Ufficio sistemi culturali e turistici cooperazione internazionale del Dipartimento presidenza della Regione Basilicata; Maria Pietrafesa, archivista, direttore dei lavori della società IANUS srl; Aurelio Pace, presidente della Commissione regionale lucani nel mondo; Domenico Romaniello direttore dell’Alsia (già direttore del Gal Basento-Camastra); Paride Leporace, direttore della Lucana film commission;
Modera Rosita Stella Brienza, giornalista.
Le conclusioni sono affidate a Francesco Mollica, presidente del Consiglio regionale della Basilicata.
Non è molto tempo ancora che della figura di questo illustre italiano e lucano si era persa la memoria fino a quando - grazie ad un progetto che ha consentito la valorizzazione attraverso schedatura, riordino, inventariazione e successiva digitalizzazione delle carte - non si è cominciato a fare luce sulla portata storica contenuta all’interno dell’archivio.
La storia di questo archivio è quanto mai rocambolesca e degna di essere narrata.
Sofia Basilissi, figlia della cantante austriaca Katharina Gassner e del pianista fiorentino Giuseppe Buonamici, dedica la sua vita alla musica come i genitori. Suona il pianoforte e inizia la sua carriera concertistica che la porta fin negli Stati Uniti d’America ed è lì che Sofia e Rocco si incontrano e si amano, nonostante Rocco abbia ventuno anni più di lei. La loro storia d’amore è coronata oltre oceano, solo poco tempo prima della morte di Rocco.
Sofia, seconda moglie di Brindisi, lasciata così la terra americana per far ritorno a quella sua natale, la Toscana, porta con sé la congerie di carte e scritti che in questo modo dimorarono per la maggior parte del suo tempo in un palazzo di Firenze, con l’obiettivo di rendere viva la vicenda del marito defunto.
Vuoi la mancanza di mezzi o al contesto poco favorevole alla realizzazione di tale obiettivo, l’unico attento uditore che la Buonamici riuscì a entusiasmare con i racconti del marito, fu il figlio della domestica che prestava servizio in casa sua.
Intanto l’alluvione di Firenze del 1966 procurò dei malaugurati danneggiamenti al complesso documentario fin quando le carte, tratte in salvo dalla calamità, sono state messe a disposizione dall’attuale possessore e proprietario dell’archivio, Dino Basilissi, al fine di rendere questo patrimonio storico accessibile a tutti.
Grazie ad un progetto finanziato dal Comune di Trivigno, dal GAL Basento Camastra e dalla Regione Basilicata, l’archivio Dino Basilissi è stato schedato e reso accessibile attraverso mezzi informatici e all’intervento attento e scrupoloso della dottoressa Maria Pietrafesa, direttore tecnico della società di servizi archivistici e bibliotecari IANUS s.r.l., ad un team di professionisti e alla società Filomedia s.r.l., grazie ai quali possiamo conoscere da vicino il personaggio Rocco Brindisi.
A corredo di questo lungo lavoro d’archivio, il Comitato tecnico scientifico del Centro lucani nel mondo “Nino Calice” e l’Ufficio sistemi culturali e turistici cooperazione internazionale del Dipartimento presidenza della Regione Basilicata, hanno sostenuto la pubblicazione del volume, contenente l’inventario delle carte e la trascrizione del diario autografo di Rocco Brindisi, dal titolo “Appunti di viaggio… L’archivio di un emigrante lucano”.
Rocco Brindisi, viceconsole italiano a Boston, si pone come un caso particolare, quasi eccezionale, rispetto alla maggioritaria folla di emigranti che in quegli anni lasciavano la loro terra per recarsi nel nuovo continente.
Lungi dall’aderire all’immagine stereotipata dell’emigrante illetterato o analfabeta mosso ad abbandonare il paese e gli affetti per necessità stringenti, dovute alle gravi condizioni di miseria e alla mancanza assoluta di prospettive future, Brindisi è già medico di fresca laurea quando decide - andando in direzione contraria alla prospettiva che gli si parava innanzi di una buona e rispettabile professione esercitata nel diametro ristretto del paese - di attraversare l’oceano e recarsi negli Stati Uniti a cercare sorte migliore.
Rampollo di una famiglia della borghesia agraria della Basilicata di evidente tendenza liberale, la sua scelta di partire non è stata dettata, dunque, dalla necessità. Negli Stati Uniti d’America Rocco Brindisi si fa conoscere prima di tutto per le qualità professionali e la sua pratica medica ha quasi del miracoloso tanto da conquistare la ribalta della cronaca.
I suoi contributi e i suoi ruoli rivestiti in svariati enti di cultura non si contano negli anni, fino al progetto, poi naufragato per motivi d’ordine economico e finanziario, di fondare una banca pensata appositamente per gli italiani d’oltreoceano. Brindisi morì a Boston, amareggiato dall’insuccesso del suo ultimo progetto che impegnò le sue forze negli ultimi anni della sua vita. Qui comincia la storia del suo archivio. Gli scritti superstiti di Brindisi, per quanto esigui nel numero, sono sufficienti a delineare le sue qualità professionali ed intellettuali, a descrivere un uomo dallo spiccato senso civico e morale. Le sue carte sono un mosaico di piccole e grandi storie di emigrazione italiana, uno spaccato entusiasmante di vita reale da dove emerge la sofferenza dell’abbandono, ma anche l’idea eroica di chi riesce a staccarsi dalla propria terra e dai propri affetti proiettandosi in una realtà sconosciuta; insomma la viva testimonianza di quanto questi uomini si siano spesi per la conquista dei diritti civili, per trasformare il loro status di emigrante in quello di cittadino, di quanto le loro esperienze, relazioni, contatti, abitudini, vicende, aspirazioni e creazioni abbiano contribuito all'evoluzione secolare di una comunità nell’affermazione della sua identità nazionale.Da segnalare, inoltre, l’impegno profuso da Rocco Brindisi nella promozione della lingua italiana come mezzo di cultura e nella conservazione di questa all’interno delle comunità italiane trapiantate nelle città americane come strumento di mantenimento delle proprie radici. È nota infatti la collaborazione di Brindisi con la Società Dante Alighieri di cui ha preso attivamente parte nella fase della sua fondazione come dimostra ampiamente un suo scritto del 1921 intitolato per l’appunto Dante e la Dante in America.
Di particolare interesse, tra le carte e i documenti, la presenza di un diario manoscritto, in cui l’autore ci presenta un affresco lucido e puntuale delle vicende e dei protagonisti dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti d’America nei primi decenni del XX secolo, con particolare riferimento alla città di Boston.
Nel suo ruolo di vice console e di testimone attento della comunità degli italiani da poco stabilitasi degli Stati Uniti, Rocco Brindisi ci rammenta dell’importanza di saper osservare i fenomeni e le dinamiche che si innescano nelle comunità di emigrati in terra straniera che noi oggi in Italia siamo chiamati a guardare dall’altra sponda, dalla sponda dell’ospitante.
Non va dimenticato infatti che Rocco Brindisi si espose in prima persona, sia da italiano che nel suo ruolo di viceconsole, nella difesa di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, che negli stessi anni venivano ingiustamente processati, vittime dei forti pregiudizi di cui la società americana del tempo era intrisa. È bene tornare a riflettere su come il caso ha voluto intrecciare alle vicende di questo nostro illustre concittadino lucano uno degli eventi che più di altri ha impressionato e fortemente segnato la società americana di quel tempo. È uno di quei casi, insomma, in cui parlare di un uomo del nostro territorio, di un fenomeno come quello dell’emigrazione lucana nel cui contesto si muove la vicenda del personaggio, non significa chiudersi nel campo ristretto della storia locale ma aprirsi anche alla storia universale, suggerendo questa vicenda riflessioni di respiro più ampio, fino a toccare temi di più stretta attualità.
Considerato l’indiscusso valore della persona di Brindisi siamo pertanto convinti che si ponga la necessità di rendere più ampiamente accessibile la conoscenza di questo illustre italiano. In quest’ottica di trasmissione dei risultati e di valorizzazione del personaggio, la vicenda umana di Rocco Brindisi occupa un posto privilegiato nel Museo dell’Emigrazione Lucana che ha sede nel castello di Lagopesole, in Basilicata, dove è stato presentato il volume e il diario dell’emigrante lucano in occasione di una giornata di studi a lui dedicata, e il materiale informativo preparato per quell’occasione è ora consultabile nello stesso museo. Che l’interesse per Rocco Brindisi vada al di là dei confini regionali è inoltre dimostrato dalla riuscita della presentazione della mostra sulla sua figura nel 2015, nell’ambito degli eventi messi in piedi per l’Expo di Milano.
L’appuntamento che si è voluto riservare nella splendida cornice di Matera intende porre l’attenzione su un particolare aspetto della vicenda di Rocco Brindisi, cioè la presenza, tra le carte confluite nell’archivio, di una missiva scritta da Sacco e Vanzetti al fine di ringraziare il viceconsole Rocco Brindisi per la forte presa di posizione in difesa della loro causa.
Parte essenziale di questa serata dedicata, sarà la proiezione del film Sacco e Vanzetti presso la Casa Cava di Matera, dove si coglierà l’occasione, oltre che per presentare i risultati del lavoro archivistico, per aprire un serio dibattito sui temi della difesa dei diritti umani in America e dei diritti degli emigranti, prendendo spunto dalla lettura del documento in questione.
Emozioni rese vivide dalla magia del cinema: un’opportunità auspicabile per raccontare storie, riscoprire personaggi, continuare ad emozionarci ed emozionare parlando di Basilicata.

COMUNICATO STAMPA

LE CURE ESTETICHE DI IERI E DI OGGI

La storia delle cure di bellezza è cosparsa di momenti che non si sa bene se chiamare di eroismo o di masochismo.Certo sfiorano l'auto tortura. All'epoca degli Assisi, le donne per essere belle (secondo il clichè del momento) di mettevano sul viso una pasta speciale che, seccando, diventava sorta di maschera si smalto duro e lucido. Più tardi, le donne della Guidea, per rendere luminosi gli occhi, usavano l'antimonio, metallo velenosissimo. Più crudeli ancora le leggi della bellezza nell'antica Roma: le "matrone" un pò pelose dovevano lasciarsi strappare tutta la peluria superflua con pece bollente e calce viva. In India, intorno al Mille, le donne stavano alle regole del gioco (della bellezza) soltanto se si annerivano occhi e sopracciglia col nerofumo, se si coprivano il volto di una vernice rossastra e i denti di una brutta pasta nera. Il Cristianesimo mise al bando la moda di imbellettarsi, ma i crociati, tornando in Europa dalle loro imprese, la riportarono, diffondendo anzi i "trucchi" orientali, raffinatissimi ma anche molto crudeli. Nel '300 e nel '400 le fiorentine che volevano assomigliare alla "Primavera" o alle "Tre Grazie" del Botticelli inghiottivano sabbia ed altre sostanze nocive, per dare al loro corpo la stessa linea sottile e flessuosa di quelle creature. Poco più tardi, Rubens e i suoi seguaci imposero quel modello di bellezza opima e che costrinse invece le donne a rimpiazarsi di cibo ad elevato potere calorico (altro che sabbia!) e a sopportare indigestioni ed altre spiacevoli conseguenze delle loro "grandes bouffes". Quanto ai "masochisti" in nome della bellezza nel secolo XIX, ce ne offre una preziosa testimonianza l'anonimo autore de "La bellezza ed i mezzi di conservarla ossia la toeletta delle signore" un libretto piuttosto raro (1872).Forse l'anonimo e apocalittico autore del secolo scorso non poteva immaginare quali enormi progressi avrebbe compiuto in pochi anni la scienza della bellezza (anche se rimangono a tutt'oggi alcune esasperazioni nelle cure estetiche, un pò "ridicole" un pò "disgustose" proprio come diceva lui. Ai nostri giorni una donna ha a portata di mano mezzi meno dolorosi e crudeli, ma più potenti e sicuri. Ma non è solo questo che conta. E, soprattutto, lo spirito nuovo con cui la donna contemporanea vive la propria ricerca estetica: un pò meno ossessionata, rispetto alle donne del passato, della bellezza in senso limitato e superficiale, della bellezza-oggetto, e un pò più preoccupata di un'armonia vasta e completa tra dolcezza delle forme e dei colori, personalità interiore, modo di vivere. In sintesi, più tesa verso la possibilità di esprimersi anche al di fuori dei clichès imposti e quindi più libera e vera. Proprio in nome di questa nuova "libertà" la donna di oggi non deve dimenticare il pericolo degli eccessi. La cronaca della bellezza , anche relativamente recente, ci dà incredibili insegnamenti in questo senso. Intorno agli anni '30 per esempio, la donna che seguiva alla lettera i dettami della moda ed era quindi perfettamente lisciata, truccata e in definitiva asessuata e industrializzata, cominciò a mostrare i suoi limiti. Quelli appunto di creatura fatta in serie, già modellata sullo stampo delle dive di Hollywoodiane e spersonalizzata dalla sua stessa ansia di giovinezza ed emancipazione, che si traduceva soprattutto in angoscia consumistica. Nel 1953 apparve su un giornale americano questo annuncio :"Cercasi donna autentica. cioè non depilata, non truccata, con capelli lunghi, bocca sua e corpo.. di donna ". Poteva essere lo scherzo di un antifemminista inacidito, ma forse era un grido di allarme: ascoltiamolo anche oggi...

Angela Rondanini

 

 

FESTA DELLA "MADONNA DELLA BRUNA " 2 LUGIO A MATERA

Matera si prepara a festeggiare la famosa "Festa Della Bruna", una festa che si svolge ormai da ben 600 anni quando Urbano VI, arcivescovo di Matera istituì nel 1989 la festa delle Visitazione, da quella data in poi i festeggiamenti in onore della Madonna Della Bruna, già esistenti nella citta di Matera da qualche secolo, furono effettuati in coincidenza con il giorno della festa della Visitazione che originariamente era il 2 luglio.

La festa è un insieme di sacro e profano, inizia alle 5 del mattino con la processione dei pastori, con il quadro della madonna portato in tutta la città su un carro di cartapesta, annunciato da file di botti esplosi in segno di festa. 

Sfilano inoltre i "Cavalieri della Bruna che fungono da scorta della madonna vestiti in costumi d'epoca, con elmi piumati, corazze e cavalli.

Il tradizionale carro trionfale è montato su una struttura motrice ed è trainato da 4 muli.

IL carro effettua il percorso inverso della processione della mattina, giunto in cattedrale compie tre giri in segno di presa possesso della città da parte della protettrice, subito dopo la statua viene deposta in cattedrale e ha inizio così il percorso verso la centrale piazza Vittorio Veneto dove il carro verrà assaltato e distrutto dalla folla.

Nella discesa il carro viene scortato dai cavalieri onde evitare che giovani impazienti lo distruggano prima dell'arrivo.

Solitamente il carro subisce i primi assalti già dalla chiesa di S. Lucia proprio all'ingresso della piazza , per portare a casa un pezzo del carro come trofeo e segno ben augurante.

La festa delle bruna termina a notte fonda con l'esplosione di fuochi pirotecnici, sulla gravina e i Sassi di Matera.

Angela Rondanini

 

 

 

LOST ORPHEUS ENSAMBLE ONDE - RECITAL DI MUSICA IMMAGINI E POESIE

Il gruppo lucano Lost Orpheus Ensamble, mercoledì 7 giugno alle ore 17.30 andrà in scena con lo  spettacolo "Onde. Recital di Musica Immagini e Poesia"al Museo Archeologico di Potenza in Via Ciccotti.

Si esibiranno Noemi Franco,alle tastiere e al synth, Emanuele Libutti, al violoncello, Antonio De Lisa, alla chitarra e al sax, Jacopo Colangelo, alla batteria

. L’idea di questa iniziativa nasce dalla volontà di proporre d’estate una parte del repertorio del gruppo, che risulti insieme accattivante e singificativo. In particolare si farà riferimento ai due album iniziali, “Orphic Night” e “Ruins” e a quello in preparazione, “Whatshappening”. 

Dai testi che sono alla base delle canzoni (tutti di Antonio De Lisa, che può vantare anche un’attività poetica alle spalle) si può notare che la tematica affrontata è quanto mai varia: si tratta di storie di viaggi, di amori, di danze, di sogni. Uno dei testi, “Orizzonte Sotterraneo”, è stato scelto per essere pubblicato nella raccolta del 3° concorso CET della Scuola di Mogol. La musica ha un impianto power pop, che sconfina nel cantautorato rock e nell’indie rock più aggiornato: si basa su melodie sempre accattivanti e scolpite, tanto da lasciare una traccia già al primo ascolto, e un suono potente realizzato dall’elettronica, ampiamente usata dal gruppo.
Un esempio è la canzone che si intitola Katia: “Katia vive solo di notte, / ogni tanto qualcuno si intromette: /gente strana, vagabondi, / predatori, divorziati e anche sognatori.”, che parla di una donna sola che passa le sue nottate davanti allo schermo di un computer, a chattare con degli sconosciuti.

Altro tema è quello degli addii e degli abbandoni, per esempio il citato “Orizzonte sotterraneo”, in cui si narra di una coppia che si riconosce estranea dopo aver logorato il rapporto “vecchie abitudini, / nuove lontananze”. A quel punto non resta che  “Toccare l’irrealtà sfiorandosi, /riconoscersi estranei vivendosi.”

Il gruppo ha in repertorio pezzi di diverso genere. Il Recital è stato pensato in base a una scelta: quella di proporre i pezzi più significativi. Si tratta di un Recital buono per tutte le stagioni, che può essere rappresentato tanto in pub quanto in teatri: il pubblico a cui il gruppo si rivolge con questo programma è un pubblico che ama la musica, che ha voglia di divertirsi in maniera intelligente, nel senso di una disponibilità ad ascoltare racconti di “Strade”, come recita il titolo di un’altra canzone, con “Lampi nella notte ” che “colorano il cielo / di un viola strano”.

L’arrangiamento musicale dei pezzi è stato super curato per dare l’idea di un suono quanto mai raffinato e pieno, che accompagna testi poetici ed evocativi, come questi:  “Il viaggio notturno cerca / l’orizzonte / e la sua concava malinconia / nella brezza ondivaga e mutevole /delle sue diecimila direzioni”.

La strumentazione usata è semplice, pur nella sua completezza, un paio di tastiere, di cui una synth, una chitarra elettrica con amplificatore, un sax, un pc portatile e un processore di effetti. Tutto concorre ad esaltare i testi delle canzoni.

Durante la serata, i membri del gruppo si alterneranno a raccontare storie, recitare poesie, mostrare immagini in movimento con l’aiuto di un proiettore. Si tratta di un Recital che è a metà fra un concerto, uno spettacolo teatrale e una performance d’arte, per offrire uno spettacolo completo e in linea con le più recenti tendenze a livello internazionale. 

Angela Rondanini

PRIMO " GAY PRIDE" A POTENZA

Si è svolto oggi a Potenza il primo evento Basilicata Pride della storia, una parata all'insegna della sobrietà e delle festosità in difesa dei diritti LGBT.

Il corteo promosso dal Circolo Regionale Arcigay, ha visto madrina della manifestazione Vladimir Luxuria.

Ad aprire il corteo un camion aperto sul quale si è svolta l'animazione, le vie della città sono state attraversate dalla manifestazione dell'orgoglio lesbico, gay, bisessuale, trans e intersessuale, sono stati bel oltre 500 le persone che hanno partecipato con bandiere colorate e slogan.

Il concentramento si è svolto in piazza Mario Pagano dove, dopo gli interventi delle autorità istituzionali si è dato il via per l'inizio del corteo che ha percorso Via Pretoria, Porta Salza, Via Mazzini, Via Angilla Vecchia, Viale Firenze per terminare al parco Baden Power dove fino alla mezzanotte si festeggerà con musica e intrattenimenti.

Hanno preso parte alla manifestazione anche le istituzioni locali e la segreteria regionale del sindacato CGIL.

"L'idea del Gay Pride, ha spiegato la presidente Nadia Giraldi, è nata dopo la manifestazione Svegliati Italia 2016. Tra le 100 piazze di quella giornata per le unioni civili e l'uguaglianza c'er anche Potenza.

Da lì abbiamo realizzato l'idea di organizzare il Gay Pride coinvolgendo poi anche l'associazione per i diritti delle donne "Risvolta" che opera nel Materese visto che inizialmente si era pensato proprio a Matera come location dell'evento.

In disappunto a questa manifestazione in Largo Pignatari si è tenuta una vegli di Pentecoste in onore della Madonna di Fatima organizzata dal Laicato Cattolico potentino e dal Popolo della famiglia alla quale hanno partecipato circa 200 persone.

 

Angela Rondanin

VEGLIA DI PENTECOSTE - SABATO 3 GIUGNO 2017

Si è tenuta questa sera alle ore 17.00 IL Rosario e la Veglia di Pentecoste in onore della Madonna di Fatima in Largo Pignatari a Potenza.Organizzato dal Laicato Cattolico potentino e dal Popolo della Famiglia., in disappunto con la manifestazione organizzata dall'Arci Gay di Potenza.

In rappresentanza  delle diverse chiese cattoliche e cittadini del capoluogo erano presenti circa 200 persone.

Al termine alle ore 19.00 è seguita la Santa Messa al Duomo di San Gerardo celebrata dal Vescovo della città Mons. Ligorio

 

Angela Rondanini

 

 

INFOPOINT DEL SAN CARLO INAUGURATO AL COMUNE DI POTENZA

L'Azienda Ospedaliera del San Carlo di Potenza in collaborazione con il Comune di Potenza nella sede di Piazza Matteotti  hanno inaugurato ieri 1 giugno l'Infopoint dove sarà possibile pagare per il momento attraverso il Pos, il ticket e ritirare referti.

Successivamente, in una conferenza stampa nella Sala dell'Arco del Comune il Sindaco De Luca ha sottolineato:"Si tratta di una felice intuizione, fortemente voluta dall’Amministrazione e dai suoi uffici che ha trovato nel direttore Generale dell’Azienda, Rocco Maglietta, una persona di grande disponibilità e sensibilità che, con un’iniziativa che abbiamo inteso condividere, ha reso possibile questo traguardo.

Offrire ai cittadini tutti e, in particolare, a quanti vivono o frequentano il centro storico, la possibilità di entrare in contatto con il ‘San Carlo’, va nella direzione di implementare i servizi a disposizione dei potentini, senza la necessità di raggiungere fisicamente il nosocomio e i suoi uffici”.

“L’Infopoint nel Palazzo del Municipio – ha commentato il direttore generale  del San Carlo Rocco Maglietta – è un’altra tappa del percorso di accessibilità dei cittadini ai servizi dell’ospedale in cui siamo fortemente impegnati. Nelle scorse settimane il prolungamento di apertura delle casse per due ore e mezzo, grazie alla collaborazione e all’impegno della Gsi, ha consentito significative riduzione dei tempi di attesa per gli utenti. Da sabato prossimo sarà possibile dal centro della città accedere a tutte le prestazioni amministrative assicurate dalle casse dell’ospedale. Nei prossimi mesi queste prestazioni saranno arricchite da altri servizi, per venire incontro alle esigenze dei cittadini”.

L’infopoint sarà aperto dalle 8 alle 14 dal lunedì al sabato (escluso i giorni festivi) e assicurerà i seguenti servizi: informazioni generali; prestazioni ambulatoriali; pagamento ticket tramite pos (bancomat, carta di credito); prenotazione cartelle cliniche (il ritiro va effettuato al S. Carlo); ritiro referti laboratorio.

Angela Rondanini

29 MAGGIO 2017 - STORICA " PARATA DEI TURCHI"

Manca solo un giorno e la famosa "Parata Dei Turchi" XIX edizione vedrà 1160 figuranti animare l'edizione 2017.

La manifestazione è sentita da tutti i cittadini potentini che da anni il 29 maggio seguono con fervore il corteo storico che si snoda nel centro della città, ma è anche un grosso richiamo per tanti cittadini dei paesi limitrofi che in questa occasione si riversano nel capoluogo proprio per assistere a questa manifestazione storica.

Una narrazione che affonda le radici nel XII secolo quando, secondo la leggenda S.Gerardo, oggi patrono della città, bloccò l'invasione da parte di un esercito turco che stava risalendo il fiume Basento per arrivare nella cittadina lucana.

Rimane comunque sempre una leggenda che si mischia alla storia attraverso la tradizione e forse nessuna certezza.

La rievocazione è stata oggetto negli ultimi anni di molti rimaneggiamenti, e ha perso molto del suo antico aspetto. Negli ultimi venti anni, in particolare, l'amministrazione comunale ha elaborato diverse "interpretazioni" della sfilata, alcune più fedeli alla tradizione, altre decisamente più creative, difatti i costumi indossati dai figuranti  fanno riferimento   dal periodo storico: 1100, 1500. 1800

Giullari e banditori, gruppi folk, mangiafuoco, tamburini, carri si alterneranno in questa festa popolare tra il sacro e il profano.

Questo il percorso che si snoderà nelle strade di Potenza.

Partenza dal campo sportivo Viviani

- Viale Marconi

- Viale Dante

- Via Vaccaro

- C.so Umberto I

- Porta Salza

- Via Pretoria

- Largo Duomo.

 

Angela Rondanini

E' STATO RINVENUTO CADAVERE IL 17ENNE MATTEO BARBALINARDO, SCOMPARSO DA MARCONIA DI PISTICCI

Si sono concluse tragicamente le ricerche del 17enne scomparso di un paesino in provincia di Matera.

Matteo Barbalinardo era scomparso giovedì sera, dopo aver incontrato un amico nella villa comunale di Marconia di Pisticci, paese in cui il ragazzo viveva con la madre, difatti è stata proprio lei, allarmata dal mancato rientro del ragazzo ad avvertire subito i carabinieri del posto.

Subito  le forze dell'ordine, volontari ed amici si erano prodigati nelle ricerche ma senza esito fino ad oggi, quando in un cantiere in costruzione poco distante dalla sua abitazione  è stato ritrovato il giovane senza vita, coperto da un telo.

Il base agli ultimi sviluppi si accredita l'ipotesi di omicidio, il giovane sarebbe stato ucciso con un'arma da taglio, è quanto emerso dai riscontri sul corpo del ragazzo.

Le autorità competenti al momento però mantengono il massimo riserbo , in attesa di ricostruire la dinamica e le ragioni di questo omicidio.

 

Angela Rondanini

17 MAGGIO " GIORNATA INTERNAZIONALE DELL'OMOFOBIA "

Il 17 maggio di ogni anno si celebra la giornata internazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia (International Day Against Homophobia and Transphobia)

E' una ricorrenza promossa dall'Unione Europea, l'obiettivo della giornata è quello di promuovere eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell'omofobia, della bifobia e della transfobia celebrata ormai in oltre 130 paesi del mondo.

Il 17 maggio 1990 è una data storica perchè l'organizzazione mondiale della Sanità cancellava dall'elenco delle malattie mentali l'omosessualità e il 17 maggio del 2004 a 14 anni dalla decisione della  del 1990 veniva ideata la giornata internazionale  da Luois- George Tin curatore del Dictionaire de l'homophobia, ma nonostante tutto ancora oggi in 86 paesi del mondo le relazioni tra persone dello stesso sesso sono punite con il carcere o la lapidazione. come in Iran, Mauritiana, Quatar, Emirati Arabi, Arabia Saudita, ma anche negli Stati Uniti sebbene nel 2015 la Corte Suprema abbia riconosciuto il diritto al matrimonio per le coppie omosessuali, decisione preceduta da una sentenza nel 2003 che dichiarava le leggi anti-sodomia incostituzionali sono 12 gli stati USA dove restano ancora in vigore tali norme: in caso di sodomia sono previsti fino a 15 anni di carcere.

Ancora oggi le persone omosessuali e transessuali sono bersagli di rapine, pestaggi e violenze sessuali, fino ad arrivare agli omicidi, L'ArciGay ha registrato 104 episodi di omostranfobia nell'ultimo anno.

La vita sessuale di un qualsiasi individuo sia esso di sesso maschile che femminile, molto raramente si svolge lungo binari di una assoluta normalità. Si può anzi dire per ciò che concerne tale particolare aspetto della vita individuale, non esiste una vera e propria normalità, l'unione sessuale è rappresentata dal più intimo, dal più assoluto coinvolgimento fisico di due persone, siano anch'esse dello stesso sesso.

 

Omofobia è odio e pregiudizio contro persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, ossia contro qualsiasi membro della comunità LGBT. L'omofobia assume forme molto diverse,come  quella più subdola della discriminazione sul posto di lavoro, passando per le vessazioni e le battute contro un bambino che viene chiamato "gay" dai compagni al parco.
L'etimologia deriva dal greco: è riconoscibile la parola "phobia", ovvero "paura incontrollabile", e "homos", che vuol dire "lo stesso". L'omofobia è quindi la paura, o l'avversione irrazionale, per tutto ciò che riguarda l'omosessualità, la bisessualità e la transessualità. Equiparabile al razzismo e alla xenofobia, l'omofobia genera discriminazione ingiustificata e sofferenza. 

Concludo dicendo: " NON AVER PAURA DI AMARE, L'AMORE FA QUEL CHE VUOLE".

 

Angela Rondanini

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