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SVEZIA: IL PAESE IN CUI IL FUMO È MESSO AL BANDO

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È di pochi giorni fa la notizia che in Svezia è stata approvata la legge che prevede il divieto, a partire dal primo Luglio 2019, di fumare anche nei parchi gioco, nelle banchine dei treni e nei ristoranti all’aperto. Anche, poiché nel Paese scandinavo è già vietato fumare nei bar e nei ristoranti e, in buona sostanza, accendersi una sigaretta è consentito solo nelle aree fumatori, predisposte nei luoghi di lavoro e in quelli pubblici.

Ma perché la Svezia ce l’ha così tanto con i fumatori? In realtà il governo del Paese, che ha il chiaro obiettivo di diventare il primo ad essere completamente libero dal fumo entro il 2025, ha a cuore la salute dei fumatori, dei non fumatori e dell’ambiente più di quanto si possa immaginare.

Grazie a questi provvedimenti, avviati già quasi 15 anni, nel Paese a fumare abitualmente è solo l’11 per cento della popolazione, mentre il 10 per cento fuma solo occasionalmente. Una percentuale molto bassa, frutto anche delle misure adottate per “scoraggiare al fumo”. Non una lotta contro i fumatori, quindi, ma una battaglia in loro favore. Eh sì perché, a fare due conti, tutti quelli che in Svezia hanno smesso di fumare perché “qui non si poteva più e lì nemmeno”, ci hanno sicuramente guadagnato in salute e in soldoni, calcolando il risparmio ottenuto dal mancato acquisto di svariati pacchetti all’anno. Ci hanno guadagnato i non fumatori, non più costretti a respirarsi la sigaretta di turno correndo al parco, aspettando il treno o anche solo facendo un aperitivo davanti al bar. Ci ha guadagnato l’ambiente, con centinaia di migliaia di pacchetti e cicche in meno nel ciclo dei rifiuti (proprio poco tempo fa, in Italia, si è parlato del problema delle cicche di sigaretta gettate ovunque e dannosissime per l’ambiente). E ci ha guadagnato anche lo Stato, non più “costretto” ad impiegare risorse (anche se da quelle parti la Sanità funziona diversamente rispetto alle nostre) per la cura delle malattie derivanti dal fumo e per la raccolta dei rifiuti da esso derivanti.

Insomma, in Svezia una quindicina di anni fa hanno cominciato a pensare che, forse, dovevano dare una mano alla naturale evoluzione dell’uomo che, certamente, tra qualche decennio avrà definitivamente accantonato il vizio del fumo. Ci hanno messo impegno, determinazione, si sono presi critiche e proteste, ma alla fine i risultati sono arrivati. In Italia, dove lo Stato ha il monopolio delle sigarette ma spende, di sicuro, più quanto guadagna per le conseguenze da esse causate, non sarebbe forse ora di intraprendere la stessa strada?

Marco Tavassi

Ultima modifica ilDomenica, 16 Dicembre 2018 20:43
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