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La giornata della password

Oggi si celebra in tutto il mondo la giornata della password, la cui efficacia è sempre più messa a repentaglio dalla pigrizia e dalla scarsa fantasia degli utenti che le utilizzano per proteggere i propri account ed i propri dati sensibili. Infatti, gli utenti, molto spesso, scelgono password poco complesse, non sufficientemente lunghe e soprattutto molto facili da indovinare, come ad esempio la combinazione "123456" oppure le parole "password" e "qwerty". Inoltre, tendenzialmente, usano la medesima password per tutti gli account che possiedono, e non la modificano mai.
L'atteggiamento negligente degli utenti, circa la scelta della password, si riflette anche in ambito professionale, e a darne la conferma è stata una ricerca condotta da Cisco tra le aziende italiane, la quale ha evidenziato che il 35% degli intervistati si aspetta che siano le impostazioni di sicurezza definite dall'azienda a proteggerli da ogni rischio, che solo il 36% modifica costantemente le password, che poco più della metà (55%) ne usa una differente per ogni sito o applicazione e che il 18% non usa nessun tipo di precauzione.
Ecco quindi che abbondano gli appelli, di società informatiche ed esperti di sicurezza, affiché le parole chiave siano scelte con più accuratezza, siano diverse per ogni account e soprattutto vengano modificate più volte l'anno. Inoltre, in questa giornata dedicata alla password, l'attenzione è rivolta anche e soprattutto alla sua sostituzione con i sistemi biometrici, sempre più avanzati ed integrati nei dispositivi di uso comune. Il sensore dell'impronta digitale, infatti, già è usato per sbloccare gli smartphone di ultima generazione, e presto si potranno usare gli occhi, le orecchie, i tatuaggi, le pillole, e perfino le lacrime, per effettuare il processo di autenticazione, in luogo di una parola chiave. Grazie a progetti ambiziosi, realizzati da Motorola e PayPal, che hanno sviluppato, rispettivamente, un tatuaggio indentificativo ad hoc ed un dispositivo di riconoscimento da iniettare, ingerire o incorporare, alle sperimentazioni in essere nei laboratori di altri colossi dell'hi-tech, come Yahoo, Fujitsu, e Google, che consentiranno lo sviluppo di dispositivi in grado di riconoscere anche le orecchie, le nocche di una mano, le vene e le onde sonore della voce di uno specifico utente, ed alla scoperta di Stephen Mason circa un codice biometrico univoco ed impenetrabile prodotto dalle lacrime di una persona, la password sarà relegata alla pensione.
Nel mentre, in attesa che si concretizzi definitivamente l'era dell'autenticazione biometrica, è bene seguire i consigli degli esperti e scegliere password sicure e diverse per ogni tipologia di utilizzo.

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