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Antonio Corbo

Antonio Corbo

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L’Associazione Italiana Dislessia rivolge il buon anno scolastico a tutti! Siate sempre fieri di voi stessi!

L’Associazione Italiana Dislessia, sezione di Potenza, nasce 2002 dalla volontà tenace di un genitore che dovendo affrontare la dislessia del proprio figlio ha fatto conoscere, attraverso convegni, seminari, incontri informativi e formativi, cosa sia il D.S.A., ovvero il Disturbo Specifico di Apprendimento. Attualmente Annalucia Gagliardi è la Presidente di Sezione, in compagnia di quel genitore che tanto ha fatto per portare avanti e mantenere viva la sezione in tutti questi anni, la Sig.ra Marcella Santoro.

La L. 170 dell’8 ottobre 2010 riconosce il DSA in quattro caratteristiche: la dislessia che riguarda la difficoltà nella lettura; la discalculia che riguarda la difficoltà nell’ambito logico-matematico; la disgrafia che riguarda difficoltà nella scrittura e propriamente nel tratto grafico; la disortografia che riguarda sempre la scrittura, ma nello specifico gli errori di grammatica. Frequentemente si usa il termine dislessico per definire tutti e quattro gli ambiti, ma non è detto che siano presenti tutti insieme. Siccome il DSA si manifesta in modo esplicito soprattutto negli apprendimenti scolastici, la normativa prevede che a seguito della certificazione depositata e protocollata in segreteria da parte della famiglia, venga redatto un PDP, Piano Didattico Personalizzato, in cui vengono inseriti gli strumenti compensativi e dispensativi in relazione alle specifiche difficoltà dello studente. Naturalmente la collaborazione scuola-famiglia, nel rispetto reciproco dei ruoli, diventa fondamentale per portare al successo formativo ogni studente con D.S.A.

La dislessia non è una malattia, afferma la Presidente Gagliardi “Ma una caratteristica della persona, su base neurobiologica. Non è un handicap perché non impedisce di acquisire gli apprendimenti, ma ha solo bisogno di un metodo didattico appropriato e personalizzato per raggiungere gli stessi obiettivi formativi della classe. Essere dislessico non vuol dire essere meno (meno intelligente, meno bravo, meno attento, ecc.), ma essere altro da te. Un aspetto fondamentale che ogni insegnante non dovrebbe mai trascurare è la dimensione emotiva e l’elevato tasso di sensibilità che contraddistingue queste persone. Lo studente che si reca a scuola con la paura, serberà questo ricordo per tutta la vita e si convincerà di non valere niente, mentre lo studente che si reca a scuola con la gioia, la curiosità, la motivazione, diventerà una persona capace e consapevole. L’insegnante non è solo colui che trasferisce i saperi, ma è soprattutto un maestro di vita!!

In conclusione, auguro a tutte le famiglie, a tutti gli insegnanti e a tutti gli studenti un sereno e proficuo anno scolastico 2020/2021, ma un augurio particolare lo voglio rivolgere a tutti gli studenti dislessici e dire loro di non pensare mai di non valere niente, ma che invece avete una marcia in più, perché siete persone speciali e possedete una visione diversa e singolare del mondo che vi rende unici ed originali. Siate sempre fieri di voi stessi! Buon anno scolastico a tutti!”.

Questi i contatti della Sezione AID di Potenza: Email:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Coordinamento Basilicata
Anna Lucia Gagliardi
tel.331 86 90 895
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito WEB:http://potenza.aiditalia.org

"Arrivati alle porte della propria esistenza che, non esiti ad entrare! E, qualora fosse chiusa, abbattiamola!

 

L’Associazione “I Doni di Anthea” è un' associazione di Promozione Sociale costituita da un gruppo di cinque donne con l’obiettivo comune di dare al termine “risveglio” nuova luce. Vuole essere più vicina a tutti coloro che quotidianamente stanno compiendo un percorso di vita interiore.

Chi è Anthea? Il suo nome ha origine floreale. Figlia di Era è una dea che protegge i boschi, i fiori, la flora, le piante. Protegge il seme, il germoglio, fino a quando si svilupperà in tutta la sua bellezza e fiorirà nel momento esatto, né prima né dopo. Così come quando l’anima è pronta, si svilupperà in tutta la sua bellezza e riceverà tutti i suoi doni

La nostra Associazione ci dice la presidente Annarita Baldassarre “è anche un’Accademia aperta ad incontri, seminari e corsi di formazione, sia individuali che collettivi, in cui intraprendere un cammino di crescita personale e spirituale, insieme ad altre anime sensibili, verso un cammino di risveglio e di consapevolezza di sé.

Il nucleo delle formatrici accoglie e si racconta con sincerità, con il desiderio di condividere l’esperienza che ci ha cambiato la vita e il proprio cammino di evoluzione individuale.

Le chiavi per vivere il risveglio spirituale sono:

Presenza. Iniziamo a capire che l’unico momento che esiste è “Adesso”.

Gratitudine. Non ci concentriamo sui problemi, ma sulle soluzioni. Non vediamo le tempeste, ma gli arcobaleni.

Fiducia. Iniziamo a capire che le cose accadono per un motivo e che anche nelle difficoltà c’è una lezione da imparare.”

Lei Baldassare, è anche Coach del Benessere Olistico ci parli anche della sua figura ?

Premetto che i miei percorsi formativi sono indirizzati verso la Natura, la conoscenza interiore del proprio Sé,  quella Natura che agisce secondo una segreta armonia che è compito dell'uomo scoprire per il bene dell'uomo stesso e la gloria del Creatore e il viaggiare interiormente, significa il risveglio spirituale, crescere e non addormentarsi in un sogno proiettato sulla realtà.

Questo “risveglio spirituale” di un essere umano significa realizzare pienamente l'idea che in fondo, l'intero universo è un essere e capire che dentro quest'essere, esiste lui stesso come essere reale, con il suo ruolo all'interno di questo universo. Un'attenta concentrazione e consapevolezza rivela la nostra vera natura, ci permettono di trovare la pace e la tranquillità interiore, impedendo l'identificazione di noi stessi attraverso il nostro ego superficiale, vanitoso, egoista, affamato di potere. Oggi dopo lunghi anni di esperienza è sul campo di libero professionista è sulla continua ricerca e studio, vivo     l' olismo nella mia quotidianità, spesso affermo che bisogna prima Essere per poi dare e fare. È interessante sperimentare un voler "cambiare" una condizione, la stessa che ti porta ad un momentaneo non riconoscersi, ecco che all' Associazione i " Doni di Anthea" abbiamo pensato di affiancare un' Accademia Olistica aperta a tutti coloro che sentiranno la necessità di voler prestare attenzione al proprio "grido dell' Anima" attraverso studi, seminari, formazione, percorsi di crescita personale, ma anche solo semplici azioni quotidiane: Riconoscersi, riunirsi, continuando a vivere riemergendo più vigorosi e più veri.

Una “consapevolezza” ed un “benessere di sé stessi, degli altri e del mondo” a noi circostante. Grazie a ciò possiamo educare verso un benessere globale. "Il Risveglio ci obbliga a vedere che ogni umano è Coscienza Divina incarnata. Tutti gli Umani lo sono:

1- Se vogliamo essere pronti ricordiamoci di non disperdere le nostre gioiose energie in inutili pensieri ed inutili faccende, insegniamo con le nostre vite;

2- Non lo raccontiamo ma diamone prova in ogni nostra azione e scelta;

3- Se la freccia ci colpisce estraiamola e guariamo la ferita, siamo i guaritori di noi stessi". (dal libro Ho affrontato Covid 19 e, non solo della stessa Annarita Baldassarre).

Lasciatevi accompagnare attraverso questo naturale processo di trasformazione e di crescita personale al fine di riattivare il vostro potenziale "umano" ritrovando l'armonia psicofisica, sostenendovi e facilitandovi in questo processo di trasformazione e vi esorto a riflettere su:

"Arrivati alle porte della propria esistenza che, non esiti ad entrare! E, qualora fosse chiusa, abbattiamola!

Oltre c'è la Nuova Vita!".

LA MOSTRA SULLA STORIA DI EMILIO COLOMBO

In occasione dei cento anni dalla nascita di Emilio Colombo, il politico, l’uomo e il suo tempo sono raccontati dal Centro Studi Internazionali a lui dedicato con una interessante mostra allestita a Potenza, presso il Palazzo della Cultura e del Turismo, durante questo mese di Settembre.

Emilio Colombo 1920-2020, nel suo centenario, in occasione della nascita dello statista lucano, il Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo” di Potenza (Sezione del Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo – CGIAM, via F. Baracca 175, 85100 Potenza – Tel/Fax: +39 0971 69511 ha organizzato una serie di eventi attraverso cui riannodare i fili della ricerca sulla figura di Colombo e sulla storia dell’Italia repubblicana del secondo Novecento.

La mostra fotografica-documentaria sta valorizzando parte del patrimonio conservato nella biblioteca “Maurizio Leggeri” di Potenza; nelle sale della mostra è stato proiettato il documentario “Emilio Colombo. Memorie di un Presidente”, curato da Alessandra Peralta e Cleto Cifarelli; e sono offerti alcuni approfondimenti relativi al volume, edito da Laterza, “Emilio Colombo. L’ultimo dei Costituenti”, curato dal Prof. Donato Verrastro ed Elena Vigilante.

La mostra è organizzata come momento di approfondimento, immaginato come un luogo per la valorizzazione della memoria e per approfondire e ricordare la storia di uno dei maggiori protagonisti della nostra storia repubblicana.

La mostra, che ha avuto il patrocinio del Comune di Potenza e la collaborazione dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma (accreditato istituto di ricerca in ambito storico e possessore dell’archivio personale di Colombo), è stata allestita nel Palazzo della Cultura a Potenza a partire dal 3 settembre 2020 e rimarrà fino al 27 settembre 2020.

L’iniziativa, realizzata grazie all’ingente patrimonio del Centro, si è mossa su alcuni filoni, quali: La Basilicata e il Mezzogiorno, l’Italia, la Costituzione e la stagione democratica, l’Europa, l’impegno internazionale.

L’intento è stato quello di rendere omaggio all’illustre cittadino di Potenza, politico di primo piano nella storia dell’Italia repubblicana e apprezzato statista di livello nazionale ed internazionale.

Il Centro studi, nato con il fine di valorizzare il profilo storico-politico di Emilio Colombo e di non disperdere la memoria del suo impegno istituzionale, opera anche come centro di documentazione: in tale ottica, ha messo a disposizione degli utenti una selezione di contenuti documentari e multimediali, attraverso una sua apposita piattaforma (www.centenariocolombo.it).

La mostra, è stata concepita secondo una formula itinerante: prendendo il via nella città di Potenza, per poi…raggiungere successivamente Matera, Roma e Bruxelles.

LA GUARDIA NAZIONALE AMBIENTALE

 

 

La Guardia Nazionale Ambientale è un ente riconosciuto

dal Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare.

Nata nel 2001 e istituita con Decreto n. 110 del 29.04.2016,

è un ente di terzo livello, riconosciuto anche in ambito internazionale.

Lo scopo che si propone è la tutela dell’ambiente in tutte le sue forme.

Non a caso è formato da uomini e donne che in forma democratica, prestano attenzione alla salvaguardia del territorio.

Ma il loro compito è anche al contempo quello di educare i bambini e i ragazzi all’educazione ambientale, mediante la realizzazione di progetti ed incontri all’interno delle strutture scolastiche. Stefania Galasso è una di queste che ci afferma :” Il mio paese di origine è Picerno, paesino situato nella meravigliosa Lucania, ove la Guardia Nazionale Ambientale sta prendendo piede sia in provincia di Potenza che di Matera, con dei validi rappresentanti. 

Stiamo allargando i nostri confini anche in Puglia, con nuovi iscritti su Barletta e Bari. Per quanto riguarda la provincia di Salerno, si è maggiormente diffusa per il tramite del nostro Dirigente provinciale di Salerno Dott. Antonio D’Acunto. Si contano più di 100 iscritti. 

Ma abbiamo nel nostro organico anche il Dirigente Regionale Campania Dott. Savino Lattanzio, i Dirigenti intermedi e della formazione Dott. ssa  Alessia Angeli, Cav. Valerio Russo e il Dott. Andrea Aquino, e il Cav. Prof Generale Alberto Raggi.

Costui si convinse che il modello operativo nato in Umbria potesse essere riproposto anche in altri territori. Così l’Associazione iniziò a crescere in gran parte del territorio nazionale.

Personalmente mi trovo sul territorio di Contursi Terme. Cinque mesi fa ho ricevuto la nomina a Responsabile di Distaccamento. Vari sono i progetti che abbiamo realizzato e che realizzeremo, a partire dal territorio contursitano per poi passare attraverso il Fiume Sele e le scuole.

La nostra è un’attività di vigilanza ittica, zoofila, zootecnica e venatoria e di monitoraggio del territorio a piedi e a cavallo. E proprio a tal proposito, a cavallo è in via di realizzazione nel Parco del Pollino. Ausiliari durante le festività e dinanzi agli uffici postali, ai fini di tutelare la popolazione e contenere la lotta al Covid-19, accanto ad altre Associazioni ed Enti come la Protezione Civile”.

Ad oggi ci sono molti Distaccamenti insediati in Basilicata come Marconia, Villa D’Agri , Rivello e Campania come Contursi Terme, Sarno, Auletta, Caggiano ecc. Probabilmente ne nasceranno altri proprio in Basilicata e Campania e in Puglia. Tutti Distaccamenti in supporto l’uno con l’altro. L’entusiasta Stefania Galasso si conceda da noi dicendo con convinzione e forza che “Siamo un’unica squadra che ha un solo obiettivo: la tutela dell’ambiente che è il luogo più importante in cui viviamo”. E noi glielo auguriamo di cuore a credere in questi valori importanti !.

scopo che si propone è la tutela dell’ambiente in tutte le sue forme.

Non a caso è formato da uomini e donne che in forma democratica, prestano attenzione alla salvaguardia del territorio.

Ma il loro compito è anche al contempo quello di educare i bambini e i ragazzi all’educazione ambientale, mediante la realizzazione di progetti ed incontri all’interno delle strutture scolastiche. Stefania Galasso è una di queste che ci afferma :” Il mio paese di origine è Picerno, paesino situato nella meravigliosa Lucania, ove la Guardia Nazionale Ambientale sta prendendo piede sia in provincia di Potenza che di Matera, con dei validi rappresentanti. 

Stiamo allargando i nostri confini anche in Puglia, con nuovi iscritti su Barletta e Bari. Per quanto riguarda la provincia di Salerno, si è maggiormente diffusa per il tramite del nostro Dirigente provinciale di Salerno Dott. Antonio D’Acunto. Si contano più di 100 iscritti. 

Ma abbiamo nel nostro organico anche il Dirigente Regionale Campania Dott. Savino Lattanzio, i Dirigenti intermedi e della formazione Dott.ssa  Alessia Angeli, Cav. Valerio Russo e il Dott. Andrea Aquino, e il Cav. Prof Generale Alberto Raggi.

Costui si convinse che il modello operativo nato in Umbria potesse essere riproposto anche in altri territori. Così l’Associazione iniziò a crescere in gran parte del territorio nazionale.

Personalmente mi trovo sul territorio di Contursi Terme. Cinque mesi fa ho ricevuto la nomina a Responsabile di Distaccamento. Vari sono i progetti che abbiamo realizzato e che realizzeremo, a partire dal territorio contursitano per poi passare attraverso il Fiume Sele e le scuole.

La nostra è un’attività di vigilanza ittica, zoofila, zootecnica e venatoria e di monitoraggio del territorio a piedi e a cavallo. E proprio a tal proposito, a cavallo è in via di realizzazione nel Parco del Pollino. Ausiliari durante le festività e dinanzi agli uffici postali, ai fini di tutelare la popolazione e contenere la lotta al Covid-19, accanto ad altre Associazioni ed Enti come la Protezione Civile”.

Ad oggi ci sono molti Distaccamenti insediati in Basilicata come Marconia, Villa D’Agri , Rivello e Campania come Contursi Terme, Sarno, Auletta, Caggiano ecc. Probabilmente ne nasceranno altri proprio in Basilicata e Campania e in Puglia. Tutti Distaccamenti in supporto l’uno con l’altro. L’entusiasta Stefania Galasso si conceda da noi dicendo con convinzione e forza che “Siamo un’unica squadra che ha un solo obiettivo: la tutela dell’ambiente che è il luogo più importante in cui viviamo”. E noi glielo auguriamo di cuore a credere in questi valori importanti !.

SCUOLA E SANITA’ INVESTIMENTO STRATEGICO

8^ edizione Giornate del Lavoro della Cgil Basilicata con il Ministro Roberto  Speranza, il Segretario Generale della Cgil Nazionale Maurizio Landini.,  il Segretario Generale Cgil Basilicata Angelo Summa, il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi ,  in collegamento video con Stefano  Bonaccini (Presidente Emilia Romagna) e Giuseppe Ippolito Direttore scientifico dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) “Lazzaro Spallanzani”).

 

Sabato 5 settembre 2020 alle 17.30 in piazza Don Bosco a Potenza si è svolto la seconda e ultima giornata dell’8^ edizione delle Giornate del Lavoro della Cgil Basilicata. Al dibattito “Diritto Alla Salute Bene Pubblico Universale”, introdotto dalla segretaria della Cgil Basilicata Giuliana Scarano e coordinato ottimamente dal giornalista di “Report” Sigfrido Ranucci, sono intervenuti il Ministro alla Salute Roberto Speranza, il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, il Direttore Scientifico dell’Istituto Spallanzani Giuseppe Ippolito, il Segretario Generale Cgil Basilicata Angelo Summa, il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e il Segretario Generale della Cgil Nazionale Maurizio Landini.

“L'Italia ha pagato un prezzo altissimo, anche in termini di vite umane, oltre 35 mila persone. Il mondo e tutta l'Europa sono ancora in una situazione molto difficile". Così, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha risposto a una domanda sulla piazza dei negazionisti. "Bisognerebbe unirsi, mai - dividersi su questi temi.”

All’interno della piazza di Potenza, sempre nel rispetto delle norme anti covid -19, si potevano  visitare gli stand di Cgil Basilicata,  oltre la bellissima  mostra “Braccia rubate” dell’Archivio storico della Cgil Basilicata che intende raccontare il lungo impegno del sindacato nel contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura a quarant’anni dalla morte di tre braccianti pugliesi nel metapontino.

 

Intervista ad un artista versatile e trasversale che si dedica sul Web durante la pandemia di COVID19 ad intrattenere il proprio pubblico.

Ma chi è Carmine Pio Vertone?
Carmine Pio Vertone in arte Sysar, nato a Potenza il 17/06/2001 è un giovane talento emergente di Pietragalla che tenta l’esordio nel mondo delle arti circensi e umanistiche. A 11 anni dopo un mese di studi da autodidatta incontra il suo primo maestro, Francesco Lioi, che in 8 mesi gli fornisce le basi per realizzare uno spettacolo di illusionismo.

 

Qui abbiamo le principali informazioni sulla formazione personale:

Il  3 Agosto 2014 presenta un breve spettacolo di magia come primo approccio ad un pubblico sia di adulti che di bambini.
Il 6 Agosto 2014 di fronte a circa 300 persone presenta il suo primo vero e proprio spettacolo di prestigio diviso in 2 atti.
Il 6 Luglio 2015 partecipa come “visitatore” al FISM (world federation of magic societies) campionato mondiale di magia tenutosi a Rimini (per la prima volta in Italia).
A Ottobre 2016 comincia una scuola di teatro, recitazione e dizione per migliorare il suo modo di esprimersi e la sua presenza scenica presso l’accademia Gomma Lacca Teatro.
Continua nel frattempo il suo lavoro in più di 30 paesi della Basilicata in provincia di Matera e Potenza, realizzando nel 2017 oltre 100 spettacoli di prestigio con il suo repertorio per bambini “TheClassicalColors”.
Spettacolo per spettacolo fra palchi e ristoranti raccoglie esperienza e pratica che gli faranno pubblicare il primo gennaio 2017 il suo nuovo spettacolo di magia “TheRedRail”.
Nella stagione invernale 2017 si approccia alla mimica e clownerie che lo porterà in estate dello stesso anno a realizzare uno spettacolo di giocoleria.
Il 19 Maggio 2017 con la sua scuola di recitazione si esibisce nel principale teatro di Potenza concludendo così la sua prima vera e propria esperienza da attore.
A Settembre del 2017 riprende la scuola di recitazione aderendo alla Master Class dove farà lezione con maestri internazionali di teatro che gli permetteranno di esibirsi in uno dei progetti più importanti per la sua carriera che svolgerà con la sua compagnia teatrale nell’estate del 2019.

A Maggio 2018 porta in scena 3 repliche in teatro e uno spettacolo da palco di 2 ore accompagnato da un centro studi accademia musicale, un coro e una banda; per un totale di circa 100 musicisti.

A Settembre 2018 lavora come performer di strada in tantissimi borghi lucani e tramite la conoscenza di moltissimi altri artisti impara l’arte dello saltimbanca e del mangiafuoco.

A Luglio 2019 è un degli attori presenti del cast dello spettacolo “La nave degli incanti” un progetto enorme dalle ambizioni coraggiose finanziato da Matera 2019 Capitale Europea Della Cultura in collaborazione con Gommalacca-teatro.
Una macchina colossale a forma di nave (dalla lunghezza di circa 30 metri e alta 8); sarà il palco dello spettacolo viaggiante che sarà in tournée per tutto il mese in Basilicata!

A Febbraio 2020 colleziona in tutto dopo solo 8 anni di lavoro più di 500 spettacoli fra teatro e illusione, rendendolo un artista versatile e trasversale che avrà modo di dedicarsi sul web durante la pandemia di COVID19 ad intrattenere il proprio pubblico.

Per concludere quali sono le sue ambizioni future?
“Sicuramente dopo aver concluso  gli studi tecnici superiori di elettronica ed elettrotecnica (Perito Industriale con un buonissimo voto 91/100 a fine giugno 2020), di proseguire nel prossimo autunno la mia formazione in ambito universitario/accademico e successivamente di tentare l’esordio lavorativo negli anni a venire presso il Cirque du Soleil”

Le scuole chiuse come si sono organizzate causa emergenza COVID19

In questi giorni siamo stati a documentare la scuola di ballo di Potenza, Emozione Danza diretta  da Antonella Ligrani che come tutte le altre scuole sono rimaste chiuse causa emergenza COVID19. 

L’insegnate e ballerina Antonella Ligrani ci ha raccontato come lei ed i suoi allievi hanno vissuto questo periodo: “Non è stato, e tutt’ora non è una bella situazione. Ci siamo ritrovati a vivere una situazione del tutto surreale, siamo passati

dal viverci costantemente durante le nostre attività a vivere tutti i nostri rapporti in maniera virtuale seppure reali. Però noi non ci siamo arresi e abbiamo fatto in modo di rendere la quarantena produttiva tramite la didattica a distanza con le video lezioni. In questo modo abbiamo rallegrato i nostri pomeriggi, in quanto sia io che i miei allievi non vedevamo l’ora che arrivasse il nostro appuntamento e devo dire che questo ci ha reso tutti più uniti e collaborativi. In questi due mesi non abbiamo solo fatto video lezioni tecniche, ma abbiamo anche realizzato video solidali mandando          un messaggio    ovvero insieme andrà tutto bene.  Ma non finisce qui,                abbiamo partecipato        ad           un concorso       di            danza On-line   ottenendo una seconda e terza

posizione nella sezione divisi ma vivi, sezione dedicate alle coreografie

realizzate esplicitamene da casa, per chi fosse curioso potrà guardare i nostri video sulla nostra pagina Facebook “Emozione Danza.” Con un po’ di tristezza nel  vedere la struttura vuota e silenziosa ma allo stesso tempo con tanta fiducia e positività l’insegnante ha annunciato che le attività riprenderanno in totale sicurezza non appena sarà possibile.

Antonella conclude cosi “ lo sport ci insegna a non mollare per questo, sono sicura che presto ritorneremo a vivere le nostre emozioni all’interno di questa scuola!”

 

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A Settembre presso il Palazzo della Cultura in occasione dei cento anni dalla nascita di Emilio Colombo, il politico, l’uomo e il suo tempo saranno raccontati dal Centro Studi Internazionali a lui dedicato con una mostra

In occasione dei cento anni dalla nascita di Emilio Colombo, il politico, l’uomo e il suo tempo saranno raccontati dal Centro Studi Internazionali a lui dedicato con una mostra che sarà allestita a Potenza, presso il Palazzo della Cultura, per tutto il mese di settembre, con apertura il giorno 3

Emilio Colombo 1920-2020. Nel centenario della nascita dello statista lucano, il Centro Studi  Internazionali “Emilio Colombo” di Potenza (Sezione del Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo – CGIAM, via F. Baracca 175, 85100 Potenza – Tel/Fax: +39 0971 69511        ha organizzato una serie di eventi attraverso cui riannodare i fili della ricerca sulla figura di Colombo e sulla storia dell’Italia repubblicana del secondo Novecento.

A partire da ciò, sarà allestita una mostra fotografico-documentaria che valorizzerà parte del patrimonio conservato nella biblioteca “Maurizio Leggeri” di Potenza; nelle sale della mostra sarà anche proiettato il documentario “Emilio Colombo. Memorie di un Presidente”, curato da Alessandra Peralta e Cleto Cifarelli, e saranno offerti alcuni approfondimenti relativi al volume. edito da Laterza, “Emilio Colombo. L’ultimo dei Costituenti”, curato da Donato Verrastro ed Elena Vigilante.

Nel mese di apertura della mostra sarà anche organizzata una tavola rotonda di approfondimento, immaginato come un luogo per la valorizzazione della memoria e per approfondire e ricordare la storia di uno dei maggiori protagonisti della nostra storia repubblicana.

La mostra, che ha il patrocinio del Comune di Potenza e la collaborazione dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma (accreditato istituto di ricerca in ambito storico e possessore dell’archivio personale di Colombo), sarà allestita nel Palazzo della Cultura a Potenza a partire dal 3 settembre 2020 e sarà visitabile per tutto il mese di settembre 2020.                 

L’iniziativa, realizzata grazie all’ingente patrimonio del Centro, si muoverà su alcuni filoni, quali: La Basilicata e il Mezzogiorno, l’Italia, la Costituzione e la stagione democratica, l’Europa, l’impegno internazionale.

L’intento è quello di rendere omaggio all’illustre cittadino di Potenza, politico di primo piano nella storia dell’Italia repubblicana e apprezzato statista di livello nazionale ed internazionale.

Il Centro studi, nato con il fine di valorizzare il profilo storico-politico di Emilio Colombo e di non disperdere la memoria del suo impegno istituzionale, sta operando anche come centro di documentazione: in tale ottica, ha messo a disposizione degli utenti una selezione di contenuti documentari e multimediali, attraverso una sua apposita piattaforma (www.centenariocolombo.it).

La mostra è concepita secondo una formula itinerante: prenderà il via nella città di Potenza, per poi raggiungere Matera, Roma e Bruxelles

Incontro con l’autore Canio Franculli

In occasione della prossima presentazione del romanzo Il ragazzo che amava l’arte, edizione Villani, 2019, con la prefazione di Danilo Vignola, musicista,  abbiamo incontrato lo scrittore e pittore Canio Franculli, già dirigente scolastico e psicologo di formazione. L’abbiamo incontrato nel suo studio a Banzi, l’antica Bantia  conosciuta dagli storici per le significative testimonianze del suo passato osco-latino. E’ di Banzi, infatti, la Tabula Bantina Osca,  documento epigrafico su bronzo scritto in lingua osca con  caratteri latini e riportante sia lo statuto del municipium Bantinorum, di epoca repubblicana, che articoli di legge romana civile e penale. Il paese vanta anche una poesia, Fons Bandusiae, che Orazio Flacco dedicò a una sua sorgente nonché un Templum auguraculum in terris che, a differenza del templum auguralis di Romolo a Roma, è stato riportato alla luce integro con tutti suoi nove cippi dedicati alle nove divinità del pantheon osco-latino. Di epoca medioevale, invece (VIII sec.) , è la bellissima abbazia benedettina dedicata a Santa Maria.

All’autore abbiamo posto alcune domande sul libro che verrà presentato a Bari in autunno, salvo imprevisti legati al Covid, e che è già stato presentato a Potenza a cura dello scrittore e capo-redattore Rai Oreste Lopomo e a Matera alla “Ferrara ArtGallery” di via Stigliani.

Nel suo studio, un vasto locale luminoso al secondo piano di una via centrale del paese con le case che s’inseguono l’una stretta all’altra e quasi tutte disabitate (perché il paese è fortemente spopolato) tra libri, tele e pennelli, l’autore ci parla del suo romanzo. E’ ambientato a Roma negli anni Settanta, che sono stati anni di grande fermento sociale non privi di contraddizioni e di drammaticità. E’ un testo narrativo, ricco di dialoghi, che si presta ad una duplice chiave di lettura. La prima è un invito alla rivisitazione di quel periodo che, sul solco dei progetti d’origine generazionale, politici e culturali, legati al Sessantotto, ha registrato una grande partecipazione sociale, in particolare delle generazioni giovani, indirizzata al cambiamento. Dopo quegli anni, abitualmente etichettati come  “anni di piombo”, a parere dell’autore è iniziato in Italia  un processo di conservatorismo culturale che ha visto le classi sociali richiudersi  in se stesse; si è registrata la lenta e inarrestabile fine  dell’ascensore sociale che gradualmente si è bloccato;  si è assistito  al restaurarsi  di rapporti di forza che  hanno arrestato il processo di comunicazione inter-sociale.

Il secondo aspetto del romanzo riguarda la lettura interpretativa che si dà al complesso sistema dell’arte. Il pensiero teorico, che fa da cornice all’intero impianto narrativo sull’arte, prende corpo nelle lunghe conversazioni tra l’anziano pittore Antonio e il suo giovane amico Livio. Livio parla di arte  in maniera estetica e filosofica classica, considera gli artisti demiurghi unici, genialmente magnifici e inarrivabili, con i musei che sono i loro tempi-chiesa e nei quali l’esperienza estetica diventa mistica e l’arte si illumina di un alone sacro-religioso.  Antonio, il pittore anziano, parla invece dell’arte secondo canoni legati a  una lettura sociologica dove il sistema delle classi sociali, nei suoi rapporti dinamici interni di potere, di controllo e di gestione del mercato (da quello economico-finanziario a quello del pensiero dominante)  incide significativamente tanto da indirizzare il pensiero sociale verso scelte estetico-culturali  che comportano, di conseguenza, l’inclusione di alcuni soggetti e la sistematica esclusione di altri. L’ analisi sociologica è particolarmente rara  nel processo comunicativo e divulgativo sull’universo dell’arte che solitamente, nell’immaginario pubblico, è un universo segnato dall’ attribuzione magico-fideistica all’unicità creativa dell’artista. In questo mondo fideistico fa scandalo e viene emarginato nella letteratura e nel dibattito dominante chi vuol comprendere e trovare una logica sociale sui protagonisti e sui prodotti del mondo dell’arte in Occidente.

Verso la fine del nostro incontro chiedo all’autore se questo suo romanzo che personalmente, avendolo letto, mi sembra si presti ad una trasposizione filmica, sia autobiografico o meno. Mi risponde che non è autobiografico, in quanto non riporta fatti di cronaca realmente accaduti,  ma senz’altro trae spunto dall’esperienza metropolitana romana da lui vissuta per oltre due decenni, così come prende spunto dall’attualità del tema dell’arte che, tra classicismo e astrattismo, negli ultimi decenni ha enormemente allargato, a vario titolo, sia il suo mondo espressivo-fattuale che la propria platea di stimatori e creativi.

Incontro con l’autore Canio Franculli

In occasione della prossima presentazione del romanzo Il ragazzo che amava l’arte, edizione Villani, 2019, con la prefazione di Danilo Vignola, musicista,  abbiamo incontrato lo scrittore e pittore Canio Franculli, già dirigente scolastico e psicologo di formazione. L’abbiamo incontrato nel suo studio a Banzi, l’antica Bantia  conosciuta dagli storici per le significative testimonianze del suo passato osco-latino. E’ di Banzi, infatti, la Tabula Bantina Osca,  documento epigrafico su bronzo scritto in lingua osca con  caratteri latini e riportante sia lo statuto del municipium Bantinorum, di epoca repubblicana, che articoli di legge romana civile e penale. Il paese vanta anche una poesia, Fons Bandusiae, che Orazio Flacco dedicò a una sua sorgente nonché un Templum auguraculum in terris che, a differenza del templum auguralis di Romolo a Roma, è stato riportato alla luce integro con tutti suoi nove cippi dedicati alle nove divinità del pantheon osco-latino. Di epoca medioevale, invece (VIII sec.) , è la bellissima abbazia benedettina dedicata a Santa Maria.

All’autore abbiamo posto alcune domande sul libro che verrà presentato a Bari in autunno, salvo imprevisti legati al Covid, e che è già stato presentato a Potenza a cura dello scrittore e capo-redattore Rai Oreste Lopomo e a Matera alla “Ferrara ArtGallery” di via Stigliani.

Nel suo studio, un vasto locale luminoso al secondo piano di una via centrale del paese con le case che s’inseguono l’una stretta all’altra e quasi tutte disabitate (perché il paese è fortemente spopolato) tra libri, tele e pennelli, l’autore ci parla del suo romanzo. E’ ambientato a Roma negli anni Settanta, che sono stati anni di grande fermento sociale non privi di contraddizioni e di drammaticità. E’ un testo narrativo, ricco di dialoghi, che si presta ad una duplice chiave di lettura. La prima è un invito alla rivisitazione di quel periodo che, sul solco dei progetti d’origine generazionale, politici e culturali, legati al Sessantotto, ha registrato una grande partecipazione sociale, in particolare delle generazioni giovani, indirizzata al cambiamento. Dopo quegli anni, abitualmente etichettati come  “anni di piombo”, a parere dell’autore è iniziato in Italia  un processo di conservatorismo culturale che ha visto le classi sociali richiudersi  in se stesse; si è registrata la lenta e inarrestabile fine  dell’ascensore sociale che gradualmente si è bloccato;  si è assistito  al restaurarsi  di rapporti di forza che  hanno arrestato il processo di comunicazione inter-sociale.

Il secondo aspetto del romanzo riguarda la lettura interpretativa che si dà al complesso sistema dell’arte. Il pensiero teorico, che fa da cornice all’intero impianto narrativo sull’arte, prende corpo nelle lunghe conversazioni tra l’anziano pittore Antonio e il suo giovane amico Livio. Livio parla di arte  in maniera estetica e filosofica classica, considera gli artisti demiurghi unici, genialmente magnifici e inarrivabili, con i musei che sono i loro tempi-chiesa e nei quali l’esperienza estetica diventa mistica e l’arte si illumina di un alone sacro-religioso.  Antonio, il pittore anziano, parla invece dell’arte secondo canoni legati a  una lettura sociologica dove il sistema delle classi sociali, nei suoi rapporti dinamici interni di potere, di controllo e di gestione del mercato (da quello economico-finanziario a quello del pensiero dominante)  incide significativamente tanto da indirizzare il pensiero sociale verso scelte estetico-culturali  che comportano, di conseguenza, l’inclusione di alcuni soggetti e la sistematica esclusione di altri. L’ analisi sociologica è particolarmente rara  nel processo comunicativo e divulgativo sull’universo dell’arte che solitamente, nell’immaginario pubblico, è un universo segnato dall’ attribuzione magico-fideistica all’unicità creativa dell’artista. In questo mondo fideistico fa scandalo e viene emarginato nella letteratura e nel dibattito dominante chi vuol comprendere e trovare una logica sociale sui protagonisti e sui prodotti del mondo dell’arte in Occidente.

Verso la fine del nostro incontro chiedo all’autore se questo suo romanzo che personalmente, avendolo letto, mi sembra si presti ad una trasposizione filmica, sia autobiografico o meno. Mi risponde che non è autobiografico, in quanto non riporta fatti di cronaca realmente accaduti,  ma senz’altro trae spunto dall’esperienza metropolitana romana da lui vissuta per oltre due decenni, così come prende spunto dall’attualità del tema dell’arte che, tra classicismo e astrattismo, negli ultimi decenni ha enormemente allargato, a vario titolo, sia il suo mondo espressivo-fattuale che la propria platea di stimatori e creativi.

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