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Smart City e Smart Community in ottica di genere nell'attività di Governance: Dalla normativa all'azione amministrativa e sociale.

Il giorno 12 e 13 Settembre 2014 in Via San Pietro Barisano, 47 Rione Sassi a Matera, incontro sul Tema: “Smart City e Smart Community in ottica di genere nell’attività di governance: dalla normativa all’azione amministrativa e sociale”. Alla conferenza stampa hanno partecipato

la Consigliera di Parità regionale di Basilicata Maria Anna Fanelli,la senatrice Maria Antezza e l’assessore Comunale Bona. “E’ un’occasione preziosa per presentare questo evento che parte da Matera per le iniziative relativa alla candidatura della capitale Europea della cultura 2019- sottolinea Fanelli- perché Matera ha saputo realizzare il Patrimonio Unico nel Meridione. Partendo dalle tradizioni l’innovazione fa si che si realizzino azioni di genere specialistiche sul territorio. Le nuove tecnologie facilitano le intelligenze coinvolte. Noi dobbiamo mettere un punto fermo e di questo ne ho parlato con l’Antezza e Bona, perchè la rete non sostituisce uomini e donne ma le procedure servono a migliorare le intelligenze collettive. Le azioni in campo fanno si che una città comunità intelligente deve favorire l’imprenditoria e produrre nuovi percorsi di carriera delle imprese. Le donne dovranno affinare i loro diritti attraverso il rispetto, la scuola di alfabetizzazione digitale per produrre nuove politiche di organizzazione delle stesse che le favoriscano nei percorsi di carriera nelle imprese e che agevolino attraverso le nuove tecnologie la qualità della vita e favoriscano il benessere lavorativo e familiare. Il tutto attraverso percorsi virtuosi di comportamento nelle aziende e tra le persone contro le politiche discriminatorie”.                             
La Fanelli spiega il Premio Open Geo Data conseguito da Matera “Unica città del Sud a guadagnare questo importante riconoscimento grazie alla candidatura di Matera 2019.
La senatrice Antezza: “Le tematiche riguardano lo sviluppo di città Smart riguardo al pubblico e privato del territorio. Sono tematiche con obiettivi crescita delle pubbliche amministrazioni attraverso delle competizioni tecnologiche. La strategia del digitale è il profondo cambiamento della società . Il tema delle città Smart ha rilevanza all’interno dell’attività amministrativa delle città. Si può definire e ridisegnare la città attraverso nuove opportunità e con le nuove tecnologie si può ridisegnare la vita dei cittadini con servizi innovativi e nuove opportunità di vita. Si interviene sul campo della salute e nell’uso del tempo per migliorare la qualità della vita. Penso che partendo dalla nostra città mettendo al centro la persona per una città del futuro. E’ importante sottolineare queste iniziative perché le donne devono essere coloro che costruiscono una città Smart con contenuti innovativi e contribuire al processo decisionale della politica Una città può guadagnare in termini di quanto più include le donne che possono essere una voce importante anche per la sicurezza delle città ed essere modello di sistema che rendono la città più vivibile.
L’assessore Bona: “ Bisogna creare una città a dimensione uomo e tenere al centro la persona e creare sempre più città intelligente e comunità intelligente. Occorre rendere operativi e concreti i programmi relativi per meglio lavorarvi. Bisogna tessere la visione di quello che vogliamo come comunità intelligente tenendo conto del capitale umano e sociale per svilupparla . Occorre sinergia tra pubblico e privato attraverso una operazione di analisi, Convergenze e Divisione e riscoprire l’Umanesimo e con tenacia riscoprire le città le Smart”.                                                           Si tratta di due seminari di aggiornamento e formazione che anticipano altri due momenti di aggiornamento sul tema della Smart City che si terranno a Tito il 20 ottobre e a Latronico il 7 novembre.

L’iniziativa è stata promossa, progettata e organizzata dalla Consigliera di Parità regionale di Basilicata Maria Anna Fanelli ed è dedicata al sostegno della candidatura di Matera Città della cultura 2019 e Città per eccellenza Smart.

I Seminari di Formazione e Aggiornamento vogliono contribuire a sviluppare, proprio perché in tempo di crisi, una “governance” per “Città e Territori intelligenti” attraverso processi innovativi che, partendo dal possesso di valori, saperi e tradizioni locali favoriscano, nel contempo, lo sviluppo di capacità e competenze per il trasferimento, la programmazione e l’attuazione di interventi e di politiche innovative in tema di Pari Opportunità di genere.

Sono stati invitati a partecipare Soggetti Istituzionali e non, pubblici e privati che individuano tra i loro impegni prioritari la necessità di “azioni di genere specialistiche sui territori” anche attraverso il rafforzamento di percorsi istituzionali e sociali che, con l’ausilio delle tecnologie, dell’informazione e della comunicazione (ICT), dovranno essere sempre più partecipativi.

L’obiettivo è quello di affrontare le sfide della globalizzazione incentivando l’innovazione, la creatività e la competitività del sistema economico regionale.

Le nuove tecnologie di comunicazione sono diventate forza e perno dei cambiamenti sociali anche nella ridistribuzione dei carichi ed impegni lavorativi e socio-familiari.

Inoltre la rete moltiplica il potenziale delle intelligenze coinvolte e aumenta l’efficacia dell’azione amministrativa e dell’attività di realtà private anche di carattere associativo.                         La Consigliera Regionale di Parità segnale la necessità che le dinamiche organizzative e i procedimenti di realtà pubbliche e private per realizzare città/comunità intelligenti vanno sempre ripensati per migliorare la qualità dei processi di informazione e formazione per facilitare il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i cittadini, anche attraverso i social media e le tecnologie innovative della comunicazione utilizzando linee di azioni specifiche.

 

Le azioni da mettere in campo per raggiungere obiettivi molteplici ma interconnessi che riguardano non solo la formulazione di una “visione”, ma anche la definizione di modelli e strumenti operativi, insieme con la costruzione di iniziative di ricerca e innovazione, relative a vari temi sono molteplici e riguardano:
Inclusione e Partecipazione. “Una città/comunità intelligente è una città che coinvolge le donne e gli uomini, nei processi decisionali di governance, che li informa e consulta dando loro l’opportunità di esprimere opinioni e così di sentirsi attivi nella comunità in cui vivono”.
Conoscenza e Monitoraggio del territorio. Una città/comunità intelligente ha conoscenza del proprio territorio, ne individua le priorità economiche, sociali ed ambientali e su queste costruisce progetti e iniziative.
Qualità e costo dei servizi. Una città/comunità intelligente vede nelle tecnologie un’occasione per realizzare servizi più efficaci per i residenti, per le imprese, per le donne e gli uomini che vivono il territorio.
Imprenditorialità e innovazione sociale. Una città/comunità intelligente deve saper cogliere le opportunità delle tecnologie, dell’informazione e della comunicazione (ICT), per permettere la nascita di nuove imprese innovative strettamente collegate al territorio. Sviluppa l’imprenditoria femminile volta a risolvere questioni fondamentali per il territorio “come la creazione di servizi innovativi per i residenti, il miglioramento del decoro urbano e dell’attrattività, l’efficienza energetica e il rispetto dell’ambiente, o la creazione di nuovi modi per offrire assistenza a fasce di popolazione in difficoltà”.
Identità, cultura e saper fare. La città/comunità intelligente utilizza le tecnologie anche per “valorizzare la propria identità specifica, rinnovare senza eliminare le proprie tradizioni culturali e di patrimonio artistico e naturale, per rilanciare il proprio saper fare più antico e costruirne di nuovo”.

 

Per la consigliera Maria Anna Fanelli “la città/comunità intelligente deve produrre nuove politiche di organizzazione delle donne che le favoriscano nei percorsi di carriera nelle imprese e che agevolino, attraverso le nuove tecnologie, la qualità della vita e favoriscano il benessere lavorativo e famigliare. Il tutto attraverso percorsi virtuosi di comportamento nelle aziende e tra le persone contro le politiche discriminatorie”.                                   I lavori del seminario del 12 Settembre 2014 si sono aperti con una relazione di Emma Pietrafesa, Esperta, che affronterà una questione, cruciale e complessa, come quella riguardante il genere – che intercetta molteplici livelli e rappresenta il punto di svolta anche nella ricerca di una relazione meno asimmetrica tra PA e cittadino e, più in generale, tra organizzazioni complesse e “persone”.

Non possiamo non registrare come le tematiche correlate al genere costituiscano, a loro volta, un’area del mutamento sociale e culturale assolutamente strategica, ove si gioca la partita più importante per provare ad uscire da una crisi che non è soltanto economica, ma anche culturale ed etica, una crisi delle appartenenze e della comunità; in altri termini, l’obiettivo, lavorando nell’ottica di genere e di valorizzazione delle diversità, è ripensare ad un paradigma di sviluppo fondato più sul modello cooperativo che su quello competitivo, ripartendo dall’istruzione, dall’educazione, dalla cultura e da una comunicazione – intesa come processo sociale di condivisione – in grado di accompagnare il mutamento all’interno del nuovo ecosistema della conoscenza.

Le tematiche di genere sono fondamentali proprio in relazione ai processi di innovazione e crescita, ancor più se parliamo di Smart city (città intelligenti) espressioni di Smart community (comunità intelligenti).

Viviamo in una nuova dimensione di una società liquida, ma per quanto riguarda l’Italia siamo in un paese ancora antiquato e indietro dove diventa imperativo uscire dagli stereotipi e adottare nuove chiavi di lettura e nuovi strumenti per affrontare la realtà, anche nelle sue forme più difficili. Immaginare il futuro richiede un presupposto, prima ancora che una qualche abilità gestionale: è necessario riconoscere ed accettare di convivere con l’incertezza e con la valorizzazione delle differenze, in particolare di genere e di età, in ottica inclusiva.

Sono necessarie nuove politiche di organizzazione del lavoro che promuovano le donne nei luoghi decisionali delle imprese e che facilitino la traduzione concreta di approcci che, attraverso le nuove tecnologie migliorino efficacemente la qualità della vita di tutti, promuovano benessere collettivo in tempi rapidi.    Declinare l’Agenda Digitale della Regione Basilicata in ottica di genere

Metodologia di formazione dell'Agenda Digitale locale

Nel corso dei lavori si illustrerà la metodologia e la prassi operativa per definire un esempio di Agenda Digitale Locale di genere e verrà quindi delineata l’Agenda Digitale che la Regione Basilicata sta costruendo attraverso la Task Force preposta e a tale proposito l’Ufficio della Consigliera di Parità Fanelli chiederà “che gli elementi per l’innovazione tecnologica e delle infrastrutture e dei servizi online delle città vengano favoriti in termini di genere così che l’Agenda Digitale sia un’agenda di genere”.                                   L’Agenda Digitale della Basilicata

 

Che cos’è l’Agenda Digitale Locale
L’Agenda Digitale Locale dovrà essere il documento strategico con cui si definiscono gli elementi principali per l’innovazione tecnologica delle infrastrutture e dei servizi online della città. Essa si ispira a livello europeo all’Agenda Digitale Europea, e a livello nazionale all’Agenda Digitale Italiana. Attraverso l’Agenda Digitale Locale un territorio, un Ente, pianifica in termini di risorse e responsabilità, l’’azione dei processi innovativi connettendoli a risorse e bisogni, secondo le caratteristiche e le peculiarità territoriali.

 

In particolare implementando l’Agenda Digitale Locale, i Comuni piccoli e medi si dotano di uno strumento di programmazione a livello territoriale per realizzare la trasformazione dell’amministrazione pubblica locale con le nuove tecnologie ed il miglioramento dei servizi locali per via digitale.       Bilanci di genere per il miglioramento della vita delle donne

Il miglioramento della vita delle donne, nell’ambito urbano e non, volto a favorire la loro partecipazione alla vita sociale, politica, pubblica e privata nelle Comunità locali attraverso l’uso delle tecnologie deve essere attuato con l’individuazione di appositi fondi da inserire nei Bilanci, che in tal senso diventano di genere.

Il bilancio di genere è uno strumento di rendicontazione sociale che consente alle amministrazioni di conoscere il differente impatto delle proprie politiche sulle donne e sugli uomini, posto che le differenze sociali ed economiche sono tali da rendere non neutro la ricaduta delle decisioni pubbliche.                               Mobilitare l’intelligenza collettiva e femminile per programmare, progettare e attuare soluzioni Smart per la vita delle donne e di tutti

Sulla base di quanto già esposto nelle precedenti schede e per essere concreti sarebbe auspicabile l’avvio di progetti per assicurare una buona qualità dei servizi pubblici (orari degli uffici pubblici che rendano accessibili i medesimi a chi lavora, orari uguali per tutti gli uffici, digitalizzazione di tutte le pratiche digitalizzabili, trasporti pubblici intelligenti e diversificati), progetti ed iniziative formative, culturali ed educative, da destinare in particolare alle nuove generazioni, per combattere i fenomeni legati al femminicidio attraverso apposite piattaforme web.                        Premio Open Geo Data conseguito da Matera unica città del sud a guadagnare questo importante riconoscimento

Secondo quanto sostiene Francesco Piero Paolicelli, Componente Task Force per l’Agenda Digitale della Basilicata è il “manifesto” della Community Matera 2019 che racchiude il significato più profondo di comunità.

Una Smart City è tale non solo per l’infrastruttura tecnologica piuttosto che per una governance votata all’efficienza, ma anche e soprattutto per una comunità di cittadini attivi che ripensano i problemi della città e insieme agli amministratori pubblici, cercano soluzioni efficienti e brillanti a tali problemi.

Matera è un caso studio. Proprio grazie alla Candidatura di Matera 2019, alla realizzazione del processo di OpenGov per tramite anche dell’iniziativa OpenData, la distanza classica tra “amministrato” e “amministratore” si è accorciata ed ha cambiato anche veste: cittadini e istituzione illuminata.                 Questo ha portata alla mappatura diffusa della città su OpenStreetMap grazie al rilascio in OpenData della base edificato, della mappatura delle linee di bus urbani da parte dei cittadini attivi, del portale Eventi Condivisi dove ogni associazione culturale o promotore di eventi può gratuitamente e liberamente inserire i propri eventi e cosi via.                        I contributi delle Istituzioni e delle Esperienze Tecniche ed Amministrative

Gli interventi dei Tecnici e degli Studiosi nel corso dei Seminari si intrecceranno con quelli di Rappresentanti e Dirigenti Istituzionali, coinvolti a vari livelli anche per la programmazione di future azioni positive per la vita di città/comunità gestita in un’ottica di genere.               Michele Saporito

 

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