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Antonio Corbo

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Michele Gatta in arte “Magic MaiK” uscirà con un nuovo singolo musicale

Michele Gatta in arte “Magic Maik” è un'artista italiano più precisamente della Basilicata nella città di Tito in provincia di Potenza. Il 29/04/21 uscirà con un nuovo singolo musicale che sarà disponibile su Youtube e Spotify e potrete ascoltarla andando nel link in bio sia di Instagram che Facebook. La canzone si intitola “Saremo Star” e parla della sua vita quotidiana con riferimenti al passato e incitamento ai giovani per sognare in futuro di essere una “Star”. Questo è il secondo singolo per l'artista dopo il primo (Ci Credi ?) ancora disponibile su Youtube. Ad oggi non possiamo definire di che genere di musica parliamo, dato che la musica ha molte sfaccettature e variazioni in ogni genere musicale; secondo l'artista la musica è parte fondamentale della quotidianità e ci mette a proprio agio in ogni stato d’animo come se fossimo “Noi” parte del brano. Cosa importante afferma Gatta –Magic Maik”: “Bisogna giudicare un brano dal testo non dalla persona come spesso accade nella nostra società…se si è invidiosi di quello che fanno gli altri hai perso in partenza, come giocare una partita di calcio in 10, non crescerai mai del tutto. L’invidia uccide.”

PARLA LA PRESIDENTE A.N.F.I. ANNAMARIA PACE

POTENZA. -Incontriamo il Presidente dell'Associazione Familiaristi Italiani della Sezione Basilicata l’avv. Annamaria Pace presso lo studio di Via Messina a Potenza con i componenti del direttivo A.N.F.I.: l’avv Rosanna Faraone (Segretario), l’avv Maria Scavone (Tesoriere), l’avv. Caterina Cassino (Consigliere) e la Dott.ssa Angela Magrino – (Consigliere). La Presidente Annamaria Pace ci afferma: “Quello della violenza intrafamiliare è un tema assai delicato. Nonostante si tratti di un problema diffuso è un fenomeno difficile da arginare perché emerge quando la violenza si è già consumata, quando ha già lasciato i segni  sul corpo e o comunque, nell'anima. Il problema si è senz'altro acuito in questo anno. Per difenderci dal tanto odiato covid-19 siamo stati e siamo di fatto a tutt'oggi sempre più chiusi nelle nostre case, isolati fisicamente, rispetto al resto del mondo. Fuori dalle case non possiamo scambiarci un sorriso, non possiamo nemmeno darci la mano. Ne è conseguito che le relazioni nel contesto familiare siano di fatto divenute le uniche relazioni che consentono un contatto, quantomeno fisico. Se questo ha favorito i rapporti nei contesti più sani ha spesso peggiorato e fatto saltare completamente gli equilibri, in quei contesti familiari caratterizzati di relazioni disfunzionali. Per l'effetto, se con la pandemia tanti reati si sono ridotti, pensiamo solo alle risse, agli omicidi stradali, la violenza domestica ha invece avuto una impennata. Vittime prescelte della violenza domestica anche nell'era Covid sono state ancora le donne, questo perché la violenza intrafamiliare è soprattutto violenza di genere, in cui l'elemento prevalente è la concezione del controllo/potere sulla donna, retaggio di una sottocultura che ancora riconosce al maschio di imporsi con l'autorità e la forza. La violenza domestica trova la sua tipica espressione nel reato di maltrattamenti in famiglia, oggi severamente punito, anche in seguito alla legge 69/2019, meglio conosciuta come Codice Rosso.. La Costituiscono maltrattamenti in famiglia i comportamenti reiterati che sottopongono la vittima in modo abituale e continuo ad una serie di sofferenze fisiche e morali, posti in essere con la consapevolezza di persistere in una attività vessatoria violenza domestica è caratterizzata spesso da una escalation di violenza, che può comportare seri rischi per la vittima fino a porla in pericolo di vita a cui purtroppo la cronaca ci ha abituati. Ne consegue che è assolutamente necessario chiedere prontamente aiuto per fare cessare subito la spirale di violenza.”. Prosegue il Presidente A.N.F.I. Basilicata Pace: “ Non è però necessario che vi siano episodi efferati di violenza perché si possa parlare di maltrattamenti, non è di fatto necessario nemmeno che vi sia violenza fisica. La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 34351/2020 per definire una vicenda portata alla sua attenzione precisa come ad integrare il reato possano essere sufficienti gli insulti e le offese quotidiane, per il fatto che dimostrano dei comportamenti ripetuti e ossessivi. Se la violenza domestica ha come obiettivo le donne è anche violenza assistita dai minori, ancora di più oggi, che chiusi nelle case, sono sempre presenti nelle relazioni familiari, vittime a loro volta. La letteratura scientifica ci dice che i piccoli esposti ripetutamente a contesti di violenza, sono infatti destinati  non solo dovere fare i conti con un vissuto di sofferenza che ne condizionerà il benessere psicologico  e le relazioni future,  diventando essi stessi soggetti a rischio di riproporre quell'agito di violenza, quel modo di rapportarsi che hanno subito ma anche conosciuto e acquisito. Va evidenziato che i bambini nella pandemia  sono quelli che maggiormente hanno vissuto e subito la condizione di isolamento e privazione di ogni contesto di socialità che non fosse puramente virtuale e pertanto il comportamento dell'adulto genitore  sarà condizionante per il suo futuro. Già durante il primo lockdoqn si è compreso  che la condizione di isolamento delle vittime di reati intrafamiliari imponeva una risposta pronta ed efficace da parte dello Stato. Dal marzo 2020, l'applicazione YOUPOL realizzata dalla Polizia di Stato, inizialmente concepita per i reati di bullismo e spaccio di stupefacenti, è stata estesa ai reati di violenza domestica. Il dipartimento pari opportunità della presidenza del consiglio ha promosso la HELP LINE, violenza e stalking, con il numero verde 1522. L'ISTAT ha registrato che tra il marzo ed il 16 aprile 2020 ci sia stato un aumento  rispetto allo stesso periodo del 2019, con un aumento del 59% delle vittime che hanno chiesto aiuto. I dati raccolti presso gli uffici giudiziari ha hanno registrato un aumento dell'11% dei procedimenti iscritti per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, con un incremento proprio nel periodo del lockdown. L'utilizzo di tali strumenti è senz'altro utile per una richiesta immediata di aiuto, per riuscire a sottrarsi  ad una situazione emergenziale e comunque di pericolo. A differenza del passato, viene presa immediatamente in carico  una denuncia per reati di violenza domestica. La polizia giudiziaria, una volta acquisita la notizia di reato, riferisce immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale. Il pubblico ministero, nelle ipotesi ove proceda per i delitti di violenza domestica o di genere, entro tre giorni dal momento in cui si è appresa la notizia di reato, deve ascoltare la vittima o chi ha denunciato i fatti di reato. Senza ritardo vengono avviati tutti gli atti d’indagine delegati dal pubblico ministero alla polizia . Il legislatore mette poi a disposizione diversi strumenti, volti a proteggere la vittima nell'immediato ma anche per il futuro. Si pensi agli ordini di protezione contro gli abusi familiari o alle misure cautelari che allontanano da subito l'autore della violenza dalla casa familiare, al divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi dalla stessa frequentati abitualmente, ma anche la previsione del pagamento di un assegno in favore dei conviventi che rimangono privi di mezzi adeguati per effetto dell'allontanamento dell'autore della violenza. Per esperienza professionale posso dire che il Tribunale di Potenza, in una settimana dalla denuncia di maltrattamenti è stato in grado di disporre la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima. Un ulteriore strumento volto a scongiurare il ripetersi di una condotta violenta, anch'esso introdotto dalla legge 69/2019 prevede che il soggetto condannato per reati di violenza domestica, l'obbligo di frequentare corsi di specifici corsi di recupero, per reinserirsi nella società, per beneficiare della sospensione della pena. E' senz'altro necessario che la vittima rivolgersi con fiducia ad un legale competente nella delicata materia del diritto di famiglia, capace di ascoltare e raccogliere il vissuto di dolore, anche lavorando in rete con altri professionisti, quali psicologi, mediatori familiari, in modo da approntare ogni opportuna azione giudiziaria, in modo da fornire una tutela dei diritti, piena ed effettiva. Gli strumenti posti in essere a tutela delle vittime di violenza domestica oggi sono tanti e si dimostrano sempre più efficaci. Sapendo di poter essere adeguatamente protetta e supportata ogni vittima di violenza domestica può e deve trovare il coraggio di prendere in mano la propria vita”. L'importante sarà fare il primo passo ed il primo passo è aprirsi, parlarne e chiedere aiuto, senza vergognarsi. Chi ascolterà avrà sensibilità e competenza per accompagnare la vittima in tutti i passaggi successivi per ritrovare quella serenità che è diritto di tutti!!!.

Pierpaolo Micca Il futuro James Blunt di Potenza

Oggi incontriamo Pierpaolo Micca nato a Potenza, l'8 gennaio del 1993. “Da sempre ho amato la musica per la forza che mi infonde dentro” sono le sue prime dichiarazioni al nostro incontro; infatti continua entusiasta “le prime note le ho cantate alla tenera età di 6 anni”. Prosegue con tanta ardore nello spiegarci il suo percorso: “Da quel giorno mi hanno definito un "nuovo talento", ma io dico solo di sentire dentro una grande passione per la musica e il canto e che mi risulta alquanto semplice costruire una canzone con testi e musica poiché in esse c'è tutto il mio mondo! Il mondo di un giovane che sta costruendosi il proprio futuro pretendendo uno spazio nel quale esprimere sentimenti, emozioni e desideri!  Questi ultimi mesi sono stati ricchi di intuizioni e sensazioni che ho cercato di far emergere nei miei ultimi lavori musicali, tra i quali "Combattente" scritta da Fabiola Potenza , che ha riscosso un piccolo ma importante successo e il cui video è stato girato nella città di Potenza. Incidere anche un semplice CD non è mai una cosa semplice. In particolar modo se alle spalle non si hanno produttori, case discografiche e via discorrendo… A breve ci sarà l'uscita di un mio singolo dal titolo "Via Lontano". Questo è' il mio progetto per il prossimo futuro. Non sarà semplicissimo, ma con me ci sono persone che credono in questa possibilità e quindi posso far affidamento sulla collaborazione di amici che hanno sposato le mie canzoni, le amano e, per me e con me, lavoreranno duramente affinché il mio nome sia stampato su un pezzo di carta, la mia voce incisa su un pezzo di plastica. Questa mia passione e questi sforzi mi stanno insegnando molto. Sto imparando che il mondo non è poi così brutto come vogliono farci credere. Ho imparato che un amico è tuo amico senza aspettarsi niente da te. Che volare è possibile quando dentro ti senti libero e accetti te stesso per quello che sei. Che Dio attraversa la tua storia e la libera da ogni falsità! Che i problemi si risolvono affrontandoli!... Che la musica libera le emozioni e ti fa sognare mete sempre nuove ed entusiasmanti!  che cantare è gioia !. L'ispirazione nasce da eventi che mi sono successi personalmente o a persone a me vicine, solitamente il testo nasce prima della linea melodica del brano. Poi assemblo il tutto. Il genere musicale predominante nei miei brani è il pop con influenze rock.. Ciò che sono si rispecchia molto nelle mie canzoni, romanticismo, rabbia, dolore…che mi rendono praticamente una persona sensibile ...Il canto mi ispira libertà perché nel momento in cui canto mi sento felice, come se tutte le tensioni svaniscano in quel momento. Quindi per me la ragione per cui canto è la libertà di essere davvero me stesso. Ho partecipato a vari festival, tra cui Festival di Potenza, Festival della Canzone all'Agriturismo “La bontà” in cui “Maledetti Noi” (contenuto nell’album Free to Fly) ha vinto il premio come migliore interpretazione. La voglia di cantare è aumentata quando ho cominciato a studiare la voce: cosa significava emettere quel suono e come emetterlo, la curiosità di arrivare a note acute e basse. Il testo e la canzone a cui più sono legato è “Free to Fly” (singolo omonimo dell'EP) perché è un testo uscito "di getto" che esprime davvero la voglia di essere se stessi contro tutto e tutti e in quel momento volevo davvero sentirmi: "Libero di volare".

Il primo libro di Vertone Carmine Pio è una "TORRE 41".

Carmine Pio Vertone in arte Sysar, nasce a Potenza il 17 giugno 2001. Attore - illusionista – saltimbanco, ha sempre amato collezionare personalità e sensazioni. Talento emergente Pietragallese, tenta l’esordio nel mondo delle Scienze Umane. Incontra a 11 anni il suo primo maestro, Francesco Lioi che in otto mesi gli fornisce le basi per realizzare uno spettacolo di prestidigitazione. Studia per tre anni teatro e si esibisce circa settecento volte come artista poliedrico. Magia, giocoleria, teatro, animazione e varie giullarate; gli consentiranno di viaggiare in tutto il mondo sia per lavoro che per passione, dandogli la possibilità di confrontarsi con realtà e culture differenti. Lo abbiamo incontrato e rivolto alcune domande: Il suo primo libro “Torre 41”, da cosa ha tratto ispirazione per scriverlo?  e quali sono le ambizioni nella sua carriera professionale? cosi Carmine Pio Vertone ci ha risposto:  “A 16 anni ho cominciato ad immaginare il mio primo libro, un testamento satirico composto da leggi universali volte allo svezzamento dell’umana mentalità moderna. “Torre 41” disponibile su Amazon in due versioni, vuole rappresentare il dramma sociale/umano che i cittadini del mondo si ritrovano a vivere, un libro che dileggia il comportamento attuato dalla specie Homo, diametralmente opposto rispetto a quello predicato.  Leggi aliene “dis-utopiche” che rispecchiano l’ambiguità della regola, unico strumento capace di consentire libertà. "Sono studente di Letteratura presso l’Università degli Studi della Basilicata, la mia principale ambizione è quella di tutelare il ruolo dell’arte e della cultura nel panorama umano, affinché la bellezza risuoni fra le nostre città e i nostri borghi, nella speranza che torni ad essere il cavallo di battaglia della nostra identità.”. Auguri al nuovo talento della nostra terra.

Il primo libro di Vertone Carmine Pio è una "TORRE 41".

Carmine Pio Vertone in arte Sysar, nasce a Potenza il 17 giugno 2001. Attore - illusionista – saltimbanco, ha sempre amato collezionare personalità e sensazioni. Talento emergente Pietragallese, tenta l’esordio nel mondo delle Scienze Umane. Incontra a 11 anni il suo primo maestro, Francesco Lioi che in otto mesi gli fornisce le basi per realizzare uno spettacolo di prestidigitazione.    Studia per tre anni teatro e si esibisce circa settecento volte come artista poliedrico.                                                            Magia, giocoleria, teatro, animazione e varie giullarate; gli consentiranno di viaggiare in tutto il mondo sia per lavoro che per passione, dandogli la possibilità di confrontarsi con realtà e culture differenti. Lo abbiamo incontrato e rivolto alcune domande: Il suo primo libro “Torre 41”, da cosa ha tratto ispirazione per scriverlo?  e quali sono le ambizioni nella sua carriera professionale? cosi Carmine Pio Vertone ci ha risposto:  “A 16 anni ho cominciato ad immaginare il mio primo libro, un testamento satirico composto da leggi universali volte allo svezzamento dell’umana mentalità moderna. “Torre 41” disponibile su Amazon in due versioni, vuole rappresentare il dramma sociale/umano che i cittadini del mondo si ritrovano a vivere, un libro che dileggia il comportamento attuato dalla specie Homo, diametralmente opposto rispetto a quello predicato.  Leggi aliene “dis-utopiche” che rispecchiano l’ambiguità della regola, unico strumento capace di consentire libertà. "Sono studente di Letteratura presso l’Università degli Studi della Basilicata, la mia principale ambizione è quella di tutelare il ruolo dell’arte e della cultura nel panorama umano, affinché la bellezza risuoni fra le nostre città e i nostri borghi, nella speranza che torni ad essere il cavallo di battaglia della nostra identità.”. Auguri al nuovo talento della nostra terra.

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Il 9 febbraio 2021 ricorre il Safer Internet Day

Potenza. - Tra pochi giorni il 9 febbraio 2021 precisamente ricorre il Safer Internet Day, giornata dedicata alla sensibilizzazione e promozione di un uso sicuro e consapevole della rete e in questo periodo di distanziamento sociale, caratterizzato dall’utilizzo esponenziale di internet, la necessità di sensibilizzare e prevenire risulta particolarmente sentita. Bisogna prendere atto del fatto che si è diversamente in relazione e questo nuovo modo di essere in relazione, prescinde dalla fisicità dell’incontro e l’essere diversamente in relazione ci espone in maniera sensibile, tanto alla lesione della nostra privacy, tanto a nuove forme di ansia sociale. Abbiamo intervistato l’avv. Giuditta Lamorte Presidente dell’Associazione Forense Cammino sede di Potenza che ci ha dichiarato: “I social network sono in ogni aspetto della nostra vita e ci forniscono gli strumenti per connetterci” con gli altri; gli smartphone ci permettono di postare e acquisire contenuti in tempo reale e la tecnologia digitale diventa così forza propulsiva dell’economia.

Gli italiani sono connessi in media per quasi 5 ore al giorno, con ricerche, chat, social network; giochi e test attraverso i quali si comunicano ai social le nostre preferenze; dalla bibita, all’autore, al tipo di ricerca medica, in questa maniera rendiamo note le nostre preferenze e lo facciamo con la massima disinvoltura, anzi, senza neanche esserne consapevoli.  I social, è opportuno ricordarlo, non sono veramente gratis, tutte le nostre informazioni, i nostri likes, le parole (chiave) che usiamo, hanno un prezzo, basta vedere i tipi di pubblicità che compaiono, navigando, dopo aver svolto una ricerca o messo un mi piace o usato per più volte una stessa parola (chiave)”. L’avv. Giuditta Lamorte che ricopre anche il ruolo di Coordinatore Mo.I.Ge Movimento Italiano Genitori della Basilicata e autrice del libro “La famiglia modello socio-giuridico in evoluzione””ci dichiara che: “L’economia favorita dalla tecnologia digitale, altro non è che un sistema liquido in espansione (Bauman).

I media tradizionali, fino all’avvento di internet, hanno determinato e imposto dall’alto le scelte di consumo attraverso le pubblicità, con la rete e la diffusione delle applicazioni e dei social le scelte di consumo non sono più eterodirette, ma determinate e generate dagli stessi utenti della rete, in base alle regole di appartenenza sociale e in questo contesto i nuovi media consentono di esplorare le nuove frontiere del business.

Il mondo dei social media e della comunicazione digitale corre e si evolve quotidianamente; sui social tutti i dati hanno un valore, per l’industria pubblicitaria le informazioni sulle malattie sono le più redditizie, in quanto aiutano a pubblicizzare i farmaci in maniera mirata, secondo una ricerca diffusa dal  Financial Times, anche l’indicazione del CAP (Codice di Avviamento Postale) ha un suo  prezzo, le industrie della pubblicità pagano questo dato 0,05 $. Sui social network sono tornate di moda le catene di Sant'Antonio: dalla "nek-nomination", all’Ice Bucket Challenge, fino ad arrivare alla “Book nomination” o altre ancora e servono a disegnare i profili degli utenti ai fini commerciali”. L’avv. Giuditta Lamorte che ha conseguito il Master di II livello: Agenzie educative, la famiglia e la scuola – con la tesi dal titolo –“ #interrealtà tra reale e virtuale rischi e opportunità ”, in conclusione ci afferma: “I social lavorano sull’esposizione della privacy, in rete l’anonimato non esiste e le azioni che compiamo - come condividere una catena - spesso motivate dall’interesse, dalla premura di  aiutare qualcuno o di tutelare il nostro profilo, o dal desiderio di fare prevenzione su temi e/o  situazioni particolarmente delicate, non sempre (o quasi mai) hanno fini meritevoli di  apprezzamento, ma il più delle volte sono pure e semplici indagini di mercato che fanno leva  sulla sensibilità degli utenti. Chi fa partire le catene di Sant’Antonio non fa altro che invogliare a “esprimerci”, in modo sottile invita a dichiarare ciò che interessa, piace o preoccupa per meglio definire il nostro profilo commerciale nel vasto settore della new economy”. Non solo calpestiamo volontariamente e inconsapevolmente la nostra privacy, ma ci  esponiamo in maniera inconscia e senza alcun filtro - in quanto i social (a differenza delle  droghe) sono socialmente accettati - a nuove forme di dipendenza, a una nuova forma di ansia sociale, all’ossessione da comunicazione, alla paura che ci stiamo perdendo qualcosa e il  pensiero costante che gli altri stiano facendo qualcosa di più interessante di quello che stiamo facendo noi: F.O.M.O. è un acronimo inglese, Fear of Missing Out, letteralmente “paura di  essere tagliati fuori”. La paura si lega altresì a uno stato di ansia sociale che si manifesta nella necessità di dover essere costantemente informati su ciò che gli altri stanno facendo. E’ opportuno, quindi, tutelare la nostra privacy e la nostra identità digitale, avendo in rete un atteggiamento cosciente e soprattutto è necessario avere la consapevolezza che ciò che si fa in rete ha un proprio risvolto nella vita reale”.

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