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un virus ci spia dal 2008

In evidenza un virus ci spia dal 2008

 

Uno spione informatico si aggira indisturbato, da sei anni a questa parte, tra i computer di tutto il mondo rubando ai governi, ai gestori telefonici e ai suoi utenti, alle imprese grandi e piccole, e ai privati cittadini, ogni genere di informazioni possibile. A scoprirlo è stata la Symantec, società specializzata in sicurezza informatica, che lo ha battezzato con il nome di Regin.

Secondo un report diffuso dalla stessa Symantec, le vittime dei furti digitali di Regin sono principalmente i provider di servizi Internet (48%), seguiti dalle dorsali di telecomunicazioni (28%), dalle strutture ricettive (9%), dal settore energetico e dalle compagnie aeree (5%). Dal punto di vista tecnico, a detta sempre degli esperti di Symantec, il malware è un capolavoro informatico: ha una struttura a "scatole cinesi" composta da moduli crittografati, per sfuggire al controllo dei software antivirus, che si attivano in sequenza ed operano a livello del Kernel, il "cuore" del sistema operativo. Come risultato, Regin è praticamente invisibile e, inoltre, può essere aggiornato a distanza per aggiungere nuove funzioni o adattarlo a nuove esigenze.

La provenienza del virus, così come i programmatori ed il metodo di propagazione, restano tuttora sconosciuti. Si pensa, ma non ci sono ancora prove sufficienti per affermarlo con certezza, che sia stato commissionato da uno o forse più governi per essere utilizzato come strumento di spionaggio e sorveglianza dalle agenzie di intelligence. Inoltre, non è chiaro come Regin sia arrivato ad infettare i computer di tutto il mondo: alcune teorie dicono che sia stato trasmesso attraverso il messenger di Yahoo, altre sostengono che la propagazione sia avvenuta via web sfruttando le vulnerabilità dei browser, altre ancora ritengono che il virus si sia diffuso semplicemente via email.

La storia di Regin, benché "vecchia" di sei anni, si inserisce in un contesto attualissimo ed in una fase internazionale delicata in cui c'è il confronto tra la Nato e la Russia, sono continue le denunce di atti di cyber-attack compiuti dai cinesi, il caso dello spionaggio NSA non è ancora chiuso e reti criminali sempre più strutturate compiono incursioni a livello globale, ed è in atto una vera e propria guerra cibernetica nella quale vengono attuati sabotaggi informatici, si rubano dati personali e denaro, e si sorvegliano capi di Stato e di Goverso, politici, nemici e cittadini.

Quello che sta succedendo oggi è quello che spesso si pensa possa accadere solamente nei film, invece è pura realtà. Bisognerebbe pertanto affrontare la questione della sicurezza informatica con maggiore consapevolezza e determinatezza, dotandosi di strumenti e strutture idonei a fronteggiare gli attacchi tecnologici sferrati contro la privacy delle informazioni relative sia alle istituzioni che ai cittadini. Purtroppo, però, sono ancora pochi quelli che si preoccupano della privacy ed attuano adeguate misure difensive, perché molti, un po' per negligenza, un po' per ignoranza e scarsa sensibilizzazione a riguardo, hanno una visione ancora miope del problema.

Ultima modifica ilLunedì, 24 Novembre 2014 18:38
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