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AMORE E ALTRI RIMEDI

In evidenza AMORE E ALTRI RIMEDI

 

Il film: AMORE E ALTRI RIMEDI

 

La scheda:

REGIA: Edward Zwick

SCENEGGIATURA: Charles Randolph, Edward Zwick, Marshall Herskovitz

ATTORI: Anne Hathaway, Jake Gyllenhaal, Oliver Platt, Hank Azaria, Josh Gad, Gabriel Macht, Judy Greer, George Segal, Jill Clayburgh, Kate Jennings Grant, Katheryn Winnick, Jamie Alexander, Nikki Deloach, Jean Zarzour

GENERE: COMMEDIA CON VELO DI MALINCONIA, SENTIMENTALE, IRONICO - DURATA: 112 Min

 

La trama:

Jamie è un prototipo umano ibrido: metà yuppie e metà satiro. Un uomo intelligente ma non troppo costante, infallibile con le donne, che considera un piacevole strumento per raggiungere i propri scopi edonistici e l’autocelebrazione del suo smisurato ego. Trova il suo habitat naturale nello spietato mondo dell’industria farmaceutica, diventando informatore del farmaco per la grande casa Pfizer. Scatena tutto il suo rampante arrivismo per circuire i medici e sgambettare la concorrenza. Riesce ad infiltrarsi nello studio di un dottore con i soliti metodi truffaldini, ma un giorno il suo cinismo si scontra con lo strano caso di una ragazza malata di morbo di Parkinson a soli 26 anni. Maggie è seducente: artista, spirito libero, aggrappata alla vita che le sfugge con totale e libertina disinibizione sessuale. A questo punto parte lo schema classico della solita “romcom” (romantic comedy) americana: lui e lei si incontrano, si circuiscono e fanno sesso. Poi si insinua proditoriamente l’amore e iniziano le complicazioni. Entrambi vogliono sembrare immuni al sentimentalismo, lei è consapevole delle limitazioni insite nella sua grave malattia, lui troppo sfrontato per ostacolare l’ascesa della sua carriera. Si lasciano una prima volta per evitare inconvenienti, ma scoprono di non potere fare a meno l’uno dell’altra. Nel frattempo la Pfizer lancia il famigerato Viagra e Jamie è il rappresentante perfetto per cavalcare questo stallone dei paradisi artificiali farmaceutici. Nonostante la brillante carriera, decide di accantonare i pigiama-party e i convegni medici per portare Maggie nei migliori centri specializzati nella cura del Parkinson. Alla fine, quella di Jamie sarà una dedizione premurosa e totale, alterando completamente le sue prospettive di vita, e sublimando il sacrificio di se stesso nella cura miracolosa chiamata “amore”.

 

 

La recensione:

UN OTTIMO VIAGRA NATURALE SONO LE FIBRE TESSILI, SOPRATTUTTO QUANDO PRENDONO LA FORMA DI UNA GIARRETTIERA – Il regista Edward Zwick (già noto con “L’ultimo samurai”), ci propone l’adattamento cinematografico del bestseller di Jamie Reidy, “Hard Sell: The Evolution of a Viagra Salesman”, pubblicato nel 2005. Il film, partito con le solite premesse scollacciate e ridanciane della tipica commediUSA, sorprende nel dipanarsi di una storia tutt’altro che banale, che affronta temi molto seri e delicati, ma senza vittimismi retorici e strappalacrime. Pur avvalendosi di dialoghi strani, che a prima vista potrebbero collocarsi tra il melenso e il prolisso, in realtà la caratterizzazione dei protagonisti è fortissima ed efficace: il manager arrivista e sciupa-femmine, contrapposto all’artista fragile e complessata, accomunati entrambi dal forte bisogno di un’identità, fuori dagli schemi convenzionali e conformistici. Gli attori sono preparati, versatili, e per l’occasione trasudano abbondante sensualità: Anne Hathaway è giovanissima ma con un curriculum cinematografico di tutto rispetto. È brava, intensa, ma stranamente in questo ruolo ci risulta antipatica, con la sua apparente e canagliesca sicumera. Consentiteci di essere ancora infatuati di Uma Thurman, specialmente nel ruolo energico della ragazza non-vedente nel noir “Gli occhi del delitto”.

Jake Gyllenhaal diventa una sorpresa, un film dopo l’altro: si è palestrato parecchio il ragazzino di “The day after tomorrow” e, dopo aver giocato al “Principe di Persia”, si può impegnare in ruoli più approfonditi ed intimistici, come ne “I Segreti di Brokeback Mountain”. In questa pellicola, guarda caso, recitava anche la Hathaway, nel ruolo della reginetta dei rodei Lureen.

Un’ultima doverosa e calorosa precisazione: come avevamo modestamente presagito nella nostra precedente recensione, la meravigliosa Natalie Portman ha meritatamente conquistato l’Oscar come migliore attrice per la sua straordinaria interpretazione de il “Cigno Nero”.

 

 

La pagella:

Cast 8; Regia 7; Sceneggiatura 8; Pathos 8 – Decisamente consigliata la visione a tutte le coppie in crisi di identità.

 

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