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negozi connessi con l'erario per combattere l'evasione

Il Governo italiano mette in campo le nuove tecnologie per cercare di debellare l'evasione fiscale, l'avito male che affligge le casse dell'Erario.

L'intento è quello di ottenere la "tracciabilità costante e totale", obiettivo ambizioso ed interessante, ma difficile da raggiungere in un Paese in cui i pagamenti elettronici faticano a decollare. Infatti, con una media di 31 operazioni all'anno per abitante, l'Italia è notevolmente indietro rispetto alla Spagna (52), alla Francia (130) e soprattutto ai Paesi del Nord, che superano quota 220. Pertanto, nonostante l'obbligo per gli esercenti di dotarsi di un dispositivo elettronico di pagamento (PoS) e di accettare pagamenti con moneta elettronica per importi superiori a 30 euro, introdotto da un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 30 giugno, nel bel Paese il contante continua ad essere il sistema di pagamento preferito. Una scelta imposta degli elevati costi di commissione che si pagano per le transazioni monetarie effettuate tramite PoS, tant'è vero che il 92% dei pagamenti, secondo il calcolo effettuato dall'ABI, avviene in contanti.

Per perseguire tale intento, l'Agenzia delle Entrate, ha proposto una soluzione tecnologica basata sulla rete Internet, che prevede una connessione dedicata tra le sedi degli esercizi commerciali e gli uffici dell'Erario, attraverso la quale monitorare costantemente le entrate nelle casse dei commercianti. Inoltre, la medesima soluzione, mira ad abolire l'obbligo di emissione degli scontrini, con la conseguente eliminazione dei registratori di cassa e delle spese ad esso associate, come quelle relative all'aggiornamento ed alla manutenzione, nonché quelle relative all'acquisto dei consumabili (rotoli di carta termica e cartucce).

Il sistema su cui sta lavorando l'Agenzia delle Entrate punta, di fatto, a trasferire negli esercizi commerciali l'infrastruttura telematica già sperimentata nella Pubblica Amministrazione. L'unico neo rimane, come sempre quando si fa uso della rete, quello della riservatezza delle informazioni che vi transitano. Pertanto, la stessa Agenzia sta anche studiando un meccanismo di sicurezza informatica da integrare nel sistema di monitoraggio degli incassi degli esercenti, per evitare che venga lesa la privacy dei consumatori nell'ambito del commercio.
I costi della riforma dovrebbero essere coperti dallo Stato che, in quest'operazione di contrasto all'evasione, ha tutto da guadagnarci.

Dunque, attraverso l'utilizzo di questo rivoluzionario metodo tecnologico applicato alle attività commerciali, lo Stato intende contrastare in maniera decisa ed efficace i "furbetti" che ogni anno denunciano un reddito molto inferiore ai guadagni realmente ottenuti, nonché assestare un duro colpo all'evasione fiscale e cercare di risolvere definitivamente questo annoso problema.

Ultima modifica ilSabato, 08 Novembre 2014 18:00
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