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La Schizofrenia

La schizofrenia rappresenta quella condizione mentale, palesemente patologica, che più di ogni altro aspetto della mente umana ha attirato interesse, polemiche, scontri ideologici all'interno della medicina psichiatrica e non solo. Per secoli, prima che la Medicina cominciasse ad occuparsi scientificamente delle patologie mentali, coloro che manifestavano i sintomi della malattia venivano considerati indemoniati e dunque sottoposti a trattamenti quali esorcismi ed altri riti esoterici che raramente sortivano gli effetti desiderati; le persone affette da questa malattia finivano così a vivere reclusi in condizioni di vita pessime anche a causa dello stigma sociale che li accompagnava. Il superamento della visione esoterico-religioso della schizofrenia è coinciso non solo con l'abbandono delle suddette pratiche curative ma anche con la nascita all'interno della Medicina di una branca specialistica quale la Psichiatria. Inizialmente la schizofrenia fu considerata una forma di demenza precoce; solo agli inizi del diciannovesimo secolo si giunse alla considerazione attuale e venne coniato il nome schizofrenia, dal greco schizein ovvero rompere, frammentare, per sottolineare gli aspetti dissociativi della mente di coloro che ne sono affetti. Nel corso dei decenni si sono succedute moltissime teorie e scuole di pensiero in merito alle cause della malattia; alcuni ricercatori ne sottolineavano gli aspetti biologici ed organici, altri gli aspetti sociali ed il ruolo dei genitori ed in particolare la madre nell'insorgenza della malattia. Oggi, pur essendo stato superato il concetto errato e fortemente discriminatorio di "madre schizofrenogenica" elaborato e sostenuto con livore  dalla psicoanalisi, in realtà non si hanno ancora conoscenze definitive sulle cause della schizofrenia; come molti altri aspetti del comportamento umano e del funzionamento mentale, l'approccio bio-psico-sociale ha lenito gli scontri ideologici proponendo una mediazione tra posizioni organiciste e posizioni ambientaliste; la ricerca sulle cause della schizofrenia è molto attiva e sta portando a nuove conoscenze e consapevolezza in merito. Pur sottolineando l'individualità delle persone che ne soffrono, la malattia in questione solitamente insorge verso la fine dell'adolescenza anche se i sintomi prodromici possono manifestarsi già nelle età precedenti. I sintomi, pur variando da persona a persona, solitamente si manifestano con isolamento sociale, deliri, allucinazioni, ansia, comportamenti bizzarri, deficit attentivi e nella capacità decisionale, apatia e perdita di volizione: a differenza di quanto molti pensano, fuorviati alle volte dalla letteratura e dal cinema, una delle caratteristiche della schizofrenia è la sofferenza emotiva acuta e difficilmente gestibile da chi ne soffre; alcune ricerche epidemiologiche evidenziano come il suicidio sia tra le principali cause di morte nelle persone afflitte dalla patologia in questione. La malattia ha un andamento cronico e debilitante; una persona affetta da schizofrenia raramente è in grado di provvedere a se stesso in molte delle attività quotidiane e dunque necessita di assistenza continua. Oltre alle manifestazioni cliniche questa malattia è spesso aggravata dallo stigma sociale che proprio come nei secoli passati, continua ad essere presente anche se manifestato in maniera differente. Altro aspetto da sottolineare è la condizione della famiglia delle persone affette da schizofrenia, i quali oltre a subire a loro volta lo stigma, spesso sono impegnati in una assistenza gravosa e particolarmente stressante del loro congiunto. In Sud America e successivamente in Europa si sono creati dei gruppi di supporto alle famiglia, i gruppi multifamigliari, che stanno portando dei risultati apprezzabili sia sulla qualità di vita all'interno delle famiglie che nei portatori stessi della malattia. Pur trattandosi di una malattia cronica rispetto al passato oggi si è giunti ad un buon contenimento della patologia: in merito al trattamento i farmaci di nuova generazione stanno portando risultati apprezzabili nella gestione dei sintomi; ai trattamenti farmacologici è sempre opportuno affiancare una Psicoterapia la quale oltre ad offrire un ascolto alla sofferenza della persona propone una modifica dei pensieri e dei comportamenti finalizzati all'incremento del funzionamento individuale e della qualità di vita. 

Dr Michele Passarella

Ultima modifica ilLunedì, 16 Novembre 2015 17:16
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