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Articoli filtrati per data: Dicembre 2018

9 DICEMBRE-GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA CORRUZIONE

Dal 9 dicembre 2012 si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale contro la Corruzione.Lo scopo della giornata è quello  di sensibilizzare le persone sul grave problema globale della corruzione e sul ruolo che la Convenzione ONU contro la Corruzione, adottata nel 2003, può avere nel combatterla e prevenirla.  Gli effetti perversi che la corruzione ha sulle economie globali e la società  tutta, sono stati denunziati dal Segretario Generale  sostenendo che, però, essa non è un fenomeno inevitabile ma può bensì essere respinto se i governi e le persone scelgono di rifiutarlo, facendo piuttosto prevalere la loro integrità  La maggior parte delle persone sa riconoscerla quando la vede, perchè definire la corruzione non è semplice ,ma il vero problema è che persone differenti vedono la corruzione in modo differente. Il termine "corruzione" deriva dal verbo latino "rumpere" (traduzione:"rompere"), quindi con l'atto della corruzione si rompe qualcosa, ma cosa? l'integrità richiesta da un  ruolo? Un patto di fiducia?  sicuramente è così. Possiamo dire meglio, delle regole morali o più semplicemente delle regole e leggi amministrative La corruzione viene qui definita come il comportamento di chi utilizza il suo potere per fini personali. In tal senso, la corruzione include ogni forma di abuso di potere, non solo quindi il reato penale di corruzione e il complesso di reati contro la pubblica amministrazione. Quindi ad esempio anche il clientelismo ed il nepotismo sono considerati forme di corruzione.

 

La corruzione ha sempre caratterizzato tutte le civiltà, anche le più antiche. Dalle civiltà mesopotamiche, dove la reciprocità tra il dono interessato ed il favore richiesto era una consuetudine consolidata, all’Atene di Pericle o alla Roma di Cicerone, dove la tangente era un costume formalmente condannato benché ampiamente diffuso, dall’Europa della Riforma luterana, cruciale nella fondazione di un’etica anticorrutiva, all’irrisolta questione morale dei giorni nostri.Dunque la corruzione è un comportamento della persona che abusa della sua posizione di fiducia per ottenere un indebito vantaggio, un guadagno privato. Essa si può riscontrare sia nei rapporti pubblici che privati. 

"Non dobbiamo mai abbassare la guardia nella lotta alla corruzione", ha dichiarato Marin Mrčela, Presidente del Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d'Europa ( Greco  )

Ed è proprio la Basilicata  addirittura la regione   a salire sul podio negativo al terzo posto  tra le 200 aree più corrotte d'Europa

È un giudizio severo quello dato dal «Quality of Government Institute» della facoltà di Scienze politiche dell’Università svedese di Goteborg, che periodicamente effettua rilevazioni sulla qualità della pubblica amministrazione europea che  analizza gli  aspetti, ossia la qualità, l’imparzialità e, appunto, la corruzione. (da fonte Gazzetta del Mezzogiorno)

L'istituzione della Giornata Internazionale serve per ricordarci quanto questo fenomeno influisca negativamente sulle nostre vite, per riflettere sulle conseguenze (l'aumento della povertà e il forte freno allo sviluppo), ma soprattutto per pensare come si possa combattere questo fenomeno che dilaga sempre più, non solo con leggi o con il lavoro continuo delle forze dell'ordine, sempre impegnate nella prevenzione e nel contrasto del crimine :il loro lavoro e i loro successi costituiscono un servizio prezioso al nostro Paese, ma anche grazie ai cittadini, che dovrebbero denunciare   casi di corruzione di cui sono vittime o a conoscenza , è un male che inquina le fondamenta del vivere civile, va avversata senza equivoci o timidezze. Combatterla è un impegno di sistema,di tutte le istituzioni pubbliche e, al contempo ,è compito che appartiene a ciascun individuo, alle organizzazioni economiche e sociali, a tutela di tutti.

Il silenzio non è consentito.

Angela Rondanini

 

TOMBOLATA SOLIDALE ANGSA BASILICATA

Si terrà giovedì 13 Dicembre, alle ore 18:00, presso la sede del CSV Basilicata, in via Sicilia 10, la TOMBOLATA SOLIDALE organizzata dall'ANGSA BASILICATA. Angsa Basilicata è una sezione regionale dell'Associazione Nazionale, costituitasi in Italia nel 1985. Angsa si occupa di autismo e disturbi generalizzati dello sviluppo ed è presente in quasi tutte le regioni. L'associazione è impegnata a promuovere l'educazione specializzata, l'assistenza sanitaria e sociale, la ricerca scientifica, la formazione degli operatori e la tutela dei diritti civili.

L'obiettivo per il quale la sezione lucana di Angsa lavora con impegno e passione è quello di realizzare progetti utili ed efficaci nell'ambito scolastico, sportivo, musicale, teatrale, favorendo una maggiore inclusione. Com'è facile immaginare, per questi progetti è necessario essere supportati da figure professionali con delle specifiche competenze nell'ambito delle tecniche cognitivo-comportamentali, che aiutino le famiglie ad affrontare e gestire le più piccole azioni quotidiane e ad incrementare le autonomie personali e sociali dei bambini/ragazzi. 

Un lavoro non semplice che, nel corso degli anni, ha portato tanti frutti e tanti passi in avanti. Ma, naturalmente, tanti sono i passi ancora da fare, anche perché spesso istituzioni e società non remano nella stessa direzione e, di conseguenza, la strada diventa più impervia e difficile. Il sostegno che tutti noi possiamo dare ad una causa così importante è semplice ma importantissimo. La TOMBOLATA SOLIDALE del 13 Dicembre sarà l'occasione per essere vicini, concretamente, a chi ogni giorno fa tanto e mette in campo sforzi inimmaginabili, non solo per essere mamma, papà, sorella, fratello di bambini e ragazzi autistici ma anche per fare in modo che il loro oggi e il loro domani possa essere migliore. Un'occasione bella per trascorrere una serata piacevole, allietata dall'Associazione Gente Allegra Gruppo Clown e tutta da vivere. Stare insieme, divertirsi e, nel tempo stesso, concorrere per una causa lodevole e assai importante. 

Marco Tavassi

PINO MANGO UN RICORDO SEMPRE VIVO

Cosa c’è di più bello morire mentre fai musica davanti alla gente, e cioè mentre fai la cosa che ami di più?”Queste furono le parole di Pino Mango dette in confidenza a sua moglie Laura Valente, svelate dall’ex-componente dei Matia Bazar in una intervista a Corriere dello Sera del 2017.E così è stato, seppur agli occhi degli altri in maniera brutale: nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2014, in seguito ad un infarto mentre si esibiva in concerto al Pala Ercole di  Policoro. Mango si spense all’età di 60 anni, lasciando un ricordo nella mente di tutti gli amanti della musica italiana.Giuseppe Mango per gli amici Pino nasce il 6 novembre 1954 a Lagonegro (Pz),

Ma è storia nota che la musica scorreva nel sangue di Mango: dalle cover band a 7 annicon il fratello Michele, fino ad arrivare all’incontro che gli ha cambiato la vita, quello con Mogol. Nel 1984, dopo essere stato scartato da una casa discografia, Mango sembra intenzionato a mollare la musica ma il paroliere milanese resta stupito dal provino e convince l’A/R, una certa Mara Maionchi  a prendere in considerazione il ragazzo di allora 30 anni.

Nel 1975 va a Roma a incidere con la RCA Italiana l'album "la mia ragazza e un gran caldo" che sara' pubblicato nel 1976.La musica sin da bambino - Un amore per la musica, quello di Mango, partito da lontano. Da quando a sette anni già suona in alcune band. Si cimenta con l'hard rock, con il blues, e saranno quelle le basi della sua formazione giovanile. Su tutti, ad influenzarlo, è Peter Gabriel. A 20 anni è già a Roma, per inseguire il suo sogno, poi Milano. Il primo album lo incide nel 1975, La mia ragazza è un gran caldo . Si fa notare da Patty Pravo e da Mia Martini che scelgono di riprendere alcuni suoi pezzi. Il primo vero consenso di pubblico arriva nell'84 con Oro, con testo di Mogol. Per uno strano scherzo del destino, o forse no, il brano che gli ha dato il successo, sarà anche quello con cui si accomiaterà dal suo pubblico.Oro fu poi scelta anche come colonna sonora per un paio di pubblicità. Le porte del mercato discografico si spalancano: quattro album in quattro anni e tre partecipazioni consecutive al Festival di Sanremo. In tutto le apparizioni nella cittadina ligure saranno sette come cantante e due da autore. L'anno successivo, è l'85, ottiene il Premio della Critica tra le Nuove proposte con Il viaggio, poi è la volta di Le verrà ('86), nei big, con il suo falsetto melodico, cifra stilistica di molte delle sue produzioni. E' anche autore di Re, per Loredana Bertè che scandalizza per il finto pancione che sfoggia sul palco. Nell'87 esce con l'album Adesso e a raccogliere i maggiori consensi non è il brano sanremese (Dal cuore in poi  ma Bella d'estate , con un testo di Lucio Dalla.Torna al festival nel '90 (Tu...si), nel '95 (Dove vai , nel '98 (Luce, premio Fimi come miglior canzone) e poi nel 2007 (Chissa se nevica). Apprezzato dalla critica, meno dal pubblico che non gli concede oltre il quinto posto dell'ultima partecipazione. Più musicista che cantautore, Mango si è sempre distinto nel panorama musicale con il suo pop mediterraneo aperto alle influenze internazionali. Nel 2004 si era sposato, dopo tanti anni di fidanzamento, con Laura Valente, cantante ex dei Matia Bazar, da cui ha avuto due figli.Definito un «autentico innovatore della musica leggera italiana», il cantante lucano,  nella sua carriera ha venduto oltre 5 milioni di dischi, facendo un mix tra pop e rock ed folk.
A diversi anni dalla morte, i pezzi di Mango continuano a risuonare nel suo ricordo. Sua moglie Laura, in seguito alla sua morte,ha reso noto anche la raccolta di poesie  che il cantante aveva scritto nel corso della sua vita.

 Angela Rondanini

 

 

 

 

ALFREDO VIVIANI E LO STADIO DEL CAPOLUOGO

E' l'uomo a cui la citta' di Potenza deve il suo stadio:

impiegato statale ma anche calciatore,appassionato di sport,dirigente sportivo e scrittore,fu' il fondatore della prima squadra di calcio del Capoluogo,ovvero il Potenza Sport Club nel 1919 di cui fu' Presidente fino al 1936:

si prodigo' tanto per la costruzione dello stadio, fino a quando nel luglio del 1934 iniziarono i lavori che furono completati nell'ottobre dello stesso anno, e inizialmente,trattandosi dell'Era Fascista, fu' chiamato "Campo Sportivo del Littorio",inaugurato il 4 novembre successivo con l'incontro di calcio - Potenza Nissena terminata 1 a 1 - ;

purtroppo a partire dal 1936, Alfredo Viviani fu' colpito da una malattia che lo costrinse a letto fino a quando il 7 dicembre del 1937 mori', lasciando profonda tristezza in tutti i potentini e venosini, citta' quest'ultima che gli diede i natali il 26 giugno del 1889.

In conseguenza di tale avvenimento,ed essendo terminata con la fine della 2^ guerra mondiale l'Epoca Fascista, nel 1948 lo stadio di Potenza fu' intitolato ad " Alfredo Viviani ", ( 70 anni fa' )

a cui ancora oggi tutti i potentini sono riconoscenti  e memori di tante soddisfazioni,in particolar modo " il glorioso periodo della serie B ", di cui tutti,soprattutto oggi, auspicano il felice ritorno  che ci auguriamo avvenga al piu' presto.

 

LUCIANO GENTILE

( foto talenti lucani )

 

 

Usi spesso il computer anche nelle ore serali?

Lo sapevi che...

La luce blu regole anche quei processi fisiologici che si ripetono con un ritmo giornaliero?

E sapevi che il controllo del sonno e della veglia spetta al tuo orologio biologico sulla base degli stimoli percepiti dalla retina?

Esattamente!

Essa infatti, in base all'intensità della luce percepita, sopprime o stimola la secrezione di melatonina favorendo lo stato di veglia o sonno.

Quindi...

Quali sono gli effetti causati dall'eccessiva esposizione alla luce blu nelle ore serali?

Te lo dico subito...

La luce emanata dallo schermo, in tali ore, inganna l'orologio biologico che sopprime la produzione di melatonina. Di conseguenza si dorme poco e male, fatto che a lungo andare favorisce lo sviluppo di:

Ansia;

Depressione;

Deficit cognitivi (calo di attenzione, concentrazione e memoria).

Oggi però c'è una soluzione...

Sono state messe a punto delle lenti particolari, in grado di schermati dalla luce blu-viola (nociva).

Studi clinici dimostrano, infatti, che queste lenti:

Prevengono i sintomi e migliorano l'acuità visiva nei pazienti con secchezza oculare (Kaido et al., 2017);

Non ostacolano il sonno se indossate nelle ore serali e notturne (Esami et al., 2016; Leung et al., 2017);

Prevengono il melanoma uveale e la degenerazione maculare (Logan et al., 2015; Tosini et al., 2016).

Non aspettare, previene e proteggi i tuoi occhi!

Vieni da Ottica Califano in Via Plebiscito n. 21 Cap. 85100 Potenza (PZ).

http://www.otticacalifano.it/

Telefono fisso: 0971/411750

 

Michele Saporito

 

Recupero di Lega Pro girone C, la Viterbese Castrense annienta il Bisceglie, finisce 4-0.

Mercoledì 5 dicembre 2018 alle ore 14:30 si è giocata la partita Viterbese Castrense-Bisceglie, recupero della quarta giornata di andata del campionato di Lega Pro girone C 2018/2019.

Serie C, all'Enrico Rocchi la Viterbese Castrense travolge il Bisceglie 4-0 poker servito: è Pacilli-show. I gialloblu incassano la prima vittoria stagionale..

Pacilli (doppietta), Ngissah e Vandeputte firmano il 4-0 che regala ai laziali il primo successo in campionato.

Allo stadio "Enrico Rocchi" di Viterbo la Viterbese Castrense vince 4-0 contro il Bisceglie, le reti, al 15' del primo tempo i padroni di casa della Viterbese Castrense passano in vantaggio con Pacilli, al 35' del primo tempo arriva il raddoppio della Viterbese Castrense con Ngissah, al 57' del secondo tempo la terza rete della Viterbese Castrense ancora con Pacilli che sigla la sua doppietta e al 78' del secondo tempo la quarta rete per il poker della Viterbese Castrense con Vandeputte.

 

Michele Saporito

Matera sconfitto a Monopoli, vittoria in casa per il Potenza, l'AZ Picerno vince a Pomigliano D'Arco, perde l'F.C. Francavilla a Taranto e sconfitta interna per il Rotonda.

Dmomenica 2 dicembre 2018 si è giocata la quattordicesima giornata del campionato di Lega Pro girone C 2018/2019.

I rossoblu' calano il tris contro la Virtus Francavilla: seconda vittoria all'Alfredo Viviani.

Il Potenza si riaccende.

Parte bene la volata di fine girone di andata: in gol Franca, Sales e Guaita.

Il tecnico glissa sul mercato: "Non mi interessa, devo far rendere al massimo la squadra. Così arrivano i risultati".

Dottori: prova di sostanza. Matera tiene le redini nel mezzo.

Guaita, scheggia impazzita.

Pccinni abbina qualità e quantità per tutto il campo.

Il Potenza di mister Raffaele allo stadio "Alfredo Viviani" di Potenza, alle ore 16:30, vince 3-1 contro la Virtus Francavilla, le reti, al 7' del primo tempo i padroni di casa del Potenza passano in vantaggio con Franca, al 39' del primo tempo il radoppio del Potenza con Sales, al 51' del secondo tempo la terza rete del Potenza con Guaita e al 64' del secondo tempo gli ospiti della Virtus Francavilla vanno in rete con Partipilo.

Entra Gerardi e trafigge il Matera: l'undici di Imbimbo quasi mai pericoloso.

Il muro regge 82' minuti.

Imbimbo "Carenza di lucidità in alcune fasi della partita".

Stendardo, errore capitale, Galdean non pervenuto.

Far toni para tutto finché può Corado isolato, Triarico bloccato.

Il Matera di mister Imbimbo allo stadio "Vito Simone Veneziani" di Monopoli alle ore 16:30, perde per 0-1 contro il Monopoli, la rete del padroni di casa del Monopoli all'82' del secondo tempo con Gerardi.

Domenica 2 dicembre 2018 si è giocata la tredicesima giornata di andata del campionato di Serie D girone H 2018/2019.

Un AZ Picerno incerottato si libera del fanalino di coda Pomigliano con reti di Tedesco e Pitarresi.

Più forti delle avversità.

"Under bravi ma non come principali".

"I ragazzi mi hanno emozionato. Ora intervenire sul mercato".

Giacomarro in panchina nonostante il lutto.

Pitarresi, gran gol e salvataggi Ianiello è una spina nel fianco.

L'AZ Picerno di mister Giacomarro allo stadio "Ugo Gobbato" di Pomigliano d'Arco alle ore 14:30, vince per 0-2, le reti degli ospiti dell'AZ Picerno tutte nel primo tempo, al 28' con Tedesco e al 44' con Pitarresi.

Sinnici sconfitti 2-1, il gol di D'Auria vale solo per le statistiche.

Una brusca frenata.

Si ferma a Taranto la serie positiva dell'F.C Francavilla.

Alvigini è sotto "bombardamento". Giornata no per Giordano e Di Giorgio.

"Siamo stati sopra fatti per tutta la durata della partita senza mai reaggire".

Lazic: "Siamo stati irriconoscibili".

L'allenatore è amareggiato: "Non è questa la mia squadra".

L'F.C Francavilla di mister Lazic allo stadio "Erasmo Iacovone" di Taranto alle ore 15:00, perde per 2-1 contro il Taranto, le reti, al 1' del primo tempo  i padroni di casa del Taranto passano in vantaggio con Di Senso, al 28' del primo tempo arriva il raddoppio del Taranto con Salatini e al 74' del secondo tempo gli ospiti dell'F.C. Francavilla accorciano le distanze con D'Auria.

Domenica 2 dicembre 2018 si è giocata la tredicesima giornata di andata del campionato di Serie D girone I.

Perso all'88' lo scontro disperato con l'Igea Virtus: decide Asprilla dopo il pari di Nicola o. Battibecco tra i tifosi e Pugliese.

Rotonda, c'è poco da salvare.

Pugliese getta la spugna. I tifosi si aspettano rinforzi.

Oliva, un paio di uscite "allegre" Silletti rivedibile, Ma set è solo.

Il Rotonda di mister pugliesi allo stadio "Mimmo Rende" di Castrovillari alle ore 14:30, perde per 1-2 contro l'Igea Virtus, le reti tutte nel secondo tempo al 46' gli ospiti dell'Igea Virtus passano in vantaggio con Perkovic, al 73' i padroni di casa del Rotonda pareggiano con Nicola o e all'88' arriva il nuovo vantaggio dell'Igea Virtus con Asprilla.

 

Michele Saporito

 

 

 

 

IN RICORDO DEL PITTORE ROCCO FALCIANO AD 85 ANNI DALLA NASCITA

Rocco Falciano, artista serio e discreto, nato nel 1933,inizia la sua attivita' nel mondo della pittura del realismo a Potenza,poi decide di trasferirsi a Roma per intensificare e migliorare le proprie conoscenze in questo settore, si incontra con il maestro Marino Mazzacurati con cui migliora la sua professionalita' e si riversa nella realizzazione di opere inerenti la pace, il mondo sociale ed economico,la non violenza ecc. affinando la propria liberta' espressiva ma senza dimenticare il vissuto nella terra d'origine.

Si dedica anche ai murali e successivamente alle nature morte,alla realta' del vivere:

persona sensibile ai valori umani e all'etica dell'arte e della pittura, é andato controcorrente rispetto all'arte contemporanea dedicandosi ad un lavoro " raffinato e rigoroso nella sua ricerca della luce e poesia dei paesaggi degli interni e delle cose".

E' stato uno stretto collaboratore del collega Ettore De Conciliis con cui realizzo' grandi opere quali, il dipinto murale - bomba atomica e coesistenza pacifica - nell'abside della chiesa di s. Francesco ad Avellino, il monumento alla Resistenza di Castelnuovo di Sotto (Reggio Emilia) e poi a Mantova,Trappeto,Fiano Romano,Cerignola ecc.

Ha anche occasione di viaggiare, New York - Toronto ecc. si dedica anche all'insegnamento negli istituti artistici, ma poi continua i suoi lavori in Lucania e nel Salento,prediligendo  - il piccolo formato e la tecnica dell'acquerello - :

pubblica anche un libro dal titolo - il Treno d'Argento -, un memoriale dal 1950 al 1990.

Si spegne a Roma il 19 gennaio 2012.

 

LUCIANO GENTILE

foto fonte facebook 

 

AVVENTO, C'È UN PO' DI SPAZIO PER LUI?

Oggi, 2 Dicembre, si celebra la prima domenica di Avvento, periodo forte dell'Anno Liturgico che, in un modo o nell'altro, tocca tutti i fedeli. Avvento, ovvero "venuta", per indicare l'arrivo imminente del Signore nelle nostre vite. Un arrivo avvenuto più di 2000 anni fa eppure estremamente attuale, poiché cruciale per l'esistenza di ogni credente. Una venuta importante che, ogni anno, richiede un tempo che la precede, dedicato ad essa e vissuto in funzione di essa. Un tempo di attesa, quindi, e di preparazione. Ma come si vive l'attesa della venuta di Gesù? Cosa si può fare, concretamente, per essere davvero pronti alla venuta di Cristo? «È un tempo per riconoscere i vuoti da colmare nella nostra vita, per spianare le asperità dell’orgoglio e fare spazio a Gesù che viene». Le parole di Papa Francesco sono emblema della necessità di vivere questo periodo innanzitutto analizzando noi stessi, le nostre debolezze, i nostri vuoti. Per "fare spazio a Gesù che viene". Questa, forse, la frase su cui dovremmo concentrare maggiormente le nostre riflessioni. Fare spazio a Gesù, riservargli un angolo, un posto, un luogo dentro di noi, nella nostra vita, nel nostro quotidiano. Sembra facile, quasi scontato, eppure...

Quando si avvicina il periodo di Natale sale, in maniera quasi automatica, la nostra attesa. Ma, a dirla tutta, da quale attesa siamo invasi? Quali sono i pensieri legati al Natale che, per primi, si fanno spazio nella nostra testa e nel nostro cuore? I regali da fare, le serate da organizzare, gli eventi, le rimpatriate, le compere varie per poter soddisfare ogni tipo di richiesta e per poter adempiere ad ogni tipo di "dovere". Gli addobbi, poi, con le luci da mettere, magari prima che le mettano i vicini di casa, o magari quelle nuove, o magari diverse dallo scorso anno. E poi l'albero, che sia bello, magari più alto dell'anno scorso, magari vero, con tante palline sopra. E poi, ah sì, il Presepe. C'è anche il Presepe, nel rispetto della tradizione. Tutto deve essere pronto per l'8 Dicembre, in fondo pure il menù della Vigilia, gli invitati, i regali, tutto. E quando tutto è pronto che si fa? Ci si mette in attesa. Ma l'attesa è condita, inevitabilmente, da odore di fritto, da ultimi acquisti, da quel regalo da fare sfuggito, dalle file interminabili nei supermercati, con la tredicesima che vola via in un baleno, per chi ha la fortuna di averla. I giorni passano, anzi, volano, e in men che non si dica ci si ritrova al 24 a sera, con le tavole imbandite, con gli alberi che brillano di tante luci, il Presepe pure. Le famiglie, quelle fortunate a non essere segnate da dissidi e divisioni, si riuniscono intorno al tavolo per una serata in armonia, in allegria, con del buon cibo e tanti bei regali da scambiarsi a mezzanotte. Poi, magari, si troverà il tempo per fare qualche critica alla suocera che mi ha guardato in cagnesco, al cognato che non mi ha passato l'olio, alla nuora che è venuta vestita meglio di me per farsi vedere. Non importa. L'ora tanto attesa arriva. Ben quattro domeniche sono state dedicate all'attesa di questo momento, più di 20 giorni per potersi preparare appieno ed essere pronti. È mezzanotte, non una qualsiasi, non una come tutte le altre. È la mezzanotte che ci ricorda che Gesù c'è, è in mezzo a noi, non è mai andato via, non ci ha mai abbandonato. Una mezzanotte importante, cruciale, determinante e noi la onoriamo così, con un brindisi affettuoso, mandando il più piccolo tra noi a mettere il Bambino nel Presepe e magari andando poi a Messa, quella di mezzanotte, con un po' di cibo a fare inevitabilmente su e giù e ad indurre gli occhi a chiudersi. Ma fa niente. L'oretta della Messa passa, gli auguri con i vicini di banco e i conoscenti pure e si ritorna a casa, consapevoli che "ormai è passato un altro Natale". C'è il giorno dopo, certo, ma serve, in fondo, solo per gustare ancora buon cibo e farsi una tombolata con i parenti. E magari per aprire i regali che non siamo riusciti a scartare la sera prima. E poi via, con la mente dritti al 31 a sera. 

Un'attesa lunga, sicuramente portatrice di tanti bei momenti ma... davvero sufficiente alla venuta di Cristo? Forse, scendendo a fondo delle parole di Papa Francesco, il tempo di attesa ci è fornito e ci viene ogni anno sottolineato proprio per permetterci di fare davvero spazio a Gesù che arriva. Di farci trovare pronti, non intenti a fare altro, a pensare ad altro, non con le porte del cuore chiuse. Forse potrebbe essere un tempo per risanare rancori con i nostri familiari, con un vecchio amico che abbiamo allontanato. Potrebbe essere il tempo per la conversione dei nostri atteggiamenti sbagliati nei confronti del prossimo, dell'altro. Il tempo dell'Amore da dare e da diffondere perché, in fondo, Gesù che arriva ha bisogno più di trovare amore che una tavola imbandita. Tanti giorni per prepararci alla venuta per noi più importante, senza tralasciare l'aspetto materialmente festoso ma dando precedenza allo spazio pronto per "Lui". Per quello che ha fatto per noi, in fondo, è il minimo che possiamo fare e, trascurando Lui, rischieremmo di fare la festa senza il festeggiato.

Marco Tavassi

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