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Il Problem Solving

A differenza dell'Italia dove in maniera errata ma anche riduttiva e piuttosto banale persiste la visione dello Psicologo come terapeuta, in altri paesi europei e nord americani buona parte dell'utenza dello Psicologo si rivolge a questo professionista per poter avere una visione più chiara e consapevole dei problemi personali al fine di poter prendere delle decisioni in merito quanto più funzionali alla propria persona. Lo Psicologo, ovviamente, si astiene sempre dal fornire consigli o suggerimenti ma provvede a stimolare nell'utente dei processi di ragionamento sulle problematiche presentate al fine di poter, entro i limiti del caso, risolvere i problemi in questione come ad esempio una scelta di vita particolarmente importante. In pratica lo Psicologo stimola un processo di pensiero definito come problem solving: tecnicamente il problem solving può essere definito come il processo cognitivo messo in atto per analizzare la situazione problematica ed escogitare una relativa soluzione; gli Psicologi studiano questo processo già dalla fine dell'ottocento individuando i meccanismi psichici di base in esso implicati anche se oggi i professionisti interessati a questo fenomeno sono tantissimi come ad esempio fisici, matematici, medici. In realtà ognuno di noi è alle prese quotidianamente con problemi da affrontare ed implicitamente attua meccanismi di problem solving. Un problema può essere definito tale quando ci troviamo di fronte a situazioni indesiderate o potenzialmente tali, oppure generatrici di ansia o preoccupazioni la cui risoluzione è possibile attraverso una modifica della stessa oppure della condizione cognitiva e/o emotiva del solutore. Tecnicamente una situazione non modificabile non è considerabile come un problema ma come una situazione di fatto (ne è un esempio il clima). In sintesi estrema possiamo individuare come passo principale per poter mettere in atto un processo di problem solving la percezione del problema (quello che può essere considerato un problema per una persona potrebbe non esserlo per un'altra); successivamente è necessario che il problema venga accettato come tale e definito in maniera quanto più possibile realistico; in caso di problematiche multiple risulta utile suddividere i problemi ed individuare le priorità. Una volta stabilito in maniera operazionale un problema, seguendo l'algoritmo del problem solving è necessario elaborare svariate ipotesi risolutive analizzando per ognuna di essa le conseguenze, gli aspetti positivi e negativi di queste e valutarli in base alle proprie esigenze, aspettative e necessità; un accurato ragionamento sulle possibili alternative generate può essere di aiuto nella presa di decisione e dunque nella soluzione dei problemi. Il principale ostacolo alla soluzione di un problema è la mancata identificazione dello stesso; anche l'incapacità di generare alternative realistiche e la valutazione errata delle conseguenze possono essere fautori di soluzioni indesiderate o comunque insoddisfacenti motivo per la quale molte persone, come accennato all'inizio, chiedono la consulenza di un professionista per elaborare in maniera corretta il suddetto algoritmo. La soluzione dei problemi richiede comunque l'applicazione di processi intellettivi e creativi molti dei quali ognuno di noi è stato dotato a seguito dell'evoluzione e dei processi di selezione naturale. 

Dr Michele Passarella

Ultima modifica ilDomenica, 20 Settembre 2015 12:57
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