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Net.Art: arte dentro, con e per la Rete

In evidenza Net.Art: arte dentro, con e per la Rete

Dopo aver visitato un crescente numero di gallerie virtuali, oggi ammiriamo sempre più opere d'arte che si possono trovare in rete. Ma ci siamo posti il quesito che queste siano state create su Internet? Questo è decisamente più complicato. Siamo stati finora abituati a pensare ad immagini create a casa su di un confortevole cavalletto, a disegni a matita virtuale sul desktop, oppure a fotomontaggi e progetti grafici creati con il loro particolare programma di image editing. Tutto ciò, una volta definito, è stato caricato in rete.

La mostra “Processi” presentata nell’ormai lontano 1986 presso il Centro d'Arte Contemporanea Reina Sofia di Madrid è stato il punto di partenza di questo movimento. Juan Carlos Eguillor presentò “Menina” un'opera creata interamente con il computer.

Tuttavia, non tutte le opere nascono nello stesso modo. Alcune di esse sono create direttamente e per Internet. Per alcuni artisti questo segna il passaggio naturalmente evolutivo dalla tela e pennello al computer ed infine al puro concetto astratto e tuttavia immanente di Grande Rete.

Questa è la caratteristica principale della Net.Art: la decontestualizzazione dell’espressione in un non-luogo attraverso una scala non-temporale: il cyberspazio della Rete. È una disciplina artistica creata mediante differenti supporti digitali. Essa utilizza esclusivamente le risorse che le vengono fornite dalla rete, o rielabora i dati provenienti da Internet o derivanti dalla programmazione di un server, e-mail, fogli di calcolo, etc

L’atto creativo è progettato in modo che il suo sostegno sia Internet: è una forma d'arte interattiva e partecipativa. Lo spettatore può anche modificare l'opera.

D’altro canto è curioso che lo stesso termine Net.Art sia il frutto di un errore informatico. Infatti nasce nel dicembre del 1995 in circostanze piuttosto insolite: l’artista sloveno Vuk Ćosić, leggendo la posta elettronica sul suo computer, riceve un messaggio anonimo. Probabilmente era scritto con un software incompatibile con il suo, ma il risultato era una visualizzazione apparentemente incomprensibile, come una lista di caratteri senza alcun senso. L’unico blocco di testo che poteva avere un significato era un frammento che conteneva la sigla “net art”. Ćosić rimase come folgorato da un’illuminazione ed ebbe la felice intuizione di coniare il termine Net.Art. L’anno dopo, nel 1996, gli artisti che facevano arte utilizzando come strumento la rete cominciarono a collaborare a progetti comuni e discussioni collettive. Lo stesso anno proprio Vuk Ćosić, padre del termine, organizzò in Italia, a Trieste, il primo evento internazionale dedicato all’arte della rete: la chiamò “Net Art Per Se”.

Una delle prime espressioni di Net.Art era quella che formava immagini realistiche usando i caratteri di testo ASCII (acronimo di American Standard Code for Information Interchange, Codice Standard Americano per lo Scambio di Informazioni: è un codice per la codifica di caratteri). Fin dai primi messaggini di testo SMS tutti noi abbiamo usato la combinazione di trattini, punti e parentesi per rievocare delle faccine emozionali, ma gli artisti si sono spinti molto oltre, rimescolando i caratteri e disponendoli in modo da formare immagini lineari, solide, in scala di grigi, etc.

Sempre più convinti di vivere un periodo di grande effervescenza artistica intorno ai cosiddetti nuovi media, sono stati creati anche dei database online per preservare le opere artistiche create da e per la rete. Questo è il caso del progetto Art NETescopio, che ospita migliaia di opere di artisti diversi per estrazione e background culturale, che si avvalgono delle tecniche più disparate

L’arte è di tutti” – Joseph Beuys

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