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Michele Saporito

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Arnaldo Mazzoni, il quadro della shoah.

Il pittore, Arnaldo Mazzoni, ha dipinto un quadro inerente al tema della "shoah", realizzato negli anni 80’. In questo dipinto viene raffigurata una mano sofferente, appoggiata ad un filo spinato (che ancora oggi esiste), in uno sfondo scuro. La bellezza del quadro sta nel fatto che ogni persona che lo osserva, ne riesce a percepire una sensazione differente.

 

Michele saporito

Calcio A5 in A2 e in serie B scendono in campo le squadre lucane.

In A2 di calcio a 5 il Futsal Potenza gioca sul campo del Odissea 2000 Rossano, riposa la Libertas Eraclea, in serie B, domani non si gioca si riparte il 2 Febbraio 2014,  il Takler Matera giocherà a Bisceglie contro Futsal Bisceglie, mentre l’Avis Borussia Policoro in casa giocherà contro il Futsal Barletta.

 

Saporito Michele

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“L’uomo stralunato”, lo spettacolo tra fisica e musica per le lezioni – concerto di Universamusica e Liberascienza.

Riprende “Università e musica” la serie delle Lezioni – Concerto in Università con il primo incontro del 2014, dedicato ad un insolito dialogo tra fisica e musica, organizzato dall’Università di Basilicata (con la direzione artistica del docente di Storia della musica, Dinko Fabris). Nell’Aula Magna dell’UNIBAS, Università degli Studi della Basilicata il giorno 22 Gennaio 2014 alle ore 19, “L’uomo stralunato”, organizzazione: Associazione “Libera Scienza”, il Maestro Franco Pavan e Guido Masiello, Professore di Fisica, si confrontano sul tema della ricerca di forme di vita extraterrestri, dal romanzo seicentesco di Godwin fino alla più recenti missioni spaziali.

A concludere un concerto per tiorba pensato ad hoc per l’evento.

 

Saporito Michele

 

Domenica sfide importanti per le lucane di calcio.

In seconda divisione dopo la sconfitta interna all’Arturo Valerio per i Giallo verdi del Melfi per 2 a 0, opera del Tuttocuoio 1957, i goal al 20’ del primo tempo su calcio di punizione ben angolata da Salzano e al 45’ del primo tempo con un goal di precisione di Ferrari su assist di Salzano, il Melfi Domenica è ospite sul campo del Foggia allo Stadio Pino Zaccheria. In serie D, il Matera dopo la seconda vittoria consecutiva a Torre del Greco sul campo della Turris per 1 a 0 grazie al goa su calcio di punizione di Marzilli al 26’ del secondo tempo, Domenica al 21 Settembre ospita la capolista Città di Brindisi, decimo risultato consecutivo per il Francavilla che vince il derby contro il Real Metapontino per 2 a 1, seconda sconfitta consecutiva per il Real Metapontino. Il Francavilla onora il ricordo di Filippo Console, storico dirigente del sodalizio sinnico, scomparso pochi giorni fa. I goal al 18’ del primo tempo con goal di Pisani che recupera palla su suggerimento di Sekkoum, e batte Pentimone con un traversone preciso, al 25’ del primo tempo con Sperandeo che su punizione di Sekkoum insacca di testa, al 86’ del secondo tempo Di Senso accorcia le distanze, trasferta insidiosa per i rossoblu del Francavilla sul campo del Grottaglie contro Ars et Labor Grottaglie, il Real Metapontino Domenica in casa a Policoro Rocco Perriello, gioca contro il Real Hyria. In eccellenza il Rosso Blu Potenza vince in trasferta a Viaggiano per 2 a 0, le reti tutte nel primo tempo con una doppietta di Di Senso al 15’ e 42’, Domenica al Viviani ospita l’Aurora Marconia.

 

Michele Saporito

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Il “Coach Personale” nell’Istituto Istruzione Superiore “Francesco Saverio Nitti”.

All’Istituto Istruzione Superione “Francesco Saverio Nitti” di Potenza il Preside, Giovanni Latrofa, invece di fare la solita Assemblea di Istituto, propone a Dicembre un’assemblea tematica, facendo intervenire un “Coach Personale”, “Psicologo età evolutiva”, persona che dà aiuti e consigli, nell'intento di guidare e orientare i giovani. Questo Coach Personale è tedesco, di Francoforte, e opera a Milano e a Padova. Sceso da Padova, tornerà di nuovo nell’Istituto per incontrare gli alunni.

 

Michele Saporito

Appuntamento al Teatro Stabile di Potenza con Ulderico Pesce.

Ieri sera alle ore 21 al Teatro Stabile di Potenza, c’è stata la rappresentazione teatrale di Ulderico Pesce “Moro: la strage di Via Fani” scritto da Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce, interventi in video del giudice Ferdinando Imposimato interpretato e diretto da Ulderico Pesce.

“Non l’hanno ucciso le Brigate Rosse, Moro e i ragazzi della scorta furono uccisi dallo Stato.”     Questa frase è il fulcro dell’azione scenica ed è documentata dalle indagini del giudice Ferdinando Imposimato, titolare dei primi processi sul caso Moro, che nello spettacolo compare in video interagendo con il protagonista e rivelando verità terribili che sono rimaste nascoste per quarant’anni. Il titolo dello spettacolo è “moro” con la “m” minuscola a voler sottolineare che nel cognome del grande statista c’è la radice del verbo “morire”. Come se la “morte” di Aldo Moro fosse stata “scritta”, fosse cioè necessaria per bloccare il dialogo con i socialcomunisti assecondando i desideri dei conservatori statunitensi e dei grandi petrolieri americani in Italia rappresentati da Giulio Andreotti e Francesco Cossiga che, dopo la morte di Moro, ebbero una folgorante carriera e condannarono l’Italia alla “sudditanza” agli USA.   Moro sente che uomini di primo piano del suo stesso partito “assecondano” la sua morte trincerati dietro “la ragion di Stato” e lo scrive in una delle ultime lettere che fanno da leit motive dello spettacolo: “Il mio sangue ricadrà su di voi, sul partito, sul Paese. Chiedo che ai miei funerali non partecipino né Autorità dello Stato, né uomini di partito. Chiedo di essere seguito dai pochi che mi hanno voluto veramente bene e sono degni di accompagnarmi con la loro preghiera e con il loro amore”.

Il racconto scenico parte dai fatti del 16 marzo 1978 quando fu rapito Aldo Moro e furono uccisi gli uomini della scorta: Raffaele Iozzino, Francesco Zizzi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Oreste Leonardi. Raffaele Iozzino, unico membro della scorta che prima di morire riuscì a sparare due colpi di pistola contro i terroristi, era di Casola di Napoli e proveniva da una famiglia di contadini. Raffaele, alla Cresima, aveva avuto in regalo dal fratello Ciro un orologio con il cinturino in metallo. Ciro, quella mattina del 16 marzo era a casa e casualmente, grazie al vecchio televisore Mivar, vide l’immagine di un lenzuolo bianco che copriva un corpo morto. Spuntava da sotto al lenzuolo soltanto il braccio con l’orologio della Cresima. Questa è l’immagine emblematica che ricorre più volte nelle video proiezioni, questa immagine è la radice prima del dolore di Ciro, protagonista dello spettacolo. Questo dolore diventa rabbia, e questa rabbia lo spinge a rintracciare il giudice Imposimato titolare del processo al quale chiede di sapere la verità. Sarà il rapporto tra Ciro e il giudice, strutturato su questo forte desiderio di verità, a rendere chiaro al pubblico che la morte di Moro e dei giovani membri della scorta furono è “assecondata” dai più alti esponenti dello Stato italiano con la collaborazione dei Servizi segreti americani.

Nello spettacolo assume una funzione altrettanto importante l’incontro e l’amicizia tra Ciro Iozzino e Adriana, la sorella del poliziotto Francesco Zizzi, altro membro della scorta di Moro, proveniente da Fasano in provincia di Brindisi, che quella mattina del 16 marzo era al suo primo giorno di lavoro sostituendo la guardia titolare che la sera prima, “stranamente”, era stata mandata in ferie. Francesco, diventato da poco poliziotto, aveva una grande passione per la chitarra e cantava le canzoni di Domenico Modugno, pugliese come lui e come lo stesso Aldo Moro che, in macchina, quella mattina, affrontava gli ultimi giorni della sua vita, ascoltando Zizzi che cantava “La Lontananza” di Modugno.

L’ingenuità e la leggerezza dei membri della scorta irrobustiscono la disperata determinazione di Ciro Iozzino nella ricerca della verità. Questa ricerca lo porterà di fronte a molte “stranezze” portate avanti da statisti come Giulio Andreotti e Francesco Cossiga. Tra le “stranezze” scoperte e denunciate da Ciro Iozzino nello spettacolo ne ricordiamo alcune: in genere un’ora dopo il rapimento di una persona le indagini venivano assegnate, come stabilito dal Codice di procedura penale, al giudice istruttore che a Roma, il giorno in cui avvenne la strage, era Ferdinando Imposimato. Invece le indagini, trasgredendo il Codice, rimangono nelle mani della Procura della Repubblica di Roma che le affida al giudice Imposimato solo il 18 maggio 1978 quando Aldo Moro è già stato ucciso da nove giorni.

Le “stranezze” denunciate nello spettacolo continuano. Il 31 gennaio del 1978, circa due mesi prima del rapimento Moro, nasce l’UCIGOS, un organismo di polizia speciale che va a lavorare alle dipendenze del Ministro dell’Interno che all’epoca era Francesco Cossiga. La famiglia di Iozzino non si spiega come mai nasca una squadra speciale di polizia investigativa senza l’autonomia che la Costituzione gli affida perché alle strette dipendenze di un ministero.

Qualche mese prima della strage di via Fani accade una cosa ancora più inspiegabile, viene smantellato l’Ispettorato antiterrorismo diretto da Santillo che aveva raggiunto risultati eccellenti contro i terroristi e contro la Loggia Massonica P2. Fatto fuori Santillo e la sua “squadra”, a indagare sul terrorismo, prima del rapimento di Moro, rimaneva solo l’UCIGOS, che era alle strette dipendenze del ministro Cossiga.

Chi aveva interessi a cancellare la squadra antiterrorismo di Santillo per fondare una polizia alle strette dipendenze di Cossiga? – si chiede Ciro Iozzino. Altra terribile verità scoperta da Ciro e denunciata nello spettacolo è quella secondo la quale uomini dell’ UCIGOS ad agosto del 1978 erano già stati in via Montalcini n. 8, la prigione di Moro e che il quadro generale dei fatti fosse chiaro a pezzi dello Stato già allora.

La denuncia finale che Ciro Iozzino fa nello spettacolo, e che allontana ogni dubbio sulla partecipazione dello Stato alla condanna a morte di Moro, suffragata da documenti, riguarda le rivelazioni di Pieczenik, un esperto di terrorismo mandato segretamente in Italia dal governo USA per la gestione del caso Moro. Pieczenik fa delle rivelazioni di cui è in possesso il giudice Imposimato e che riportiamo in parte, che diventano un momento importante dello spettacolo e, nel contempo, la rivelazione finale della verità sui mandanti dell’assassinio di Moro: “Quando Moro ha fatto capire attraverso le sue lettere che era sul punto di rivelare dei segreti di Stato e di fare i nomi di coloro che quei segreti detenevano, in quel momento mi sono girato verso Cossiga dicendogli che ci trovavamo a un bivio: se Moro potesse continuare a vivere o dovesse morire con le sue rivelazioni. La decisione di far uccidere Moro non è stata una decisione presa alla leggera. La decisione finale è stata di Cossiga, e presumo anche di Andreotti: Moro doveva morire.”

“Un altro spettacolo su Moro? Non se ne può più.” -direte. Avete ragione. Più che di spettacoli sul caso Moro c’è la necessità di sapere la verità sulla sua morte. Questo nostro lavoro vuole prima di tutto contribuire alla scoperta della verità e alla sua divulgazione. E’ un pò altezzoso il fine ma le scoperte del giudice Ferdinando Imposimato, titolare dei primi processi sul caso Moro, fino all’assassinio del fratello Franco, vanno verso la costruzione di una chiara verità: “Moro doveva morire”, era utile bloccare la sua apertura alla sinistra.

Le nuove rivelazioni del giudice Imposimato rappresentano la base contenutistica del testo dove però le scoperte del giudice, sono intrecciate con la vita di Iozzino e Zizzi, due membri della scorta. Raffaele Iozzino era il poliziotto che riuscì a sparare due colpi contro i terroristi. Francesco Zizzi, era poliziotto ma soprattutto grande chitarrista e cantante di piano bar. Era al suo primo giorno di lavoro avendo sostituito, proprio quella mattina, la guardia titolare che aveva presentato un certificato medico. Nelle parole e nelle azioni di Ciro Iozzino, fratello di Raffaele, protagonista dello spettacolo, abbiamo voluto descrivere le ansie e la disperazione di un ragazzo del sud a cui “distruggono” la famiglia. Con la figura della mamma di Raffaele, continuamente evocata, abbiamo voluto far parlare la disperazione di una mamma che non riesce a darsi pace, una mamma che vede il figlio partire per servire lo Stato e che rimane ad aspettare la verità da più di trent’anni. Nello stesso tempo crediamo che questo lavoro contribuisca ad informare sulle “colpe” di Francesco Cossiga e Giulio Andreotti che “non hanno voluto salvare Moro”.

 

Michele Saporito

Gli impegni di Domenica degli importanti campionati delle squadre lucane di calcio.

In Seconda Divisione, il Melfi dopo il pareggio a reti inviolate al Bisceglia di Aversa Normanna, Domenica all’Arturo Valerio affronta il Tuttocuoio 1957. L’As Melfi ha comunicato che ha ingaggiato un attaccante classe 81, Tommaso Marolda, svincolato è di Venosa, contratto che lo legherà al Melfi fino a Giugno 2014. In serie D, al 21 Settembre, torna alla vittoria il Matera contro il Bisceglie, vittoria di misura 1 a 0, basta un goal di Giraldi al 24’ del primo tempo per chiudere la gara, grazie anche agli interventi pronti del portiere Bifulco, porta a casa i tre punti e festeggia nei migliori dei modi il ritorna nella panchina biancoazzurra di Cosco, ora il Matera affronta la Turris Neapolis, il Francavilla non va oltre il pareggio per 1 a 1 sulle pessime condizioni del terreno di gioco del Conte di Arco Felice a Pozzuoli sul campo della Puteolana, va in vantaggio il Francavilla al 7’ del primo tempo con Di Giorgio, ma alla mezzora pareggia la Puteolana con Salvati su calcio di rigore, al Fittipaldi, Domenica arriva il Real Metapontino per il terzo derby della stagione, il Real Metapontino invece, dopo la sconfitta sul campo della Progreditour Marcianise per 3 a 1, i goal al 12’ del primo tempo Allegretta, Citro nel rientro del secondo tempo e al 51’ sempre Citro, l’unico goal per il Real Metapontino è di De Tommaso all’88’, Domenica gara importante contro il Francavilla. In Eccellenza, il Rosso Blu Potenza vince per 4 a 0 contro la Vultur al Viviani, con i goal al 19’ del primo tempo con Dimaio su calcio di rigore, al 8’ del secondo tempo con Murano, al 20’ con Pastore e al 27’ con Lolaico, Domenica partita difficile sul campo del Viggiano.  

 

Michele Saporito

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Crolla palazzina di tre piani a Matera

11 gennaio 2014 - MATERA - Una palazzina di tre piani è crollata nel centro di Matera, in via Piave. Secondo le prime informazioni, vi sarebbero due dispersi, un uomo e una donna, che però sarebbe stata individuata viva. I soccorritori riferiscono di avere udito dei lamenti sotto le macerie. Sul posto ci sono Vigili del Fuoco, Carabinieri e operatori del 118 che sono alla ricerca dei dispersi. Un anziano è stato estratto dalle macerie ancora vivo. La donna sepolta, già individuata, è una ragazza. I Vigili del Fuoco stanno scavando a mano per estrarla dalle macerie. In questo momento - secondo quanto si è appreso - solo una persona risulta ancora dispersa.

 

Finale di Coppa Italia tra Picerno e Tolve, grande spettacolo, ora però si contano i danni.

In Eccellenza Mercoledì 8 Gennaio c’è stata la finale di Coppa Italia della stagione agonistica 2013/2014, allo Stadio Corona di Rionero tra il Picerno e il Tolve, tanti tifosi per un bel spettacolo di calcio, è stata una partita emozionante, i tempi regolamentari si chiudono sul risultato di 3 a 3, anche i supplementari non hanno anch’essi mancati di fornire forti emozioni finendo per 4 a 4, dal dichetto più bravi e anche molto più freddi i calciatori del Picerno con i centri di Mele, Scavone, Podano, Bacio Terracino ed Esposito, unico errore di De Pascale. Per il Tolve i rigori centrati da Trifone, Gruosso, Armento ed Arpaia, rigori sbagliati da Selvaggi e Gambino.

Ora si contano i danni a Rionero, ammontano a diverse migliaia di euro sia in campo ma anche nei settori dove c’erano i tifosi del Picerno e del Tolve, il giorno dopo la partita, i vigili urbani si sono presentati sul campo P. Corona per rediger il verbale dei danni da allegare alle denuncie da produrre alla Procura della Repubblica di Potenza ed anche al comitato regionale della F.I.G.C. Basilicata (organizzatore della manifestazione), ci si è resi conto di quanto prodotto dall’inciviltà di spettatori travestitisi da tifosi ed appassionati di calcio. Una vergogna, anche il terreno di gioco dal ripetuto lancio di petardi si è rovinato.

 

Michele Saporito  

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Le lucane di calcio in campo, partite importanti e delicate.

In Seconda divisione inizia con un  pareggio interno a reti inviolate per il Melfi con il Gavorrano,  il Melfi ora fa visita all’Aversa Normanna. In serie D, dopo la sconfitta esterna al Paudice di San Giorgio a Cremano del Matera con il Mariano Keller per 3 a 2, al 3’ del primo tempo il Matera è già sotto per due reti, con i goal di Santaniello e Marseglia, poi Picci al 32’ per il Matera, poco prima del quarto d’ora il tris partenopeo in contropiede con Cicatiello, e al 18’ del secondo tempo Carretta per il Matera, domani il Matera affronta al 21 Settembre il Bisceglie 1913, il Francavilla non si ferma più, al Fittipaldi i sinnici battono la capolista Marcianise per 2 a 0 con i goal di Sekkoum su punizione dopo un fallo al 16’ dove la Marcianise rimane in dieci per l’espulsione di Posillipo e al 38’ con Pisani che chiude la gara, domani gioca contro la Puteolana Internapoli allo stadio Domenico Conte di Pozzuoli, il Real Metapontino dopo la giornata di riposo, va in casa della capolista Progreditor Marcianise. In Eccellenza domani il Rosso Blu Potenza dopo la vittoria a Oppido Lucano per 3 a 0, nel primo tempo,  Murano al 28’ e 41’ Di Senso, nella ripresa ancora Murano al 37’ che chiude la partita, domani al Viviani arriva la Vultur.

 

Michele Saporito 

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