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Anche i ricchi piangono...

 

Maledetto Woody Allen...quando smetterai di tormentarci/ti con le tue elucubrazioni cervellotiche?!  Il grande genio umoristico, il mostro di creatività dove è finito?! Possibile che tu ti sia avviluppato nella tua stessa inestricabile rete?! Come mai ti sei imbozzolato nella larvata attitudine alla nevrosi provincial-metropolitana!?
Non ne possiamo più dei balbettii e delle insicurezze dei tuoi personaggi perennemente in crisi. Blue Jasmine è la patetica continuazione dello statico filone concettuale che hai, purtroppo, intrapreso con "Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni".
Sai cosa mi ha distolto dalla noia mortale e dalla pressante necessità fisiologica? 
Cate Blanchett. Lei è una meraviglia, un portento di matura avvenenza, una mostro di superiorità espressiva. Per tutta la durata del film la regale musa non fa altro che piangere, bere liquori e ingurgitare xanax, ma è grandiosa: dai suoi luminosi occhi azzurri ti sembra di intravedere la follia, il baratro più orrido del disagio esistenziale. Da Oscar, senza dubbio. 
Tutto il resto è noia, per dirla col Califfo. La trama è essenzialmente imperniata sul crollo dell'esistenza di Jasmine, che precipita dal benessere capriccioso di Park Avenue, per ritrovarsi in una sordida casa e una normalissima esistenza, fatta di lavori e persone monotone. È il dramma del disadattamento, una fucina amara che forgia il disincanto.
A furia di imbastire profonde riflessioni sul fenomeno chiamato "amore",  il film perde completamente il brio narrativo per scadere in una commedia patetica, con un finale decisamente tronco ed irrisolto.
Coraggio, puoi fare di meglio, provaci ancora, Sam!
Ultima modifica ilGiovedì, 19 Dicembre 2013 18:46
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