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Alleanza per uno standard video aperto

Sembra un motto da moschettieri, ma è un accordo raggiunto da sette compagnie big dell'hi-tech, tra cui spiccano Microsoft, Cisco, ed Intel per creare un formato video aperto e svincolato da diritti di una specifica azienda, per mettere fine alla dittatura di Flash e dei codec proprietari, nonché per offrire, gratuitamente, agli utenti uno standard qualitativamente più alto e soprattutto più sicuro, privo delle falle evidenziate dal player di Adobe ed emerse anche nella recente vicenda di Hacking Team.
Un'alleanza trasversale ed ampia, denominata Alliance for Open Media, rara nel settore della tecnologia, composta da sette sorelle: Google, Netflix, Amazon, Microsoft, Cisco, Intel e Mozilla. Mancano all'appello Apple, che già da anni ha scelto di non supportare Flash, e Facebook, che sui video punta parecchio e sempre di più, ma non è escluso che si alleino in futuro dal momento che i fondatori del gruppo hanno invitato altre aziende e partner operanti nel settore tecnologico ad unirsi ed a cooperare con loro.
Gli obiettivi da raggiungere per il nuovo formato video open sono sostanzialmente due: qualità e gratuità. L'alleanza, infatti, mira a cambiare radicalmente il modo in cui vengono sviluppati ed erogati i prodotti ed i servizi video, creando uno standard aperto e comune per vedere i video in straming ed in rete, caratterizzato da un'alta compressione e da un elevato frame rate, in grado di rendere i contenuti in alta definizione fruibili su ogni genere di dispositivo, dalla TV allo smartphone. L'altro obiettivo, invece, è la gratuità rispetto al pagamento delle royalty, da parte delle aziende che offrono servizi video a pagamento, per l'utilizzo di codec proprietari, dei quali il più diffuso ed utilizzato è H.264, di proprietà della MPEG LA. Netflix, ad esempio, sborsa cifre sonanti (milioni di dollari l'anno) alla MPEG LA, per mostrare ai propri utenti i video compressi con il codec H.264. Costi che, inevitabilmente, contribuiscono a far lievitare il prezzo dell'abbonamento e, alla fine, ricadono sempre sui consumatori.
L'avvento del nuovo standard video aperto e condiviso favorirà la liberalizzazione dei prodotti video, consentendo un notevole risparmio economico sia a chi li distribuisce e sia a chi ne usufruisce, in un futuro in cui il mercato dei video in rete è in continua espansione.
Stante alle stime delle sette hi-tech big company il nuovo standard video dovrebbe essere portato a compimento entro 18 mesi.

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