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Marco Tavassi

Marco Tavassi

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QUELL’EVOLUZIONE MAI AVVENUTA

C’era una volta Darwin, con le sue teorie sull’evoluzione dei viventi. Tesi, s’intende, basate su studi, ricerche, verifiche e tutto quanto potesse essere necessario ad appurare con certezza assoluta. E tutti noi, in fondo, ricordiamo bene almeno l’esempio più semplice, quello della giraffa, studiato e approfondito negli anni di scuola. Evoluzione che, naturalmente, non risparmia l’essere umano, con il suo adattamento ai tempi, con la sua crescita, con il suo sviluppo fisico e intellettivo. Insomma, siamo esseri in continua evoluzione e questo, ormai, è un dato di fatto. O no?

Sì perché, a farsi un giro nelle città, in quella di Potenza ad esempio, qualche dubbio sulla reale evoluzione di certi esseri umani nasce proprio spontaneo. Può un uomo davvero evoluto compiere atti simili? Può fare delle cose che, in maniera automatica, si ripercuotono contro sé e contro altri come lui? Evoluzione? Quale? Dove? Di che tipo?

Servirebbe capire come un essere umano realmente evoluto possa pensare di caricare dei rifiuti di ogni tipo nella sua auto, nel suo furgone o nel suo fiorino e scaricare tutto nel bosco, o dietro il muretto di una piazzola di sosta, o nel primo posto nascosto. Che poi, nascosto da cosa? Da chi? Un tale che fa del male a se stesso e si nasconde per non farsi vedere mentre lo fa, può davvero essere ritenuto evoluto?

Esseri umani che, con una piattaforma ecologica sempre disponibile e presso cui si possono conferire GRATUITAMENTE i propri rifiuti, pensano bene di lasciarli in terreni dove nessuno, secondo loro, potrà mai trovarli. E anche quando li troveranno chissenefrega, tanto mica quel gesto fa male a loro, mica inquina l’habitat in cui anche loro vivono, mica mette a rischio anche la salute loro e quella dei loro figli, nipoti, amici. È davvero un essere evoluto questo?

E quando i suoi rifiuti speciali, pneumatici, pannelli di amianto, bottiglie di vetro, plastica e chi più ne ha più ne metta pensa bene di lasciarli lì, dove capita, magari vicino ad un divano, un frigo o una cucina lasciata poco prima da qualche altro “evoluto”, cosa ne penserebbe il buon Darwin?

Riprenderebbe, forse, le sue carte, i suoi esperimenti, cancellando la parola “fine” al faldone dell’evoluzione per aggiungerci ancora qualche pagina, magari con un capitolo dedicato a come far evolvere anche quegli esseri che appaiono proprio restii, a come rendere naturali certi meccanismi che ancora non lo sono, a come guidare alla comprensione questi esseri umani e anche quelli che, magari condividendo un post sull’amore per l’ambiente, gettano un fazzoletto dal finestrino e fanno finta di non vedere cosa accade intorno.

Marco Tavassi

"DIVIDE ET IMPERA". NON FACCIAMO VINCERE IL NULLA

"Divide et impera". Recita così l'antico motto latino che sta a significare che la divisione, la rivalità e la discordia tra i popoli giova a chi vuole governarli. Un motto storico e che affonda le sue radici in vicende che lo hanno visto concretizzarsi in varie occasioni in cui la divisione in fazioni di alcuni popoli ha portato frutto solo a chi, con facilità estrema, ha potuto governarli e gestirli a piacimento.

Un motto che, con le dovute proporzioni e con le naturali ed ovvie differenze, potremmo certamente attuare al nostro tempo, alla nostra epoca e alla nostra società. Quante volte accade di dividersi su un tema che dovrebbe, invece, vedere uniti e compatti verso un comune fine? No, non è questione di pensarla tutti alla stessa maniera, per carità, le differenze di pensiero devono esserci e possono solo fare bene alla crescita di una comunità. Il problema, però, è che quando lo scopo sembra essere comune e a vantaggio di tutti, accade spesso di ritrovarsi immersi in uno scontro tra guelfi e ghibellini che fa male a tutti e bene a nessuno.

Quanto sta accadendo alla nostra città, nelle ultime settimane, ad esempio, è emblema delle facili spaccature che spesso si generano e che, purtroppo, hanno la sola possibile conseguenza di non portare a nulla. E questa città, la nostra città, avrebbe bisogno, invece, di unità di intenti e di compattezza per provare a crescere e a lanciarsi oltre, a guardare avanti, a non restare immersa in sterili scontri tra contee che sembrano contrapporsi e che, al contrario, dovrebbero avere un solo e unico obiettivo comune, il bene e la crescita della città e della comunità cittadina. 

Potenza ha bisogno di una progettualità seria, decisa, determinata e determinante. Una progettualità che la abbracci tutta e che la lanci in avanti per i prossimi dieci o quindici anni. Ha bisogno di idee concrete, di risposte certe e serie e di una crescita strutturale che non si limiti solo ad alcuni ambiti ma che sia totale e rivolta all'intera comunità. Potenza ha bisogno di cittadini che, compatti, riescano ad essere collaborativi per il bene della città, a chiedere progetti per il prossimo anno, quando tanti occhi, da tutta Italia, saranno puntati proprio su di noi. Potenza ha bisogno di capire, innanzitutto, perché da 40 anni l'area dell'ex Cip Zoo non è stata riqualificata e ha bisogno di chiedere che chi di dovere lo faccia subito, scegliendo la soluzione migliore e più opportuna ma scegliendo. Potenza ha bisogno di capire, senza dividersi in banali fazioni politiche, perché una ragazza che cammina tranquillamente per strada viene aggredita a calci e pugni e ha bisogno di andare, compatta, verso un domani in cui certe cose non accadano più. Potenza ha bisogno di capire, per il bene dei cittadini tutti, cosa ci aspetta, a livello ambientale, di infrastrutture, di associazionismo e di investimento nei prossimi anni. 

E ha bisogno di cittadini che, con idee e pensieri giustamente diversi, siano però uniti e compatti e abbiano in comune l'amore per la città e per il futuro della stessa. Perché, altrimenti, a dividersi si corre poi il grande rischio che chi dovrebbe decidere scelga di non decidere e che a vincere sia il nulla.

Speriamo bene.

Marco Tavassi

GLI SCIACALLI DELLO SCHIAFFO

Più veloce delle luci dei festeggiamenti per il nuovo anno, la notizia dello "schiaffo" di papa Francesco sulla mani di una fedele che aveva cercato, con modi un po' insistenti, di attirare la sua attenzione, ha fatto il giro del web e del Mondo. Immediate le reazioni di ogni sorta, con pareri discordanti e valutazioni differenti del gesto.

In tanti hanno analizzato quanto accaduto dal lato umano, e quindi ponendo in risalto la stanchezza di un uomo ultra ottantenne che, ogni giorno, pur consapevole dell'importante ruolo che occupa, deve relazionarsi con centinaia di migliaia di persona, in ambiti differenti e cercando sempre di rimanere fedele alla sua vocazione e a quello che la gente, dall'altro lato, si aspetta. 

Alcuni, invece, si sono messi nei panni della fedele che, desiderosa di poter toccare il Pontefice e vedendo sfuggire quell'attimo tanto atteso, non ha resistito alla tentazione di "tirarlo a sé", generando la reazione di Francesco.

Altri ancora, poi, se la sono presa con la sicurezza, rea di non aver svolto appieno e al meglio il proprio compito, permettendo quel contatto (ma, in fondo, il papa era immerso proprio nel contatto con la gente e tra la gente).

Tutto posizioni, naturalmente, comprensibili e con fondo di realtà, nell'ambito di un fatto che andrebbe solo e semplicemente analizzato per quello che è e che è stato in toto e non solo nell'attimo divenuto virale.

Sì perché, diciamolo, esiste anche un'altra categoria, di quelli pronti, anzi, prontissimi a sfruttar ogni minima notizia per speculare sul Papa, sulla chiesa, su Dio, sui credenti, sulla creazione e forse pure su Adamo ed Eva. A loro (che non rientrano in quelli che ci hanno fatto ironia, riportando il fatto alla sua dimensione naturale) in questi giorni impegnati a più livelli e divenir "sciacalli dello schiaffo" andrebbe fatto notare che, poco prima dello "schiaffo" (che poi schiaffo è una parola grossa), il papa aveva aiutato con amore estremo un bambino scivolato e tornare tra le mani di suo padre. E aveva accarezzato bimbi, donne, uomini, anziani, ammalati, pregando per loro e con loro e confortandoli nel loro dolore e nel loro bisogno di amore. Tutto normale, ovviamente, per uno che ha la vocazione da Pontefice e che rappresenta Gesù in Terra. 

Francesco, però, è anche un essere umano, come tutti noi, con le stesse debolezze e gli stessi momenti negativi, ed è proprio questo che lo rende intermediario perfetto tra Cristo e l'uomo. Ed è per questo che, il 31 a sera, Francesco commette un errore, attuando un gesto che non avrebbe dovuto e voluto compiere ma che è umano. Lo fa, in una frazione di secondo che diventa notizia perché in quella veste bianca c'è un Papa, e un Papa non può, un Papa non deve, per un Papa non esiste. E invece sì, esiste anche per un Papa, come per ogni altro essere umano. Esiste di sbagliare, di farsi prendere e di non riuscire a rimanere lucidi e tranquilli. 

Esiste, però, anche quello che accade l'uno a mattina, quando ad una piazza gremita di fedeli papa Francesco chiede scusa per aver compiuto un gesto per nulla esemplare. 

Ecco, la bellezza della Fede a misura di uomo. L'errore, che non dovrebbe accadere ma che può succedere, seguito dalle scuse, dalla richiesta di perdono e dalla volontà di non sbagliare più.

Nella nostra epoca tutto, soprattutto quando è negativo, diventa subito virale e fonte di discussione e giudizio. Gesù, però, probabilmente anche oggi, accettando le scuse del Papa e consapevole del difficile ruolo che un Pontefice ha sulla Terra, agli sciacalli risponderebbe come allora: "Chi tra voi è senza peccato, scagli la prima pietra".

Marco Tavassi

 

CORO UNIBAS E ROSANNA VASTOLA IN CONCERTO A ROSSELLINO

Proseguono le celebrazioni per i 25 anni della Parrocchia Santa Famiglia di Nazareth di Rossellino, a Potenza. Dopo gli eventi degli scorsi giorni, altre iniziative si preparano ad entrare nel vivo. 

Domenica 29 Dicembre, infatti, si celebra proprio la Festa della Santa Famiglia di Nazareth e tanti sono gli eventi in programma nella Parrocchia potentina a Lei intitolata.

La Santa Messa solenne delle 11e30 sarà presieduta dal Vescovo di Cosenza, monsignor Nolé, e sarà caratterizzata dall'affidamento dal rinnovo delle promesse matrimoniali. Al termine piccola anticipazione dello spettacolo pirotecnico in programma poi in serata.

Alle ore 18:00, infatti, in chiesa si terrà il concerto del Coro dell'Università degli Studi della Basilicata, brillantemente diretto da Paola Gaurino, e della violinista Rosanna Vastola, conosciuta e apprezzata in tutta la Penisola. Tanta bella musica dal vivo, con effetti scenici e coreografici da non perdere e con tante sorprese volte a coinvolgere sia i grandi sia i più piccoli. Una serata tutta da vivere, insomma, con subito dopo la benedizione con la Statua della Santa Famiglia di Nazareth e il grande spettacolo pirotecnico.

Un grande buffet per tutti i gusti e tanto divertimento chiuderanno la serata, nel caldo e accogliente salone parrocchiale.

Gli organizzatori e l'intera comunità attendono con gioia tutti coloro che vorranno partecipare. L'ingresso è libero e sarà bello condividere insieme la gioia di una Parrocchia giunta ai suoi primi 25 anni.

Marco Tavassi

VOX POPULI E CONCERT BAND IN CONCERTO A ROSSELLINO

La Parrocchia Santa Famiglia di Nazareth di Rossellino compie quest'anno 25 anni. Era, infatti, il 1994 quando l'allora Vescovo Mons. Appignanesi fu lungimirante nel cogliere la necessità di istituire una Parrocchia in una zona che stava crescendo e che presto avrebbe conosciuto una notevole espansione.

Illuminazione giusta, considerato il rapido aumento della popolazione della zona, con il quartiere che abbraccia una vasta area alla periferia di Potenza e che vede proprio nella Parrocchia il centro e il cuore delle attività e dell'aggregazione.

25 anni che "cadono" proprio nei giorni finali dell'anno, con la Festa della Santa Famiglia di Nazareth, alla quale la Parrocchia è intitolata, a rappresentare il traguardo e il punto di partenza per altri intensi anni da vivere e da condividere. 

Periodo dell'anno che, come noto, non consente facili rappresentazione esterne, naturalmente, ma un gruppo di volontari, insieme al parroco, hanno comunque voluto mettere insieme le idee per celebrare nel modo migliore questo importante Anniversario.

Alcuni eventi, come il Presepe Vivente e il Festival Musicale Salvatore Capece, si sono già tenuti, e hanno piacevolmente riunito la comunità in festa. Altri, invece, con in programma in questi giorni.

VENERDI' 27 DICEMBRE, ALLE ORE 19:00, nella chiesa Santa Famiglia di Nazareth si terrà un bellissimo concerto, con il CORO POLIFONICO VOX POPULI e la CONCERT BAND CITTA' DI POTENZA che daranno vita ad uno spettacolo unico ed emozionante. 

La bellezza della musica dal vivo, con tanti talenti della nostra terra, brillantemente guidati da Paola Gaurino, a rendere emozionante la serata.

Il concerto avrà ingresso libero e sarà aperto a tutti.

L'invito a partecipare per godere della bella musica e per celebrare insieme un traguardo bello e significativo.

 

Marco Tavassi

 

IL RICCIO RITROVATO, PROGETTO NEL VIVO

Il progetto del "Riccio Ritrovato" è parte integrante della città di Potenza da qualche tempo e, nel corso degli scorsi mesi, i promotori hanno fatto in modo di farlo conoscere alla popolazione, di presentarlo, di condividerlo per renderlo di tutti.

Lo spettacolo del Riccio Ritrovato è, infatti, un progetto del "Comitato promotore per la fondazione di comunità di Potenza", nato proprio con lo scopo di mettere a sistema l’importante capitale “sociale” della città che, partendo dalla cultura, possa rappresentare un’opportunità unica per elevare di diversi gradini il peso dello sviluppo e dell’innovazione sociale nell'agenda della città. 

Il progetto, bello e ambizioso, si lega indissolubilmente alla figura del Santo Patrono, San Gerardo, nei 900 anni dalla sua morte.

L’idea è quella di coinvolgere l’intera città nel fare un omaggio, un ennesimo atto di devozione al Santo Patrono, attraverso un grande evento spettacolare ma, ancor prima, un evento emozionale dove ciascuno potrà lasciarsi trasportare dalle sensazioni e dalla meraviglia di scoprirsi parte integrante di una storia che apre i cuori.
Una storia che trae spunto da vari testi e pubblicazioni, da episodi realmente esistiti e dalla leggenda. Una grande opera che canta la vita e le opere di San Gerardo ma anche quella dei Martiri della storia ma anche di tutti gli esseri umani.Un evento che può essere vissuto come un rito che lascia trapelare dagli occhi, dal volto e dal cuore la commozione. Una manifestazione di Fede in cui tutti sono coinvolti per la sua natura fortemente religiosa e antropologica, un’occasione per celebrare la sincera e profonda devozione verso il Santo Patrono di Potenza.

Un progetto di tutti, quindi, che vuole coinvolgere e "toccare" tutta la città, abbracciare la popolazione e suscitare emozioni belle, intense e durature. 

Un progetto condiviso, da costruire e realizzare insieme. 

Ed è proprio in questi giorni che il progetto del Riccio Ritrovato è entrato nel vivo, con l'apertura di una raccolta fondi necessaria per la nascita concreta di un evento che saprà, davvero, essere di tutti e per tutti.

Tutti possono, attraverso questo link https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.retedeldono.it%2Fit%2Fprogetti%2Ffondazione-di-comunita-per-potenza%2Fil-riccio-ritrovato-1%3Ffbclid%3DIwAR14t8Kt5qZj4on8-BxjTJ3kA09D3U8lLUrOYikGib3BRZN4Rm3kqZKTJwc&h=AT1stQkgvDXIRBEBb_z3gzKn9K1MLUkaKWBs9kVZhM7R_QSxCMd65RVbV0nAtNXPA3J1jNxaTXwLgjeOXBzprhD1XsxmCCHBM3c2kOKjXnnYidoOLtYb3D8sBbHAezFNmE-D diventare parte attiva del Progetto, contribuendo alla sua nascita, alla sua realizzazione e a tutto quello che sarà.

Un evento della città e per la città, un evento che prenderà forma e crescerà, passo dopo passo, grazie all'apporto di tutti e che, proprio grazie a questo, sarà meravigliosamente comunitario.

 

Marco Tavassi

 

QUINTO MEMORIAL TONINO SANTARSIERO: IL RICORDO DI UN GRANDE UOMO TRA CULTURA, ARTE E MUSICA

Son trascorsi cinque anni da quando Tonino Santarsiero, uomo dal cuore d’oro e dal nobile animo, ha lasciato materialmente questa Terra, addolorando inguaribilmente la comunità della Santa Famiglia di Rossellino, a Potenza. Tonino, uno al quale nemmeno il cancro ha tolto la forza e la determinazione per lottare, per donarsi al prossimo, all'altro, al sofferente, al diverso.

Tonino, uno che, in fondo, non è mai andato via e non ha mai abbandonato la sua comunità, la sua famiglia, la sua gente, i suoi amici. Uno che, dopo decenni di dignitosa lotta contro il cancro, nei quali nessuno lo ha mai sentito lamentarsi, prendersela con qualcuno o imprecare per quel destino atroce, ha solo lasciato quel corpo ormai stanco, per cominciare a vivere di anima e di presenza in tutti coloro che ha amato e che lo hanno amato.

Chi ha conosciuto Tonino, è fuori da ogni dubbio, ha avuto un privilegio non da poco. Ed è per questo che, già dal 2015, Gruppo Creativo Rossellino, un gruppo strutturale che opera nella comunità, ha pensato di ricordare Tonino e di far conoscere le sue qualità attraverso un Concorso letterario e artistico a lui dedicato. Un Memorial, con un tema ogni anno diverso e sempre legato alle qualità di Tonino. Un Concorso aperto a tutti e che, nel corso degli anni, ha visto una partecipazione sempre maggiore di poesie, racconti, foto e disegni. E poi, nelle ultime due edizioni, la novità della sezione riservata alle poesie dialettali, patrimonio da riscoprire e custodire con cura e attenzione. Ogni anno, poi, il Concorso vive la sua serata conclusiva nel mese di Ottobre, con una cerimonia dedicata alla premiazione del Memorial e al ricordo gioioso di Tonino.

La cerimonia “Una serata per te, Tonino”, si terrà quest’anno DOMENICA 20 OTTOBRE, con inizio alle ore 18:30, nel salone parrocchiale C. Paternoster della chiesa Santa Famiglia di Nazarteh di Rossellino.

Arte, musica, cultura e leggerezza s’intrecceranno, condite dall’emozione, per dar vita ad una cerimonia per Tonino, con Tonino e all'insegna dell’armonia. Una cerimonia a cui tutti sono invitati a partecipare, con un buffet finale che la comunità sarà felice di offrire ai presenti per ringraziarli della partecipazione.

E, in fondo, serate come quella di domenica serviranno ad esser sempre più consapevoli che Tonino, davvero, ha lasciato soltanto il suo corpo stanco e nulla più.

 

Marco Tavassi

UOMINI D'ALTRI TEMPI, UOMINI SEMPRE ATTUALI 

Sono attualissime, ai nostri giorni, le discussioni in cui si parla tanto della necessità del riciclo, di quanto sia importante tentare di non sprecare, di recuperare e riutilizzare ogni tipo di materiale, soprattutto quelli che possono causare danno alla Terra che abitiamo e a noi stessi. 
Una necessità che l'uomo ha cominciato a sentire da qualche anno, mosso e animato da quanto accade e dalle previsioni, spesso nefaste, circa il futuro della specie. 
 
Eppure ci sono stati uomini che certe esigenze le hanno colte e comprese già decenni fa, mettendole in pratica, non senza fatica, e riuscendo a realizzare qualcosa di estremamente importante non solo per l'atto in sé ma per tutto ciò che esso ha generato per decine di migliaia di persone. 
 
È il caso del cavalier Andrea Pittini, venuto tristemente a mancare tre anni fa e che, nel periodo del dopo guerra, quando tutto appariva inesorabilmente e inevitabilmente compromesso e danneggiato, è riuscito a cogliere, con intelligenza incredibile e sensibilità fuori dal comune, che proprio da quelle macerie, proprio da quegli ammassi di ferro si poteva e si doveva ripartire. 
 
Sì, la storia del cavalier Pittini, che oggi la sua famiglia, i suoi cari e i lavoratori della aziende poi nate ricordano con affetto, comincia proprio dalla voglia di recuperare e di ripartire da quel che c'era. 
 
Cosa avrebbe fatto un altro al suo posto?
In quel tempo, segnato dalla tragedia della guerra e dall'angoscia delle conseguenze?
Si sarebbe, certamente, arreso all'amarezza e allo sconforto, sperando soltanto in un domani migliore.
 
Pittini, invece, ha colto in quegli ammassi di ferro e di residui del conflitto una possibilità concreta per ripartire, rialzarsi, per cominciare a costruire di nuovo, scegliendo di "sporcarsi le mani" in prima persona e lui per primo.
Senza fermarsi, senza lamentarsi e con il desiderio sempre vivo di partire e di iniziare da quel c'era, consapevole della fatica e del lavoro che sarebbe servito ma animato dalla volontà di non restare a guardare e di non attendere ma di fare. 
 
Partire da quel che c'era per arrivare a quel che c'è e a quello che ci sarà. 
 
Oggi, in un'epoca in cui tanto si parla di recupero, di riciclo e di necessità di costruire con quel che abbiamo, la storia del compianto cavalier Pittini non può che collocarsi tra quelle di uomini di altri tempi ma estremamente e indispensabilmente attuali. 
Una storia da conoscere e da far conoscere, fatta di passione e di sensibilità, di sacrificio e di ideali. Una storia da non dimenticare, affinché quel che oggi c'è possa essere base per quel che domani sarà. 
 
Marco Tavassi

IL BASENTO COME LA SENNA: TORNA EN PLEIN AIR

Le sponde del fiume Basento come la Senna dei pittori impressionisti del 1900. No, non si tratta di un'immagine utopistica e immaginaria ma della realistica e straordinaria "En Plein Air", iniziativa realizzata la prima volta un anno fa e che torna, quest'anno, con la sua seconda edizione. Ad organizzarla We Love Potenza, il movimento di impegno civico che, da anni, si propone e concretizza il rilancio della città attraverso la cultura e l'innovazione, e Spazio Protetto, attiva associazione culturale. 

"En Plein Air", quindi, ovvero all'aria aperta, con le sponde del fiume Basento che diventeranno, domenica 1 Settembre, palcoscenico perfetto e naturale per artisti, appassionati di pittura e anche per i più piccoli che, grazie ai laboratori previsti, potranno cimentarsi con i pennelli e vivere la magia di una giornata incredibile. 

Estemporanea di pittura che sarà, quindi, il cuore dell'iniziativa e che renderà tutta la zona set suggestivo di colori, di emozioni e di socializzazione. Ma non solo, poiché intorno e oltre all'estemporanea vi saranno anche altre iniziative, come la rappresentazione teatrale che si terrà in serata, a cura di Abito In Scena.

Una giornata tutta da vivere, insomma, in grado di rendere le sponde del fiume cittadino una meravigliosa galleria artistica a cielo aperto, scrigno di arte, di cultura, di comunità e di vitalità. Un'iniziativa che, lo scorso anno, ottenne un successo enorme e che aprì, in fondo, la strada verso una valorizzazione vera e profonda del fiume cittadino e degli spazi da vivere intorno ad esso. Iniziativa che, però, mette e riporta al centro la cultura, come veicolo per la socializzazione e per l'aggregazione, come strumento per una valorizzazione profonda e completa. Proprio come sulle sponde della Senna. 

Magica sarà l'atmosfera, domenica 1 Settembre, dalle ore 10 e fino alle ore 21, sulle sponde di un fiume Basento che si preannuncia ricco di cultura e ancor più da scoprire.

 

Marco Tavassi

A.I.P.D. COMPIE 40 ANNI E IL "DOWNTOUR" ARRIVA A POTENZA

Quarant'anni fa nasceva e muoveva i suoi primi passi l'A.I.P.D. (Associazione Italiana Persone Down). Nasceva con uno scopo, con una finalità, con un sogno: rivoluzionare il mondo delle persone affette dalla sindrome di Down, anzi, rivoluzionare soprattutto il mondo delle persone intorno agli affetti dalla sindrome di Down. Sì perché 40 anni fa chi aveva la sindrome di Down era costretto a vivere in centri dedicati, senza la possibilità di uscire, di camminare per strada, di giocare al parco con gli altri bambini. Le persone con sindrome di Down rappresentavano una nicchia quasi ghettizzata, con tutte le sofferenze dei familiari e delle persone care. A.I.P.D., passo dopo passo, con grande voglia ed enorme fatica, è riuscita in questi quattro decenni a compiere passi da gigante, attuando nel modo più bello quella rivoluzione che i fondatori si erano proposti e che genitori, famiglie e uomini di buona volontà hanno sposato appieno. 

Oggi, nel 2019, i bambini con la sindrome di Down possono giocare al parco con gli altri bambini, i ragazzi possono andare a scuola e all'Università e, finiti gli studi, possono lavorare, come testimoniano alcune recenti assunzioni avvenute proprio a Potenza. Passi in avanti, rivoluzione d'amore e pregiudizi quasi del tutto abbattuti. Sì, quasi, poiché in questi campi, purtroppo, quello che si fa non è mai abbastanza e vi sono sempre step successivi da raggiungere. 

Ed è per questo motivo, soprattutto per questo motivo, che in occasione dei suoi primi 40 anni, l'A.I.P.D. ha ideato un vero e proprio tour, il "Downtour", per attraversare tutta l'Italia e raccontare delle cose che sono state fatte e di quelle in programma, dell'integrazione divenuta realtà e dei muri ancora da abbattere. Un tour per raccontarsi e raccontare, un tour per scalfire i pregiudizi ancora in piedi, un tour per far comprendere ancor più e ancor meglio quanta ricchezza gli affetti dalla sindrome di Down possono apportare ad ogni realtà e in ogni ambito. 

Il "Downtour" sarà in Basilicata dal 18 al 22 Giugno, a Potenza il 18, 19 e 20 Giugno con iniziative tutte da vivere. Animazione, giochi, intrattenimenti e film per immergersi appieno in un Mondo semplicemente fantastico. Perché, tutti insieme, possiamo dare senso ai passi che A.I.P.D. ha compiuto fino ad ora e fare in modo che se possano compiere ancora tanti.

 

Marco Tavassi

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