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Daniele Nardiello

Daniele Nardiello

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ScientificaMENTE – LA STORIA DELLA TERRA: LE ERE GEOLOGICHE – prima parte

ScientificaMENTE è una serie di articoli dedicati alla divulgazione scientifica.
Affrontiamo argomenti di Biologia, Chimica, Geografia, Scienze della Terra e molti altri di carattere tecnico – scientifico, utilizzando termini il più possibile semplificati, allo scopo di avvicinare le materie scientifiche al più vasto pubblico di lettori.

 

L’ERA PRECAMBRIANA o ARCHEOZOICA

L’era precambriana o archeozoica è la più antica e corrisponde alla preistoria della Terra. Iniziata più di 4 miliardi di anni fa, ebbe una durata lunghissima, che rappresenta il 90% del tempo geologico. 

L’era precambriana fu caratterizzata da vari cicli di intensa attività orogenetica, ovvero dalla formazione delle grandi strutture della crosta terrestre, da cui sarebbero derivati gli attuali continenti ( lo scudo canadese, Baltico, siberiano, africano, sudamericano, etc.). E sicuramente apparve la vita anche se dovete passare molto tempo prima che potessero prodursi organismi fossilizzabili. L'era precambriana viene distinta in due periodi:

  • ARCHEANO: caratterizzato dalla presenza di rocce prevalentemente metamorfiche e di tipo granitico;
  • PROTEROZOICO: in cui, oltre alle precedenti, compaiono rocce sedimentarie.

Il lunghissimo periodo di tempo successivo fino ai giorni nostri fu denominato FANEROZOICO (dal greco phaneros = manifesto, visibile, e zoon = essere vivente) e comprende le ere

  • PALEOZOICA o PRIMARIA
  • MESOZOICA o SECONDARIA
  • CENOZOICA o TERZIARIA
  • NEOZOICA o QUATERNARIA

 

L’ERA PALEOZOICA

Il nome significa “era della vita antica” perché gli organismi che vissero allora erano molto diversi da quelli attuali.

Nel Paleozoico la vita ebbe un grande sviluppo evolutivo: basti pensare che la flora riuscì a conquistare, con le prime Crittogame vascolari, le terre emerse dove poi si differenziarono numerose specie fino alla comparsa delle Gimnosperme.

Anche la fauna ebbe una grandissima evoluzione, come testimoniano gli abbondanti fossili.

Si può dire che l’era paleozoica sia stata caratterizzata da una specie di esplosione della vita nell’ambiente oceanico.

Gli organismi più diffusi e consolidati costituiscono oggi i fossili – guida del periodo: Trilobiti, crostacei con il corpo diviso longitudinalmente in 3 lobi; Graptoliti, caratteristici organismi coloniali.

Per quanto riguarda il mondo vegetale, dopo una grande diffusione acquatica (alghe azzurre, verdi, rosse, brune, etc.) si ebbe la conquista delle terre emerse. Si diffusero soprattutto le felci, caratterizzate anche da specie arboree che nel Carbonifero formarono lussureggianti foreste, indice di un clima caldo-umido.

Mentre si diffondeva la vita, nel Paleozoico si ebbero notevoli variazioni morfologiche sulle terre emerse. Queste, riunite in un supercontinente, la Pangea, furono oggetto di fenomeni orogenetici importanti.

 à OROGENESI: L'insieme dei fenomeni geologici che portarono alla formazione delle catene montuose.

Nel Siluriano si formarono i sistemi montuosi dell’Europa Centrale e Settentrionale, della Siberia e dell’Australia, e vicino a noi, della Sardegna.

Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Permiano

 

L’ERA MESOZOICA

Il nome, secondo l’etimologia greca, significa era degli animali medi; viene anche indicata come “ERA DEI RETTILI”, perché caratterizzata da un enorme sviluppo di questa classe di vertebrati.

Da un ceppo di Anfibi che si svincolò dal legame con l’ambiente acquatico sviluppando un uovo capace di schiudersi in ambiente terrestre, si evolsero i Rettili e si diversificarono rapidamente, diffondendosi in tutti gli ambienti prima occupati da grossi anfibi di cui divennero predatori.

Ricordiamo: i DINOSAURI, i TIRANNOSAURI, gli STEGOSAURI che raggiunsero il peso di 25 tonnellate e la lunghezza di 25 metri. Molti rettili mesozoici vissero in ambiente lacustre o marino, come i PLESIOSAURI e gli ITTIOSAURI; altri come i PTEROSAURI si adattarono al volo iniziando la conquista, da parte del regno animale, dell’ambiente aereo.

Questo fu definitivamente conquistato dagli Uccelli di cui il primo rappresentante fu l’Archeopteryx,; comparso nel periodo Giurassico rappresentò un vero e proprio anello di congiunzione tra Rettili e Uccelli.

Possedeva infatti una dentatura ma aveva il corpo coperto da penne che vengono considerate dagli studiosi come annessi cutanei tipici degli Uccelli ed originatisi in seguito a trasformazione delle squame dei Rettili.

La fine dell’era mesozoica fu caratterizzata dall’estinzione di molti gruppi di animali, tra cui ricordiamo le Ammoniti, che fino ad allora avevano prosperato con grandi varietà di forme e che sono i fossili guida di tutta l’era, e le Rudiste, che sono molluschi appartenenti al gruppo dei Lamellibranchi. Scomparvero anche grandi rettili marini, come gli Ittiosauri, e terrestri come i Dinosauri.

Per quanto riguarda il regno vegetale, nacquero nuovi gruppi quali CICADALI, GINKGOALI, CONIFERALI à si ebbe così una notevole evoluzione delle SPERMATOFITE, cioè delle piante che si riproducono con semi.

La quiete geodinamica raggiunta verso la fine del Paleozoico con la costituzione di un solo supercontinente durò probabilmente un lasso di tempo relativamente breve. Infatti l’era mesozoica fu caratterizzata da una notevole mobilità delle zolle crostali che determinò profonde fratture nella massa della Pangea. Il fenomeno, noto come DERIVA DEI CONTINENTI, iniziò circa 200 milioni a.f. nel periodo Triassico, ed è tuttora in atto.

Due profonde fratture determinarono la formazione degli Oceani Atlantico e Indiano mentre una terza, poco più a nord dell’Equatore, separò la Pangea in due blocchi continentali, tra cui si estendeva un’ampia fossa oceanica, detta TETIDE:

LAURASIA: costituito da America Settentrionale ed Eurasia

GONDWANA: ha dato origine agli attuali continenti dell'emisfero meridionale: Sudamerica, Africa, India, Antartide e Australia.

L’era mesozoica si distingue in 3 periodi:

TRIASSICO

GIURASSICO

CRETACEO

deve il suo nome al fatto che i terreni corrispondenti sono divisibili, soprattutto in Germania, in 3 strati

deve il suo nome alla catena del Giura svizzero e tedesco, dove è ampiamente rappresentato

cosiddetto dal nome di un calcare sedimentario ricco di Foraminiferi diffuso nelle terre bagnate dalla Senna, dove è chiamato “craie

In Italia, i terreni mesozoici si trovano in Calabria, Sicilia e Sardegna; essi sono, come tutti quelli caratteristici dell’era, di origine tipicamente sedimentaria, ricchi di fossili e rappresentati da arenarie, calcari, marne, dolomie.

 

 

Bibliografia
L. Monfroni, C. Pavanati Bettoni – La Terra e l’Universo – Signorelli Editore, Milano 1992
M. Fiorani, D. Nepgen, M. Crippa – Scienze naturali – Mondadori Education, 2016
O. Lupia Palmieri, M. Parotto – Terra, edizione verde – Scienze Zanichelli, 2016
C. Cavazzuti, L. Gandola, R. Oddone – La Terra intorno a noi – Scienze Zanichelli, 2016
I. Baroni, R. Corsi, F. Costagli – Sfera plus: L’Universo e la Terra; La materia e l’energia; Gli esseri viventi e l’ambiente; L’uomo – Sei, 2015
S. Zanoli – Scienze della Terra, Elementi e immagini – Le Monnier, 2016
M.L. Piccone Antoniotti – Geografia Generale – Paravia, 1985
M. Torri, G. Santi – Tettonica delle placche – Principato, 2015
G. Bellezza, E. Cecioni – Introduzione alla Geografia umana – Zanichelli, 1994
Geoidea – GEOSTART – De Agostini, 2014
L. Morelli – Geografia, Economia, Cultura – Mondadori Education, 2014
E. Fedrizzi – GEO Sistemi e Atlante Geografico – Minerva Scuola - Mondadori Education, 2014

L. Alberghina – Biologia, sviluppi e prospettive – Mondadori 1984
M. Hoefnagels – Biologia, il laboratorio della vita; dalle cellule ai vertebrati – Le Monnier, 2015
D. Casagrande – La vita sulla Terra, argomenti di Biologia – Italo Bovolenta, 1994
D. Sadava, et alii – Biologia.blu, le basi molecolari della vita e dell’evoluzione – Zanichelli, 2014
P. Battaglini, E. Totaro Aloj – Il sistema della vita – Le Monnier, 1978
S. Zanoli – Biologia, elementi e immagini – Le Monnier, 2015

F. Tottola, A. Allegrezza, M. Righetti – Biochimica, dal carbonio alle nuove tecnologie – Mondadori, 2014
M. Artoni, A. Dazzi – Chimica – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Biotecnologie – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Ecologia e Ambiente – Principato, 2014
E. Stocchi – Chimica, un invito a capire i fenomeni della natura – Atlas 1981
U. Aichelburg – Il corpo umano – Mondadori, 1977
C. Longo, G. Longo – Dalla cellula ala comunità dei viventi – Minerva Italica, 1980
F. Randazzo, P. Stroppa – Chimica, alimenti e sostenibilità – Mondadori, 2014

 

 

 

ScientificaMENTE – IPOTESI MODERNA SULL’ORIGINE DELLA VITA

ScientificaMENTE è una serie di articoli dedicati alla divulgazione scientifica.
Affrontiamo argomenti di Biologia, Chimica, Geografia, Scienze della Terra e molti altri di carattere tecnico – scientifico, utilizzando termini il più possibile semplificati, allo scopo di avvicinare le materie scientifiche al più vasto pubblico di lettori.

 

IPOTESI MODERNA SULL’ORIGINE DELLA VITA

La ricetta della vita come la conosciamo si basa su due soli ingredienti: il carbonio e l'acqua. A questi ne vanno aggiunti altri due perché si combinino in maniera perfetta: tempo e temperature adeguate. Il tempo parte da un miliardo di anni, è quanto ci ha messo la terra giovanissima per vedere la comparsa dei primi minuscoli organismi viventi, un miliardo di anni dalla nascita del sistema solare da quando, ecco il fattore temperatura, il Sole è diventato una stella stabile, sia per dimensioni che per quantità di radiazione, cioè  di calore emesso. Da quel momento, da quando la nostra stella è diventata come la conosciamo oggi, tutto il lavoro è passato al carbonio e all’acqua , i due veri architetti della vita sulla Terra, senza i quali nulla sarebbe mai successo. Perché il carbonio è l’unico elemento chimico presente in natura che può costruire il numero di combinazioni richieste per la vita. Il numero di composti del carbonio arriva infatti a 200.000, 10 volte più di qualsiasi altro elemento. Una cifra che permette di costruire le infinite combinazioni che costituiscono gli amminoacidi e le proteine , i mattoni della vita. Come un supercomputer il carbonio è in grado dei creare gli immensi archivi di dati e informazioni necessarie a costruire un organismo complesso come il nostro. Tutti gli archivi che la nostra specie ha acquisito in migliaia di anni di evoluzione ed è in grado di  di replicare e trasmettere alle generazioni successive.

Ma le straordinarie caratteristiche del carbonio non avrebbero comunque portato alla nascita della vita se non ci fosse stato un liquido che offrisse un ambiente adatto alle complesse reazioni chimiche necessarie. Questo liquido è l'acqua e non può essere nessun altro, perché il liquido nel quale avvengono queste particolarissime reazioni chimiche deve avere caratteristiche precise: deve essere disponibile ed inalterato su archi di tempo molto lunghi, non deve avere un punto di ebollizione troppo basso perché le veloci reazioni chimiche della vita necessitano di calore, deve essere un buon solvente ovvero devi risolvere una vasta gamma di molecole complesse e semplici. Queste caratteristiche sono possedute solo dall’acqua. La vita però pone molte altre condizioni per nascere. Il tipo di stella intorno a cui il pianeta ruota non deve essere troppo grande né troppo piccolo, la sua composizione deve contenere gli elementi necessari alla chimica organica, primo tra tutti il carbonio. La sua distanza deve garantire al pianeta una temperatura tale da consentire la presenza di acqua liquida in superficie. Ci sono anche altri fattori legati all’orbita del  pianeta, come l'inclinazione dell’asse di rotazione e una distanza pressoché costante lungo l’intera corsa intorno alla sua stella. In pratica il perfetto identikit della Terra, l’unico pianeta su cui sappiamo essersi sviluppata la vita, almeno per ora.

 

Fonte: C’è spazio: scienza e fede – TV2000 https://www.youtube.com/watch?v=StuPy5foJio&t=589s

Nell’agosto del 1980 alcuni paleobiologi scoprirono in una roccia sedimentaria australiana strutture fossili denominate stromatoliti, risalenti a 3,5 miliardi a.f., cioè “appena” un miliardo di anni dopo la nascita della Terra, la cui età è stata stimata con sufficiente approssimazione grazie al metodo del decadimento radioattivo intorno a 4-5 miliardi di anni. Il tempo di un miliardo di anni che separa i due eventi può essere considerato l’intervallo di tempo necessario per l’evoluzione chimica pre-biologica.

L’atmosfera primitiva era molto diversa da quella odierna ed è inoltre evidente che anche il più semplice degli attuali organismi, come ad esempio un’ameba, risulta capace di compiere funzioni troppo complicate per farci ritenere che tale complessità sia sorta improvvisamente. Si deve pertanto ipotizzare un’evoluzione in 3 fasi:

  • evoluzione chimica inorganica
  • evoluzione chimica organica
  • evoluzione biologica

La prima iniziò probabilmente con l’origine stessa dell’Universo e proseguì con una serie di reazioni in cui si formarono gli elementi del sistema periodico. Quando si formò il sistema solare i principali elementi chimici che sono alla base di ogni essere vivente (IDROGENO, OSSIGENO, CARBONIO, AZOTO e FOSFORO) si erano già combinati a formare l’AMMONIACA, il METANO e l’ACQUA.

Quattro miliardi e mezzo di anni fa erano probabilmente già presenti le prime rudimentali molecole, da cui si sarebbero formate quelle complesse che compongono gli organismi.

Il biochimico russo A.I. Oparin fu il primo, nel 1924, ad affermare che la vita era il risultato dell’evoluzione della materia inanimata; successivamente vennero raccolte le prove necessarie per sostenere che alcuni dei processi chimici normalmente compiuti dalle cellule viventi avrebbero potuto verificarsi in natura anche prima della comparsa degli organismi viventi. 

L’analisi spettroscopica ha rivelato che i principali costituenti chimici della nostra galassia sono gli stessi che compongono la materia vivente (ad eccezione del gas elio); la scoperta della presenza di molecole organiche nelle nubi interstellari, nello spettro delle comete e nelle condriti carboniose (meteoriti caratterizzati dalla presenza in superficie di granuli contenenti composti del carbonio) induce a ritenere che la vita non sia una prerogativa esclusiva della Terra o che essa vi sia arrivata dagli spazi siderali (teoria della PANSPERMIA).

La ricerca di vita extraterrestre, campo di indagine degli esobiologi, comprende un vasto programma alternato in:

- atterraggio di strumenti o dell’uomo stesso in qualche parte dell’universo (p.e. le missioni su Marte);

- contratto radio con altri esseri intelligenti dotati di avanzata tecnologia;

- analisi computerizzata per verificare quali debbano essere i parametri orbitali ottimali perché su di un pianeta possano crearsi le condizioni indispensabili per il formarsi di una “elementare materia vivente” in grado di evolversi in forme sempre più complesse.

 

 

Immagine tratta da:

http://www.focus.it/scienza/scienze/svelato-uno-dei-misteri-della-nascita-della-vita

a cui si rimanda per approfondimenti

 

Bibliografia
L. Monfroni, C. Pavanati Bettoni – La Terra e l’Universo – Signorelli Editore, Milano 1992
M. Fiorani, D. Nepgen, M. Crippa – Scienze naturali – Mondadori Education, 2016
O. Lupia Palmieri, M. Parotto – Terra, edizione verde – Scienze Zanichelli, 2016
C. Cavazzuti, L. Gandola, R. Oddone – La Terra intorno a noi – Scienze Zanichelli, 2016
I. Baroni, R. Corsi, F. Costagli – Sfera plus: L’Universo e la Terra; La materia e l’energia; Gli esseri viventi e l’ambiente; L’uomo – Sei, 2015
S. Zanoli – Scienze della Terra, Elementi e immagini – Le Monnier, 2016
M.L. Piccone Antoniotti – Geografia Generale – Paravia, 1985
M. Torri, G. Santi – Tettonica delle placche – Principato, 2015
G. Bellezza, E. Cecioni – Introduzione alla Geografia umana – Zanichelli, 1994
Geoidea – GEOSTART – De Agostini, 2014
L. Morelli – Geografia, Economia, Cultura – Mondadori Education, 2014
E. Fedrizzi – GEO Sistemi e Atlante Geografico – Minerva Scuola - Mondadori Education, 2014

L. Alberghina – Biologia, sviluppi e prospettive – Mondadori 1984
M. Hoefnagels – Biologia, il laboratorio della vita; dalle cellule ai vertebrati – Le Monnier, 2015
D. Casagrande – La vita sulla Terra, argomenti di Biologia – Italo Bovolenta, 1994
D. Sadava, et alii – Biologia.blu, le basi molecolari della vita e dell’evoluzione – Zanichelli, 2014
P. Battaglini, E. Totaro Aloj – Il sistema della vita – Le Monnier, 1978
S. Zanoli – Biologia, elementi e immagini – Le Monnier, 2015

F. Tottola, A. Allegrezza, M. Righetti – Biochimica, dal carbonio alle nuove tecnologie – Mondadori, 2014
M. Artoni, A. Dazzi – Chimica – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Biotecnologie – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Ecologia e Ambiente – Principato, 2014
E. Stocchi – Chimica, un invito a capire i fenomeni della natura – Atlas 1981
U. Aichelburg – Il corpo umano – Mondadori, 1977
C. Longo, G. Longo – Dalla cellula ala comunità dei viventi – Minerva Italica, 1980
F. Randazzo, P. Stroppa – Chimica, alimenti e sostenibilità – Mondadori, 2014

 

ScientificaMENTE – IL SOLE, FONTE INESAURIBILE DI ENERGIA (?)

ScientificaMENTE è una serie di articoli dedicati alla divulgazione scientifica.
Affrontiamo argomenti di Biologia, Chimica, Geografia, Scienze della Terra e molti altri di carattere tecnico – scientifico, utilizzando termini il più possibile semplificati, allo scopo di avvicinare le materie scientifiche al più vasto pubblico di lettori.

 

ScientificaMENTE – IL SOLE, FONTE INESAURIBILE DI ENERGIA (?)

 

Il Sole è senza dubbio l’oggetto dell’universo più importante per l’uomo, in quanto da esso dipende ogni forma di vita sulla Terra e qualsiasi altro tipo di vita che potrebbe essersi sviluppato nel sistema solare.

Questa stella è un’enorme sfera incandescente, il cui diametro effettivo misura 1.393.000 km, e la cui massa è pari a 330.000 volte quella della Terra.

Utilizzando i metodi della fisica, gli astronomi hanno potuto stabilire che la temperatura è di circa 6000 K (gradi Kelvin) pari a circa 5700 °C.

Soltanto una minuscola frazione della enorme quantità di energia prodotta dal Sole viene intercettata dalla Terra e trasformata in calore. Tuttavia essa è sufficiente a riscaldare l’intero pianeta e a mantenervi la vita.

La sorgente di energia del Sole è la fusione nucleare, per il cui innesco occorrono temperature elevatissime, quali appunto si riscontrano nel nucleo solare.

Il centro del Sole è quindi paragonabile ad un reattore termonucleare, nel quale nuclei di idrogeno si fondono tra loro per formare elio, rilasciando così una straordinaria quantità di energia.

In ogni secondo il Sole fonde 600 milioni di tonnellate di idrogeno, producendo una quantità di energia pari a 400.000 miliardi di miliardi di KW. Nonostante il Sole trasformi una quantità così ingente della sua massa, quale quantità appare del tutto trascurabile se paragonata alla sua immensa massa totale, tale da consentirgli di produrre energia per alcuni miliardi di anni ancora.

Tenendo conto di vari fattori, fra cui:

  • L’immensa produzione di energia senza apprezzabile consumo di combustibile;
  • Il fatto che il Sole splenda da oltre 4 miliardi di anni senza aver mostrato apprezzabili cambiamenti;
  • Il fatto che il clima terrestre si sia mantenuto pressoché stabile per 3,5 miliardi di anni e la luminosità solare abbia conservato valori tali da permettere l’esistenza dell’acqua allo stato liquido sulla Terra per tutto questo periodo di tempo, è stato proposto un modello della struttura interna del nostro astro che, in accordo con le leggi della fisica, sia in grado di spiegare gran parte delle osservazioni effettuate.

Tale modello, in linea generale, può essere ritenuto valido anche molte altre stelle.

Il Sole è un’immensa sfera gassosa in cui temperatura, pressione e densità vanno diminuendo dal centro verso la superficie, ma non uniformemente. Queste variazioni determinano la struttura dell’astro e il modo con cui l’energia prodotta viene trasportata dall’esterno.

Al centro della sfera gassosa vi è il nucleo che costituisce circa il10% del volume totale e in cui viene prodotta l’energia. Attorno ad esso vi è uno strato di notevole spessore attraverso il quale l’energia prodotta si propaga verso l’esterno, prima per irraggiamento e successivamente per convezione.

L’irraggiamento predomina negli strati più interni, in cui la temperatura non subisce grandi variazioni, e consiste in una serie di assorbimenti e successive emissioni di energia senza che si formino correnti di materia.

Con questo meccanismo detto radiativo, ogni strato di atomi assorbe l’energia da quello sottostante e la ritrasmette a quello sovrastante. In questo modo le radiazioni dure e penetranti prodotte dal nucleo (raggi X) vengono trasformate in altre radiazioni via via meno dure. Si tratta di un processo lentissimo in quanto è stato calcolato che occorrono circa 2 milioni di anni perché un singolo quanto di energia (fotone) riesca ad attraversare tutto il Sole dal centro alla superficie.

Proseguendo verso strati più esterni invece, a causa della diminuzione progressiva della temperatura, l’energia fluisce per convezione: correnti di idrogeno caldo e leggero salgono verso la superficie dove cedono energia e, raffreddate, si appesantiscono e ridiscendono. In questo modo si formano gigantesche celle convettive che vediamo affiorare nel caratteristico aspetto granulare della fotosfera. Qui giunta, l’energia viene liberata nello spazio circostante sotto forma di radiazione.


IL DIAGRAMMA DI HERTZSPRUNG-RUSSEL
Conoscendo la magnitudine assoluta (luminosità) di una stella, i tipi spettrali (colore apparente) funzionali alla temperatura, è possibile collocarla in un diagramma, che evidenzia la tipologia principale alla quale essa appartiene e, contestualmente, individuarne il possibile cammino evolutivo.
La fascia centrale prende il nome di sequenza principale e le stelle che vi appartengono, compreso il nostro Sole che è una stella gialla, possono essere considerate in uno stadio di maturità.
Altri tipi spettrali notori sono:
• Giganti azzurre, molto grandi ed estremamente calde
• Giganti rosse, molto grandi ma relativamente fredde
• Nane rosse, piccole e relativamente fredde
• Nane bianche, molto piccole, con un diametro poco più grande della Terra, con una bassa luminosità assoluta ma capaci di produrre grandissime quantità di energia.

 

 

 

Bibliografia
L. Monfroni, C. Pavanati Bettoni – La Terra e l’Universo – Signorelli Editore, Milano 1992
M. Fiorani, D. Nepgen, M. Crippa – Scienze naturali – Mondadori Education, 2016
O. Lupia Palmieri, M. Parotto – Terra, edizione verde – Scienze Zanichelli, 2016
C. Cavazzuti, L. Gandola, R. Oddone – La Terra intorno a noi – Scienze Zanichelli, 2016
I. Baroni, R. Corsi, F. Costagli – Sfera plus: L’Universo e la Terra; La materia e l’energia; Gli esseri viventi e l’ambiente; L’uomo – Sei, 2015
S. Zanoli – Scienze della Terra, Elementi e immagini – Le Monnier, 2016
M.L. Piccone Antoniotti – Geografia Generale – Paravia, 1985
M. Torri, G. Santi – Tettonica delle placche – Principato, 2015
G. Bellezza, E. Cecioni – Introduzione alla Geografia umana – Zanichelli, 1994
Geoidea – GEOSTART – De Agostini, 2014
L. Morelli – Geografia, Economia, Cultura – Mondadori Education, 2014
E. Fedrizzi – GEO Sistemi e Atlante Geografico – Minerva Scuola - Mondadori Education, 2014

L. Alberghina – Biologia, sviluppi e prospettive – Mondadori 1984
M. Hoefnagels – Biologia, il laboratorio della vita; dalle cellule ai vertebrati – Le Monnier, 2015
D. Casagrande – La vita sulla Terra, argomenti di Biologia – Italo Bovolenta, 1994
D. Sadava, et alii – Biologia.blu, le basi molecolari della vita e dell’evoluzione – Zanichelli, 2014
P. Battaglini, E. Totaro Aloj – Il sistema della vita – Le Monnier, 1978
S. Zanoli – Biologia, elementi e immagini – Le Monnier, 2015

F. Tottola, A. Allegrezza, M. Righetti – Biochimica, dal carbonio alle nuove tecnologie – Mondadori, 2014
M. Artoni, A. Dazzi – Chimica – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Biotecnologie – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Ecologia e Ambiente – Principato, 2014
E. Stocchi – Chimica, un invito a capire i fenomeni della natura – Atlas 1981
U. Aichelburg – Il corpo umano – Mondadori, 1977
C. Longo, G. Longo – Dalla cellula ala comunità dei viventi – Minerva Italica, 1980
F. Randazzo, P. Stroppa – Chimica, alimenti e sostenibilità – Mondadori, 2014

ScientificaMENTE – IL CICLO LITOGENETICO (CICLO DELLE ROCCE)

ScientificaMENTE è una serie di articoli dedicati alla divulgazione scientifica.
Affrontiamo argomenti di Biologia, Chimica, Geografia, Scienze della Terra e molti altri di carattere tecnico – scientifico, utilizzando termini il più possibile semplificati, allo scopo di avvicinare le materie scientifiche al più vasto pubblico di lettori.

 A seconda del processo che dà origine alle rocce adottiamo la classificazione delle principali categorie*:

 

Rocce

MAGMATICHE

Rocce

SEDIMENTARIE

Rocce

METAMORFICHE

Solidificazione del magma

Deposito e litificazione di sedimenti derivanti da:

Si formano da qualunque tipo di roccia pre-esistente che sprofondi, a causa di elevate T e P all’interno della Terra

·  Effusive

·  Disgregazione di rocce preesistenti

·  Intrusive

·  Precipitazione chimica

·  Materiale di origine organica

 

*LA COMPOSIZIONE MINERALOGICA RIFLETTE L’ORIGINE GEOLOGICA

La suddivisione in classi delle rocce non deve essere intesa in senso statico, ma piuttosto in senso dinamico: i vari tipi di roccia infatti possono essere considerati come aspetti successivi di un grande ciclo di trasformazioni, che coinvolgono tutti i materiali compongono la crosta terrestre.

Le rocce eruttive, derivanti direttamente dai magmi, a contatto con gli agenti atmosferici vengono degradate a sedimenti che, per un insieme di trasformazioni fisiche e chimiche (DIAGENESI: compresso delle trasformazioni fisiche e chimiche che si verificano nei sedimenti durante e dopo la deposizione; comprende vari processi quali: l’assestamento dei materiali incoerenti, la loro compattazione, cementazione e ricristallizzazione), divengono rocce sedimentarie. Queste possono venire nuovamente erose o trasformate ad opera del calore e della pressione in rocce metamorfiche, che a loro volta, per fusione completa (ANATESSI: processo di fusione su larga scala di rocce preesistenti, che si verifica all’interno della crosta terrestre e porta alla formazione di nuovo magma), forniscono nuovo magma dal quale derivano nuove rocce eruttive.

In questo modo le rocce vengono continuamente rinnovate, in quel ciclo incessante di evoluzione della crosta terrestre, noto appunto come CICLO LITOGENETICO.

tipi di rocce

Qualunque sia la loro origine, le rocce sono delle mescolanze complesse di MINERALI, che sono delle sostanze omogenee semplici/complesse (costituite da uno o più elementi chimici), inorganiche, di origine naturale.

Gli elementi chimici naturali sono 92, ma di essi soltanto 8 entrano comunemente nella costituzione della crosta terrestre.
L’elemento più abbondante è l’OSSIGENO (circa il 47%), seguito dal SILICIO (circa il 28%), e da pochi elementi chimici residui (alluminio, ferro, calcio, sodio, potassio e magnesio).
Questi 8 elementi mediante combinazioni chimiche semplici o complesse danno origine a tutti i minerali conosciuti.

Bibliografia
L. Monfroni, C. Pavanati Bettoni – La Terra e l’Universo – Signorelli Editore, Milano 1992
M. Fiorani, D. Nepgen, M. Crippa – Scienze naturali – Mondadori Education, 2016
O. Lupia Palmieri, M. Parotto – Terra, edizione verde – Scienze Zanichelli, 2016
C. Cavazzuti, L. Gandola, R. Oddone – La Terra intorno a noi – Scienze Zanichelli, 2016
I. Baroni, R. Corsi, F. Costagli – Sfera plus: L’Universo e la Terra; La materia e l’energia; Gli esseri viventi e l’ambiente; L’uomo – Sei, 2015
S. Zanoli – Scienze della Terra, Elementi e immagini – Le Monnier, 2016
M.L. Piccone Antoniotti – Geografia Generale – Paravia, 1985
M. Torri, G. Santi – Tettonica delle placche – Principato, 2015
G. Bellezza, E. Cecioni – Introduzione alla Geografia umana – Zanichelli, 1994
Geoidea – GEOSTART – De Agostini, 2014
L. Morelli – Geografia, Economia, Cultura – Mondadori Education, 2014
E. Fedrizzi – GEO Sistemi e Atlante Geografico – Minerva Scuola - Mondadori Education, 2014

L. Alberghina – Biologia, sviluppi e prospettive – Mondadori 1984
M. Hoefnagels – Biologia, il laboratorio della vita; dalle cellule ai vertebrati – Le Monnier, 2015
D. Casagrande – La vita sulla Terra, argomenti di Biologia – Italo Bovolenta, 1994
D. Sadava, et alii – Biologia.blu, le basi molecolari della vita e dell’evoluzione – Zanichelli, 2014
P. Battaglini, E. Totaro Aloj – Il sistema della vita – Le Monnier, 1978
S. Zanoli – Biologia, elementi e immagini – Le Monnier, 2015

F. Tottola, A. Allegrezza, M. Righetti – Biochimica, dal carbonio alle nuove tecnologie – Mondadori, 2014
M. Artoni, A. Dazzi – Chimica – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Biotecnologie – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Ecologia e Ambiente – Principato, 2014
E. Stocchi – Chimica, un invito a capire i fenomeni della natura – Atlas 1981
U. Aichelburg – Il corpo umano – Mondadori, 1977
C. Longo, G. Longo – Dalla cellula ala comunità dei viventi – Minerva Italica, 1980
F. Randazzo, P. Stroppa – Chimica, alimenti e sostenibilità – Mondadori, 2014

ScientificaMENTE – L’EVOLUZIONE DELL’UOMO

ScientificaMENTE è una serie di articoli dedicati alla divulgazione scientifica.
Affrontiamo argomenti di Biologia, Chimica, Geografia, Scienze della Terra e molti altri di carattere tecnico – scientifico, utilizzando termini il più possibile semplificati, allo scopo di avvicinare le materie scientifiche al più vasto pubblico di lettori.

 

ScientificaMENTE – L’EVOLUZIONE DELL’UOMO

 Le prove attualmente disponibili, accumulate lentamente e gradualmente, indicano l’Africa centro-orientale come il luogo di origine degli OMINIDI dai quali, in seguito, derivarono tutti gli uomini che popolarono e popolano oggi la Terra.
L’uomo appartiene al gruppo dei PRIMATI, che fanno la loro comparsa sulla Terra circa 70 milioni di anni fa. I più antichi primati furono insettivori, molto più simili all’attuale toporagno che ad una scimmia, arboricoli e poco più grandi di un ratto. Circa 40 milioni di anni fa questo gruppo primitivo si era già frazionato in diversi rami, fra cui quello che avrebbe condotto alle scimmie antropomorfe e quello dal quale si sarebbero evoluti gli ominidi. Da questo momento inizia l’evoluzione separata dei progenitori delle scimmie antropomorfe e dei progenitori dell’uomo.
Le differenze fra i progenitori degli uomini e quelli delle scimmie erano già notevoli 40 milioni di anni fa, come dimostrano i fossili ritrovati, e riguardano la dentatura, il volume del cervello e l’apparato locomotore.
Per quanto riguarda la dentatura, si riscontrano assai precocemente differenze sia nella disposizione che nella forma dei denti.
Le differenze più evidenti nell’apparato locomotore riguardano, nel gruppo che evolse verso gli ominidi, l’adattamento della struttura del corpo alla marcia bipede:
• colonna vertebrale sinuosa,
• bacino largo e piatto,
• irrobustimento degli arti inferiori,
• conformazione particolare del piede, che tende a perdere l’attitudine prensile a favore di un tallone più robusto atto a sostenere il peso del corpo.
Ancora più tardi si manifestò entro il gruppo degli ominidi, un graduale aumento di volume del cervello (da 600 cm cubici nelle scimmie antropomorfe a 1600 per l’uomo di Neanderthal).
Un fossile sul quale si accesero le discussioni degli scienziati fu il Proconsul africanus, primate antichissimo di cui furono trovati i resti in Kenia. Alcune sue caratteristiche (dentatura e forma del cranio) lo avvicinavano all’uomo, mentre altre (lunghezza delle braccia) lo accostavano alle scimmie.

Circa 15 milioni di anni fa comparvero nell’Africa centro-orientale i Ramapitechi.

Gli studiosi sono divisi: alcuni li considerano gli antenati diretti dell’uomo, altri invece li ritengono precursori delle scimmie antropomorfe asiatiche (orango). È interessante notare che, dai risultati degli studi di biologia molecolare, si oggi inclini a ritenere l’uomo più vicino allo scimpanzé e al gorilla che non all’orango.

Fossili che appartengono sicuramente alla linea evolutiva umana sono quelli degli Australopitechi, i cui resti più antichi sono stati ritrovati in Africa. Essi, comparsi sulla Terra circa 4 milioni a.f., avevano una capacità cranica inferiore a 500 cm cubici, ma una dentatura assai simile alla nostra.

Il fossile di Australopithecus africanus, rinvenuto nel 1924 in Tanzania e vissuto 1-2 milioni a.f. si ritiene che colmi la lacuna fra l’uomo e la scimmia.

Sicuramente più famoso è l’esemplare di Australopithecus afarensis denominato affettuosamente “Lucy”, scoperto in Etiopia nel 1974, e che rappresenta la più antica specie di ominide conosciuta dagli antropologi. Aveva stazione eretta, altezza di circa 1,20 m e cervello grande un terzo del nostro.

I primi rappresentanti del genere HOMO sono i Pitecantropi (il cui stesso nome racchiude la doppia etimologia di uomo – antropo – e di scimmia – piteco) che scheggiavano la pietra e avevano una maggiore capacità cranica.

Se ne conoscono due tipi:

  • HOMO HABILIS, più primitivo, che viveva in Africa circa 2,5 milioni a.f.
  • HOMO ERECTUS, assai più evoluto, che si diffuse in Asia e in Europa da 1,6 milioni a 400.000 anni fa.

Quest’ultimo aveva un cervello di oltre 1200 cm3, lavorava la selce in maniera più raffinata e conosceva il fuoco. Questa fondamentale conquista, proteggendolo dai rigori del clima, gli permise di diffondersi anche a latitudini più elevate in territori ostili. Un milione di anni fa l’Homo erectus uscì dall’Africa per colonizzare l’Asia e l’Europa.

Nel Pleistocene superiore comparve l’HOMO NEANDERTHALENSIS, considerato già una sottospecie dell’HOMO SAPIENS.

L’uomo di Neanderthal, presente in Europa già 70.000 a.f., possedeva una stazione perfettamente eretta, un cervello molto voluminoso (1600 cm3) ed era in grado di esprimersi con un linguaggio rudimentale.

Era capace di costruirsi strumenti di legno e pietra, praticava la caccia di gruppo, conosceva l’arte e seppelliva i morti.

Circa 35.000 a.f. egli scomparve bruscamente, e a questo punto comincia il regno dell’HOMO SAPIENS e poi dell’HOMO SAPIENS SAPIENS, nostro diretto antenato. Egli aveva un cervello ricco di circonvoluzioni, che gli permettevano di coordinare i movimenti, progettare e realizzare nuovi strumenti con cui abbattere animali molto più grossi e forti di lui. Sapeva inoltre adattare il suo comportamento alle varie situazioni, comunicare le sue esperienze ai compagni, esprimere le sue tendenze artistiche, come testimoniano le splendide pitture e incisioni rupestri ritrovate sulle pareti di molte caverne.

Circa 10.000 anni fa cominciò per l’uomo un nuovo tipo di civiltà, che lo condusse in brevissimo tempo a splendide conquiste: abbandonate le grotte, scoprì l’agricoltura e l’allevamento del bestiame, inventò la scrittura e la lavorazione dei metalli, intraprendendo quello straordinario cammino di evoluzione e di conoscenza che lo ha portato a mettere piede sulla Luna.

 

Per approfondimenti:

http://www.focus.it/scienza/scienze/la-timeline-dellevoluzione-delluomo

http://www.focus.it/scienza/scienze/laustralopiteco-lucy

 

Bibliografia
L. Monfroni, C. Pavanati Bettoni – La Terra e l’Universo – Signorelli Editore, Milano 1992
M. Fiorani, D. Nepgen, M. Crippa – Scienze naturali – Mondadori Education, 2016
O. Lupia Palmieri, M. Parotto – Terra, edizione verde – Scienze Zanichelli, 2016
C. Cavazzuti, L. Gandola, R. Oddone – La Terra intorno a noi – Scienze Zanichelli, 2016
I. Baroni, R. Corsi, F. Costagli – Sfera plus: L’Universo e la Terra; La materia e l’energia; Gli esseri viventi e l’ambiente; L’uomo – Sei, 2015
S. Zanoli – Scienze della Terra, Elementi e immagini – Le Monnier, 2016
M.L. Piccone Antoniotti – Geografia Generale – Paravia, 1985
M. Torri, G. Santi – Tettonica delle placche – Principato, 2015
G. Bellezza, E. Cecioni – Introduzione alla Geografia umana – Zanichelli, 1994
Geoidea – GEOSTART – De Agostini, 2014
L. Morelli – Geografia, Economia, Cultura – Mondadori Education, 2014
E. Fedrizzi – GEO Sistemi e Atlante Geografico – Minerva Scuola - Mondadori Education, 2014

L. Alberghina – Biologia, sviluppi e prospettive – Mondadori 1984
M. Hoefnagels – Biologia, il laboratorio della vita; dalle cellule ai vertebrati – Le Monnier, 2015
D. Casagrande – La vita sulla Terra, argomenti di Biologia – Italo Bovolenta, 1994
D. Sadava, et alii – Biologia.blu, le basi molecolari della vita e dell’evoluzione – Zanichelli, 2014
P. Battaglini, E. Totaro Aloj – Il sistema della vita – Le Monnier, 1978
S. Zanoli – Biologia, elementi e immagini – Le Monnier, 2015

F. Tottola, A. Allegrezza, M. Righetti – Biochimica, dal carbonio alle nuove tecnologie – Mondadori, 2014
M. Artoni, A. Dazzi – Chimica – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Biotecnologie – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Ecologia e Ambiente – Principato, 2014
E. Stocchi – Chimica, un invito a capire i fenomeni della natura – Atlas 1981
U. Aichelburg – Il corpo umano – Mondadori, 1977
C. Longo, G. Longo – Dalla cellula ala comunità dei viventi – Minerva Italica, 1980
F. Randazzo, P. Stroppa – Chimica, alimenti e sostenibilità – Mondadori, 2014

ScientificaMENTE – IL SISTEMA LINFATICO…QUESTO SCONOSCIUTO

ScientificaMENTE è una serie di articoli dedicati alla divulgazione scientifica.
Affrontiamo argomenti di Biologia, Chimica, Geografia, Scienze della Terra e molti altri di carattere tecnico – scientifico, utilizzando termini il più possibile semplificati, allo scopo di avvicinare le materie scientifiche al più vasto pubblico di lettori.

 

ScientificaMENTE – IL SISTEMA LINFATICO…QUESTO SCONOSCIUTO

 

Come abbiamo visto nell’articolo dedicato all’apparato circolatorio, in un sistema circolatorio chiuso i tessuti del corpo non sono a diretto contatto con il sangue, ma sono immersi in liquido che imbeve e permea gli spazi extracellulari dei tessuti, detto LIQUIDO INTERSTIZIALE.

Questo liquido è costituito di sangue “filtrato” a livello delle terminazioni dei capillari arteriosi, questa filtrazione è dovuta alle maggiori pressioni, idrostatica e osmotica, del sangue nei capillari arteriosi rispetto a quelle del liquido interstiziale, per cui l’acqua e i soluti disciolti nel plasma escono fuori dai capillari arteriosi.

Questa circolazione del liquido interstiziale costituisce l’anello finale del sistema circolatorio: in tal modo i materiali utili vengono portati direttamente alle cellule e i prodotti di rifiuto del loro metabolismo eliminati.

Il liquido interstiziale così formato è quindi un filtrato del sangue e la parte cellulare del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) insieme alla maggior parte delle molecole grosse, rimane nei capillari. Tuttavia alcune proteine del plasma sanguigno vanno a formare il liquido interstiziale. Inoltre, poiché la pressione della filtrazione in entrata a livello delle terminazioni dei capillari venosi è minore di quella presente a livello dei capillari arteriosi, il liquido che esce dal circolo sanguigno è maggiore di quanto ne ritorni.

Se questo liquido lo si lasciasse accumulare, la pressione idrostatica del liquido interstiziale sarebbe tale da impedire una ulteriore filtrazione e quindi impedirebbe l’attività metabolica delle cellule tissutali. È quindi necessario che l’eccesso di filtrato venga eliminato: è questa una delle funzioni del SISTEMA LINFATICO.

La quantità di LINFA (liquido chiaro che imbeve i tessuti organici e circola nelle lacune e nei vasi linfatici dei Vertebrati) presente nel corpo umano è variabile in quanto è il prodotto di un equilibrio tra circolazione sanguigna è liquido interstiziale dei tessuti. Inoltre la sua quantità aumenta notevolmente durante gli stadi patologici.

Il sistema linfatico è costituito da VASI LINFATICI che, diffusi in tutto l’organismo, ricalcano grosso modo l’andamento del sistema circolatorio venoso. I vasi linfatici iniziano con capillari chiusi a pareti permeabili, attraverso le quali defluisce all’interno di essi l’eccesso di filtrato. Capillari linfatici tipici sono quelli che si originano presso i villi intestinali, e poiché la loro linfa, ricca di goccioline di lipidi, si presenta lattescente è detta CHILO e i capillari linfatici si chiamano VASI CHILIFERI.

I capillari linfatici confluiscono in vasi sempre più grandi, i dotti linfatici, e alla fine in collettori comuni, di cui il più importante è il dotto toracico. Questo è un collettore linfatico impari, che inizia a livello della seconda vertebra toracica da una dilatazione, detta cisterna di Pequet e, decorrendo lungo la colonna vertebrale, versa la linfa nel circolo venoso, a livello del collo, nella vena giugulare sinistra.

Nel sistema linfatico la linfa ha un decorso dalla periferia al centro, cioè serve soltanto a far tornare i fluidi al cuore.

Tutti i vasi linfatici concorrono a formare due grandi dotti linfatici: la VENA LINFATICA e il DOTTO LINFATICO. La circolazione linfatica, a questo punto, converge nella circolazione venosa.

Gli organi linfatici primari sono:

  • MIDOLLO OSSEO: è l'unico organo deputato alla sintesi degli elementi figurati del sangue, vale a dire dei globuli bianchi (granulociti, linfociti, monociti), di quelli rossi (eritrociti) e delle piastrine (trombociti). Approfondisci su http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/midollo-osseo.html
  • TIMO: si tratta di un organo impari, localizzato nella parte alta del mediastino anteriore tra lo sterno ed i grossi vasi che escono dal cuore. La funzione del timo è di portare a maturazione vari tipi di linfociti, finalizzandoli a distruggere i patogeni intracellulari. Approfondisci su http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/timo.html

 

La MILZA (il cui compito è di produrre globuli bianchi, ripulire il sangue dai globuli rossi invecchiati e controllare la presenza di agenti patogeni e particelle estranee - approfondisci su http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/milza.html ) e le TONSILLE (meglio definite con il termine “linfoghiandola”, organo avente funzione antinfettiva ed immunitaria - approfondisci su http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/tonsille.html ) sono anche importanti organi linfatici.

 

Bibliografia
L. Monfroni, C. Pavanati Bettoni – La Terra e l’Universo – Signorelli Editore, Milano 1992
M. Fiorani, D. Nepgen, M. Crippa – Scienze naturali – Mondadori Education, 2016
O. Lupia Palmieri, M. Parotto – Terra, edizione verde – Scienze Zanichelli, 2016
C. Cavazzuti, L. Gandola, R. Oddone – La Terra intorno a noi – Scienze Zanichelli, 2016
I. Baroni, R. Corsi, F. Costagli – Sfera plus: L’Universo e la Terra; La materia e l’energia; Gli esseri viventi e l’ambiente; L’uomo – Sei, 2015
S. Zanoli – Scienze della Terra, Elementi e immagini – Le Monnier, 2016
M.L. Piccone Antoniotti – Geografia Generale – Paravia, 1985
M. Torri, G. Santi – Tettonica delle placche – Principato, 2015
G. Bellezza, E. Cecioni – Introduzione alla Geografia umana – Zanichelli, 1994
Geoidea – GEOSTART – De Agostini, 2014
L. Morelli – Geografia, Economia, Cultura – Mondadori Education, 2014
E. Fedrizzi – GEO Sistemi e Atlante Geografico – Minerva Scuola - Mondadori Education, 2014

L. Alberghina – Biologia, sviluppi e prospettive – Mondadori 1984
M. Hoefnagels – Biologia, il laboratorio della vita; dalle cellule ai vertebrati – Le Monnier, 2015
D. Casagrande – La vita sulla Terra, argomenti di Biologia – Italo Bovolenta, 1994
D. Sadava, et alii – Biologia.blu, le basi molecolari della vita e dell’evoluzione – Zanichelli, 2014
P. Battaglini, E. Totaro Aloj – Il sistema della vita – Le Monnier, 1978
S. Zanoli – Biologia, elementi e immagini – Le Monnier, 2015

F. Tottola, A. Allegrezza, M. Righetti – Biochimica, dal carbonio alle nuove tecnologie – Mondadori, 2014
M. Artoni, A. Dazzi – Chimica – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Biotecnologie – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Ecologia e Ambiente – Principato, 2014
E. Stocchi – Chimica, un invito a capire i fenomeni della natura – Atlas 1981
U. Aichelburg – Il corpo umano – Mondadori, 1977
C. Longo, G. Longo – Dalla cellula ala comunità dei viventi – Minerva Italica, 1980
F. Randazzo, P. Stroppa – Chimica, alimenti e sostenibilità – Mondadori, 2014

ScientificaMENTE - LE GRANDI PRODUZIONI AGRICOLE ODIERNE

ScientificaMENTE è una serie di articoli dedicati alla divulgazione scientifica.
Affrontiamo argomenti di Biologia, Chimica, Geografia, Scienze della Terra e molti altri di carattere tecnico – scientifico, utilizzando termini il più possibile semplificati, allo scopo di avvicinare le materie scientifiche al più vasto pubblico di lettori.

 

ScientificaMENTE - LE GRANDI PRODUZIONI AGRICOLE ODIERNE

La base dell’alimentazione umana è costituita dai cereali, piante a ciclo annuale che danno un prodotto abbastanza conservabile. Tutte le grandi civiltà hanno avuto un cereale quasi sacralizzato: il frumento nel bacino del Mediterraneo, il riso nell’Asia monsonica, il mais nella Mesoamerica.

Il più diffuso è oggi il frumento, con una produzione annua media ben superiore ai 5 miliardi di quintali.

Le varietà ad alta resa hanno modificato l’ordine dei grandi produttori, che vede oggi al primo posto la Cina, seguita dalla Russia, la cui produzione è però molto fluttuante, in presenza di un consumo interno tale da richiederne normalmente l’importazione. Seguono le produzioni di USA, India, Canada, Francia, Australia, che, ad esclusione dell’India, sono anche i maggiori esportatori.

Per l’inversione stagionale tra i due emisferi, i Paesi australi (Argentina e Sudafrica, oltre all’Australia) raccolgono durante il nostro inverno, nel momento della maggiore richiesta, con la certezza di vendere rapidamente tutto il prodotto.

Il riso, che fino agli anni ’70 era il cereale più prodotto, si sta solo ora avvicinando ai 5 miliardi di quintali annui, è il cereale tipico delle zone monsoniche: nell’Asia di sud-est si hanno in genere due raccolti annui, eccezionalmente 3. Oltre un terzo della produzione proviene dalla Cina e circa un quinto dall’India; in complesso quasi nove decimi del totale sono asiatici, e nel resto del mondo il solo buon produttore è il Brasile.

La produzione di mais (tra 4,6 e 4,8 miliardi di quintali) è simile a quella del riso, ma in buona parte viene destinata ad alimentazione animale e alla produzione di alcol. Originario del Messico, è tuttora prodotto per quasi la metà in America, con uno schiacciante primato degli USA (circa un terzo del totale mondiale). Al secondo posto è la Cina (un quinto), seguita dal Brasile, entrambi in rapido aumento.

 

Per approfondire:

http://www.lg-italia.it/agriblog/180-produzione-mondiale-dei-cereali-i-numeri-principali

http://www.colturaecultura.it/content/grano-nel-mondo

 

Destinazione del grano

Le cariossidi dei cereali raramente sono utilizzate integralmente per l’alimentazione umana, a eccezione del riso, che da sempre è utilizzato in chicchi, insieme alla recente ripresa di altri cereali minori come l’orzo, il farro e il frumento. La maggior parte della produzione di quasi tutti i cereali è destinata alla trasformazione in farina. Dal punto di vista qualitativo, il grano duro si differenzia da quello tenero per il contenuto di proteine, che è lievemente superiore, e per i prodotti che derivano dalla macinazione della granella. Dal grano duro, infatti, si ottengono generalmente semole e semolati dai granuli grossi e con spigoli netti, mentre la macinazione della granella di grano tenero produce farine dai granuli tondeggianti. Inoltre, il grano duro è adatto principalmente per la produzione di pasta alimentare (e di pane), mentre quello tenero per ottenere pane o pasta all’uovo.

 

La produzione agricola è, tra tutte, quella più importante per l’umanità, costituendo la base fondamentale dell’alimentazione; è anche necessario aumentarla perché gli esseri umani sono sempre di più.

L’aumento però si può ottenere solo in due modi, e per entrambi si hanno forti controindicazioni: aumentando le aree coltivate, però a detrimento delle praterie e delle foreste naturali (indispensabili per gli animali, a loro volta necessari per la nutrizione), o aumentando la produzione sulla stessa superficie, con grande uso di fertilizzanti, pesticidi e diserbanti, con le gravissime conseguenze sul piano ambientale tristemente conosciute.

 

Bibliografia
L. Monfroni, C. Pavanati Bettoni – La Terra e l’Universo – Signorelli Editore, Milano 1992
M. Fiorani, D. Nepgen, M. Crippa – Scienze naturali – Mondadori Education, 2016
O. Lupia Palmieri, M. Parotto – Terra, edizione verde – Scienze Zanichelli, 2016
C. Cavazzuti, L. Gandola, R. Oddone – La Terra intorno a noi – Scienze Zanichelli, 2016
I. Baroni, R. Corsi, F. Costagli – Sfera plus: L’Universo e la Terra; La materia e l’energia; Gli esseri viventi e l’ambiente; L’uomo – Sei, 2015
S. Zanoli – Scienze della Terra, Elementi e immagini – Le Monnier, 2016
M.L. Piccone Antoniotti – Geografia Generale – Paravia, 1985
M. Torri, G. Santi – Tettonica delle placche – Principato, 2015
G. Bellezza, E. Cecioni – Introduzione alla Geografia umana – Zanichelli, 1994
Geoidea – GEOSTART – De Agostini, 2014
L. Morelli – Geografia, Economia, Cultura – Mondadori Education, 2014
E. Fedrizzi – GEO Sistemi e Atlante Geografico – Minerva Scuola - Mondadori Education, 2014

L. Alberghina – Biologia, sviluppi e prospettive – Mondadori 1984
M. Hoefnagels – Biologia, il laboratorio della vita; dalle cellule ai vertebrati – Le Monnier, 2015
D. Casagrande – La vita sulla Terra, argomenti di Biologia – Italo Bovolenta, 1994
D. Sadava, et alii – Biologia.blu, le basi molecolari della vita e dell’evoluzione – Zanichelli, 2014
P. Battaglini, E. Totaro Aloj – Il sistema della vita – Le Monnier, 1978
S. Zanoli – Biologia, elementi e immagini – Le Monnier, 2015

F. Tottola, A. Allegrezza, M. Righetti – Biochimica, dal carbonio alle nuove tecnologie – Mondadori, 2014
M. Artoni, A. Dazzi – Chimica – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Biotecnologie – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Ecologia e Ambiente – Principato, 2014
E. Stocchi – Chimica, un invito a capire i fenomeni della natura – Atlas 1981
U. Aichelburg – Il corpo umano – Mondadori, 1977
C. Longo, G. Longo – Dalla cellula ala comunità dei viventi – Minerva Italica, 1980
F. Randazzo, P. Stroppa – Chimica, alimenti e sostenibilità – Mondadori, 2014

ScientificaMENTE – LE STRAORDINARIE PROPRIETÀ DEI MINERALI: I CRISTALLI

ScientificaMENTE è una serie di articoli dedicati alla divulgazione scientifica.
Affrontiamo argomenti di Biologia, Chimica, Geografia, Scienze della Terra e molti altri di carattere tecnico – scientifico, utilizzando termini il più possibile semplificati, allo scopo di avvicinare le materie scientifiche al più vasto pubblico di lettori.

 

ScientificaMENTE – LE STRAORDINARIE PROPRIETÀ DEI MINERALI: I CRISTALLI

Gli elementi chimici si trovano in natura, ed in particolare nella crosta terrestre, sotto forma di corpi solidi, chimicamente qualificabili, detti MINERALI: di essi i minerali metallici costituiscono gli esempi più significativi.

L’insieme di più minerali mescolati in proporzioni varie e variabili costituisce una ROCCIA.

L’evento più spettacolare nella formazione delle rocce è costituito dalla costituzione dei CRISTALLI.

Innanzitutto avviene il passaggio dallo stato fuso del MAGMA (roccia liquida a temperatura altissima, generalmente compresa tra 650 e 1200 °C) allo stato solido.

La solidificazione può altresì avvenire anche per precipitazione di soluti, per lo più salini, a seguito di abbassamenti di temperatura e soprattutto per evaporazione.

Può avvenire anche il passaggio dalla fase di vapore alla fase solida per raffreddamento, ed in questo caso parliamo di sublimazione.

Infine si può verificare nelle rocce il cosiddetto METAMORFISMO, ovvero la trasformazione per assestamento delle molecole di strutture originariamente liquide o per ristrutturazione di solidi preformati.

Fisicamente il minerali sono caratterizzati da una struttura cristallina (che viene definita “abito”), che ne costituisce la proprietà fisica fondamentale e quella più appariscente.

Il CRISTALLO è un corpo naturale con una struttura a forma di reticolo, cioè risultante da un insieme ordinato di particelle (atomi, molecole o ioni), che si ripete periodicamente nello spazio come un motivo ricorrente.

I cristalli sono dei prodotti della natura attraenti ed interessanti. Di essi non meraviglia solo la perfezione della struttura ma anche l’enorme diffusione: non solo costituiscono la stragrande maggioranza dei corpi dotati di forma e volume determinati (cioè quelli che definiamo “solidi”) in cui ci imbattiamo, ma anche quelli di cui siamo fatti.

Oltre allo zucchero e ai Sali, sono cristalli anche i metalli, i prodotti ceramici, le ossa e i denti.

La ragione per cui esistono i cristalli è che le particelle costituenti la materia tendono a legarsi tra loro nel modo più compatto possibile: per lo più attraverso legami orientati secondo precise direzioni geometriche.

Se, per fare un semplice esperimento, prendiamo un certo numero di sfere e le poniamo in una scatola ci accorgiamo che se le disponiamo in file ordinate esse occupano un minore volume; se poi queste sfere fossero magnetiche e si attraessero reciprocamente formerebbero una massa ancora più compatta.

Risponde dunque ad una naturale inclinazione, il tendere delle particelle della materia a giustapporsi in maniera regolare, così da formare dei grandi edifici cristallini che occupano al meglio lo spazio disponibile.

Il COLORE è un’altra proprietà fisica dei minerali, anzitutto connessa alla loro composizione chimica.

Così i minerali di rame sono caratteristicamente azzurri o verdi, quelli di cobalto rosei e così via. È poi la particolare costituzione dei cristalli, per la quale  il reticolo manifesta diverse proprietà nelle differenti direzioni, che fa sì che in certi casi il colore varia, orientando e girando il cristallo.

Talvolta sorprendono i fenomeni connessi con l’emissione di luce da parte dei cristalli.

Si tratta di fenomeni di 2 tipi:

  • FLUORESCENZA: emissione di luce visibile condizionata dalla presenza di luce per lo più invisibile (ultravioletti, raggi X, etc.); gli elettroni intorno ai nuclei atomici sono eccitati dall’assorbimento di energia, per poi restituirla sotto forma di energia luminosa.
  • FOSFORESCENZA: emissione, per un certo tempo, di luce di vari colori, in assenza di stimoli esterni; è per lo più il risultato di fenomeni chimici, che possono essere innescati da radiazioni.

 

Dato che i cristalli non sono delle accozzaglie di atomi disposti a caso, ma insiemi ordinati di atomi, è logico aspettarsi che le forze che tengono uniti gli atomi possano essere particolarmente deboli in alcune direzioni, a seconda della struttura.

La SFALDATURA è la facoltà che hanno certi cristalli di dividersi lungo piani caratteristici, corrispondenti a direzioni di minima coesione.

Infine, la DUREZZA è la resistenza opposta da un minerale alla scalfittura. Ecco di seguito la famosa scala empirica delle durezze, conosciuta come SCALA DI MOHS.

 

TENERI

(si scalfiscono con l'unghia)

SEMI DURI

(si rigano con una punta d'acciaio)

DURI

(non si rigano con la punta di acciaio)

Talco

Calcite

Ortoclasio

Gesso

Fluorite

Quarzo

 

Apatite

Topazio

 

 

Corindone

 

 

Diamante (Carborundum)

 

Per approfondire:

https://it.wikipedia.org/wiki/Scala_di_Mohs

http://www.liceoalberti.it/~werty/scienze/mohs.html

 

Bibliografia
L. Monfroni, C. Pavanati Bettoni – La Terra e l’Universo – Signorelli Editore, Milano 1992
M. Fiorani, D. Nepgen, M. Crippa – Scienze naturali – Mondadori Education, 2016
O. Lupia Palmieri, M. Parotto – Terra, edizione verde – Scienze Zanichelli, 2016
C. Cavazzuti, L. Gandola, R. Oddone – La Terra intorno a noi – Scienze Zanichelli, 2016
I. Baroni, R. Corsi, F. Costagli – Sfera plus: L’Universo e la Terra; La materia e l’energia; Gli esseri viventi e l’ambiente; L’uomo – Sei, 2015
S. Zanoli – Scienze della Terra, Elementi e immagini – Le Monnier, 2016
M.L. Piccone Antoniotti – Geografia Generale – Paravia, 1985
M. Torri, G. Santi – Tettonica delle placche – Principato, 2015
G. Bellezza, E. Cecioni – Introduzione alla Geografia umana – Zanichelli, 1994
Geoidea – GEOSTART – De Agostini, 2014
L. Morelli – Geografia, Economia, Cultura – Mondadori Education, 2014
E. Fedrizzi – GEO Sistemi e Atlante Geografico – Minerva Scuola - Mondadori Education, 2014

L. Alberghina – Biologia, sviluppi e prospettive – Mondadori 1984
M. Hoefnagels – Biologia, il laboratorio della vita; dalle cellule ai vertebrati – Le Monnier, 2015
D. Casagrande – La vita sulla Terra, argomenti di Biologia – Italo Bovolenta, 1994
D. Sadava, et alii – Biologia.blu, le basi molecolari della vita e dell’evoluzione – Zanichelli, 2014
P. Battaglini, E. Totaro Aloj – Il sistema della vita – Le Monnier, 1978
S. Zanoli – Biologia, elementi e immagini – Le Monnier, 2015

F. Tottola, A. Allegrezza, M. Righetti – Biochimica, dal carbonio alle nuove tecnologie – Mondadori, 2014
M. Artoni, A. Dazzi – Chimica – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Biotecnologie – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Ecologia e Ambiente – Principato, 2014
E. Stocchi – Chimica, un invito a capire i fenomeni della natura – Atlas 1981
U. Aichelburg – Il corpo umano – Mondadori, 1977
C. Longo, G. Longo – Dalla cellula ala comunità dei viventi – Minerva Italica, 1980
F. Randazzo, P. Stroppa – Chimica, alimenti e sostenibilità – Mondadori, 2014

ScientificaMENTE - I CLIMI DELLA TERRA

ScientificaMENTE è una serie di articoli dedicati alla divulgazione scientifica.
Affrontiamo argomenti di Biologia, Chimica, Geografia, Scienze della Terra e molti altri di carattere tecnico – scientifico, utilizzando termini il più possibile semplificati, allo scopo di avvicinare le materie scientifiche al più vasto pubblico di lettori.

I CLIMI DELLA TERRA

Il termine “clima” alla lettera significa “inclinazione” e infatti gli antichi ritenevano che il clima dipendesse dall’inclinazione dei raggi solari che, all’Equatore, investono la Terra perpendicolarmente, mentre andando verso i Poli, la colpiscono sempre più obliquamente. In realtà oggi noi sappiamo che è la circolazione generale dell’atmosfera a governare sia il clima che il tempo meteorologico. Esso ha una grande importanza nel provocare modificazioni delle forme e dei rilievi, ma ben maggiore è l’azione che esercita sullo sviluppo e distribuzione della vita vegetale e animale e quindi sulle colture, i raccolti, gli scambi commerciali, gli insediamenti umani e l’economia dei vari Stati.

È giusto ricordare che il clima di una regione non si mantiene costante nel tempo: dove oggi troviamo deserti, in un tempo geologicamente non lontano vi erano foreste rigogliose, come dimostrano i resti fossili ritrovati.

Negli ultimi 100 anni si è anche verificato un incremento della temperatura che ha contribuito, con altri fenomeni correlati, alla desertificazione di vaste aree del nostro pianeta.

 

GLI ELEMENTI DEL CLIMA

 

INSOLAZIONE (ENERGIA SOLARE)

TEMPERATURA

PRESSIONE ATMOSFERICA

EVAPORAZIONE

UMIDITÀ

CIRCOLAZIONE ATMOSFERICA (VENTI)

NUVOLOSITÀ

 

PRECIPITAZIONI

 

Dallo schema appare evidente che l’elemento essenziale del clima è la temperatura e che il meccanismo motore di tutti i fenomeni climatici è l’energia solare.

Si dicono invece FATTORI CLIMATICI le cause che influiscono sugli elementi e quindi sul clima. Essi sono:

  • LATITUDINE (distanza dai Poli o dall’Equatore)
  • ALTITUDINE rispetto al livello del mare
  • DISTANZA DAL MARE
  • CORRENTI MARINE
  • VEGETAZIONE
  • ESPOSIZIONE AL SOLE E AI VENTI

 

CLASSIFICAZIONE DEI CLIMI

ASSOCIAZIONI VEGETALI

esempi geografici

A – CLIMI CALDO-UMIDI

MEGATERME

foresta pluviale

Amazzonia, Congo

savana

Nigeria, Mato Grosso

giungla

India

 

 

B – CLIMI ARIDI

XEROFILE

deserto caldo

Sahara, Messico, Australia

steppa predesertica

Sud Sahara, Asia centrale

deserto freddo

Patagonia, Mongolia

 

 

C – CLIMI TEMPERATI CALDI

MESOTERME

macchia mediterranea

California, Mediterraneo

foresta cinese

Cina, Corea, Giappone

foresta a latifoglie

Sudafrica, Australia

 

 

D – CLIMI TEMPERATI FREDDI

MICROTERME

foresta a latifoglie

Nord America

foresta di conifere

Nord Europa

 

 

E – CLIMI POLARI

ECHISTOTERME

tundra

Russia centrale, Scandinavia

gelo perenne

Artide, Antartide

Bibliografia
L. Monfroni, C. Pavanati Bettoni – La Terra e l’Universo – Signorelli Editore, Milano 1992
M. Fiorani, D. Nepgen, M. Crippa – Scienze naturali – Mondadori Education, 2016
O. Lupia Palmieri, M. Parotto – Terra, edizione verde – Scienze Zanichelli, 2016
C. Cavazzuti, L. Gandola, R. Oddone – La Terra intorno a noi – Scienze Zanichelli, 2016
I. Baroni, R. Corsi, F. Costagli – Sfera plus: L’Universo e la Terra; La materia e l’energia; Gli esseri viventi e l’ambiente; L’uomo – Sei, 2015
S. Zanoli – Scienze della Terra, Elementi e immagini – Le Monnier, 2016
M.L. Piccone Antoniotti – Geografia Generale – Paravia, 1985
M. Torri, G. Santi – Tettonica delle placche – Principato, 2015
G. Bellezza, E. Cecioni – Introduzione alla Geografia umana – Zanichelli, 1994
Geoidea – GEOSTART – De Agostini, 2014
L. Morelli – Geografia, Economia, Cultura – Mondadori Education, 2014
E. Fedrizzi – GEO Sistemi e Atlante Geografico – Minerva Scuola - Mondadori Education, 2014

L. Alberghina – Biologia, sviluppi e prospettive – Mondadori 1984
M. Hoefnagels – Biologia, il laboratorio della vita; dalle cellule ai vertebrati – Le Monnier, 2015
D. Casagrande – La vita sulla Terra, argomenti di Biologia – Italo Bovolenta, 1994
D. Sadava, et alii – Biologia.blu, le basi molecolari della vita e dell’evoluzione – Zanichelli, 2014
P. Battaglini, E. Totaro Aloj – Il sistema della vita – Le Monnier, 1978
S. Zanoli – Biologia, elementi e immagini – Le Monnier, 2015

F. Tottola, A. Allegrezza, M. Righetti – Biochimica, dal carbonio alle nuove tecnologie – Mondadori, 2014
M. Artoni, A. Dazzi – Chimica – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Biotecnologie – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Ecologia e Ambiente – Principato, 2014
E. Stocchi – Chimica, un invito a capire i fenomeni della natura – Atlas 1981
U. Aichelburg – Il corpo umano – Mondadori, 1977
C. Longo, G. Longo – Dalla cellula ala comunità dei viventi – Minerva Italica, 1980
F. Randazzo, P. Stroppa – Chimica, alimenti e sostenibilità – Mondadori, 2014

ScientificaMENTE - IL VENTO

ScientificaMENTE è una serie di articoli dedicati alla divulgazione scientifica.
Affrontiamo argomenti di Biologia, Chimica, Geografia, Scienze della Terra e molti altri di carattere tecnico – scientifico, utilizzando termini il più possibile semplificati, allo scopo di avvicinare le materie scientifiche al più vasto pubblico di lettori.

 

IL VENTO

I venti sono spostamenti orizzontali più o meno rapidi di grandi masse d’aria, causati da differenze nella distribuzione orizzontale della PRESSIONE ATMOSFERICA.

L’aria, come qualsiasi altro corpo, viene attratta dalla Terra per effetto della forza di gravità e quindi ha anch’essa il proprio peso. Ne consegue pertanto che la massa di aria che ci sovrasta esercita su tutti i corpi della superficie terrestre una forza che preme, detta appunto pressione atmosferica, che può raggiungere valori anche molto elevati. Per fare un esempio: a livello del mare, su ogni cm2 (centimetro quadrato) di superficie la colonna d’aria sovrastante esercita una pressione di più di 1 kg.

Questo valore della pressione può variare a seconda che l’aria è più fredda o più calda o più o meno carica di umidità.

Nei luoghi dove il sole è più riscaldato, l’aria si dilata, diviene più leggera e tende a salire determinando così ZONE DI BASSA PRESSIONE o AREE CICLONICHE.

Viceversa, nelle zone dove il suolo è più freddo, l’area diviene più densa e quindi più pesante, determinando così ZONE DI ALTA PRESSIONE o AREE ANTICICLONICHE.

Lo spostamento delle masse d’aria avviene sempre dalle zone di alta pressione a quelle di bassa pressione, nel tentativo di ristabilire la pressione.

In ogni vento si distinguono i seguenti elementi:

  • DIREZIONE, cioè il punto cardinale (riferito alla rosa dei venti) dal quale proviene il vento. Si stabilisce con speciali strumenti detti anemoscopi, costituiti da banderuole metalliche girevoli, o dalla manica a vento (cfr. la mappa concettuale);
  • FORZA, cioè la pressione con cui preme sull’unità di superficie, quando la incontra perpendicolarmente. Si determina con speciali strumenti detti anemometri a pressione;
  • VELOCITÀ, cioè il numero di metri percorsi in un secondo. Viene misurata dagli anemometri.


Esistono delle scale che classificano i venti in base alla velocità. La più usata è la scala di BEAUFORT.

Valore

termine descrittivo

effetti sulla terra

effetti sul mare

0

CALMA

Calma; il fumo sale verticalmente.

Il mare è uno specchio.

1

BAVA DI VENTO

La direzione del vento è segnalata dal movimento

del fumo, ma non dalle maniche a vento.

Leggere increspature dell’acqua.

2

BREZZA LEGGERA

Si sente il vento sul viso e le foglie frusciano;

le maniche a vento si muovono.

Onde piccole, ma evidenti.

3

BREZZA TESA

Le foglie e i ramoscelli più piccoli sono in costante movimento; il vento fa sventolare bandiere di

piccole dimensioni.

Piccole onde, creste che cominciano a infrangersi.

4

VENTO MODERATO

Si sollevano polvere e pezzi di carta; si muovono

i rami piccoli degli alberi.

Piccole onde, che diventano più lunghe.

5

VENTO TESO

Gli arbusti con foglie iniziano a ondeggiare;

le acque interne s’increspano.

Onde moderate allungate, con possibilità di spruzzi.

6

VENTO FRESCO

Si muovono anche i rami grossi; gli ombrelli si usano con difficoltà.

Si formano marosi con creste di schiuma bianca.

7

VENTO FORTE

Gli alberi iniziano a ondeggiare; si cammina con difficoltà contro vento.

Le onde s’ingrossano, la schiuma comincia a “sfilacciarsi” in scie.

8

BURRASCA MODERATA

Si staccano rami dagli alberi; generalmente è impossibile camminare contro vento.

Marosi di altezza media; le creste si rompono e formano spruzzi vorticosi.

9

BURRASCA FORTE

Possono verificarsi leggeri danni strutturali agli edifici

(caduta di tegole o di coperchi dei camini).

Grosse ondate, con dense scie

di schiuma e spruzzi, riducono la visibilità.

10

BURRASCA FORTISSIMA

(Raro nell'entroterra)

Alberi sradicati e considerevoli danni agli abitati.

Enormi ondate, con lunghe creste a pennacchio; il mare ha un aspetto biancastro.

11

FORTUNALE

(Rarissimo nell'entroterra)

Vasti danni strutturali.

Onde enormi che possono nascondere navi di media stazza; il mare è coperto da banchi di schiuma e la visibilità è ridotta.

12

URAGANO

Danni ingenti ed estesi alle strutture.

Onde altissime; schiuma e spruzzi riducono molto la visibilità e il mare è tutto bianco.

 

Bibliografia
L. Monfroni, C. Pavanati Bettoni – La Terra e l’Universo – Signorelli Editore, Milano 1992
M. Fiorani, D. Nepgen, M. Crippa – Scienze naturali – Mondadori Education, 2016
O. Lupia Palmieri, M. Parotto – Terra, edizione verde – Scienze Zanichelli, 2016
C. Cavazzuti, L. Gandola, R. Oddone – La Terra intorno a noi – Scienze Zanichelli, 2016
I. Baroni, R. Corsi, F. Costagli – Sfera plus: L’Universo e la Terra; La materia e l’energia; Gli esseri viventi e l’ambiente; L’uomo – Sei, 2015
S. Zanoli – Scienze della Terra, Elementi e immagini – Le Monnier, 2016
M.L. Piccone Antoniotti – Geografia Generale – Paravia, 1985
M. Torri, G. Santi – Tettonica delle placche – Principato, 2015
G. Bellezza, E. Cecioni – Introduzione alla Geografia umana – Zanichelli, 1994
Geoidea – GEOSTART – De Agostini, 2014
L. Morelli – Geografia, Economia, Cultura – Mondadori Education, 2014
E. Fedrizzi – GEO Sistemi e Atlante Geografico – Minerva Scuola - Mondadori Education, 2014

L. Alberghina – Biologia, sviluppi e prospettive – Mondadori 1984
M. Hoefnagels – Biologia, il laboratorio della vita; dalle cellule ai vertebrati – Le Monnier, 2015
D. Casagrande – La vita sulla Terra, argomenti di Biologia – Italo Bovolenta, 1994
D. Sadava, et alii – Biologia.blu, le basi molecolari della vita e dell’evoluzione – Zanichelli, 2014
P. Battaglini, E. Totaro Aloj – Il sistema della vita – Le Monnier, 1978
S. Zanoli – Biologia, elementi e immagini – Le Monnier, 2015

F. Tottola, A. Allegrezza, M. Righetti – Biochimica, dal carbonio alle nuove tecnologie – Mondadori, 2014
M. Artoni, A. Dazzi – Chimica – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Biotecnologie – Principato, 2014
M. Vezzoli. C. Vicari – Ecologia e Ambiente – Principato, 2014
E. Stocchi – Chimica, un invito a capire i fenomeni della natura – Atlas 1981
U. Aichelburg – Il corpo umano – Mondadori, 1977
C. Longo, G. Longo – Dalla cellula ala comunità dei viventi – Minerva Italica, 1980
F. Randazzo, P. Stroppa – Chimica, alimenti e sostenibilità – Mondadori, 2014

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