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VULTURE-ALTO BRADANO: IN PROGRAMMA IL 28 SETTEMBRE UNA CONFERENZA DEI SINDACI SULLE STRUTTURE SANITARIE PRIVATE ACCREDITATE

Michele Sonnessa, Presidente della Conferenza dei Sindaci del Vulture Alto- Bradano Michele Sonnessa, Presidente della Conferenza dei Sindaci del Vulture Alto- Bradano

La Conferenza dei Sindaci dell’Area Programma Vulture-Alto Bradano lunedì 28 settembre si occuperà di problemi della tutela della salute delle comunità locali ed in particolare delle spese per prestazioni sanitarie acquisite da strutture private accreditate (art. 12 della L.R. n. 5/201).

La Conferenza dei Sindaci – anticipa il Presidente Michele Sonnessa - è fortemente interessata a compiere fino in fondo il proprio dovere istituzionale intervenendo, in un ambito di competenza regionale, sulla distribuzione territoriale delle strutture sanitarie del comparto del cosiddetto privato accreditato. Come è noto la Giunta Regionale è chiamata a dare una compiuta attuazione a quanto stabilito dal Consiglio regionale all'art. 12 dell'ultima legge di stabilità. Con l'art. 12 infatti, il Consiglio ha voluto fissare da un lato un limite di spesa invalicabile per il comparto della sanità privata accreditata, e dall'altro, delegando la giunta alla definizione di indirizzi per i direttori generali delle AASSLL, ha registrato la necessità di una revisione sistemica nell'assegnazione delle limitate risorse disponibili, riconducendola al principio dell'equità di accesso alle prestazioni da parte dei cittadini. Nel cogliere la delicatezza e l'importanza dell'attuale azione amministrativa (tutela dei livelli occupazionali, investimenti operati dalle imprese del settore, coerenza degli atti amministrativi già adottati, continuità assistenziale verso i cittadini) crediamo che sia doveroso, anche in vista di un'accurata attuazione di quanto previsto nel D.Lgs. 229/99 (riforma sanitaria ter), porre all'attenzione delle istituzioni regionali la fortissima concentrazione territoriale che si registra in questo comparto che, per conseguenza, produce un elevata sperequazione distributiva dell'effettivo diritto dei cittadini ad ottenere una compiuta "equità di accesso" alle prestazioni sanitarie.

Il comparto costituito dalle strutture sanitarie private – commenta Michele Cataldi, presidente di Sanità Futura, spiegando la strategia di condivisione con i sindaci dell’Area Programma Vulture-Alto Bradano - può e deve essere ritenuto un'opportunità a cui non rinunciare per decine di cittadini che nei territori comunali restano ingabbiati tra la scelta della distanza fisica dalle strutture principali, delle liste di attesa o quella della migrazione fuori regione. La questione assume ancora più crucialità ed importanza se si pensa al progressivo e inarrestabile fenomeno di spoliazione che i territori subiscono per i tagli di spesa pubblica che producono spessissimo il risultato di danneggiare concretamente la vita economica e sociale dei cittadini indebolendo così il loro senso civico e la stessa ragion d'essere delle istituzioni democratiche locali. Il puntuale censimento dei fabbisogni di prestazioni in chiave territoriale, opportunamente strutturato per funzioni sanitarie, è l'elemento cardine sulla cui conoscenza poter compiere le giuste valutazioni e quindi operare le giuste scelte di indirizzo per migliorare l'erogazione dei LEA (livelli essenziali di assistenza).

Senza voler sconfinare nelle attribuzioni della Giunta regionale, ma pensando di svolgere appieno la corretta funzione istituzionale della Conferenza dei Sindaci, appare giusto – continua il presidente Sonnessa - raccomandare la rapida adozione di un atto che individui e definisca puntualmente gli indirizzi ispirati all'equità di accesso e ne stabilisca compiutamente i tempi e le modalità di attuazione, con al pari l'impegno di giungere alla necessaria ridefinizione dei fabbisogni di prestazioni sanitarie in chiave territoriale, che tenga conto non solo del comparto del privato accreditato ma anche e necessariamente delle strutture pubbliche, così da risultare coerenti con una logica di sistema.  

Dalle attività che quotidianamente sono svolte dai Sindaci nei propri Comuni emerge chiaramente come vi sia la necessità che il Governo regionale adotti rapidamente questi criteri e come questi siano di vitale importanza per il funzionamento di un sistema pubblico che deve essere pronto ad evolversi e a cambiare se vuole sostituire i tagli di spesa con l'efficienza derivante da una sana competizione tra le strutture e dalla libera scelta dei cittadini. La Giunta regionale a questo proposito è chiamata a rimuovere gli ostacoli che si frappongono a un'indispensabile modernizzazione del sistema e a definire un quadro d'insieme che realizzi la consegna di un diritto uguale ed in tasca ad ogni cittadino per mezzo di una maggiore distribuzione territoriale fondata su quote capitarie, di  strategie per il contrasto alle liste di attesa e alla migrazione sanitaria, di misure di incentivazione a forme di connessione e cooperazione tra strutture. Inoltre, le raccomandazioni che la IV Commissione ha prodotto all'attenzione della Giunta sono giustificate e condivisibili e sintetizzano alcuni elementi che la Giunta regionale dovrebbe recepire per innestarsi in modo organico e coerente sia all'opportunità  voluta dalla stessa Regione con il richiamato articolo 12 della legge di stabilità sia alle reali esigenze di cambiamento di paradigma di cui i nostri cittadini hanno forte bisogno.

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