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PARCO O STADIO?

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In questi giorni, oltre all'accesa campagna elettorale, giunta ormai al termine, tiene banco il tema della destinazione dell'area ex Cip Zoo, da decenni abbandonata a se stessa e simbolo di un degrado che, nel 2019, dovremmo ormai aver superato del tutto. La volontà di favorire la realizzazione di un Parco della Città è viva da anni e, in passato, sono state raccolte anche firme per sensibilizzare cittadini, istituzioni e politica al tema. Basta un semplice clic sul link https://www.facebook.com/groups/parcobasento/ per rendersi conto della bellezza e della portata di un progetto straordinariamente ambizioso, in grado di donare finalmente alla città di Potenza un immenso spazio verde per le attività del tempo libero, per i momenti ricreativi, per lo sport. Insomma, uno spazio finalmente non cementificato e aperto alla gente, uno spazio in grado di mettere al primo posto il bene comune e non il profitto di aspiranti realizzatori. 

Nelle ultime settimane, però, è tornata a farsi strada un'altra ipotesi di utilizzo dell'area ex Cip Zoo. Il cammino brillante del Potenza Calcio, infatti, e lo straordinario attaccamento alla maglia dei tifosi potentini, hanno riportato alla ribalta la necessità di un nuovo stadio, in grado di accogliere più tifosi e di essere maggiormente idoneo alle categorie che al Potenza competono e verso le quali, ci si augura, la compagine lucana possa presto giungere. Un nuovo stadio per sostituire lo storico Viviani, perla del capoluogo ma anche, forse, troppo piccolo e troppo centrale per essere vissuto appieno e al meglio. La necessità, inoltre, di lavori di adeguamento per consentire lo svolgimento del prossimo campionato di C o, chissà, di categorie superiori, ha riaperto e riacceso il dibattito. Un nuovo stadio nell'area dell'ex Cip Zoo o, per meglio dire, un nuovo impianto sportivo, in grado di comprendere lo stadio del Potenza Calcio, le residenze per i calciatori, i parcheggi per i tifosi e, si vocifera, delle attività commerciali, è un progetto che fa gola e che stuzzica la fantasia dei tifosi e dei cittadini. 

Com'è naturale e giusto, l'opinione pubblica si è presto divisa sui favorevoli all'uno o all'altro progetto. I più ottimisti, o forse utopistici, sperano nella possibilità di veder realizzati, insieme, entrambi i progetti, ma non sembrano esserci le condizioni materiali e logistiche per credere che possa davvero essere possibile. Il web si è riempito di commenti e pareri, di proposte e considerazioni e sono stati interpellati sul tema anche alcuni dei politici candidati alle imminenti elezioni che, com'era prevedibile in questa fase, hanno lasciato intendere che tutti i progetti potranno essere discussi e analizzati. 

Parco della Città o nuovo impianto sportivo? La domanda aleggia nell'aria e sono tanti ad essere indecisi sulla destinazione più giusta e più opportuna per quell'area. Su una cosa, però, non sembrano esserci dubbi di alcun tipo: quella zona va donata alla città, alla comunità, alla popolazione, in fretta e senza ulteriori e inutili sversamenti di cemento. Non solo, perché a voler fare un passo in più, nemmeno può bastare la prospettiva di "fare qualcosa" in quell'area oggi abbandonata. Serve che poi, quel qualcosa, sia curato e mantenuto al giusto livello, senza essere abbandonato a se stesso, come successo a tante altre zone della città. Parlando di parchi, infatti, viene subito in mente il vicino parco di Rossellino, un tempo meta di bambini e famiglie desiderose di trascorrere una giornata nel verde, con i giochi, con la natura, con la possibilità di staccare dal tam tam quotidiano e cittadino. Cosa resta oggi del parco di Rossellino? Abbandono, rifiuti sparsi ovunque, giostre del tutto inesistenti, pineta lontano ricordo e nessuna prospettiva futura. Nessuno si è mai curato, negli ultimi anni, di restituire a quella zona un minimo di dignità, che vada oltre le partire in senso stretto che si giocano presso il palazzetto (e che pure tanti problemi sembrano causare per la cattiva gestione dei parcheggi e dell'accoglienza di chi arriva da fuori città). 

Che si scelga di proseguire il progetto del Parco della Città o che si reputi opportuno optare per la costruzione del nuovo impianto sportivo, insomma, la cosa più importante è che lo si faccia rivalorizzando completamente e nella maniera giusta l'intera zona, per dare lustro e brillantezza non solo alla città ma all'intera Regione. Pineta, bosco, attività ricreative per le famiglie, F.I.G.C., settori giovanili, sport, verde pubblico, comunità possono e devono essere le parole chiave per avviare, il prima possibile, il progetto e per donare ai cittadini un'area da troppo tempo, vergognosamente, abbandonata a se stessa. 

Marco Tavassi

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