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UN SAGGIO DI FRANCO TRIFUOGGI PER OMAGGIARE ALBINO PIERRO NEL CENTENARIO DELLA NASCITA

In evidenza UN SAGGIO DI FRANCO TRIFUOGGI PER OMAGGIARE ALBINO PIERRO NEL CENTENARIO DELLA NASCITA

Quest’anno nella calza della Befana ho trovato un regalo e una sorpresa che scarto con immenso piacere. Si tratta di una recente pubblicazione del letterato Franco Trifuoggi dal titolo: “Vitalismo e solarità nella poesia di Albino Pierro”. Un saggio che l’autore, nonché amico del vate oltre che studioso (nel 2011 Trifuoggi riceve dal Comune di Tursi la cittadinanza onoraria in riconoscimento dei suoi studi su Pierro) ha voluto regalarmi, e regalarci, nel centenario della nascita di Pierro (19 nov 1916). Il poeta tursitano è noto per essere stato candidato più volte al Nobel e la sua lirica è conosciuta in tutto il mondo, si pensi che le sue opere vengono tradotte in quaranta lingue –francese, inglese, spagnolo, portoghese, neogreco, svedese, rumeno, persiano, arabo, russo, cinese…, solo per citarne alcune.

Trifuoggi con questo saggio ha voluto rendere omaggio ad Albino Pierro, alla sua lirica che “canta non solo i luoghi e i riti del suo paese, i cari scomparsi, il tormento esistenziale –così come riportato nelle prime pagine- ma anche un indomito amore della vita, la speranza, lo splendore del sole e delle stelle, un sogno di fraternità universale, la fede religiosa e in particolare la devozione alla Madonna, l’amicizia, l’amore illuminato da bagliori stilnovistici, la tenerezza verso la donna, l’infanzia, gli umili, il palpito umano degli animali”. Ed è per questo che lo studioso di Marigliano ha sentito la responsabilità di voler rendere giustizia al poeta offrendoci una brillante lettura e commento della sua poetica… in tutta la sua interezza. Infatti da subito, nella premessa, Trifuoggi sottolinea l’esigenza della scelta del tema: “di non contestare la formula demartiniana “poeta delle funebri memorie” (…) bensì di dissipare la diffusa tentazione di assumerla come definizione caratterizzante della sua poesia o addirittura assolutizzante”.

Ad aprire le 36 pagine rivestite di giallo -una copertina dalla patina vellutata che racchiude nei colori il senso del titolo-, un’immagine di Albino Pierro solare, col suo immancabile sigaro, corredata da una breve biografia. Trifuoggi ci accompagna, passo passo, nella poetica pierriana. Il lettore sembra ricevere in dono dalle parole splendidi scenari fatti ora di luoghi, di suoni, di immagini, di sensazioni ed emozioni che Pierro evoca nelle sue liriche. Si resta stupiti ed estasiati e si cerca di catturare, o quantomeno di partecipare attraverso i versi che abilmente Franco Trifuoggi propone, all’anelito profondo di una vita piena e vitale e al suo mistero…. Aspetti che l’autore certosinamente riporta di volta in volta attraverso un’analisi attenta. Per fare un esempio, nella silloge “Mia madre passava” (silloge in lingua del 1955), si sottolinea la presenza dei seguenti vettori lirici: “un indomito vitalismo, le visioni paesaggistiche con lo splendore del sole e i notturni lunari, l’amicizia, il palpito umano delle bestie, la fede religiosa, il sorriso della figlia”… Come pure riporto un esempio di lirica in dialetto: “E ll’occhie ti scintìllete” dove si descrive l’esaltazione “dello sfolgorio del sole come del sorriso, metafore della vita che si afferma come luce e bene contro ogni tenebra di male e di dolore”…e così via. Non c’è, insomma, nelle liriche di Pierro “un pessimismo disperato”, come sottolinea a più riprese Trifuoggi nel riportare i versi ispirati del vate sia nelle sillogi in lingua che in dialetto. E queste ultime poi, in particolare, offrono, come spiega l’autore, “una più ricca e probante possibilità di esemplificazione”.

Il saggio di Trifuoggi, attraverso la pluralità di esempi di “indomito slancio vitale e di fascinosa ebbrezza di luce” (rubo l’espressione all’autore), va ad arricchire un suo “corredo” operistico di grande spessore sul poeta tursitano: “Candore e devozione in Albino Pierro”; “Lettura della lirica tursitana di Albino Pierro” (opera finalista del Premio “Città di Gioi”; “Motivi mariani in tre poeti lucani: Rachele Padula Zaza, Rocco Campese e Albino Pierro”; “Poesia e fede in Albino Pierro”.

a sinistra: Franco Trifuoggi

Ultima modifica ilGiovedì, 05 Gennaio 2017 20:06
Maria De Carlo

LA DIRETTORA

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