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L'alessitimia

Gli stimoli che producono uno stato di attivazione fisiologica solitamente provocano anche sentimenti quali rabbia, gioia, paura e via dicendo che nel linguaggio comune chiamiamo emozioni: gli Psicologi sono soliti definire l'emozione come un tipo particolare di esperienza provocata da oggetti od eventi, reali od immaginari altamente significativi per l'individuo e strettamente soggettivi. Esse tendono ad insorgere in maniera spontanea, rapida ed automatica e sono il frutto della valutazione individuale della realtà che ci circonda; si è sviluppata attraverso la selezione naturale ed è finalizzata sia alla sopravvivenza individuale che della specie. Tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anno '70 del secolo scorso gli Psicologi notarono che alcune persone non erano in grado di discriminare le emozioni provate oppure non erano in grado di nominarle; in merito fu coniato il termine "Alessitimia": dal greco antico, mancanza di parole per le emozioni. Inizialmente questa condizione era stata notata in utenti con problematiche all'epoca definite "psicosomatiche" e fu considerata una possibile causa: queste persone non riuscivano a dare un nome alle proprie emozioni che venivano confuse sistematicamente con le sensazioni corporee: l'incapacità di dare un nome alle proprie emozioni si rifletteva di conseguenza sul corpo la quale reagiva sviluppando disturbi somatici. Nelle persone nella quale veniva individuata l'Alessitimia si riscontrava inoltre un impoverimento della comunicazione, una postura rigida nonché scarsa capacità empatica. In estrema sintesi  le possibile cause sono state individuate in un deficit del funzionamento dell'emisfero cerebrale destro oppure in un deficit della comunicazione tra i due emisferi del cervello. Dall'esperienza e dalle ricerche degli Psicologi oggi sappiamo che questa determinata caratteristica non è presente solo in persone con problemi di somatizzazione; essa è riscontrabile anche in utenti con altre tipologie di problemi di salute quali cardiopatie o disturbi emotivi oppure in persone con difficoltà relazionali ed isolamento sociale. Pur essendo piuttosto rara e di conseguenza di difficile individuazione, non pochi Psicologi hanno riscontrato l'Alessitimia anche in persone prive di problemi di salute, fisica o psichica, considerandola però come un fattore di rischio; naturalmente questa è stata riscontrata con diversi gradi di pervasività e compromissione. Come è stato accennato in precedenza questa condizione non è particolarmente diffusa e gli Psicologi sono impegnati nel comprendere se si tratta di uno stato raro oppure diffuso ma non individuato: sono stati elaborati in merito alcuni test per la valutazione ma per quanto riguarda il trattamento molti ricercatori sono alquanto pessimisti sull'individuazione di un trattamento realmente efficace: la Psicoterapia rappresenta la strada elettiva anche se il percorso psicoterapeutico con persone alessitimiche si connota per tempi molto lunghi e difficoltà marcate rispetto ad altre tipologia di utenza.

Dr Michele Passarella

Ultima modifica ilLunedì, 02 Marzo 2015 12:32
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