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Je t’aime…moi non plus… ovvero “tutta colpa del vulcano…buono”

Se il titolo italiano voleva suggerire un po' di incandescenza a questa commedia, i risultati purtroppo non mantengono le aspettative. Tutta Colpa del Vulcano è infatti un road-movie mascherato da commedia brillante ed infarinato di sentimentalità, con situazioni abbastanza stereotipate che vedono coinvolta la coppia di protagonisti, prese pedissequamente dai bignami del genere, con scarse trovate originali.

Tutto il racconto è incentrato sull'alchimia bipolare "positivo-negativo" che lega i due protagonisti, pronti a mettersi il bastone tra le ruote ad ogni occasione possibile usufruendo di ogni trucco o mezzuccio di sorta, ammorbidendo però la presunta cattiveria in risvolti prevedibili che conducono naturalmente al classico happy ending. Le occasioni per ridere non mancano, e alcuni personaggi di contorno (il santone invasato ci particolarmente intrigato) sono discretamente ispirati, ma l'atmosfera di classico road-movie declinato in chiave comica è molto deludente, proprio perché sfrutta assai poco le diverse etnie dei luoghi visitati prima di giungere alla meta. Ed è proprio la povertà del contorno che impedisce una qualsivoglia empatia, poiché pur trovandoci dinanzi ad un titolo di questo genere non è perdonabile la mancanza di plausibilità e d'atmosfera, nonostante gli sforzi di mantenere alto l'interesse con un ritmo in perenne progressione. A rendere il viaggio dello spettatore meno arduo nell'ora e mezza di durata arrivano in soccorso i due interpreti che, a dispetto di caratterizzazioni abbozzate, offrono prove di tutto rispetto avvalorate da qualche dialogo scritto più che discretamente.

Qualche anno fa, nella cara e vecchia Europa, ci ritrovammo con milioni di passeggeri costretti a spostarsi solo via terra proprio a causa del risveglio di un vulcano islandese, e la cosa non fu per nulla semplice da gestire.

Subito dopo il fatto, stupì un bel po’ che nessun regista/ sceneggiatore utilizzasse l’evento come pretesto di qualche storia dall’ambientazione tutta europea. Ma, da oggi, possiamo dormire sonni tranquilli: il regista francese Alexandre Coffre usa il disastro provocato dal vulcano col nome impronunciabile (Eyjfjallajökull) per costringere una coppia di ex-coniugi a convivere, anzi a sopravvivere (!), dalla Germania alla Grecia nei medesimi abitacoli.

Volere non sempre è potere. Sicuramente non in questo caso dove gli intenti, potenzialmente efficaci, non trovano riscontro in una realizzazione adeguata. Tutta colpa del vulcano strappa qualche risata ma non coinvolge mai pienamente nel racconto, e i danni sono in parte smorzati solamente da due bravi Dany Boon e Valérie Bonneton.

Ultima modifica ilSabato, 25 Ottobre 2014 19:59
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