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La motivazione

Nel comune osservatore, e dunque non solo per gli Psicologi, è generalmente incoercibile l'esigenza di dare una spiegazione causale alle sequenze comportamentali che si vedono attuare negli altri e di prevedere ragionevolmente e con successo il determinarsi di impressioni e di azioni future. Anche riflettendo sul nostro stesso comportamento non possiamo non notare che le nostre azioni sono guidate da scopi, obiettivi e ragioni che in sintesi costituiscono i motivi di un comportamento. La motivazione rappresenta uno degli argomenti chiave di tutta la Psicologia moderna e la maggior parte degli Psicologi oggi ritiene inammissibile l'idea di un comportamento che si possa dire non motivato. La motivazione è lo stato interiore che rende conto del perché una persona intraprenda (o non intraprenda) un'azione finalizzata al raggiungimento di un determinato scopo od obiettivo. Lo stato motivazionale di una persona può essere studiato ed analizzato secondo livelli di complessità molto diversi fra loro: la condotta infatti può essere motivata da spinte di tipo elementare o basilare per la sopravvivenza dell'individuo, come ad esempio mangiare e bere; oppure da concetti o schemi mentali come ad esempio una ideologia, valori oppure modelli sociali. I meccanismi che spiegano il primo tipo di motivazione, definite generalmente motivazioni primarie, sono fondamentalmente di tipo biologico, mentre i meccanismi implicati nel secondo tipo di motivazioni, definite generalmente motivazioni secondarie,  si collocano ad un livello psicologico e culturale. Nell'essere umano, ed in parte anche nel resto del regno animale, è tuttavia molto raro che una data condotta sia il risultato diretto ed esclusivo di una sola spinta motivazionale: il più delle volte essa è sovradeterminata, ovvero è il frutto di una concatenazione di motivazioni. La Psicologia ha sempre posto questo concetto al centro del proprio operato con l'obiettivo di spiegare tre aspetti della condotta: chiarire quale sia il meccanismo che stimola e fa scattare l'intrapresa di una particolare condotta, illustrare la relazione funzionale tra la stimolazione attivante e la meta verso la quale la condotta è attivata, ed a cogliere ed interpretare le differenze individuali tra persone. Studiare la motivazione richiede di andare oltre la semplice descrizione o spiegazione di come un individuo ottiene un risultato o si avvicina ad esso ma significa comprendere il perché una persona persegue una determinata meta; essa è implicata praticamente in ogni comportamento e spesso ne risulta il fattore determinante come ad esempio l'apprendimento, la selezione di percorsi formativi e/o lavorativi, la frequentazione di gruppi o persone, la compliance a trattamenti medici oppure l'intraprendere con successo percorsi di modifica di stili comportamentali potenzialmente dannosi come fumare e bere. In merito va sottolineato che ogni modifica di un comportamento (in estrema sintesi, l'obiettivo di qualsiasi percorso psicologico) richiede motivazioni solide da parte della persona implicata ma anche la necessità di modificare successivamente le proprie motivazioni di partenza al fine di stabilizzare i cambiamenti. La comprensione delle motivazioni individuali non sono utili solo agli Psicologi; comprendere il perché una persona ha messo in atto una determinata sequenza comportamentale può aiutare ad attivare l'empatia, oppure a ridurre, prevenire o far cessare un eventuale conflitto; a tal fine per quanto superfluo è pur sempre utile ricordare che comprendere la motivazione di un comportamento non è sinonimo di giustificare e le due cose non necessariamente coincidono. 

Dr Michele Passarella

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