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L'istituto Einstein- De Lorenzo sui luoghi del terremoto

POTENZA. Uno stage formativo ad Amatrice dal 9 all’11 aprile p.v., sui luoghi del terremoto. E’

 

quanto l’Einstein-De Lorenzo di Potenza, in collaborazione con il CNR-IMAA (di Tito Scalo) ha organizzato per gli studenti delle classi quinte CAT (5G e 5H) nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. Ma l’intero progetto (che coinvolge tutte le quinte e gli indirizzi) verrà presentato

 

mercoledì 28 alle ore 9.30 nell’Aula Magna di via Sicilia.

 

Ad aprire i lavori il Dirigente scolastico, Domenico Gravante che ha fortemente voluto e promosso questa collaborazione per una scuola sempre più radicata e aperta al territorio. Al tavolo il presidente CNR Vincenzo Lapenna, i ricercatori CNR Licia Fanti, Maria Rosaria Gallipoli e Claudia Belviso, insieme per presentare e ufficializzare questo felice connubio. Infatti la convenzione stipulata tra Einstein-De Lorenzo e CNR-IMAA sarà pluriennale e coinvolgerà i seguenti indirizzi

 

dell’Istituto: Meccanica, Meccatronica ed Energia - Chimica, Materiali e Biotecnologie - Informatica e Telecomunicazioni - Costruzioni, Ambiente e Territorio.

 

Per ora gli alunni delle due classi quinte CAT (5G e 5H) sono pronti per partire per Amatrice subito dopo le festività pasquali –dal 9 all’11 aprile pv- guidati dalla ricercatrice Maria Rosaria Gallipoli, esperta di dissesti idrogeologici e sismici, e da alcuni docenti impegnati nel progetto.

 

Gli alunni analizzeranno i crolli, compileranno schede sui dissesti sismici e per loro sarà una “esperienza ricca e significativa che li qualificherà sempre di più nella professione che vorranno intraprendere”, così come commenta la docente referente per l’alternanza scuola-lavoro del CAT, Lucia Stabile. “Torneranno più arricchiti – continua la Stabile – di conoscenze specifiche sia nel rilievo topografico che nell’analisi strutturale degli edifici storici”.

 

Ad affiancare la referente i seguenti docenti che accompagnano gli studenti in questo percorso formativo: Patrizia Panebianco, Raffaele Giansanti, Antonello Lagrutta e Carlo Iannelli.

"Due parole con... Alexandre Azuké"

Carissimi lettori, abbiamo avuto la possibilità in questi di poter scambiare due parole con Alessandro Cappiello, in arte Alexandre Azukè, e le sue collaboratrici: Daniela Stefanelli, arte Dana e  Sabrina Albanese e Debora Lopardo, in arte Sabrina e Deb, in occasione dell’uscita dei tre brani: “What we were”, in versione original e remix, e “ Ti perdo o no”.

D: Raccontaci un po’ di te. 

Alexandre: Alessandro Cappiello, in arte “Alexandre Azùké”, nasce a Potenza, il 22 maggio 1991. Fin dalla giovane età si interessa per la musica, approdando presto al deejaying. Seguiva spesso i party nella discoteca della sua città. Mentre i suoi amici si sbizzarrivano in pista, lui rimaneva immobile ed estasiato nel guardare i dj muoversi in console. Il pensiero era già traghettato al voler avere le sue mani su quel mixer. Avvicinandosi a questo ambiente, iniziò a suonare con un piccolo controller compatto, da autodidatta. Proprio per perfezionarsi in questa tecnica, ha studiato attraverso corsi professionali, fin quando finalmente ha scalato quei 3-4 gradini che l’hanno portato a calpestare personalmente la console. Da li in poi a suonare in svariati club e manifestazioni pubbliche/eventi. Il suo nickname “Alexandre Azùké” racchiude le sue due grandi passioni oltre la musica in primis, la psicologia e i motori: il Giappone e la lingua francese (“Azùké” significa “vita”). Nel 2016 inizia a produrre, esordendo con il suo primo inedito “What We Were” - nella versione original mix di genere “R&B” e nella versione remix, di genere “House” - stipulando un contratto discografico con la casa “TRB-Rec di Andrea Tognassi”. A distanza di pochi mesi compare sul mercato musicale con il suo secondo inedito “Ti Perdo O No” – di genere “Reggaeton” - sotto la casa discografica “Red Sunset Records” (Sub label della TRB-Rec). Con il primo brano ha partecipato al Contest “Sanremo New Talent” arrivando in finale di Categoria Giovani. Con il secondo brano, è stato intervistato in diretta a Buongiorno Regione su Rai 3. Infine con entrambi i brani ha partecipato al “IV Concorso Letterario della Scuola Autori di Mogol” dove il testo “What We Were” (tradotto in italiano), è stato selezionato come uno dei testi più rappresentativi del concorso e verrà pubblicato nell’antologia commercializzata da aprile 2018 in tutte le librerie dalla “Aletti Editore” con l’introduzione del maestro Mogol. Spera di arrivare a tutti facendosi capire per quello che si scrive e si compone interpretandolo al meglio.

Dana: Mi chiamo Dana, ho 20 anni. Sono sempre stata impegnata in attività che coinvolgono la musica, dalla danza, al canto, al musical ecc., ed ora studio Produzione Audio a Milano. Le mie tendenze canore sono sempre state per lo più sulla black music, dal jazz, al blues all R&b, ma i miei gusti di ascolto musicale spaziano all’interno di molti più generi.

 

 

Deb: Ho 24 anni, sono un studentessa universitaria ed ho sempre avuto una grande passione per la musica in generale. Da quando ho 13 anni infatti ho frequentato il conservatorio fino a coronare il mio sogno di diventare maestra di piano. In generale sono una ragazza molto aperta a nuove sfide e questa nello specifico è stata molto costruttiva per le mie passioni e obbiettivi futuri.

 

Sabrina: Sono Sabrina Albanese, ho 30 anni, sono laureata in Psicologia e attualmente lavoro presso una cooperativa sociale di Potenza. Non amo definirmi una cantante, sono semplicemente una ragazza con una grande passione per la musica. Mi sono avvicinata a questo mondo in tenera età; avevo solo 8 anni quando ho deciso di partecipare alle selezioni dello zecchino d'oro. Nel 2004 ho partecipato al "Premio Mia Martini", esibendomi su vari palchi d'Italia,tra cui Reggio Calabria e San Benedetto del Tronto; ho passato diverse selezioni fino ad arrivare in semifinale a presentare il mio primo inedito "Sconosciute maree", un brano scritto da me.Durante quest'esperienza ho avuto modo di conoscere persone strepitose che hanno creduto in me e mi hanno regalato un piccolo sogno. Dal 2005 mi esibisco lavorando in serate karaoke, pianobar, feste di piazza e feste private con diversi gruppi con i quali sperimento svariati generi musicali,tra cui folk,pop,rock e heavy metal. Mi ritengo una persona timida e introversa ma allo stesso tempo forte e determinata, sempre con un sogno nel cassetto e i piedi ben piantati per terra.

 

 

D: Come è nato il tuo EP, in particolare i brani: “What We Were” e “Ti Perdo O No” poiché sono due testi totalmente differenti nel loro genere, e raccontaci anche come è nata la collaborazione con Dana (Daniela Stefanelli) e con Sabrina & Deb (Sabrina Albanese e Debora Lopardo)?

Alexandre:  L’EP nasce con la voglia di farsi conoscere, cercare di emergere in un mondo bellissimo che è quello musicale. Iniziando con il cimentarsi nell’arte del deejaying, si è arrivato anche a produrre per affermare la propria impronta musicale. Azùké, compositore della strumentale e autore di entrambi i testi ha voluto iniziare il suo cammino da producer con questo EP. In particolare, il brano “What We Were” mette in risalto una grande storia di amicizia. Il testo espone il dolore della rottura del rapporto e allo stesso tempo la volontà di reagire, la speranza ed il sapere che i soggetti siano felici. Il brano parla d’amore, non l’amore sentimentale, ma l’immenso legame fra due persone che godono di un’amicizia forte e vera; come cita anche l’inglese “I love you”, il quale ha due significati differenti: “ti amo” / “ti voglio bene”. Due persone che si sostengono l’un l’altra anche attraverso le distanze e le barriere interposte fra di loro. Quest’ultimo è stato prodotto anche in versione remix attraverso il genere “House”. Per quanto riguarda, invece, il brano “Ti Perdo O No”, nel dettaglio, racconta la storia di due ragazzi fidanzati che per colpa di lui hanno dovuto lasciarsi. Entrambi, però, soffrono. Soprattutto lei. Fin quando, per caso, si incontrano ad una festa, dove lei invitata e lui in console la nota e mettendo da parte l’orgoglio le se avvicina chiedendole scusa, ritornando così insieme. Il destino non li aveva fatti incontrare per poi farli separare. Il primo brano nasce in collaborazione della splendida voce di Daniela Stefanelli, in arte “Dana” la quale è riuscita ad estrapolare tutto il sentimento che il testo voleva intendere, in un genere, quello “R&B”, che riesce meglio ad esprimere il brano. Il secondo è nato in collaborazione con l’armoniosa voce di Sabrina Albanese, in arte “Sabrina” e le mani fatate della pianista Debora Lopardo, in arte “Deb”. Il volerlo produrre genere “Reggaeton” è collegato innanzi tutto a creare un brano leggero e spensierato (con un testo comunque serio), ed anche ricondurlo al genere che negli ultimi tempi sta spopolando, facendo conoscere in un certo senso, il Reggaeton cantato in italiano. Lavorare con Dana, Sabrina e Deb, confrontarsi, è stato molto semplice e piacevole e fin da subito è nata un’armonia dettata anche dalla passione per la musica che ci accomuna. A volte il parere di una era diverso da quello dell’altra parte. Ma questo è giusto perché si vuole sempre cercare di dare il meglio di sé in condizioni dove si pensa di non essere mai abbastanza e di non aver fatto mai abbastanza. Queste ragazze sono delle splendide, capaci e preparate artiste. Entrambi i brani sono presenti su tutte le piattaforme musicali on-line di streaming e download. Per “Ti Perdo O No” è stato realizzato anche il videoclip.

D: Dana come è nata la tua collaborazione per il brano: “What We Were”, con Alexandre Azùké (Alessandro Cappiello), quali sono state le sensazioni nel collaborare e la scelta del genere “R&B” per l’original mix e “House” per il remix?

 

Dana: Io ed il mio amico Ale ci siamo conosciuti proprio grazie alla musica, nel 2012, quando abbiamo organizzato insieme una serata, dove lui ha fatto da dj ed io da vocalist/singer. Per questo motivo non ho esitato affatto quando mi ha detto che voleva pubblicare una canzone con me. Il brano è un perfetto punto d’incontro tra i nostri gusti, per questo mi è venuta molto naturale l’interpretazione e la scrittura della linea melodica. Il testo parla di un’amicizia esplosa e poi svanita, “come scintille” (“I can feel it in my heart like sparks”) e la versione house è stata un’idea di Ale, che è già attivo nel genere, pensata per far sfogare gli ascoltatori nelle emozioni della danza, la reazione più bella che si possa ricevere da un pubblico.

 

D: Deb, come è nata la tua collaborazione per il brano: "Ti Perdo O No", con Alexandre Azùké (Alessandro Cappiello), la scelta del genere "Reggaeton", e, raccontaci anche le sensazioni nel collaborare con Sabrina (Sabrina Albanese)?

 

Deb: Questa fantastica collaborazione è nata semplicemente grazie al rapporto di amicizia che ho da tempo con Alexandre Azuke, che un giorno mi parlò di questa sua idea e della sua volontà di far partecipare anche me ed io molto entusiasta e convinta di questo progetto ho deciso di collaborare. Trovo la scelta del genere reggaeton molto azzeccata in quanto questo genere sta suscitando parecchio successo tra i giovani e anche perché è un genere che rispecchia molto i miei gusti. Ritengo che la mia collaborazione con Sabrina sia stata molto produttiva e interessante in quanta è una ragazza molto solare, simpatica e soprattutto ha un immenso talento e professionalità.

 

D: Per te, invece, Sabrina?

Sabrina: L'incontro tra me e Alessandro è stato assolutamente casuale,ci siamo conosciuti ad una festa di laurea di un amico in comune ed in quell'occasione mi ha proposto di collaborare con lui a questo progetto. Ho accettato immediatamente, soprattutto perché mi fido molto delle sensazioni a pelle e mi è sembrato un ragazzo serio,umile e con un progetto molto interessante. Il genere reggaeton,oltre a piacermi in particolar modo per le sonorità e il ritmo coinvolgente; negli ultimi anni si sta diffondendo a macchia d'olio nel nostro paese. Inoltre, come produzione musicale italiana è un'assoluta novità;poiché il genere è legato soprattutto a culture sudamericane. È stato bello collaborare con Debora,le sensazioni sono state positive,all'insegna di momenti di divertimento e serietà; ingredienti fondamentali e rari da trovare nelle persone. Inoltre è una persona che trasmette grinta e passione in ciò che fa.

 

 

D: Come il pubblico potentino sta rispondendo a questi due brani?

Alexandre: Il pubblico potentino ha reagito molto egregiamente per entrambi i brani. Si è avuta una buona frequenza di ascolti e complimenti, anche da famosi e conosciuti artisti, calcolando anche l’essere artista emergente e quindi non essere ancora propriamente affermato sul mercato musicale. Va benissimo così. Tutto questo, a tratti, non sembra vero ed è già un grande traguardo raggiunto.

 

Deb: Beh devo dire che anche se potenza è una realtà piccola e noi siamo comunque dei ragazzi giovani e alle prime esperienze in questo campo, la risposta è molto soddisfacente, c'è tanto interesse e voglia di conoscere nuovi artisti emergenti.

 

Sabrina: In maniera positiva,probabilmente anche per la novità del genere reggae ton made in Italy che ha incuriosito e avvicinato anche i più scettici. Inoltre la semplicità delle strofe e la musicalità rendono "Ti perdo o no" un brano sia da ballare che da ascoltare.

Dana: Per essere il primo progetto realizzato assieme, sono soddisfatta del riscontro del pubblico perché è piaciuta molto a chi l’ha ascoltata. Inoltre abbiamo portato la canzone come provino per il Sanremo New Talent del 2017, guadagnandomi l’accesso diretto alla finale.

 

 

D: Cosa hai in cantiere per il futuro?

Alexandre:  Per il futuro vi è l’intenzione di produrre altri brani e continuare questo cammino di dj/producer. Ad oggi, è stato già scritto un altro testo del quale non si svela nulla, neanche il titolo per cercare di carpire il tema di questo nuovo testo che sarà collegato molto probabilmente ad una strumentale “Dance”. Tutto a suo tempo. Ora come ora, già si hanno le prime soddisfazioni e tutto questo non si fa per cercare fama, anche se, chiaramente, se dovesse arrivare, ben venga. Per il momento si vive il sogno; questo sogno di suonare e produrre che pian piano sta trasformandosi in realtà. Come on!

Dana: Sto studiando molto in vista dei miei progetti, nel giro di 2 anni vorrei riuscire ad autoprodurmi con successo, adesso sto preparando le tracce per i miei primi singoli da solista pop/R&B, che hanno ancora un anno di lavoro d’avanti prima di vedersi pienamente realizzate.

 

Sabrina: Vorrei continuare a coltivare la mia passione per il canto,magari anche perfezionando la tecnica. Sto pensando di realizzare un progetto musicale pop-rock piano e voce o chitarra e voce.

 

Deb: Per prima cosa vorrei finire gli studi universitari, poi spero di continuare nel campo musicale anche con altri brani come questo o esibizioni in pubblico.

 

Ringraziamo i ragazzi per averci permesso di scambiare due parole con loro in modo da conoscerli meglio sia artisticamente che umanamente e gli facciamo un grosso in bocca al lupo per i loro progetti futuri.

 

 

Giuseppe R. Messina

 

 

Link

Canale YouTube Alexandre Azùké Dj

https://www.youtube.com/channel/UCSDZD9Y35YElCWpBhIKla4g

-          Canale YouTube Red Sunset Records

https://www.youtube.com/channel/UCECbQWpQToTq-sK-5w8IvBA/featured

Azùké Dj

-          Facebook

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-          Instagram

https://www.instagram.com/azuke_dj/

-          Twitter

https://twitter.com/azuke_dj

-          Soundcloud

https://soundcloud.com/alex-ndr-ryo-az-k

Red Sunset Records

-          Artist

http://redsunsetrecords.com/artist/alexandre-azuke/

 Link brani:

"Ti perdo o no"

 https://www.youtube.com/watch?v=bA3p72PM5EM

"What we were" (original)

https://www.youtube.com/watch?v=eQKcKMs6F9s

"What we were" (remix)

https://www.youtube.com/watch?v=jfsXe7RwsJ4

 

 

Progetto A. L. Ba, prorogati termini partecipazione a concorso poesia dialettale lucana

L’Università degli Studi della Basilicata e il Progetto A.L.Ba. (Atlante Linguistico della Basilicata) hanno organizzato un concorso di poesia dialettale aperto a tutti, dagli appassionati agli studiosi delle tradizioni linguistiche lucane. Il concorso di poesia dialettale è organizzato nell’ambito della “Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali”, indetta dall’Unpli nazionale il 17 gennaio di ogni anno.
Le opere dovranno porre in risalto il tema del concorso, con estro creativo e libertà d’immaginazione, seguendo la libera espressività dell’autore. Al concorso sono ammesse tutte le tipologie di componimento poetico scritte in uno dei dialetti lucani. La partecipazione è gratuita. I partecipanti dovranno inviare il materiale entro il 31 gennaio 2018 (il precedente termine del 15 gennaio è stato prorogato).
L’evento di premiazione dei componimenti poetici si svolgerà, si svolgerà a Potenza, in una delle sedi dell'Ateneo in una data ancora non individuata e che sarà tempestivamente comunicata  a tutti i partecipanti.

http://portale.unibas.it/site/home/comunicati-stampa/articolo5752.html (per maggiori info)

 

Giuseppe R. Messina

LA SCUOLA “EINSTEIN-DE LORENZO” DI POTENZA ALLA LUISS DI ROMA PER IL PROGETTO MILLENNIAL LAB 30

Come potrebbe essere la nostra città nel 2030? Alla risposta ci si arriva attraverso un percorso messo in moto dal Progetto Millennial Lab 2030 e che vede coinvolti, in modo particolare, i più giovani, i veri protagonisti della propria crescita e del proprio sviluppo. Tra le 13 scuole superiori italiane che partecipano al Progetto c’è l’Einstein-De Lorenzo di Potenza (unica scuola in Basilicata). Nei giorni scorsi a Roma, all’Università LUISS Guido Carli, all’avvio dei laboratori hanno preso parte gli alunni della classe 3 i dell’Einstein-De Lorenzo accompagnati dalla docente referente del progetto, Maria Sara Coriglione e dal prof. Prospero Armentano.

Il Progetto Millennial lab è un’iniziativa promossa dalla Fondazione Bruno Visentini, curatrice del moto rapporto annuale sul Divario generazionale nel quadro di uno dei 50 progetti JeanMonnet che la Commissione UE ha selezionato quest’anno tra le migliaia di proposte provenienti da oltre 80 paesi del mondo.

Il progetto coinvolge oltre 200 studenti italiani nel calcolo del divario generazionale delle loro rispettive città e in dibattiti a tema con gli amministratori locali ai quali spiegheranno come dovrebbe essere la loro città nel 2030. I risultati di questi incontri poi, saranno presentati l’11 aprile 2018 a Gaeta in occasione del Festival dei Giovani Noisiamofuturo. Alla LUISS di Roma con gli studenti provenienti dalle 6 regioni italiane (Lombardia, Lazio, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia), gli studenti dell’Einstein-De Lorenzo hanno partecipato ad un incontro operativo. Il Millennial Lab 2030 infatti è finalizzato alla creazione di laboratori di coworking che coinvolgono gli studenti, “nell’affrontare le sfide che la “generazione Millennial” dovrà affrontare nei prossimi anni per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva dei loro territori, in un’ottica che non può che essere europea e internazionale”.

“Un’adesione, la nostra dell’Einstein-De Lorenzo, che ci rende fieri e orgogliosi - ha commentato il dirigente scolastico Domenico Gravante – un’opportunità per i nostri studenti che si confronteranno con il territorio in una prospettiva di costruzione del proprio futuro”. E sotto la lente degli studenti della 3 i dell’Einstein-De Lorenzo la città di Potenza e “il suo indice di divario generazionale”. La “base operativa” di elaborazione dei dati sarà il Laboratorio multimediale dell’Einstein-De Lorenzo. “Sarà un lavoro interessante – ha spiegato la docente referente Sara Coriglione – perché i nostri studenti con i rappresentanti delle istituzioni si interrogheranno sulla possibilità di trovare lavoro nel 2030, bisogna fare i conti con un nuovo modo di pensare e di lavorare”. Un divario generazionale infatti che rischia di tradursi in una crescente esclusione sociale dei giovani dalla collettività e in un drammatico calo di opportunità per i giovani del nostro Paese.

Ma prima di Gaeta l’Einstein-De Lorenzo avrà l’onore di ospitare il 5 febbraio p.v. il professor Luciano Monti, docente di Politiche dell’Unione Europea alla LUISS Guido Carli di Roma, nonché, tra le altre cariche, Coordinatore scientifico del Festival dei Giovani.

Qual è l’obiettivo da raggiungere, che è poi anche una urgente priorità? Il Progetto intende “Adottare strategie comuni per ridurre il ‘divario generazionale’, nel più ampio contesto degli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’ “Agenda 2030” dell’ONU”.

Ed un passo fondamentale in questo processo è la sensibilizzazione degli opinionmakers del mondo istituzionale, accademico, sociale, culturale ed economico, a livello nazionale e locale, nonché la stessa generazione Millennial, sul futuro che attende le nuove generazioni e sull’impatto che queste dinamiche di medio-lungo periodo avranno nel processo di integrazione europea.

E dalla LUISS Guido Carli di Roma gli studenti della 3 i con la docente referente Coriglione sono rientrati carichi di entusiasmo alimentato dal confronto con esperti autorevoli del mondo accademico, imprenditoriale e socio-economico, e dal workshop, a cura degli studenti della Luiss, di sensibilizzazione alle competenze e agli strumenti necessari per avviare e gestire i laboratori di coworking.

Una giusta carica per avviare un lavoro che vedrà gli studenti protagonisti del proprio futuro.

 

Giuseppe R. Messina

UN GIORNO DELLA VITA

REGIA: Giuseppe Papasso

SCENEGGIATURA: Giuseppe Papasso

ATTORI: Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber, Pascal Zullino, Ernesto Mahieux, Mia Benedetta, Domenico Fortunato, Daniele Russo, Nando Irene, Massimo Sorrentino, Matteo Basso, Francesca D'Amico  -  Italia 2010

GENERE: Drammatico – Storico – Neorealistico

DURATA: 87 Min

 

La trama

Siamo nella nostra Basilicata, in una Melfi del 1964. A dodici anni Salvatore finisce in riformatorio, non ha commesso crimini ma è divorato dalla passione per il cinema. Una passione che lo spinge a raggiungere ogni giorno in bicicletta, insieme agli amici Alessio e Caterina, il paese vicino al suo per poter assistere ai film di una saletta di terza visione. Salvatore deve poi affrontare quotidianamente l'ostilità di suo padre, un contadino comunista che non vede di buon occhio la passione del figlio e gli impone di studiare Marx e di militare nel partito. Un giorno il ragazzo vede l'annuncio di vendita di un vecchio proiettore 16 mm. Nasce in Salvatore l'idea di creare un piccolo cinema tutto suo, ma non ha la necessaria somma di 150.000 lire per acquistare il proiettore. Se la procurerà sottraendo alle casse della locale sezione del Partito comunista i soldi raccolti tra i militanti per inviare una delegazione ai funerali di Togliatti. Del furto verrà ingiustamente incolpato un segretario della locale sezione del partito, Aurelio. Salvatore, roso dai sensi di colpa, confessa il furto, subendo la vergogna e la punizione del riformatorio. Riceve in carcere la visita di un giornalista, Lombardi, che pubblica la sua storia e riabilita la sua dignità, facendo conoscere le vere motivazioni alla base della vicenda.

 

La recensione

LA VITA NON È COME L'HAI VISTA AL CINEMATOGRAFO: LA VITA È PIÙ DIFFICILE – Così sentenziò Philippe Noiret al giovane Salvatore nel piccolo capolavoro che è “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore. Anche nel film di Papasso, regista esordiente, attraverso le vicende di un giovanissimo protagonista, di nome Salvatore, ci presenta una storia d’amore ambientata nella Lucania degli anni ’60. Storia d’amore, sì. Storia di passioni che muovono il mondo, storia di società contadine, di lotte proletarie, storie di un Sud che cerca di emergere dal Medioevo, emanciparsi dall’oscurantismo politico e religioso. Come nella pellicola di Tornatore, il cinema è metafora di vita, è la proiezione di sogni e di speranze di un popolo, di una civiltà contadina e operaia.

La narrazione di Salvatore è intensa come i suoi grandi occhi neri, struggente come i paesaggi agresti della nostra Lucania, drammatica come la disperazione di una madre, splendida Maria Grazia Cucinotta, donna vera, donna del Sud.

I film come questo ci piacciono, ma non solo perché sono ambientati nel nostro travagliato Meridione, nei meravigliosi scorci di povera ma dignitosa ruralità e nei borghi antichi dove il tempo sembra essersi fermato.  Ci piacciono soprattutto perché ci mostrano l'aspetto più vero e più dolorosamente affascinante del cinematografo, che resterà per sempre “la macchina dei sogni”, non importa se narra le vicende di Don Camillo e Peppone in un paesino del Polesine, o di una bella e terribile Bagheria o della Lucania dimenticata.

 

La pagella

Cast: 8; Regia: 7; Sceneggiatura: 7; Pathos: 8; Fotografia: 7 – Assolutamente consigliata la visione, preferibilmente in una vecchia sala cinematografica di paese.

  • Pubblicato in Cinema

I tuoni di Beppe Grillo sulla Basilicata

La giornata di ieri nel capoluogo della Basilicata e’ stata particolarmente movimentata a causa della presenza del leader del Movimento Cinque Stelle BeppeGrillo il quale,con due appuntamenti, al Cine Teatro Due Torri e in Piazza Prefettura, ha tenuto banco a sostegno dei suoi candidati regionali.

Nel primo incontro presso il Teatro Due Torri ha incontrato i comitati studenteschi delle scuole medie e superiori, associazioni di categoria e ambientali, i cittadini, alle cui domande ha risposto in modo accorato facendo comprendere soprattutto che la Basilicata ha tantissime potenzialita’ che si esprimono nella sua stessa societa’, dove tutti devono spronarsi ad essere “curiosi e interessati” a tutto cio’ che li circonda e alle innovazioni, perche e’ proprio li che nascono le migliori occasioni di lavoro dettate anche dalle tecnologie attuali, che permettono di esprimersi ed eccellere in diversi settori, anche artigianali; pertanto intraprendere e proporre significa svincolarsi dalle catene del potere viziato da abitudini clientelari e familistiche.

Bisogna “smetterla di accettare a testa bassa e chiudere gli occhi”, attivarsi affinche’ la propria sorte possa subito cambiare, cosi’ facendo inevitabilmente si finirebbe per modificare anche quella regionale.

In Piazza Prefettura, dopo la presentazione e brevi interventi dei candidati locali, “il grande trascinatore”

di fronte ad una folla numerosissima e attenta, ha continuato a tuonare dicendo che la Basilicata non ha bisogno delle estrazioni petrolifere, bensi della propria” intelligenza” con cui puo’ mettere in piedi iniziative di tutto rispetto anche nel campo delle energie alternative, proprio come fanno tanti altri paesi al mondo, i quali ormai hanno raggiunto livelli eccellenti in questo settore.

Anche la nostra regione risente della macchina organizzativa Statale complicata e faragginosa, che ha bisogno di essere snellita e semplificata, ma soprattutto ringiovanita, deve essere liberata dal fisco oppressivo con cui il cittadino deve avere un rapporto differente; solo cosi’ cio’ che si intraprende potra’ avere frutto e persino garantire il ritorno dei giovani, perche’ in questo modo’ a loro si potranno offrire prospettive positive.

Continuando nel suo intervento ,Grillo ha detto chiaramente che in Basilicata il ”Sistema” ha tristemente fallito, e come per l’aspetto nazionale, ha contribuito all’attuale situazione disastrosa da cui si deve uscire con provvedimenti veloci, perche’ non e’ piu’ possibile attendere,” la gente e‘ stremata e non ce la fa’ piu’”; cambiare diventa un imperativo che si puo’ realizzare solo se il popolo partecipa molto attivamente alla vita politica della regione, collaborando con i politici, presentando le proprie iniziative, cercando giuste realizzazioni.

Solo cosi’ se ne puo’ uscire fuori, e questo e’ stato il suo augurio, rivolto a tutti i presenti, che possono favorire“ il cambiamento” con l’arma del voto.

LUCIANO GENTILE

 

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