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Presentato il volume " Sopravvivere ai cambiamenti " dell'autore potentino Giulio Ruggieri (con video illustrativo)

In evidenza Presentato il volume " Sopravvivere ai cambiamenti " dell'autore potentino Giulio Ruggieri (con video illustrativo)

 

Un romanzo incentrato sul tema della determinazione, quello presentato presso la Chiesa di “Santa Maria Della Speranza" di Bucaletto, dall’esimio prof. Francesco Calabrese. Il libro del giovane autore potentino Giulio Ruggieri s'intitola, non a caso, "Sopravvivere ai cambiamenti” e narra delle vicende di un imprenditore quarantenne palermitano, Ettore Tobia, che riesce a raggiungere nella vita importanti traguardi professionali, con la sola forza di volontà. Dopo anni di duro lavoro, il protagonista intuisce, però, che è giunto il momento di dare una svolta significativa alla sua vita, spostando il baricentro degli interessi e dei valori che hanno sino a quel momento guidato il suo agire. Una crisi esistenziale, da cui scaturisce un viaggio fisico ed interiore, alla ricerca dell’identità perduta, con l'augurio di ritrovarla al più presto. Una coscienza di sé smarrita negli anni, a causa degli affanni quotidiani e dei tanti sforzi profusi nell'ossessione per il lavoro. Fortunatamente, una grande volontà anima lo spirito di Ettore, la stessa che gli ha consentito di crearsi un impero e che, attraverso continui tormenti, gli consente di intraprendere la scalata per quel cambiamento spirituale che lo conduce alla purificazione dell’anima. Il prof., Francesco Calabrese, ha sottolineato il carattere ascetico che pervade le pagine del romanzo. Ettore si ritrova, dopo una brillante carriera, nel bel mezzo di una crisi interiore, di cui nessuno è a conoscenza. Così, dopo una vita trascorsa all’insegna del soddisfacimento degli interessi materiali, decide di passare dall’altro lato del sistema produttivo. Decide di sperimentare la condizione umana e lavorativa quotidiana della classe operaia. Un superamento delle passate logiche legate esclusivamente al profitto e che, in un certo senso, lo hanno disumanizzato. L’opera letteraria, al di là dei singoli tecnicismi, consente come sempre fa la letteratura in qualità di veicolo di esperienze e valori che hanno una portata universale, di cogliere il senso complessivo delle vicende raccontate e vede nella spiritualità e nella tensione mistica, che anima l’interiorità del protagonista, una delle chiavi di lettura principali per ben comprendere il messaggio di cui l'autore si fa portatore. E’ la ricerca dell’"humanitas", la centralità dell’uomo, che il testo si propone di evidenziare, cercando di mostrare come una corretta analisi della complessità della realtà nei suoi molteplici aspetti, richieda sempre di focalizzare l’attenzione sull’individuo e di porre l’uomo al centro di tale complessità. La volontà di cambiare vita del protagonista, richiede una capacità di adattamento e sopravvivenza al cambiamento che consente di scoprire e/o riscoprire sé stesso attraverso la consapevolezza dell’altro da sé. E’ qui presente il tema filosofico e letterario dell’alterità, a cui il protagonista si rapporta, scoprendo concetti assolutamente innovativi per la propria coscienza come quello di fratellanza e condivisone e valori come l’amore per il prossimo. L’anelito alla conoscenza della verità attraverso il rapporto con l’altro da sé, implica tuttavia che l’uomo debba innanzitutto cercare la verità all’interno di sé e della propria coscienza, secondo l’insegnamento dell’antico precetto agostiniano “Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas" ( Non andare fuori, rientra in te stesso: è nel profondo dell’uomo che risiede la verità ). La risposta ai bisogni intimi dell’uomo può essere trovata tramite la fede. La fede è espressione di un bisogno di trascendenza dai limiti della dimensione umana, di tensione dell’uomo verso l’infinito, dell’anelito a Dio nella speranza di salvare la propria anima, ed è una delle possibilità insite nel libero arbitrio. Non a caso le opere letterarie che durano nel tempo quasi sempre esprimono esigenze umane universali che, pur applicandosi a casi individuali, possono avere un valore ed una portata collettiva. Nel testo, come spiegato dallo stesso autore, grande estimatore del pensiero e delle opere del giornalista Tiziano Terzani- che ha nella conoscenza della cultura, delle tradizioni e delle forme di pensiero di matrice orientale, uno dei suoi massimi punti di forza- vi è anche un confronto implicito tra religioni, soltanto apparentemente distinte e separate come buddismo e cristianesimo e tenta di analizzare la moderna società e le sue evidenti contraddizioni, come quella di incentrare grandi sforzi nella produzione di beni materiali per lo più accessori per la vita dell’uomo, senza curarsi minimamente di coltivare l’equilibrio individuale dei singoli. La morale del romanzo è quella di stimolare a un cambiamento di prospettiva, attraverso cui sia possibile comprendere che non tutto ci è dovuto e che il lavoro non è il fine dell’attività umana, ma lo strumento che consente di mettere a frutto talenti e potenzialità individuali da mettere al servizio del bene comune, per il raggiungimento del benessere sociale e generalizzato della collettività.

 

 

Emanuele Pesarini

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Ultima modifica ilDomenica, 26 Ottobre 2014 13:28
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