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VALE PIU’ UNA VITA O UNA CATTEDRALE?

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Sono passati alcuni giorni dalla tragedia che ha interessato una delle Cattedrali più importanti e famose del mondo, la Notre Dame di Parigi, colpita da un devastante incendio che ha cancellato, in brevissimo tempo, anni di storia e di cultura e lacerato il cuore di tanti che hanno visitato il famoso luogo e che, nelle ore successive alla tragedia, hanno manifestato tristezza e cordoglio attraverso la condivisione di foto e frasi dedicate. Un incendio, le cui dinamiche sono ancora in fase di accertamento e di cui si sentirà certamente ancora parlare a lungo, che ha naturalmente sconvolto e scosso l’intera comunità mondiale, immediatamente vicina alla capitale francese e al fantastico e storico monumento. Vicinanza che, com'era forse facile prevedere, si è manifestata anche con gesti e atti concreti, come le numerose donazioni economiche prontamente messe a disposizione da vari personaggi dell’Europa e del Mondo, desiderosi di vedere in breve tempo la Cattedrale Parigina tornare al giusto lustro e alla brillantezza che le se addice. Monumento presso cui, a dirla tutta, erano già in corso dei lavori di restauro, tanto che proprio la ditta appaltatrice è tra i vari, a vario titolo, sotto l’occhio del ciclone per quanto accaduto.

Ingenti somme di denaro, quindi, arrivate da ogni dove e messe spontaneamente a disposizione per i lavori che saranno effettuati presso la Cattedrale. In sole 24 ore, nei giorni successivi alla tragedia, sono stati raccolti 600 milioni di euro. Facile immaginare che il budget sia, con il passare dei giorni e fino ad oggi, notevolmente cresciuto. E la cosa è assolutamente positiva, poiché testimonia la sensibilità dell’umanità verso l’arte, la cultura, la storia e la tradizione. E testimonia in maniera chiara ed inequivocabile la voglia di tanti di metterci del proprio per ricostruire un monumento così importante. Tutto molto bello e indubbiamente positivo, quindi.

Solo che…negli stessi giorni della “corsa alla donazione per Notre Dame”, qualcuno faceva notare, giustamente, che lo stesso affanno non si nota nei confronti di altri temi, sempre attuali e assai più gravi, come quello della povertà, con milioni di persone costrette a vivere bel al di sotto della soglia minima di povertà, con bambini che non hanno cibo né acqua, con zone del mondo in cui si muore di stenti e di malattie altrove guaribili in un’oretta o poco più. È bello assistere alla gara di donazione per la Cattedrale di Notre Dame, è bello sapere che il mondo non resta indifferente alle sciagure e arde dal desiderio di porvi rimedio in fretta. Fa male, però, leggere certe cifre al cospetto di milioni di bambini privati del diritto al pane e all'acqua. Certo, è più semplice rimettere in piedi una struttura che risolvere problemi seri che da secoli attanagliano il mondo ma, mi chiedo, vale più una vita o una cattedrale?

Marco Tavassi

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