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Dario Aprea

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SERIE C GIRONE C. BISCEGLIE-POTENZA 1-1 : UN PAREGGIO POCO UTILE AD AMBO LE SQUADRE.

Un pareggio con una rete a tempo per parte tra le compagini di Bisceglie e Potenza sul neutro dello Zaccheria di Foggia ieri domenica 29 alle 17,30, in uno stadio ancora una volta deserto per via dell'emergenza Covid-19. Il Potenza, reduce da tre sconfitte piuttosto cocenti, ha affrontato i nerazzurri del Bisceglie in questo derby lucano-pugliese, che sa già di spareggio salvezza, nel quale i rossoblù si sono portati in vantaggio nella prima frazione di gioco, grazie alla realizzazione di un penalty da parte di Cianci all' 8', concretizzando altre azioni di gioco pericolose già nel primo tempo, che per poco non hanno portano gli uomini di Capuano a chiudere la partita. Il tandem Cianci-Salvemini schierato dalla parte rossoblù è risultato in parte vincente e neutralizzato piuttosto bene dalla difesa nerazzurra, anche se molte sono state le occasioni, sia dalla parte potentina che dalla parte biscegliese. Il pareggio è stato merito dell'attaccante marocchino Mohamed Mansour che, al 21' della ripresa, approfittando di un rimpallo sfavorevole a Coppola, ha infilato l'estremo difensore rossoblù Marcone, fino a quel momento impeccabile tra i pali, dopo essere risultato superlativo nella precedente gara del Potenza con il Palermo. Da registrare anche due reti annullate a Salvemini del Potenza, per presunto fuorigioco, ed una ancora al marocchino Mansour del Bisceglie che, con la segnatura al Potenza, arrivata quando i rossoblù, dopo circa un' ora di gioco, accarezzavano già la vittoria , ha raggiunto quota due reti nel campionato in corso. L'ultima occasione è di parte nerazzurra, con il nuovo entrato Musso, il quale, proprio allo scadere, al 45' minuto di gioco, ha costretto il difensore rossoblù Conson ad una difficile deviazione su di un pericoloso fendente rasoterra, terminato di poco a lato, alla destra del portiere biscegliese Russo. Da segnalare anche la deludente prestazione del giovane neo acquisto rossoblù Di Livio che, giocando soltanto un tempo scarso, il secondo, è uscito al 40' della stessa ripresa, assumendo un atteggiamento di forte dissenso nei confronti del tecnico potentino Capuano, che lo aveva sostituito a gara non ancora terminata. Al minuto 93' tutti negli spogliatoi con amarezza da ambo le parti ma, forse, tanto più da parte potentina, tant'è vero che è stato confermato da parte del club lucano il silenzio stampa già in corso da settimane, annullato dal presidente Caiata soltanto nel pomeriggio di oggi, lunedì 30 novembre, in un comunicato radio.  

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        Dario Aprea

SERIE C GIRONE C 2020/2021:AL VIVIANI IL POTENZA CALCIO SOCCOMBE 1-4 AL COSPETTO DI UN BARI PREDOMINANTE DAL PRIMO MINUTO DI GIOCO

Brutta sconfitta del Potenza calcio nel turno infrasettimanale serale di mercoledì 11 novembre scorso. I leoni di Eziolino Capuano , reduci dalla netta vittoria sulla Turris per 0-2 della domenica precedente , all'esordio per questa stagione del tecnico campano sulla panchina rossoblu' , perdono per ben quattro reti ad uno in questa serata di sport ricca di goals allo stadio Alfredo Viviani. Il Bari parte subito all'arrembaggio dell'area della compagine rossoblu' , privi di mister Capuano , sostituito dall'allenatore in seconda Volini , con Semenzato nei primi minuti del primo tempo , anche se la sua conclusione si rivela di poca pregnanza e non sembra impensierire più di tanto l'estremo difensore biancorosso Frattali. A seguire timida risposta dei leoni di Capuano , che sembrano reagire , seppur timidamente , con un colpo di testa del giovane Di Somma , che va di molto alto sulla traversa. Il Bari , a questo punto , impone la sua superiorità sulla compagine rossoblu' , con un'azione di tutto rispetto , la quale si conclude con un palo pieno colpito alla sinistra del portiere rossoblù Marchegiani , in seguito ad una conclusione di testa del barese D'Ursi , occasione che si rivela la piu' proficua tra le non finalizzate , fino alla fine del match. Successivamente Maida (26') si esprime in una conclusione che Marchegiani manda fuori , dopo averlo piuttosto impensierito. il primo tempo , a seguire , termina con una conclusione per parte delle due compagini , la prima salvata sulla linea di porta da un difensore biancorosso al 34' , dopo essere partita dai piedi di Conson , il quale forse pecca di eccessiva istintività da distanza ravvicinata , la seconda andata , invece , a segno , partendo dai piedi di Marras , il quale va a segno nella porta rossoblu' al 43'. Anche dopo il fischio d'inizio della ripresa , con un secondo fendente all' interno dell'area potentina , Marras batte Marchegiani anche al '49 , colpendo portiere e traversa prima di entrare. Sempre nella seconda frazione di gioco , al 54', arriva il goal del 3-0 , siglata da Ciofani , il quale aumenta la distanza dei biancorossi sui rossoblu' con una notevole rasoiata ancora scoccata da distanza ravvicinata , la quale batte Marchegiani , posizionato accanto al palo sinistro della sua porta. E' successiva la conclusione del neo acquisto rossoblu' Di Livio che , al minuto 59' ancora una volta , non crea molto panico nell'area barese , con un tiro terminato a lato. Sempre al 59' , sul capovolgimento di fronte , un intervento sbagliato del portiere biancorosso Frattali , il quale , uscendo male , con i pugni , causa il calcio di rigore , che il centravanti rossoblu' Cianci , casualmente unico barese di Bari vecchia della compagine potentina , non sbaglia , realizzando perfettamente il goal dell'1-3. Ancora una conclusione di Ciofani , in seguito  , al 64', autore , precedentemente , del terzo goal dei baresi , che finisce alta sulla traversa. Le ultime due occasioni della partita partono , invece , dai piedi di Simeri , ex di turno , che scocca , da dentro l'area potentina , un pericolosissimo destro che si conclude alla destra di Marchegiani , siglando l'1-4 definitivo , e di Citro , che offre a Cannellone un quasi assist , che solo l'intervento provvidenziale di Conson al minuto 88' , evita di diventare eccessivamente pericoloso. Al termine della gara , dopo il 93' , il presidente rossoblu' Caiata si è' espresso in maniera sconsolata su di una sconfitta , tuttavia , a suo parere , meritata con un Bari molto deciso e di molto superiore agli uomini di Capuano , ammettendo , dunque , la netta preminenza in fatto di blasone di una squadra come il Bari sul Potenza , in questo momento delicato della stagione  in cui , con un nuovo allenatore , dovrà tenersi quanto più possibile lontano dalla zona play-out , in vista anche della difficile trasferta di domenica prossima a Vibo Valentia. Numerose , comunque , le critiche a fine gara da parte del pubblico di parte rossoblu' , per svariati mancati interventi dei difensori del Potenza , che avrebbero favorito in buona parte la vittoria della squadra ospite , sempre più vicina , invece , ai vertici della classifica.

                                                                                                                                                                                                                                                                                           Dario Aprea                        

"Il tempo di Caravaggio". Capolavori della collezione di Roberto Longhi al Palazzo Caffarelli dei Musei Capitolini di Roma di Dario Aprea

La più che apprezzabile esposizione di pitture inerenti il '500 e '600 italiano , presentata in occasione del cinquantenario dalla scomparsa del noto critico d'arte Roberto Longhi , ricorrente proprio nel 2020 , caratterizzata da opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio e dei suoi principali seguaci , dal titolo "Il tempo di Caravaggio" , allestita in collaborazione con la Fondazione  di  Storia dell'Arte  Roberto Longhi di Firenze , il cui direttore scientifico è Maria Cristina Bandera , coordinatrice della mostra , e presentata presso la suggestiva e prestigiosa sede del Palazzo Caffarelli di Roma , sarà visitabile fino al 20 di gennaio del prossimo anno 2021 , dopo essersi aperta il 16 giugno scorso. Il Palazzo è compreso all'interno del notevole complesso dei Musei Capitolini di Roma i quali , dalla pri-ma metà del'700 , in cui esistono come spazio espositivo , sono composti anche dal palazzo dei Conservatori , sede dell'ingresso principale di questa struttura , che è la principale struttura civica romana , nonchè primo museo al mondo , inteso come luogo nel quale l'arte è fruibile da tutti e non solo dai proprietari , nel quale sono conservate per lo più opere moderne associate ad altre antiche , e dal cosiddetto Palazzo Nuovo. In quest' ultima parte dei Musei Capitolini sono esposti capolavori della scultura antica , come il Galata morente e la Venere capitolina , poste a pochi passi dalla bellissima  terrazza del terzo piano del Caffarelli stesso , nei pressi della quale la mostra sui caravaggeschi è esposta , con la soave veduta urbana da essa visibile , la quale merita di sicuro un'accurata visita da parte di coloro che accorrono in questi mesi presso questi musei , fondati a suo tempo , sotto papa Clemente XIII e parte del "Sistema dei Musei in comune". I dipinti , presentati nell'esposizione in questione , hanno come filo conduttore l'esempio supremo del Merisi , al quale sono più o meno collegati , sia anticipandolo , come nel caso di alcune opere del XVI° secolo , poste a principio della mostra , in netta inferiorità numerica rispetto a quelle seicentesche, caratterizzate dal nuovo fenomeno del chiaroscuro , i cui autori sono due grandi veneti del '500 , come il veronese Battista d'Angolo , meglio conosciuto come il Morazzone , e l'oblato della Santa Casa di Loreto , Lorenzo Lotto , sia riprendendo il Caravaggio su di una consimile falsariga , subendo in qualche modo l'influenza della sua rivoluzione figurativa , come nel caso di un autore del '600 italiano del calibro di Mattia Preti , meglio conosciuto come il Cavalier Calabrese. Le sublimi opere di quest'autore esposte in questa rassegna mostrano chiaramente , non soltanto agli addetti ai lavori , quale sia stata la similarità che proprio il debito che lui , come tanti altri artisti esecutori della circa quaranta opere in mostra , possano aver avuto nei confronti dell'insuperabile maestro lombardo , proprio nella pratica della preziosa tecnica del chiaroscuro , per l'esecuzione della quale venivano utilizzati , a suo tempo , soggetti da mettere in scena consimili tra loro tra maestro ed allievi. Oltre ad opere del già citato Preti , sono esposte ne "Il tempo di Caravaggio", pure dipinti di illustri autori caravaggeschi non italiani , come Valentine de Boulogne , considerato da un'autorità della critica d'arte nostrana dei nostri tempi , come Federico Zeri , il massimo rappresentante del caravaggismo in ambito non soltanto francese e Gerrit Van Honthorst , noto anche come Gherardo Delle Notti , ma pure un grande rappresentante del caravaggismo napoletano , come lo spagnolo Jusepe De Ribera , detto lo Spagnoletto , la cui opera ha rappresentato un modello per i seguaci del grande Caravaggio in ambito , per l'appunto , partenopeo. Un esponente del caravaggismo d'ambito piu' propriamente romano , può essere stato , invece , Angelo Caroselli , cresciuto artisticamente presso la prestigiosissima Accademia capitolina di San Luca , in mostra con opere di spicco , quali l'Allegoria d'autunno , che mostra una certa similarità con opere quali Il Bacco adolescente , in esposizione permanente presso gli Uffizi di Firenze , il Ragazzo con la canestra di frutta dell'Ambrosiana di Milano ed Il Bacchino malato della Galleria Borghese di Roma , dovute proprio alla mano del Merisi , autore degno di una certa attenzione per chi si occupa proprio di influenza del Caravaggio nell'ambito artistico seicentesco della Capitale. A seguire , altri autori di un certo pregio , sempre del secolo XVII°, come i caravaggisti napoletani Battistello Caracciolo ed Andrea Vaccaro , ed il Morazzone , caravaggista lombardo ma di formazione romana , vanno a completare , con le loro opere , una vasta e molto piacevole carrellata per il visitatore di turno. Da notare , ancora , all'inizio della bella esposizione dei Capitolini , una teca contenente alcuni preziosi scritti , appartenenti tutti alla Fondazione di Storia dell'Arte Roberto Loghi di Firenze , di proprietà proprio del Longhi , come il catalogo della celebre mostra del 1951 su Caravaggio ed i caravaggeschi , allestita presso il Palazzo Reale di Milano ed una monografia dello stesso Caravaggio sempre di quegli anni (1952), sovrastata da un disegno a carboncino fissato alla prima parete della mostra , che risale , invece , all'anno 1930 , e ripropone le fattezze del Ragazzo morso dal ramarro , opera risalente al 1596-97 , unica opera eseguita personalmente dal Merisi presente in mostra ed all'incirca contemporanea rispetto al dipinto Ragazzo che monda la frutta , del quale abbiamo , invece , in mostra , una fedelissima copia del 1592-53 , di proprietà sempre della Fondazione longhiana fiorentina. Dario Aprea           

                       

                           

      

Andrea Pazienza trent'anni senza

Andrea Pazienza trent'anni senza (articolo dedicato a Ginetta Vecchione Aprea , mia madre , insegnante e maestra di vita) 

La bellissima esposizione allestita  all'ex Mattatoio di Roma , oggi Museo MACRO , museo d'arte contemporanea del nostro territorio nazionale di piuttosto recente edificazione , posizionato nel cuore del quartiere romano di Testaccio , dedicata al celebre vignettista marchigiano di San Benedetto del Tronto , Andrea Pazienza , che è stata in mostra in quest'affascinante sito capitolino sito dal 25 maggio fino al 15 luglio 2018 , con un importante seguito presso la Fondazione Pescara Abruzzo dell'omonimo capoluogo abruzzese , nei successivi mesi ottobre-dicembre dello stesso anno , ha proposto alcune delle opere più significative ed inedite al tempo stesso , di quello che è considerato uno tra i maggiori esponenti della storia del panorama fumettistico del secolo scorso , avendo questi pubblicato , all'interno della sua interessante ventennale attività , alcune delle sue note strisce su riviste di forte interesse pubblico ai tempi nei quali l'artista era attivo , quali Frigidaire , il Male , Panorama , Cannibale e Linus. Questi strumenti di comunicazione , all'interno dei quali la satira politica e la denuncia sociale , a partire dagli anni '70 , si sono intrecciati felicemente , sono andati a comporre un più che riuscito collage , molto gradito ai suoi più affezionati estimatori , contemporanei ma anche posteri , sia ad interessati lettori di queste particolari riviste di carattere nazionale che , più o meno fortuitamente , nel corso di questi stessi anni , si sono imbattuti nelle sue più riuscite opere disegnative. Le tavole esposte in questa più che interessante mostra antologica romana , dedicata ad Andrea Pazienza , al quale e' stato pari per grandezza soltanto il riminese Hugo Pratt , l'arcinoto ideatore del personaggio marinaresco di Corto Maltese , appartengono tutte a questo rinomato autore di fumetto pugliese d'adozione (Pazienza risiedette infatti per svariati anni a San Severo in provincia di Foggia) , morto per overdose d'eroina a soli trentadue anni nella sua abitazione di Montepulciano in Toscana , dove trascorse i suoi ultimi quattro anni di vita , hanno voluto sottolineare , in particolare , l'aspetto cronologico e fumettistico della sua innegabilmente interessantissima opera , grazie anche al rapporto di feconda collaborazione avutasi negli anni tra gli allestitori di questa bella bella esposizione ed i parenti di questo grande disegnatore della carta stampata e non solo del secolo scorso , soprattutto della vedova Maria Comandini Pazienza , che tanto amò sia Andrea che le sue opere , già quando era in vita. Tra i vari personaggi trattati dalla mostra in questione , vi sono i vari Zanardi , Pompeo , Pertini , ultrasimpatica caricatura dello storico presidente della Repubblica ligure , Colasanti , Petrilli , Fiabeschi e Penthotal , felicemente immortalati nelle strisce di questo  grande autore del fumetto nostrano degli anni '70 ed '80 , che fu residente per anni anche nella città di Pescara , seconda tappa , come già anticipato , dell'esposizione "Andrea Pazienza trent'anni senza" , Bologna , dove fu tra i più dissidenti studenti del Dams e Napoli , dove è stato ricordato di recente , alcuni anni fa , dal titolo "Andrea Pazienza - Tracce. Napoli ed oltre" , ed a Cesena. La mostra , inoltre , mette in piena evidenza la parte di opera del Pazienza riguardante la redazione della decorazione di covers , nel periodo di maggiore soddisfazione della sua carriera , di vinili , anche di un certo successo , dell'ambito  musicale italiano , come "Signor giudice/Vorrei" , singolo tratto da "Robinson , come salvarsi la vita" , prodotto dalla Ciao records , e "Antipatici epodi" opera del 1983 di Claudio Lolli.                              Due opere dall'innegabile valore artistico , rappresentano infine i due fiori all'occhiello dell'esposizione romana , ovvero il cosiddetto "Zanardi equestre" , opera composta da otto tavole di due metri e quaranta per due metri e quaranta , dipinte in successione , abilmente unite tra loro da Pazienza per comporre quest'opera altamente estrosa , nella quale il suo celebre personaggio Zanardi viene ritratto a tempera mentre monta un cavallo di color nero, opera per anni depositata presso l'abitazione dell'altrettanto noto regista napoletano Matteo Garrone , caro amico del Pazienza ed il "Ritratto di Stefano Tamburini" , altro suo amico e collega romano , realizzato nell' aprile del 1986 , successivamente alla morte di questo artista in quel periodo a soli trent'anni , opera destinata a fare da copertina ad un numero di Frigidaire , mai realizzata e , pertanto , rimasta alla stregua di ritratto per sempre. 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   Dario Aprea

 

 

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