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UN GIORNO DELLA VITA

REGIA: Giuseppe Papasso

SCENEGGIATURA: Giuseppe Papasso

ATTORI: Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber, Pascal Zullino, Ernesto Mahieux, Mia Benedetta, Domenico Fortunato, Daniele Russo, Nando Irene, Massimo Sorrentino, Matteo Basso, Francesca D'Amico  -  Italia 2010

GENERE: Drammatico – Storico – Neorealistico

DURATA: 87 Min

 

La trama

Siamo nella nostra Basilicata, in una Melfi del 1964. A dodici anni Salvatore finisce in riformatorio, non ha commesso crimini ma è divorato dalla passione per il cinema. Una passione che lo spinge a raggiungere ogni giorno in bicicletta, insieme agli amici Alessio e Caterina, il paese vicino al suo per poter assistere ai film di una saletta di terza visione. Salvatore deve poi affrontare quotidianamente l'ostilità di suo padre, un contadino comunista che non vede di buon occhio la passione del figlio e gli impone di studiare Marx e di militare nel partito. Un giorno il ragazzo vede l'annuncio di vendita di un vecchio proiettore 16 mm. Nasce in Salvatore l'idea di creare un piccolo cinema tutto suo, ma non ha la necessaria somma di 150.000 lire per acquistare il proiettore. Se la procurerà sottraendo alle casse della locale sezione del Partito comunista i soldi raccolti tra i militanti per inviare una delegazione ai funerali di Togliatti. Del furto verrà ingiustamente incolpato un segretario della locale sezione del partito, Aurelio. Salvatore, roso dai sensi di colpa, confessa il furto, subendo la vergogna e la punizione del riformatorio. Riceve in carcere la visita di un giornalista, Lombardi, che pubblica la sua storia e riabilita la sua dignità, facendo conoscere le vere motivazioni alla base della vicenda.

 

La recensione

LA VITA NON È COME L'HAI VISTA AL CINEMATOGRAFO: LA VITA È PIÙ DIFFICILE – Così sentenziò Philippe Noiret al giovane Salvatore nel piccolo capolavoro che è “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore. Anche nel film di Papasso, regista esordiente, attraverso le vicende di un giovanissimo protagonista, di nome Salvatore, ci presenta una storia d’amore ambientata nella Lucania degli anni ’60. Storia d’amore, sì. Storia di passioni che muovono il mondo, storia di società contadine, di lotte proletarie, storie di un Sud che cerca di emergere dal Medioevo, emanciparsi dall’oscurantismo politico e religioso. Come nella pellicola di Tornatore, il cinema è metafora di vita, è la proiezione di sogni e di speranze di un popolo, di una civiltà contadina e operaia.

La narrazione di Salvatore è intensa come i suoi grandi occhi neri, struggente come i paesaggi agresti della nostra Lucania, drammatica come la disperazione di una madre, splendida Maria Grazia Cucinotta, donna vera, donna del Sud.

I film come questo ci piacciono, ma non solo perché sono ambientati nel nostro travagliato Meridione, nei meravigliosi scorci di povera ma dignitosa ruralità e nei borghi antichi dove il tempo sembra essersi fermato.  Ci piacciono soprattutto perché ci mostrano l'aspetto più vero e più dolorosamente affascinante del cinematografo, che resterà per sempre “la macchina dei sogni”, non importa se narra le vicende di Don Camillo e Peppone in un paesino del Polesine, o di una bella e terribile Bagheria o della Lucania dimenticata.

 

La pagella

Cast: 8; Regia: 7; Sceneggiatura: 7; Pathos: 8; Fotografia: 7 – Assolutamente consigliata la visione, preferibilmente in una vecchia sala cinematografica di paese.

  • Pubblicato in Cinema

I tuoni di Beppe Grillo sulla Basilicata

La giornata di ieri nel capoluogo della Basilicata e’ stata particolarmente movimentata a causa della presenza del leader del Movimento Cinque Stelle BeppeGrillo il quale,con due appuntamenti, al Cine Teatro Due Torri e in Piazza Prefettura, ha tenuto banco a sostegno dei suoi candidati regionali.

Nel primo incontro presso il Teatro Due Torri ha incontrato i comitati studenteschi delle scuole medie e superiori, associazioni di categoria e ambientali, i cittadini, alle cui domande ha risposto in modo accorato facendo comprendere soprattutto che la Basilicata ha tantissime potenzialita’ che si esprimono nella sua stessa societa’, dove tutti devono spronarsi ad essere “curiosi e interessati” a tutto cio’ che li circonda e alle innovazioni, perche e’ proprio li che nascono le migliori occasioni di lavoro dettate anche dalle tecnologie attuali, che permettono di esprimersi ed eccellere in diversi settori, anche artigianali; pertanto intraprendere e proporre significa svincolarsi dalle catene del potere viziato da abitudini clientelari e familistiche.

Bisogna “smetterla di accettare a testa bassa e chiudere gli occhi”, attivarsi affinche’ la propria sorte possa subito cambiare, cosi’ facendo inevitabilmente si finirebbe per modificare anche quella regionale.

In Piazza Prefettura, dopo la presentazione e brevi interventi dei candidati locali, “il grande trascinatore”

di fronte ad una folla numerosissima e attenta, ha continuato a tuonare dicendo che la Basilicata non ha bisogno delle estrazioni petrolifere, bensi della propria” intelligenza” con cui puo’ mettere in piedi iniziative di tutto rispetto anche nel campo delle energie alternative, proprio come fanno tanti altri paesi al mondo, i quali ormai hanno raggiunto livelli eccellenti in questo settore.

Anche la nostra regione risente della macchina organizzativa Statale complicata e faragginosa, che ha bisogno di essere snellita e semplificata, ma soprattutto ringiovanita, deve essere liberata dal fisco oppressivo con cui il cittadino deve avere un rapporto differente; solo cosi’ cio’ che si intraprende potra’ avere frutto e persino garantire il ritorno dei giovani, perche’ in questo modo’ a loro si potranno offrire prospettive positive.

Continuando nel suo intervento ,Grillo ha detto chiaramente che in Basilicata il ”Sistema” ha tristemente fallito, e come per l’aspetto nazionale, ha contribuito all’attuale situazione disastrosa da cui si deve uscire con provvedimenti veloci, perche’ non e’ piu’ possibile attendere,” la gente e‘ stremata e non ce la fa’ piu’”; cambiare diventa un imperativo che si puo’ realizzare solo se il popolo partecipa molto attivamente alla vita politica della regione, collaborando con i politici, presentando le proprie iniziative, cercando giuste realizzazioni.

Solo cosi’ se ne puo’ uscire fuori, e questo e’ stato il suo augurio, rivolto a tutti i presenti, che possono favorire“ il cambiamento” con l’arma del voto.

LUCIANO GENTILE

 

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