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I disturbi del comportamento alimentare

Che l'alimentazione rappresenti uno dei comportamenti basilari per la sopravvivenza dell'individuo è ovvio e scontato ma nel corso della sua storia evolutiva, nella specie umana questo comportamento ha gradualmente affiancato ed in parte sorpassato il dato puramente biologico per assumere connotati sociali, culturali e ludici. Eccessi alimentari e digiuni sono presenti in tutte le epoche ed in tutte le culture ma nel corso degli ultimi decenni il rapporto dell'essere umano con il cibo è diventato ancora più complesso e difficile poiché  l'atto del mangiare si è annodato al concetto di sé ed all'immagine fisica. Per l'individuo moderno la contrapposizione "grassi-magri", sempre presente seppur meno evidente in epoche passate,  si è ulteriormente amplificato dopo la seconda guerra mondiale per giungere ad una vera e propria epidemia di obesità, al momento ancora in corso, alla quale fa da beffardo contraltare la malnutrizione diffusa in molti paesi con conseguenze nefaste: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità la fame è al primo posto nella lista dei principali fattori di rischio per la salute e causa più morti della maggior parte delle malattie infettive sommate tra di loro. Alla fine dell'ottocento in Europa e successivamente in Nord America, paesi nella quale la fame stava rapidamente riducendosi, sono nate discipline mediche specialistiche al fine di rispondere alla richiesta sempre più elevata di regole e principi sull'alimentazione sana e il più possibile funzionale al benessere fisico. In questo stesso periodo gli specialisti poterono osservare comportamenti alimentari non più dettati da esigenze biologiche o condizionati da principi religiosi con manifestazioni francamente patologiche e deleterie sulla salute della persona: quello che rappresenta per la maggior parte delle persone uno dei piaceri della vita per altri diviene una prigione piena di sofferenza e con ricadute gravissime sulla salute fisica. Nel corso dei decenni lo studio specialistico di questi comportamenti patologici ha indotto gli specialisti del settore ad inquadrarli come delle vere e proprie patologie differenziandole da altre patologie psichiche di cui si presumeva fossero solo dei sintomi. Per quanto sia sempre riduttivo elaborare categorie diagnostiche, oggi la comunità scientifica identifica tra i DCA l'anoressia, la bulimia, il disturbo da alimentazione incontrollata ed il disturbo dell'alimentazione non altrimenti specificato; recentemente si è inoltre aggiunta una nuova categoria definita ortoressia (comportamento alimentare ossessivo mirante all'assunzione esclusivamente di cibi considerati sani dalla persona); alcuni specialisti parlano anche di Bigoressia (comportamento alimentare mirante ad aumentare la massa muscolare ritenuta erroneamente troppo piccola) ma al momento la ricerca scientifica non ha ancora fornito dati attendibili. I DCA in particolar modo l'anoressia e la bulimia sono in aumento nella popolazione mondiale con la prevalenza nella popolazione femminile ed un'età media di insorgenza sempre più precoce; l'anoressia rappresenta il disturbo psichico con il maggior tasso di decessi ed anche per questo il disturbo che maggiormente genera preoccupazione: non è raro osservare nell'anoressia la presenza in comorbilità di altri disturbi psichici spesso  di natura psicotica.  La diagnosi ma soprattutto il trattamento dei DCA rappresenta una delle sfide più dure per gli specialisti; essi infatti necessitano di un intervento congiunto e ben coordinato di professionisti diversi quali Psicoterapeuta, Psichiatra e Nutrizionista spesso, ma non necessariamente, in un contesto residenziale dedicato specificatamente a queste patologie.

Dr Michele Passarella

 

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